Orgoglio di Scanista

28 anni, una tradizione di famiglia alle spalle, tanto entusiasmo, ma anche un’attenzione certosina ai dettagli; è un profilo davvero raro quello di Marcello Ruffilli, socio della cooperativa Cilsea di Modena e proprietario di uno Scania R500 XT superaccessoriato.

Abbiamo incontrato Ruffilli presso la Inerti Pederzona srl, a Magreta, gestita dalla Cilsea e con lui abbiamo conosciuto il punto di vista di un giovane (pur con un DNA da cantiere) che ha deciso di continuare a investire nel movimento terra e del trasporto inerti.

Marcello Ruffilli

Marcello Ruffilli è proprietario di uno Scania XT R500
Accompagnati dal concessionario di zona di Scania, la CSA di Anzola dell’Emilia, con Ruffilli abbiamo ovviamente anche parlato della sua esperienza con i mezzi Scania e del suo punto di vista sulla nuova generazione da cantiere, la XT; un punto di vista che, nonostante la giovane età è quello di un autista esperto e, non dimentichiamolo, di un imprenditore che, ogni giorno, si deve confrontare con le dure (più corretto dire durissime) regole del mercato.

In occasione della nostra visita abbiamo anche potuto parlare con il responsabile della cava Inerti Pederzona, Sebastiano Di Maria; ecco quello che ci hanno raccontato.

Sulla strada e in cava

Marcello Ruffilli è comprensibilmente orgoglioso della sua attività: “Attualmente lavoro principalmente su Modena e provincia e mi occupo del trasporto di inerti conto terzi, compresi gli sbancamenti e la movimentazione delle terre di scavo. Sono 10 anni che sono in attività e, se devo esprimere un parere personale, la maggiore soddisfazione la ripongo nelle movimentazioni in cava, che richiedono una maggiore capacità organizzativa e mezzi adeguati”.

Lo Scania XT scelto da Ruffilli è un R500 con motorizzazione Scania da 13 litri e 500 hp
“Ovviamente questo tipo di lavoro è calato negli ultimi anni e, quindi, l’attenzione alla gestione aziendale deve essere altissima; la concorrenza è agguerritissima, i prezzi si sono calmierati verso il basso e quindi, non mi stancherò di ripeterlo, occorre lavorare sui costi aziendali. Il controllo costi lo eseguo giornalmente, essendo direttamente sul camion mi è più semplice, ma giorno per giorno voglio aver l’idea esatta di quello che ho incassato e quello che ho speso”.

“Questo non vuol dire però ridurre la sicurezza in cantiere (anche la mia personale, dato che sono sempre io sul camion) e il comfort di guida; ed è anche per questo che ho scelto un mezzo Scania cava cantiere, della serie XT”.

“Per essere del tutto sincero, non è solo che questa nuova serie XT ha fatto importantissimi passi avanti in fatto di tecnologia, prestazioni e consumi, ma anche che, personalmente, mi piace moltissimo; è la mia casa per la gran parte della giornata e quindi ho investito molto nella personalizzazione e negli accessori. D’altra parte la passione è uno degli elementi fondamentali di questo lavoro, senza la quale sarebbe molto difficile trovare gli spunti per continuare”.

Automatico? Certo!

Ruffilli ha acquistato uno Scania XT R500 con ribaltabile Andreoli; il motore è uno Scania da 13 litri che eroga 500 hp, in regola con l’Euro 6. Il cambio è un automatico da 12 rapporti e due primini con Opticruise e pedale della frizione: “Sto usando lo Scania XT G500 da inizio anno in un sostituzione di un altro camion dello stesso marchio” - sottolinea Ruffilli - “sono molto soddisfatto del mezzo. Soprattutto a livello di cambio e telaio c’è stata un’evoluzione rispetto al mio vecchio mezzo d’opera”.
Lo Scania XT scelto da Ruffilli ha la cabina in allestimento CR con tetto ribassato
Bellissima la personalizzazione degli esterni, con tonalità di grigio e logo XT arancio
Continua Ruffiilli: “la macchina risponde molto meglio ai comandi, anche sotto carico impegnativo; rispetto a prima la cabina è molto più confortevole sia come ambiente di guida sia come dotazioni disponibili che come risposta di ammonizzazione alle sollecitazioni proventi dal terreno, anche nel caso di un impiego veloce e dinamico”.

“Ho notato una risposta molto più pronta per quello che riguarda i cambi di marcia e nelle condizioni impegnative, una fatto che mi ha stupito positivamente dato che il cambio è completamente automatico (un GRS0905R con rallentatore R4100, ndr). A livello di autisti esperti c’è sempre stata una sorta di pregiudizio sugli automatici per le macchine cava cantiere. Devo dire che anch’io avevo delle perplessità all’inizio (per questo ho voluto anche il pedale della frizione), perplessità che sono svanite mano a mano che ho imparato a usare al meglio le possibilità dell’automatico”.

Non ci si pianta mai!

