La Liebherr L566 Xpower di Elmit: veloce e potente

Quella di Cerano è una cava grande, ben disegnata, con piste classiche da dumper rigido e un impianto efficiente con davvero molti punti di scarico. Con, in più, un impianto LIebherr per la produzione di calcestruzzo con mescolatore, come non se ne vedono, purtroppo, molti in Italia. Ci viene da dire un modello da seguire per il settore.

Un modello, certo, ma anche una sfida davvero impegnativa per le Case produttrici di pale gommate; qui al cliente (la Elmit di Cerano) serve davvero tutto: capacità di movimento sulle lunghe tratte, agilità operativa per spostarsi negli spazi stretti tra i cumuli di stoccaggio, equilibrio e capacità di sollevamento adeguati per garantire alti livelli di produttività.

Intervista a Alessandro Riva

Clicca sulla foto e leggi l'intervista completa a Alessandro Riva, Direttore di Elmit
Una sfida che può diventare in fretta un incubo, dato che in Elmit hanno ben chiaro il significato (non solo etimologico) di efficienza e non sono disposti a fare nessuno sconto da questo punto di vista.

Abbiamo potuto toccare con mano questo forma mentale nel corso della nostra visita in cava, per vedere una Liebherr L566 XPower al lavoro, intervistando sia Alessandro Riva (vedi l'intervista completa cliccando sulla foto), Direttore di Elmit, sia Alberto Pennini, responsabile acquisti e manutenzione del parco macchine e attrezzature non solo a Cerano, ma anche per l’impianto di produzione del calcestruzzo di Mortara, sito all’avanguardia, gestito completamente in remoto, proprio dalla sala operativa di Cerano.

Una sfida che, dopo circa 1.000 ore di lavoro, sembra vinta da Liebherr a sentire le dichiarazioni degli interessati, così come di chi sulla macchina lavora. Ecco quello che ci hanno raccontato.

Il peso dove serve

Alberto Pennini ha un compito strategico in Elmit: gestire l’intero parco macchine e garantire l’efficienza dell’impianto degli inerti e di quello del calcestruzzo. Significa letteralmente seguire migliaia di codici di ricambio, controllare periodicamente che carpenterie, tubazioni e elementi mobili siano sempre in perfetta efficienza, badare a tagliandi, guasti, rotture e manutenzione ordinaria delle macchine operatrici (in Elmit hanno un’officina interna con tre meccanici e un robusto magazzino ricambi).
Il tutto senza perdere di vista la produttività complessiva dell’intero sito, aspetto fondamentale questo per un’azienda moderna, anche (e forse soprattutto) nel settore dell’estrazione. Non stupisce, quindi, che Pennini sia estremamente attento al dettaglio e all’analisi comparata delle macchine, soprattutto quando deve valutare l’acquisto di un elemento strategico all’interno dell’economia dell’impianto come una pala gommata.

“Sono sempre stato incuriosito dalle nuove pale gommate Liebherr e quindi sono stato molto soddisfatto quando la proprietà ha deciso di acquistare la L566 XPower (a giugno 2019); prima di acquistarla ovviamente avevo voluto verificarne personalmente le caratteristiche e ora, quando abbiamo già accumulato circa 1.000 ore di lavoro, posso confermare che sono davvero molto soddisfatto dell’equilibrio tra capacità di sollevamento, potenza del motore e peso operativo della pala”.

La L566 XPower ci ha stupito per l'elevata capacità di sollevamento in relazione alla potenza e al peso operativo [Alberto Pennini]

“La L566 XPower è una macchina potente, senza essere imponente, e ci garantisce prestazioni tipiche di mezzi della concorrenza di tonnellaggi superiori. Il motore lavora, anche nelle fasi di maggiore impegno, senza sforzo e quindi, altra sorpresa positiva, ci assicura un buonissimo rapporto euro/ora sul costo operativo, particolarmente basso per una macchina di 23,9 tonnellate di peso”.

