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Total orange: Ausa e JLG riiniziano da qui

Total orange: Ausa e JLG riiniziano da qui

In un’epoca in cui tutti si aggiornano il logo come se fosse l’ultimo modello di smartphone, AUSA ha fatto di più: dopo l'acquisizione da parte di JLG,ha adottato un’identità visiva così arancione che gli uccellini industriali a Barcellona ora volano in cerchio come fossero attratti da un sole artificiale in cabina operatore.

La storia è semplice quanto un’operazione di routine al Bauma: JLG, parte del gruppo Oshkosh Corporation, ha accolto AUSA nel suo segmento Access a fine 2024, segnando una “nuova era” che suona un po’ come il titolo di un film di fantascienza sul cantiere. 

Che cosa cambia davvero?
  • AUSA porta con sé decenni di esperienza nei dumper compatti, rough-terrain forklift e telehandler, e li parcheggia nel garage JLG come se fossero nuove appendici di una famiglia già abbastanza numerosa.
  • La brand identity è stata ripulita dei vecchi vezzi grafici (addio verde, addio icone obsolete) per abbracciare un look arancione minimalista che grida “ci vedete da lontano”.
L’integrazione tecnica non è solo cosmetica: l’ordine ricambi AUSA ora passa tramite la piattaforma Online Express di JLG, promettendo consegne più rapide e una disponibilità di pezzi che farebbe impallidire qualunque magazzino di fine turno.

Dal punto di vista operativo, la fusione sembra avere senso: AUSA porta uno stabilimento da oltre 23.000 metri quadri a Barcellona, una rete di oltre 600 concessionari e una forza lavoro globale di centinaia di operatori pronti a spiegare ai nuovi colleghi del Midwest cosa significa terreno difficile.

E mentre i manager ci parlano di “espansione del portfolio globale”, “sinergie strategiche” e “miglioramento dell’esperienza cliente”, noi ci immaginiamo un cantiere dove finalmente i dumper AUSA parlano lo stesso linguaggio di sollevatori telescopici e piattaforme JLG — e lo fanno senza litigare sul colore della vernice.

Insomma, non è solo un cambio di logo e di piattaforma di ricambi: è una mossa che prova a trasformare due marchi storici in un unico ecosistema di macchine e supporto, pronto a competere su scala globale. Che sia davvero l’alba di una nuova era industriale… o solo un’altra strategia di rebranding con naming arancione, lo diranno i prossimi ordini.

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