Dalla Carnia con furore

Nell’autunno 2018, il But, in apparenza un quieto torrentello di montagna come molti da queste parti nelle valli carniche, aveva improvvisamente deciso di far sentire la sua voce, portandosi via ampi tratti di strade di fondovalle, danneggiando ponti e abbattendo migliaia di alberi.

Fabio Zozzoli

Fabio Zozzoli, direttore tecnico della I.Co.S.
Uno spavento mica da poco per chi in quelle valli vive da anni, spavento che si è subito però tradotto in un immediato rimboccarsi le maniche per prevenire ogni possibile evento futuro di questo tipo.

I Friulani sono, d’altra parte, gente laboriosa, poco incline ad autocommiserarsi, come hanno dimostrato nella loro storia più volte, a partire dal tragico terremoto del 1976 (qui l’hanno soprannominato Orcolat, orco in lingua friulana) che avrebbe spezzato gambe e morale a quasi tutti al Mondo.

Emilio Zozzoli

Emilio Zozzoli, fondatore della I.Co.S. di Paularo
A quasi tutti appunto, tranne alla gente di queste valli. Anche l’alluvione ha fatto venir fuori lo stesso carattere friulano e, subito, la macchina del ripristino si è messa in moto; una macchina che, una volta terminati gli interventi emergenziali, si è occupata della prevenzione, con una serie di bandi per il riordino degli alvei dei torrenti della zona, But in testa.

Un altro R 930 arriva in Italia

L'escavatore R 930 G8 di Liebherr al lavoro nel cantiere sul torrente But
E’ proprio qui, appena sopra Tolmezzo, che siamo andati a visitare uno di questi interventi di ridisegno e messa in sicurezza dell’alveo, affidato alla I.Co.S. di Paularo, azienda che da 40 anni si occupa di interventi infrastrutturali, urbanizzazioni e opere di regimentazione fluviale.

Siamo arrivati sul cantiere, su invito della Adriatica Commerciale Macchine che ha da poco consegnato alla I.Co.S. un escavatore cingolato Liebherr R 930 G8, escavatore che è al lavoro nell’alveo del But.

Un passione per la qualità

La I.Co.S. Srl di Paularo è stata fondata 40 anni fa da tre soci, due dei quali ancora in azienda, come ci conferma [Fabio Zozzoli], direttore tecnico di >> I.Co.S. <<: “Mio padre Emilio e altri due soci (uno dei quali, Michele De Corti è ancora attivissimo) hanno fondato l’azienda con un’idea ben precisa in mente: garantire in ogni condizione operativa, anche quelle più difficili, la massima qualità esecutiva ai nostri clienti, siano essi soggetti pubblici o privati”.
Tre dei quattro figli di Emilio Zozzoli, tutti impegnati in I.Co.S.: da sinistra Fabio, Maria e Rudy
“Un impegno che, devo essere sincero, deriva dalla passione di mio padre per questo lavoro, una passione che ha trasmesso anche a noi, i suoi quattro figli (in azienda oltre a me lavorano Ivan, Rudy e Maria); completare un appalto nei tempi corretti e a regola d’arte è sempre stato per noi un vanto e un impegno a cui in nessun caso, anche negli anni difficili della crisi iniziata nel 2008, siamo mai venuti meno”.


Continua Zozzoli: “Dopo quarant’anni di lavoro siamo stimati proprio per la nostra competenza operativa in tutto il Friuli Venezia Giulia; un risultato che ci riempie di orgoglio, ma che non sarebbe stato possibile senza l’impegno che tutti i nostri collaboratori dedicano all’azienda ogni giorno e su ogni cantiere”.

