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Gestire in cantiere terre e rocce da scavo

Gestire in cantiere terre e rocce da scavo

Quando si parla della gestione del suolo frutto di scavo, la prima forma di salvaguardia è il riutilizzo del suolo stesso, al fine di mantenere inalterata la qualità ambientale: le terre da scavo non sono, infatti, un rifiuto da portare in discarica, ma al contrario possono diventare risorsa vantaggiosa per tutti i protagonisti coinvolti.

L'obiettivo delle imprese e degli operatori deve essere quello di recuperare il maggior quantitativo di suolo per impiegarlo nuovamente nel cantiere stesso.

Tra le prime necessità c’è, di solito, l’esigenza di separare i diversi tipi di materiale estratto per poter riutilizzare velocemente il suolo.

Con i macchinari giusti la soluzione è a portata di mano.

A Quillagua, una piccola cittadina cilena della provincia di Antofagasta, considerata dal National Geographic come il punto più arido dell’intero pianeta, è stata usata una benna Vagliante MB-S18 per selezionare la sabbia e impiegarla nuovamente per coprire i cavi dei pannelli fotovoltaici: così finalmente gli abitanti della cittadina possono comunicare con il resto del mondo.

Il lavoro di squadra di Vagliatrice e Frantoio MB Crusher ha conquistato parecchi operatori del settore, che hanno adottato entrambi sia per l’efficienza operativa che per le performance economiche: inferiori costi operativi, di manutenzione e logistica e aumento dell’operatività e della velocità di esecuzione.

Usando i macchinari giusti, quindi, è possibile velocizzare il processo lavorativo, migliorare la redditività e limitare l’impatto ambientale durante la gestione delle terre da scavo.

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