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Compatti, ma cattivi

Compatti, ma cattivi

Cercate un escavatore che abbia i muscoli di un medio e la maneggevolezza di un mini? Kobelco li ha trovati e si chiamano SK230SRLC-7 (24 t) e SK270SR(N)LC-7 (27,3 t).

Parliamo di macchine "Short Radius", ideali per quei cantieri urbani dove un centimetro può fare la differenza: con un’impronta di lavoro lunga 4,06 m (SK230) o 3,68 m (SK270), si infilano tra le corsie stadali con estrema agilità.

Sotto il cofano batte un motore Yanmar Stage V da 127 kW, con una coppia aumentata del 22 %, e un DPF con intervalli di sostituzione estesi da 4.500 a 6.000 ore: meno manutenzione, più produttività.
La lama idraulica ribassata e il sottocarro allungato garantiscono stabilità e controllo anche quando si sollevino carichi pesanti. Sul fronte robustezza la SK230 non si tira indietro: il braccio stato rinforzato con una lamiera più spessa del 25%, mentre il pistone del cilindro della benna è stato irrobustito, aumentando il diametro del perno da 80 a 85?mm.

Tradotto: scavi più muscolari, più profondi e senza compromessi. Dentro la cabina, comfort e tecnologia convivono in armonia: il sedile Grammer con sospensione ad aria segue i movimenti del bracciolo e dei comandi, mentre il display a colori da 10” gestisce tutto, dalla cronologia operativa al flusso idraulico.
Bluetooth, radio DAB+ e luci LED completano il quadro, rendendo il cantiere un po’ più… smart-driven.

[Wesley Elverding], Product Marketing Manager di Kobelco, sottolinea: “La richiesta di infrastrutture e lavori civili in città richiede macchine compatte, ma potenti. Questi modelli offrono performance comparabili ai mezzi tradizionali… ma con un ingombro ridotto".

In sintesi: se volete un escavatore che scavi e sollevi come un midi, ma viva e si senta a suo agio nel cuore della città, i nuovi SR di Kobelco potrebbero essere la vostra arma segreta per cantieri urbani efficaci (e stilosi).

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