Ivan Zozzoli

Ivan Zozzoli, in azienda segue la gestione del parco macchine e della logistica
"Una dedizione che ricalca gli insegnamenti di mio padre, ancora estremamente presente e attivo in azienda. Oggi, siamo un’azienda strutturata, in grado di affrontare senza problemi appalti pubblici e infrastrutturali anche complessi; operiamo in tutto il Friuli Venezia Giulia, in particolare modo sui cantieri delle Valli, dove ogni cosa va seguita con più attenzione, proprio per le condizioni geomorfologiche (quando si scava, si trova quasi sempre roccia) e per i fattori ambientali (in alta quota, quando si lavora a febbraio, il freddo è un fattore da non sottovalutare)”.
Sul But l'escavatore Liebherr è impegnato nel ridisegno dell'alveo
“Oggi, siamo un’azienda strutturata, in grado di affrontare senza problemi appalti pubblici e infrastrutturali anche complessi; operiamo in tutto il Friuli Venezia Giulia, in particolare modo sui cantieri delle Valli, dove ogni cosa va seguita con più attenzione, proprio per le condizioni geomorfologiche (quando si scava, si trova quasi sempre roccia) e per i fattori ambientali (in alta quota, quando si lavora a febbraio, il freddo è un fattore da non sottovalutare)”.

Come ti disegno il fiume

Incontriamo nella sede di Paularo tre dei quattro figli del titolare e ci spostiamo subito sul cantiere, situato nel greto del But tra Tolmezzo e Arta Terme. Parliamo di un’estensione lineare di circa 4,5 chilometri; i mezzi della I.Co.S. sono impegnati a disegnare la nuova sede del torrente, seguendo un preciso disegno di progetto, accuratamente verificato grazie all’uso di strumentazione GPS fornita da Sitech.

Oltre ai movimenti terra (parliamo in questo cantiere di più di 250.000 metri cubi di ghiaia da spostare), I.Co.S. ha realizzato anche numerose opere d’arte tra cui una serie di scogliere e di petti arginali necessari per indirizzare, anche in caso di piene importanti, la furia delle acque, scongiurando il rischio di nuove esondazioni.
Macchina nella classe delle 30 tonnellate, il Liebherr R 930 G8 era supportato da due dumper articolati (circa 2'15'' a carico)
Sul cantiere, durante la nostra visita, I.Co.S. sta lavorando con una squadra di cinque persone, quattro operatori e un geometra adibito al tracciamento e ai rilievi a fine giornata. Lo scavo è demandato a un escavatore cingolato Liebherr R 930 G8 (appena acquistato da Adriatica Commerciale Macchine), mentre il trasporto è gestito da due dumper articolati (uno di proprietà e uno a noleggio). La stesura, infine, del materiale è assicurata da un dozer.

“Quello che stiamo svolgendo nel greto del But - afferma Fabio Zozzoli - è un lavoro relativamente semplice, se programmato e organizzato con le dovute attenzioni. Tracciamo preventivamente alla mattina i vari tratti da eseguire durante la giornata con il GPS (ciglio dello scavo, scarpate, quota d progetto), in modo da lavorare nella massima efficienza possibile, senza sprecare un litro di carburante in rilavorazioni non necessarie”.
Tra le altre innovazioni, sul Liebherr R 930 G 8è stato rivisto il braccio, consentendo la gestione di benne di più grande capacità e quindi un incremento di produttività
Continua Zozzoli: “Sappiamo dove posizionare ogni metro cubo scavato (neanche un chilogrammo di ghiaia esce dall'alveo) e quindi gli autisti dei dumper (in cantiere ce ne sono due che lavorano a ciclo continuo) sanno dove scaricare, per semplificare al massimo il lavoro del dozer”.

“Per aumentare ulteriormente l’efficienza stiamo valutando anche di dotare il nostro nuovo escavatore Liebherr R 930 G8 di un sistema satellitare 3D, in modo da poter controllare realmente al centimetro il lavoro che stiamo eseguendo”.

“Siamo convinti, infatti, che questo tipo di tecnologia possa garantirci incrementi di produttività importanti, che, nel caso di lavorazioni con dozer o motorgrader, possono raggiungere il 35%”.

“Anche in questo caso, ci rivolgeremo a Sitech Italia, dato che abbiamo con loro un rapporto costruito negli anni e basato sulla professionalità dei loro tecnici che, per me, non ha uguali in Italia”.