“La componente principale di questo valore è, ovviamente, dovuta ai bassi consumi di gasolio, stiamo  parlando di un valore che ad oggi arriva a 14,23 litri/ora. Un dato che, converrete con me, è più che buono e che ci consente importanti risparmi operativi, se calcolato su un anno di lavoro”.
A sinistra Alberto Pennini, responsabile parco macchine e impianti per Elmit, e Federico Riva, sempre di Elmit
Prosegue Pennini: “Un altro elemento che ho apprezzato particolarmente: la cura dei dettagli che Liebherr ha posto in questa pala è davvero di altissimo profilo. Ogni particolare è stato seguito con davvero molta attenzione: dal posizionamento dell’impianto di ingrassaggio (al riparo dei raggi solari che ‘cuociono le plastiche’) al layout delle tubazioni idrauliche fino a tutti i cablaggi elettrici, ogni elemento concorre ad abbattere i costi di manutenzione (sia ordinaria sia dovuta a rotture e usure)”.

“Molto bene anche il leveraggio, davvero particolarmente efficiente, così come la benna da 4,2 metri cubi che garantisce una perfetta ritezione del materiale anche a pieno carico. Devo dire che inizialmente la forma ci aveva stupito e, anche, un po’ lasciati perplessi, ma l’uso ha dimostrato il contrario, compresa l’utilità delle due mezzalune laterali”.

“Per noi la manutenzione è un aspetto fondamentale, gestito con attenzione che potrei quasi definire maniacale (sorride Pennini, ndr); ogni macchina (oggi in Elmit ci sono due escavatori, quattro pale gommate, tre dumper rigidi, 10 autobetoniere, 6 autocarri, 2 pompe autocarrate e 2 betompompe) ha la sua scheda, seguiamo con scupolo tutte le indicazioni della Casa produttrice e utilizziamo esclusivamente ricambi originali”.
La Liebherr 566 XPower monta un motore da 203 kW, particolarmente parco nei consumi, in regola con la normativa antinquinamento Stage IV
“Stiamo parlando di mezzi e impianti molto costosi e quindi ci sembra normale trattarle con il massimo riguardo; un esempio: al mattino i nostri operatori accendono le macchine 15 minuti prima di iniziare la produzione, non solo per scaldare il motore, ma anche per cominciare a muovere la trasmissione e i pistoni".

"Questo fattore è particolarmente importante nei mesi invernali e riguarda tutte le macchine. Gli autisti dei nostri dumper, inoltre, prima di caricare eseguono due cicli di sollevamento del cassone. Tanti piccoli accorgimenti che in Elmit sono la regola e che ci consentono di ridurre i costi operativi delle macchine. ‘Prevenire è meglio che curare, come recitava un detto che in Elmit prendiamo molto seriamente”.

Per noi la manutenzione è un fattore fondamentale, prerequisito indissolubile per riuscire a tenere sotto controllo i costi operativi e la produttività [Alberto Pennini]

“Anche da questo punto di vista la L566 XPower si sposa appieno con le nostre logiche: i filtri sono molto ben disposti, semplici da controllare e sostituire, con spazio per i movimenti dell’operatore; i radiatori sono accuratamente progettati: con un veloce colpo d’occhio possono essere controllati e se necessario puliti”. “Ci sono poi tanti dettagli (protezioni termiche e sonore, cablaggi, elementi di fissaggio) di alta qualità che impattano positivamente sui costi complessivi della manutenzione. In una frase: questa pala ha un progetto generale davvero ben studiato per mantenere alta l’efficienza e bassi i costi di gestione nel tempo”.

Cura dei dettagli

Tanti i dettagli costruttivi che contribuiscono a mantenere alta nel tempo l'affidabilità della Liebherr L566 Xpower
Conclude Pennini: “abbiamo ovviamente installato il sistema di telecontrollo Lidat sulla pala, unito a un sistema di pesatura dinamica. Per noi è fondamentale che la macchina sia una cosa sola con l’intero sistema produttivo dell’impianto, per tenerne sotto controllo la produttività e effettuare eventuali correttivi in caso di bisogno. L’integrazione con l’impianto ci ha consentito anche (ma non è la ragione principale, bensì un ulteriore vantaggio) di accedere ai benefici del pacchetto Industria 4.0”.

