Il ponte sul bacino
Il ponte sul bacino
Ad Airolo il secondo tubo autostradale del San Gottardo non significa soltanto scavare una nuova galleria. Tra le opere necessarie alla completa riorganizzazione dello svincolo c’è anche il Ponte Valnit, infrastruttura lunga circa 250 metri che attraverserà il bacino dell’Azienda Elettrica Ticinese e ospiterà le nuove rampe di entrata e uscita della carreggiata Nord-Sud.
Il manufatto presenta una geometria tutt’altro che semplice: tracciato planimetrico curvo, larghezza dell’impalcato variabile fra 9,55 e 12 metri e una campata principale di 96 metri. L’impalcato è costituito da un cassone monocellulare in calcestruzzo precompresso, con altezza variabile da 5,60 a 1,90 metri.
Proprio la geometria, insieme agli spazi ridotti del cantiere e alla presenza dell’acqua, ha richiesto una combinazione di sistemi di casseratura e sostegno sviluppata da Peri. Per le campate laterali vengono utilizzate torri ad alta portata Variokit VST, puntelli Multiprop, casseforme Vario e strutture speciali adattate alle differenti fasi di getto.
Un aspetto interessante riguarda il riutilizzo delle torri di sostegno. Dopo aver sostenuto i carichi di getto delle sezioni laterali, le stesse strutture vengono mantenute in cantiere e successivamente equipaggiate con cilindri idraulici per le lavorazioni successive. Una scelta che consente di ridurre la quantità complessiva di materiale temporaneo necessario.
La fase più delicata sarà però la costruzione della campata centrale sopra il bacino AET. Qui non è possibile realizzare appoggi intermedi sul fondo, perché le relative fondazioni potrebbero compromettere l’impermeabilizzazione del serbatoio. La soluzione prevista è quindi il sistema Variokit VBC, con avanzamento a sbalzo e conci successivi gettati in opera dai due lati della campata.
Anche sotto l’impalcato il lavoro è impegnativo: le fondazioni comprendono pali trivellati da 1,5 metri di diametro, lunghi fino a 33 metri, inseriti in un contesto geologico complesso. Le pile raggiungono invece circa 16 metri di altezza.
I lavori, avviati nel settembre 2024, fanno parte del progetto del secondo tubo del Gottardo e proseguiranno fino al 2028. Un cantiere nel quale la difficoltà non sta tanto nelle dimensioni assolute dell’opera, quanto nel costruire un ponte curvo, variabile e sospeso sopra un bacino mantenendo sotto controllo carichi, logistica e accessi.





