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Il depuratore di Trento

Il depuratore di Trento

Interessante case history sull'impiego in sicurezza e efficienza dei sistemi provvisionali. Oggi, con Doka Italia, abbiamo intervistato il Geom. Remo Taboni, Responsabile di Cantiere per Capitalfin Holding. L’azienda, che da oltre 20 anni si occupa della realizzazione di grandi opere, è soprattutto  specializzata in cemento armato, quindi in casserratura e posa calcestruzzo.

Il ruolo di Taboni è quello della gestione del cantiere sia con responsabilità sia sulla produzione sia sulla sicurezza ed oggi ci parla della collaborazione con Doka relativa al progetto del Depuratore di Trento, commissionato dalla Provincia stessa di Trento:  “Abbiamo iniziato nel 2018 la costruzione del depuratore, che si divide in 2 parti: una vasca di sollevamento - ormai conclusa - e la realizzazione del depuratore vero e proprio, divisa in più fasi con una durata di lavoro di circa 2 anni - che prevediamo di concludere nel 2021. La zona scelta per la costruzione del depuratore si trova a ridosso di una collinetta (si chiama tomo), dove vicino passava una strada statale; quindi si è dovuti intervenire su una parte attaccata alla collinetta e, nel frattempo, si è reso necessario spostare la strada statale e si è passati alla 2° fase. Poi ci sarà una terza fase che riguarderà opere di completamento e chiusura delle varie aree".

 

Prosegue Taboni: "Trattandosi di una struttura complessa, in cui bisogna adottare diverse tipologie di cassero in quantità notevoli, abbiamo richiesto la collaborazione di Doka perché è un’azienda molto conosciuta nel settore e con la quale collaboriamo positivamente da diversi anni. Abbiamo utilizzato il Framax e le mensole K per realizzare dei muri di diverse altezze fino a 15 metri, in 3 fasi e con spessori variabili da 30 cm a 150 cm. La puntellazione controterra l’abbiamo utilizzata sui muri a ridosso delle paratie con muri di altezza massima di 9 metri, mentre le torri Staxo Eco, le stiamo utilizzando su solai con altezze variabili da 6 a 10 metri".

"Il vantaggio di questi prodotti è l’affidabilità e la varietà di assemblaggio per ottenere varie tipologie di cassero e raggiungere altezze diverse. Come tutte le strutture, si parte sempre con un progetto base e poi nel suo corso vengono aggiunti elementi in più o diversi; per cui cambiando i disegni si cambia la progettazione del cassero. Abbiamo perciò richiesto la consulenza del reparto tecnico di Doka, in particolare di Diego Garzia, che è stato sempre disponibile ed è elastico quando è stato necessario intervenire tempestivamente con modifiche di vario genere".

 

"In un paio di occasioni, mentre stavamo realizzando una soletta inclinata all’impianto disollevamento, per evitare lo sfrido dei pannelli armo, abbiamo chiesto di cambiare il progetto iniziale e cambiato il posizionamento delle travi H20 e abbiamo risolto il problema, senza indebolire la portata della struttura. Ci sono stati inoltre casi in cui sono nate delle forometrie e é stato necessario utilizzare dei puntelli speciali, la soluzione è stata trovata al volo e con il materiale presente in cantiere, senza necessità di ordinarne altro”.

Conclude Taboni: “sia dal punto di vista della qualità dei prodotti che della professionalità, possiamo dirci davvero soddisfatti della collaborazione con Doka”.

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