Dalla crisi finanziaria (e poi industriale) del 2008 al Covid-19 di oggi in poco più di 10 anni abbiamo assistito a un
vero e proprio tsunami sul settore delle costruzioni; in questo periodo di tempo abbiamo visto la
chiusura di migliaia di imprese di ogni dimensione, da quelle artigiane ai colossi che fatturavano centinaia di milioni di euro.
La crisi si è portata via anche
decine di migliaia di posti di lavoro, sottraendo risorse specializzate ad un settore che non aveva mai brillato in fatto di efficienza e produttività.
E poi è arrivato il
Covid-19 con i suoi lockdown, l’incertezza degli investimenti immobiliari (soprattutto nel segmento turistico) e il nuovo rischio di credit crunch.
Da tutto questo cosa anno imparato le imprese? In molte, molto poco: sono entrate in una sorta di ibernazione, immettendo liquidità e aspettando che la bufera passasse; altre, pur di far ‘girare l’impresa’ hanno infiammato la
follia dei ribassi di oltre il 40% (e più) sulle gare pubbliche e private.
Una robusta minoranza, infine,
ha saputo cambiare drasticamente pelle, cominciando a puntare
sul margine piuttosto che sul fatturato, sulla
qualificazione dei propri servizi e, sull’innovazione tecnologica, dimostrando una
versatilità e una velocità di reazione impossibile prima del 2008.
In sostanza, come dopo l’urto dell’asteroide, sono sopravvissuti e
stanno crescendo i più veloci e agili (i mammiferi nella nostra similitudine) e non i più grandi (i dinosauri).
In tutto questo
come si sono trasformati i fornitori di macchine e attrezzature per intercettare questa nuova e promettente fetta di clienti?
Semplice, hanno tutti (quelli intelligenti) cominciato a
d affiancare sempre più servizi ai propri prodotti; servizi di ogni tipo, ma tutti con un unico obiettivo, quello di aiutare e affiancare i propri clienti nella ricerca del nuovo sacro Graal:
l’efficienza produttiva.
Anche aziende con produzioni estremamente tradizionali si sono convertite (o stanno provando a convertirsi) a questo nuovo credo: da Caterpillar a Kobelco, da Italcementi a Hilti, l’elenco è lunghissimo e passa anche da
Doka, il cui caso vogliamo analizzare in dettaglio in questo articolo.
Una questione di ottimismo
Doka produce e noleggia quanto di più concreto ci sia: soluzioni di
casseratura per il getto di calcestruzzo. Per questo è particolarmente interessante la
nuova visione dell’azienda austriaca che spinge forte sul digitale, presentando al mercato un'intera rete di applicazioni che si innestano una sull'altra, quasi instaurando una comunicazione tra loro (parola chiave Internet of Things, ossia IoT).
In questo modo i processi che, sebbene importanti, rubavano molto tempo e potevano anche essere soggetti a errori, ora in sostanza
possono essere strutturati con una maggiore snellezza e al contempo in modo più preciso e trasparente (inclusa la relativa documentazione).
Soluzioni di casseratura e sostegno Doka per un ponte strallato in Turchia
La nuova linea (o forse è meglio chiamarlo programma) si chiama
Upbeat Construction e il nome è già tutto un programma dato che Upbeat in inglese
significa ‘ottimista’. Parliamo di una gamma di servizi e applicazioni che hanno come fil rouge la
Lean Construction (altro inglesismo coniato nel 1993: lean sta per snello), un modo di progettare la produzione edilizia.
minimizzando lo spreco di tempo e materiali e generando nel medesimo tempo la
massima creazione possibile di valore.
Sono
diversi i servizi sulla rampa di lancio, alcuni sono già sul mercato italiano e stanno raccogliendo un buon interesse fra le imprese (ovviamente quelle che fanno parte della famosa ‘robusta minoranza’ di cui sopra).
Vediamone insieme alcuni.
BIM delle mie brame
Il BIM, Building Information Modeling (altro acronimo, in italiano: Modellizzazione delle Informazioni di Costruzione) ufficialmente dovrebbe essere utilizzato da tutti i soggetti del settore delle costruzioni (imprese, progettisti, Pubbliche Amministrazioni e stazioni appaltanti), dando un effettivo slancio al comparto rendendo
molto più snello il flusso di informazioni e consentendo a tutti gli attori di
scambiarsi in tempo reale ogni dato del cantiere, dalla progettazione fino ai cambiamenti in corso d’opera.
DokaCad for Revit è l'applicativo Doka che consente la progettazione delle casseforme in ambiente BIM
Un sogno diventato realtà? Basta che ci crediate: all’estero sta diventando davvero uno standard condiviso,
in Italia è ancora una chimera, quel mostro mitico un terzo leone, un terzo aquila e un terzo scorpione. Diversi studi di progettazione lo stanno utilizzando, ma sono una
percentuale minoritaria le imprese che lo sanno gestire e vere e proprie mosche bianche le Amministrazioni che lo utilizzano.
