Allu mette il tondino nel frullatore da demolizione
Allu mette il tondino nel frullatore da demolizione
Nel mondo delle demolizioni, il calcestruzzo armato è sempre stato quel collega di cantiere che nessuno vuole davvero invitare alla festa: pesante, ingombrante e soprattutto pieno di tondini pronti a bloccare qualsiasi impianto di frantumazione.Allu, però, sembra aver deciso che è arrivato il momento di cambiare musica. La casa finlandese ha infatti presentato la nuova Concrete Screening and Crushing Bucket, una benna progettata per trasformare direttamente in cantiere macerie contaminate da ferro d’armatura in materiale riutilizzabile. E senza mandare in crisi l’escavatore.
Il concetto è semplice, ma estremamente concreto: eliminare, o almeno ridurre drasticamente, la necessità di impiegare un frantoio mobile dedicato nelle demolizioni di piccola e media scala. La nuova benna lavora installata su escavatori da 25 a 45 tonnellate e permette di frantumare e vagliare calcestruzzo, laterizi e RAP direttamente sul posto, anche quando il materiale contiene ferri d’armatura. Meno camion in entrata e uscita, meno cumuli da gestire e meno ore perse aspettando il frantoio “che arriva domani”.
Dal punto di vista tecnico, Allu punta molto sulla continuità operativa. La benna è stata progettata proprio per evitare i classici stop-and-clear causati dai ferri che si incastrano nel sistema di frantumazione. La struttura heavy-duty include un telaio rinforzato, lama frontale da 40 mm e protezioni laterali da 30 mm, pensate per sopportare le sollecitazioni generate da escavatori di grande taglia.
La capacità produttiva dichiarata arriva fino a 100 tonnellate/ora con pezzature in ingresso fino a 300 mm. Non male per un accessorio che, di fatto, trasforma il braccio dell’escavatore in un piccolo impianto di riciclaggio itinerante.
Interessante anche la gestione della granulometria. Grazie a un sistema di contro-lame intercambiabili, l’operatore può ottenere materiale in uscita da 0-50 mm oppure da 0-100 mm, adattando il prodotto finale alle esigenze del cantiere.
Una soluzione che strizza l’occhio all’economia circolare, perché consente di riutilizzare direttamente il materiale demolito come riempimento o sottofondo, riducendo conferimenti e costi logistici.
La nuova benna Allu è ancora in fase finale di test e arriverà sul mercato nel corso del 2026, ma il messaggio è già chiarissimo: nelle demolizioni moderne lo spazio per macchine monofunzione si restringe sempre di più. E se una benna riesce a fare il lavoro di un impianto mobile senza chiedere un piazzale grande come un aeroporto, il settore probabilmente le presterà molta attenzione. Anche perché il ferro nel calcestruzzo, da problema cronico, potrebbe finalmente diventare solo… un dettaglio di lavorazione.

