La miniera si ricarica
La miniera si ricarica
Il problema dell’elettrificazione in miniera non è soltanto quanta energia può contenere una batteria, ma quanto velocemente una macchina può tornare a produrre. LGMG prova a intervenire proprio su questo punto con il dumper elettrico RTE156, protagonista di una dimostrazione in una miniera operativa di Ordos, nella Mongolia Interna.
Durante il test il camion è passato dal 20 al 90% di carica in 23 minuti. LGMG dichiara inoltre che il sistema può trasferire quasi 800 kWh in 18 minuti in condizioni operative estreme, raggiungendo una potenza di picco di circa 3,6 MW. Numeri che puntano direttamente a uno dei limiti più importanti dei grandi mezzi a batteria: ridurre il tempo durante il quale il dumper è collegato alla colonnina invece di trasportare materiale.
L’RTE156 utilizza un’architettura di ricarica rapida 3C, una batteria ad alta capacità e un sistema dedicato di gestione termica progettato per lavorare tra -30 e 50 °C. Un intervallo significativo per una macchina destinata a siti dove temperature, polvere e cicli di lavoro difficilmente concedono condizioni ideali
Ma la parte forse più interessante della dimostrazione non riguarda il camion preso singolarmente. LGMG ha presentato a Ordos un sistema nel quale produzione fotovoltaica, accumulo, ricarica megawatt, mezzi elettrici e gestione digitale della flotta lavorano insieme. Una piattaforma centrale coordina disponibilità dell’energia, cicli di ricarica e movimentazione delle macchine.
L’approccio può assumere particolare importanza nelle miniere remote, dove la rete elettrica non sempre dispone della potenza necessaria per alimentare direttamente grandi flotte. Generazione locale e batterie stazionarie permettono di accumulare energia e renderla disponibile quando arrivano i mezzi da ricaricare, riducendo secondo LGMG anche la dipendenza dalla generazione diesel.
La dimostrazione si è svolta durante il primo Global Mining Customer Service Festival di LGMG, dal 9 all’11 ottobre, davanti a oltre 500 operatori e rappresentanti del settore.
Perché nell’elettrificazione delle grandi macchine il prossimo salto potrebbe non arrivare semplicemente da una batteria più grande. Potrebbe arrivare da un cantiere — o da una miniera — capace di decidere quando produrre, accumulare e trasferire l’energia senza fermare il lavoro.


