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Contenimento di una scarpata con MB Crusher

Contenimento di una scarpata con MB Crusher

Anche nel pieno della pandemia alcuni cantieri sono proseguiti per necessità. La Protezione Civile del Friuli, in una zona montana delle Valli del Natisone, è dovuta intervenire per sistemare un muro di contenimento danneggiato di una scarpata: un lavoro che andava fatto velocemente per non compromettere l'intera vallata.

I lavori sono stati affidati alla ditta G.M. Scavi e Miniscavi di Grudina Morris, molto conosciuti sia in Friuli che in altre Regioni per i loro lavori di opere miste, definiti in molte occasioni come vere e proprie opere d’arte paesaggistica.

Per risolvere il problema si è scelta un'opera mista legname e pietra. Scelta ovvia, per molte ragioni: non è legata a vincoli ambientali, non deturpa l’aspetto paesaggistico della vallata, è più veloce da terminare rispetto ai muri di cemento armato, ma soprattutto è l’unico modo possibile di operare visto l’importante dislivello.

Le difficoltà in ogni caso erano molte, soprattutto durante il periodo di lockdown; per questo il titolare dell’impresa, ha scelto di lavorare con due macchinari MB Crusher, una benna frantumatrice MB-C50 e una benna vagliatrice MB-S10. ‘

Parola chiave di questo cantiere era quindi ottimizzare il tempo, finire in fretta, ma con lavori fatti a regola d’arte. Per prima cosa si è proceduto con la fase di scavo dell’opera da sostituire. Poi si sono rimossi i tronchi marci del precedente muro e quindi tutto il ghiaino. Per far questo si è risalita la scarpata in 4 fasi, con un dislivello di ben 15 metri orizzontali e 30 metri verticali.

Secondo problema. Anche recuperandolo tutto, il ghiaino già presente in loco non bastava per finire l’opera. Bisognava fornirne altro. E qui arriva il problema. Per fare arrivare i camion con l’aggregato da Cividal del Friuli ci voleva almeno un’ora di strada, l’ultimo tratto è tutto sterrato.

Come se non bastasse, per raggiungere il cantiere si doveva passare sopra a un bellissimo ponticello che attraversa un torrente e che né camion né escavatori di grandi dimensioni possono attraversare.  Bisognava quindi scaricare il materiale a 150 metri di distanza da dove doveva essere posto in opera, poi portarlo a destinazione con una mini pala.

La scelta è caduta sul frantoio e la vagliante MB Crusher proprio per evitare alti costo di trasporto e movimentazione della ghiaia e evitando anche i costi di acquisizione del materiale. La benna vagliante è stata usata per selezionare e pulire il materiale di risulta dello scavo, recuperandolo tutto.

La benna frantoio invece ha frantumato le pietre già presenti sul posto. Poi di nuovo con la vagliante è stato possibile ottenere ciottoli puliti, selezionati a 4-8 cm per un drenaggio a regola d’arte. Anche la parte fine di risulta dalla vagliatura è stata riutilizzata per fare il manto di stabilizzato.

Un lavoro ben fatto, in pochissimo tempo, con un notevole risparmio . 

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