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Palfinger conquista il Mare del Nord a colpi di gru

Palfinger conquista il Mare del Nord a colpi di gru

Nel Mare del Nord soffia vento forte. E no, non è soltanto una questione meteorologica. A spingere davvero è il settore eolico offshore europeo, che continua a macinare investimenti, piattaforme e chilometri di connessioni elettriche sottomarine.

In questo scenario ad altissima tensione – letteralmente – Palfinger si è assicurata un nuovo contratto strategico che consolida la propria presenza nel comparto offshore wind, uno dei terreni più selettivi e tecnicamente complessi del panorama industriale globale.

L’azienda austriaca fornirà infatti sette gru davit PF200-7m alla spagnola l’impresa >>Dragados Offshore<< , contractor internazionale specializzato nelle infrastrutture energetiche marine. Le gru saranno installate su cinque piattaforme convertitrici HVDC (High Voltage Direct Current) destinate ai programmi di connessione offshore dei gestori di rete tedeschi Amprion e TenneT Germany: giganteschi nodi energetici in mezzo al mare che raccoglieranno l’energia prodotta dai parchi eolici offshore per spedirla sulla terraferma senza disperdere preziosi megawatt lungo il tragitto.

In un mondo dove tutti parlano di transizione energetica, qui si passa direttamente alla pratica. E per far funzionare queste “isole elettriche” servono attrezzature capaci di lavorare in condizioni che definire complicate sarebbe quasi riduttivo. Sale, vento, umidità, corrosione e manutenzione difficile: il Mare del Nord non è esattamente il posto ideale dove lasciare una macchina con qualche debolezza progettuale.

Ed è qui che entra in scena la PF200-7m, una gru compatta ma progettata per ambienti offshore severi. Palfinger punta su peso contenuto, elevate capacità di sollevamento e un design plug-and-play che semplifica installazione e operatività.

La protezione anticorrosione avanzata e la ridotta necessità di manutenzione diventano elementi fondamentali quando il “centro assistenza più vicino” si trova a svariate miglia nautiche dalla costa.

La produzione delle gru inizierà nella prima metà del 2026, mentre le consegne proseguiranno fino al 2028. La messa in servizio offshore accompagnerà invece il completamento graduale delle piattaforme fino al 2031. Tempi lunghi, certo, ma perfettamente coerenti con la complessità di progetti che assomigliano sempre più a cantieri navali futuristici.

Per Palfinger si tratta anche di un importante tassello strategico: è il primo progetto con Dragados Offshore e il primo legato ad Amprion. Con TenneT, invece, la collaborazione è ormai consolidata. Grazie a questo nuovo contratto, il costruttore austriaco avrà equipaggiato ben 12 delle 15 sottostazioni offshore previste tra Germania e Paesi Bassi.

Non male per delle gru che lavorano sospese tra turbine, onde e trasformatori da milioni di volt. Nel frattempo, mentre sulla terraferma si discute ancora di infrastrutture energetiche, nel Mare del Nord stanno già costruendo il futuro. Con parecchio acciaio, molta ingegneria… e qualche gru che non soffre il mal di mare.

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