Nonostante ciò, è indubbiamente il futuro ed è per questo che Doka ha presentato il suo
Dokacad for Revit, un software gratuito e particolarmente ben fatto che consente di
progettare la casseratura delle strutture in calcestruzzo, in ambiente BIM. Il tutto con l’obiettivo di
semplificare la vita a progettisti e imprese che si troveranno i modelli BIM pronti (quindi completi di caratteristiche e informazioni vettoriali) da inserire nei progetti.
Il calcestruzzo è maturo?
Una domanda da un milione di euro (siamo Europeisti) a cui ogni direttore di cantiere e ogni direttore tecnico ha imparato a rispondere con l’esperienza maturata negli anni sul campo. Spesso però, anche perché le
condizioni di maturazione variano secondo un’infinità di variabili (temperatura, passività del getto, vento, geometria del getto e ovviamente composizione del calcestruzzo), si
tende a essere prudenti, scasserando qualche ora dopo di quanto si sarebbe potuto fare.
Il sistema Concremote di Doka consente di tenere sotto controllo il livello di maturazione del calcestruzzo
Una buona pratica, viene da dire; ma l’
eccesso di prudenza è sinonimo di minore efficienza del processo costruttivo. Per avere la botte piena (il calcestruzzo perfettamente maturo) e la moglie ubriaca (l’efficienza di cantiere), Doka ha presentato
Concremote, un sistema sviluppato con il Politecnico di Torino, che consente la
misurazione precisa della maturazione del calcestruzzo.
Come funziona? Una serie di sensori
rilevano la temperatura del calcestruzzo in tempo reale e la comunicano a un server dedicato di Doka, consultabile dai responsabili di cantiere da un qualsiasi device. I sensori che vengono inseriti nel getto,
consentono di velocizzare il disarmo dei casseri, in assoluta sicurezza,
accelerando in modo importante il processo costruttivo. Una postilla, non ce ne vogliano le mogli: quello che avevamo citato era solo un vecchio adagio, lungi da noi ogni discriminazione di genere!
E tu chi chiamerai?
In tempi di Coronavirus, il
Remote Instructor acquista ancora maggior valore. Ma che cos’è il terzo servizio della gamma Upbeat di Doka? Presto detto: mentre alcune fasi di lavoro e processo possono essere automatizzate o digitalizzate alla perfezione, il
supporto di personale tecnico ben formato in loco deve essere continuativo.
Remote Instructor
Remote Instructor consente la collaborazione virtuale in cantiere con teleconsulenza
Ma cosa fare se subentra un problema, il cantiere si ferma o in cantiere non c'è il personale specializzato competente per risolvere la criticità? A questo serve il Remote Instructor: il software, svincolato da apparecchi specifici,
consente di collegarsi con un esperto tramite video-chat e di portarlo virtualmente con sé in cantiere, condividendo lo schermo o la propria fotocamera. Tutto ciò consente un risparmio di tempo e denaro, in quanto i collaboratori (interni ed esterni) possono
richiedere il consiglio del professionista senza che questi debba recarsi sul posto di persona.
La risoluzione dei problemi, la discussione dei progetti delle casseforme o il chiarimento dell'applicazione dei prodotti potranno così avvenire
indipendentemente da dove ci si trova.
Visione panottica
Spesso il diavolo si nasconde nei dettagli; e quando questi valgono migliaia di euro (come quando si debba casserare grattacieli e gallerie) è meglio trovarlo quanto prima
. myDoka è la piattaforma della Casa austriaca che serve da “Esorcista”, assicurando il
controllo delle giacenze e dei movimenti di magazzino. Il portale consente a ogni cliente, che entra con le proprie User e password, di avere sotto controllo tutto il materiale noleggiato, cantiere per cantiere e in tempo reale.
Il portale myDoka consente la gestione snella della logistica e della contabilità di cantiere per le strutture provvisionali noleggiate
Sul portale vengono poi
archiviati e aggiornati i documenti fiscali e tecnici, compresi i disegni esecutivi dei progetti. Doka ha anche affiancato il myDoka con una nuova
piattaforma di E-commerce, attiva da poco più di un anno anche in Italia, che permette agli operativi in cantiere di avere accedere a un’
ampia gamma articoli del catalogo, con le relative specifiche tecniche e modalità di impiego.
Il tutto con la possibilità di acquistare dove e quando si ha la necessità, integrando magari ordini già effettuati,
senza vincoli di orari di ufficio. Effettuata la registrazione e inviato l’ordine, con la lista di articoli preferiti per velocizzare ulteriormente l’iter, Doka gestisce tempistiche e consegne in tempo reale.
Di nuovo un
grande risparmio di tempo, ma anche prezzi trasparenti, con sconti speciali sul listino tradizionale.