JCB 3CX Hydrogen: la terna che va a idrogeno
JCB 3CX Hydrogen: la terna che va a idrogeno
Nel mondo delle terne, dove il diesel è stato per decenni una religione più che un carburante, JCB ha deciso di cambiare liturgia. La casa inglese ha infatti presentato ufficialmente la nuova 3CX Hydrogen, prima terna di serie alimentata a idrogeno, aprendo un capitolo che potrebbe cambiare parecchio gli equilibri del settore construction.E no, non si tratta dell’ennesimo prototipo “green” buono solo per le fiere: qui si parla di una macchina sviluppata per lavorare davvero in cantiere.
La base tecnica resta quella della regina mondiale delle terne, ma sotto il cofano lavora un motore a combustione interna alimentato a idrogeno da 55 kW. La filosofia scelta da JCB è chiara: mantenere il comportamento operativo di una macchina diesel tradizionale, eliminando però le emissioni di carbonio allo scarico.
Una scelta che evita anche i lunghi tempi di ricarica tipici dell’elettrico a batteria, dettaglio che nei cantieri conta molto più degli slogan. Il progetto non nasce ieri mattina. JCB lavora infatti sull’idrogeno da oltre cinque anni e ha già investito più di 100 milioni di sterline nello sviluppo di motori e macchine dedicate.
La tecnologia è stata testata sul campo in applicazioni reali: generatori, telescopici e naturalmente terne. Il risultato, secondo i primi utilizzatori, è quasi spiazzante: stessi comportamenti operativi, stessa risposta del diesel e nessuna necessità di “rieducare” gli operatori.
La 3CX Hydrogen utilizza tre serbatoi compositi montati sopra la cabina, con stoccaggio a 350 bar. La capacità complessiva garantisce un’intera giornata di lavoro senza rifornimenti intermedi.
E qui arriva uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto: il rifornimento mobile in cantiere. In collaborazione con HyKit e Ryze Power, JCB ha sviluppato una soluzione che permette di fare pieno direttamente sul sito operativo, riducendo drasticamente i tempi morti.
Dal punto di vista tecnico, la macchina resta volutamente “familiare”. Potenza, coppia e prestazioni operative sono comparabili a quelle della versione diesel. Anche manutenzione e intervalli di assistenza rimangono molto simili, altro elemento fondamentale per convincere flotte e noleggiatori.
Secondo Lord Bamford, presidente di JCB e principale sostenitore del progetto, l’idrogeno rappresenta una soluzione concreta proprio perché sfrutta tecnologie motoristiche già conosciute e collaudate nel settore off-highway. E soprattutto evita il ricorso massiccio a materiali rari tipici di altre tecnologie elettrificate.
Una visione pragmatica, molto britannica e decisamente poco “da brochure patinata”. Per facilitare la diffusione della macchina, JCB accompagnerà il lancio con formule di leasing operativo e pacchetti di assistenza completi.
Nel Regno Unito sarà disponibile un contratto triennale comprensivo di supporto tecnico e assicurazione macchina. Insomma, mentre molti nel settore continuano a discutere se il futuro sarà elettrico, ibrido o alimentato da unicorni sostenibili, JCB ha deciso di mettere direttamente l’idrogeno dentro una 3CX e mandarla a scavare. Che, nel mondo delle costruzioni, resta ancora il test più serio di tutti.