L'elettronica che gestire il cambio è velocissima, anche nelle condizioni di trazione più impegnative
“L’elettronica è velocissima nell’interazione e nell’interpretazione delle condizioni di guida; stiamo parlando di risposte in tempo reale, anche in condizioni davvero difficili, come salite su terreno cedevole, grandi pendenze o percorsi accidentati. Mi sono reso conto che l’elettronica è più veloce nella risposta di quanto possa fare un essere umano; semplicemente sfrutta l’intera cinematica al meglio, tenendo in considerazione tantissimi parametri operativi e la loro interazione. Anche se sempre l’esperienza e le ore lavorate contano molto”.
Da sinistra Sebastiano Di Maria, responsabile della Cava Pederzona e Marcello Ruffilli, proprietario dello Scania XT R500
“Tra gli optional che ho richiesto a Scania cito sicuramente il retarder, per me fondamentale dato che garantisce, anche in automatico (soltanto sfiorando la leva del freno), una frenata pronta e efficiente. Mi sono sbizzarrito (sorride Ruffilli, ndr) sugli interni, che sono molto simili a quelli stradali e credo che Scania, fra le varie Case, è quella che può contare sulla migliore offerta in questo senso sull’applicazione cava cantiere. Ho fatto installare anche l’Apple Carplay. Anche il colore e la cabina sono personalizzati,  ma dato che ci lavoro 8 ore al giorno sono giustificato, no”?

In cabina, Ruffilli ha voluto anche l'Apple Carplay (oltre a numerose dotazioni opzionali per la produttività e sicurezza)
La vasca del ribaltabile è stata realizzata da un fornitore classico di Italscania, la Andreoli Ribaltabili di Verona
“Per chiudere, un aspetto fondamentale: i consumi. Sono stati una sorpresa, davvero positiva. I consumi, rispetto allo Scania precedente, anch’esso un 13 litri, sono calati molto. Sulla stessa lavorazione con il vecchio mezzo, riuscivo a consumare tra i  2,4 km/litro. Oggi, con la nuova macchina percorro fino a 2,9 km con un litro, una differenza importante  (più del 20%, ndr) che contribuisce ad aumentare in modo significativo la mia competitività sul mercato”.

La Passione è importante

“Sono 21 anni che la Inerti Pederzona è attiva, proprietà di due Cooperative operanti nel trasporto e nelle delle demolizioni” - sottolinea Sebastiano Di Maria che continua- “A oggi una delle due è in liquidazione e quindi la Cilsea sarà sul medio periodo l’unica Cooperativa che gestirà la cava: produciamo 20 tipi di materiali vergini diversi e sei prodotti da recupero”.
La cabina dell'XT G500 è assolutamente degna dei migliori camion stradali, con una qualità rara da trovare nel cava cantiere
Prosegue Di Maria”, responsabile del sito estrattivo di Magreta (e socio della Cilsea): “L’attività della cava è diventata davvero molto complessa; i margini si sono assottigliati, i volumi si sono ridotti sia per quello che riguarda l’estrazione pura sia dal punto di vista della movimentazione degli inerti da e per la cava. Marcello è un esempio raro, viene dalla tradizione di famiglia ed è socio della Cooperativa: questo gli ha consentito di affrontare il mercato con dinamicità e successo. Riprendendo quello che diceva Marcello sulla passione per fare questo lavoro e volendola (se fosse possibile) quantificare, stiamo parlando di un buon 80% sul totale delle motivazioni (Sebastiano Dimaria sorride dicendolo)”.
 
“Dal punto di vista della cava, le tariffe  di trasporto sono rimaste stabili sui prezzi del 2008; quelli che sono aumentati sono i costi di gestione, che mettono sotto pressione le imprese e gli artigiani che vogliono lavorare (e qui a Modena ce ne sono molti) seguendo le regole. Come Cooperativa cerchiamo di preservare l’intera filiera, lavorando sui margini dell’attività estrattiva, per garantire ai nostri soci trasportatori un guadagno accettabile che consenta loro di restare sul mercato e di continuare a investire in sicurezza e innovazione”.

Stiamo sperimentando con convinzione le Materie Prime Secondarie per cantieri più sostenibili [Sebastiano Di Maria]

“Per trovare altri sbocchi di mercato stiamo sperimentando le MPS, le materie prime secondarie, aggregati lavorati provenienti dalle demolizioni. Abbiamo riscontrato nell’ultimo periodo un forte interesse dalle Pubbliche Amministrazioni più impegnate dal punto di vista ambientale, che guardano con attenzione questo tipo di aggregati; si tratta di Economia circolare pura, con prestazioni in opera del tutto paragonabili ai materiali vergini. Noi abbiamo un’Autorizzazione per il recupero per circa 130.000 tonnellate l’anno e abbiamo, soprattutto nei misti cementati, notevoli margini di sviluppo. Sottolineo che questi materiali, una volta trattati, sono assolutamente sicuri, del tutto paragonabile a quelli vergini”.

“Per chiudere, vorrei sottolineare che ottimizzazione, ricerca di nuovi settori e innovazione sono importanti, ma c’è un bisogno essenziale: l’Italia necessita in modo spasmodico di grandi opere, della modernizzazione delle infrastrutture che ci consenta di competere allo stesso livello con le altre nazioni europee e con il Mondo. Solo così imprenditori come Ruffilli o realtà storiche come la Cilsea potranno guardare al futuro con maggior fiducia”.

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