A 30 metri d’altezza per chiudere il puzzle dei silos
A 30 metri d’altezza per chiudere il puzzle dei silos
Nel settore dei grandi sollevamenti industriali ci sono operazioni che richiedono potenza. E poi ci sono quelle che pretendono anche una dose abbondante di precisione chirurgica.È il caso dell’intervento realizzato a Malagnino (CR), dove >>Isol Coperture<< ed Eurotecno hanno collaborato alla posa dell’ultimo impalcato della struttura metallica destinata a sostenere i nuovi silos del futuro impianto Martino Rossi per la conservazione dei cereali in atmosfera modificata.
L’elemento da movimentare non era esattamente un dettaglio di carpenteria: una struttura assemblata a terra lunga 18,5 metri, larga 9,5 metri, alta 6,7 metri e con un peso superiore alle 40 tonnellate.
Prima del sollevamento definitivo è stata effettuata una prova di carico con le due autogrù coinvolte, una Liebherr LTM 1160-5.2 e una Sany SAC 2500E, per verificare il comportamento dell’insieme e la tenuta dei collegamenti. Una volta superato il test, il manufatto è stato portato in quota con una movimentazione che ha richiesto anche una rotazione di 90 gradi prima del posizionamento finale a circa 30 metri d’altezza.
Qui è entrata in gioco la componente forse meno appariscente ma decisiva dell’operazione: il lavoro degli operatori impegnati nel fissaggio simultaneo della struttura.
Per consentire l’accesso in sicurezza da lati opposti dell’opera, Eurotecno ha schierato due piattaforme dalle caratteristiche complementari. Da una parte una JLG 1350SJP, capace di lavorare oltre i 43 metri con importanti sbracci laterali; dall’altra una Multitel Pagliero MJ 360, piattaforma autocarrata progettata per interventi ad alta quota e posizionamenti particolarmente precisi.
La scelta delle due macchine non è stata casuale. Gli spazi di manovra limitati e la presenza delle autogrù hanno imposto una pianificazione accurata, con mezzi in grado di raggiungere rapidamente i punti di lavoro senza compromettere la sicurezza delle operazioni.
Terminata la fase più spettacolare, il cantiere è proseguito con il completamento dei rivestimenti esterni della struttura. Per le attività successive sono entrati in azione anche un sollevatore telescopico rotativo Magni RTH 5.18 e una piattaforma a forbice IMER IM 13180 DE, sempre forniti da Eurotecno.
Morale della storia: sollevare oltre 40 tonnellate a 30 metri non è soltanto una questione di gru. È un esercizio di coordinamento dove ogni centimetro conta e dove, per una volta, il vero protagonista non è chi alza il carico, ma chi riesce a farlo arrivare esattamente dove deve andare.