Il segreto? Equilibrio e catena cinematica

Liebherr è quindi riuscita in un miracolo? Per niente, si tratta di buona progettazione: la grande capacità di sollevamento in relazione al peso operativo è il risultato di un bilanciamento dei pesi molto attento che ha spostato il baricentro della pala (rispetto ad altri modelli) verso la coda e verso il basso. Tutte le componenti massive, infatti, sono posizionate sul retro, mentre il blocco radiatori è in alto (particolare da sottolineare: la ventola è indipendente dal numero di giri del motore e consente di avere l’esatto flusso di aria fresca necessaria in ogni momento), appena dietro la cabina, ben riparato tra l’altro dalla polvere di cantiere.

Peso e equilibrio

La pala gommata 566 Xpower scelta da Elmit ha un peso operativo di 23,90 ton
Con 203 kW (la potenza massima è sviluppata tra i 1.000 e i 1.800 giri al minuto), la L566 XPower ha un carico di ribaltamento (a macchina sterzata) di ben 15,9 tonnellate (che arrivano a 18,15 ton a macchina dritta), con positive ricadute sui consumi e sulle emissioni inquinanti (la macchina è Stage IV).

Il meglio di due mondi

La trasmissione abbina i vantaggi di una soluzione idrostatica a quelli garantiti da una meccanica
Particolarmente efficiente la trasmissione, che abbina i vantaggi della soluzione idrostatica a quelli di una meccanica, consentendo un ottimo controllo e una grande capacità di sollevamento alle basse velocità e un’accelerazione (ma anche un’altrettanto pronta decelerazione)  notevole quando si debbano percorre tragitti lunghi. La pala controlla in automatico e in continuo le proprie condizioni operative, fornendo il migliore mix possibile a seconda della fase di lavoro che si sta svolgendo.

Il basso consumo di gasolio è anche merito del sistema LPE (acronimo per Liebherr Power Efficiency) che controlla e provvede a ottimizzare in tempo reale le interazioni fra motore diesel, cambio e impianto idraulico (load sensing da 290 litri al minuto a 35 Mpa di pressione massima).
Con un'altezza di sollevamento al perno di 4.490 mm, la pala gommata Liebherr 566 XPower non ha problemi al carico di qualsiasi mezzo d'opera
Il risultato? I dati Liebherr riportano un risparmio nei consumi del 30% rispetto ai modelli precedenti, un dato che, come abbiamo visto, è stato anche riscontrato alla prova sul campo nel sito estrattivo di Elmit.

La gestione della frenata è un altro dei valori aggiunti della catena cinematica proposta da Liebherr sulla sua L566 XPower: riducendo la velocità grazie al sistema ibrido idraulico-meccanico, si usano davvero molto meno i freni, abbattendone logicamente l’usura con ricadute positive sul TCO della macchina.

Tedesca, ma non spartana

In cabina, l’impronta teutonica è immediatamente evidente nell’organizzazione del quadro comandi e di tutti i principali interruttori; teutonica si, ma non spartana: la razionalità va di pari passo con il comfort (bello il sedile e equilibrato il condizionamento a quattro zone, appena rivisto da Liebherr) e la sicurezza (davvero molto buona la visibilità sul cantiere) come ci conferma anche Claudio Bompan, operatore per Elmit: “Utilizzo la nuova Liebherr L566 XPower sia per il carico dei dumper rigidi sia per la sistemazione dei cumuli che per l’alimentazione delle tramogge degli impianti e sono soddisfatto del comfort della pala, che ammortizza anche molto bene le eventuali irregolarità dei sottofondi molto sabbiosi” afferma Bompani che aggiunge “la macchina ha tutta la potenza necessaria ed è semplice da guidare, con un’ottima visibilità su tratto alto del sollevamento che mi consente di essere molto preciso in fase di carico”.

Claudio Bompan

Claudio Bompan, operatore per Elmit sulla pala gommata Liebherr 566 XPower
Continua Bompani: “La benna è molto capiente, arriva a 4,2 metri cubi e, nonostante questo, la macchina non ha mai problemi sia in fase di imbennata in cumulo sia sul fronte che nella fase di sollevamento e scarico”.

“Nonostante abbia un peso operativo minore di altre pale che abbiamo qui in cava, ha prestazioni di sollevamento più che comparabili che mi consentono senza problemi di rispettare le quote giornaliere concordate con i miei colleghi della direzione di cava. In Elmit nessuno perde tempo e la Liebherr L556 XPower si inserisce molto bene nel flusso di movimentazione materiali, consentendo ai dumper di garantire la massima efficienza sulla giornata di lavoro”.

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