Robusto e veloce, il nuovo Liebherr R 930 G8

Fabio Zozzoli non ha dubbi: “la nostra filosofia di gestione e rinnovamento del parco macchine è sempre stata estremamente lineare e precisa: prima di acquistare un mezzo ci informiamo con attenzione su quello che il mercato propone e sullo stato dell’arte dell’innovazione tecnologica; lavorando spesso su roccia privilegiamo sempre l’aspetto prestazionale e di qualità rispetto al prezzo, oltreché teniamo in notevole considerazione anche la struttura di assistenza che il produttore può garantirci sui nostri cantieri”.
Fabio Zozzoli con Andrea Zampieri (a destra), responsabile commerciale della filiale di Adriatica Commerciale Macchine di Santa Maria La Longa
“Proviamo sempre le macchine prima di acquistarle e anche per l’escavatore Liebherr che vediamo all’opera in questo cantiere abbiamo applicato questi principi. L’R 930 G8 fa parte dell’ultima serie che Liebherr ha presentato al mercato e ci è piaciuto particolarmente per la sua versatilità”.

“Parliamo di una macchina dal peso operativo di 320 quintali che, oltre a una produzione di scavo elevata (come vediamo in questo cantiere), ha anche una notevole capacità di sollevamento che ci risulta molto utile in cantieri dove sia necessario posare elementi scatolari in calcestruzzo”.

“E’ una macchina tra le più robuste sul mercato, con sottocarro a X e cingoli davvero heavy duty, parliamo di ‘roba seria’, così come altrettanto robusti sono il braccio e le articolazioni soggette a sforzo e usura. Caratteristiche queste che apprezziamo particolarmente nei cantieri in quota dove la roccia la fa da padrona (come I.Co.S. abbiamo realizzato anche piste da sci)”.

“Molto bene anche dal punto di vista della manutenzione: l’accessibilità a tutti i punti di controllo e ai filtri è davvero di prima categoria, con tutto lo spazio a disposizione per lavorare e effettuare i controlli giornalieri”.
Il Liebherr R 930 G8 è un quattro cilindri da 180 kW, in regola con le normative antinquinamento Stage V
I tracciamenti in cantiere vengono eseguiti con l'ausilio di un'attrezzatura GPS fornita da Sitech Italia
“Un altro punto di forza: i consumi. Rispetto alle serie precedenti e anche nei confronti di altri marchi, la nuova motorizzazione Stage V dell’R 930 G8 consuma davvero molto meno, anche sotto sforzo. Tra l’altro parliamo di una macchina molto veloce e reattiva che ci consente, soprattutto in cantieri come questo, di fare produzioni davvero importanti".

“Infine anche il design ci è piaciuto molto, l’R 930 G8 è davvero una bella macchina e anche questo, per noi, è un dettaglio importante”.

L’Assistenza e il rapporto umano sono fondamentali

Zozzoli: “Come avevo accennato prima, c’è poi l’aspetto di chi ci vende la macchina e ci segue con l’assistenza. Con Adriatica Commerciale Macchine abbiamo un ottimo rapporto fatto di fiducia maturata proprio sul cantiere; una stima che nasce a livello umano e si evolve dal punto di vista professionale. Se abbiamo un problema, loro ce lo risolvono velocemente, ovunque sia la macchina”.

Con Adriatica Commerciale Macchine abbiamo un rapporto di stima umana e professionale maturato sui cantieri [Fabio Zozzoli]

“Anche sotto l’aspetto dell’assistenza e della manutenzione programmata sono particolarmente efficienti e disponibili, ci sono sempre. Hanno anche un buon servizio di noleggio che ci consente di non bloccare risorse per macchine che utilizzeremmo troppo sporadicamente per giustificarne l’acquisto”.

“Seguiamo I.Co.S. dalla filiale di Santa Maria La Longa di Adriatica Commerciale Macchine di cui sono responsabile vendite - conferma [ Andrea Zampieri ] che continua - “da Santa Maria La Longa gestiamo tutto il Friuli Venezia Giulia con una squadra di 10 persone tra venditori e tecnici di officina”.

Continua Zampieri: “La filiale è attiva dal 1991 e commercializza il marchio Liebherr per tutta la Regione. I.Co.S. ha acquistato da poco il  Liebherr R 930 G8 in Italia,  una macchina che integra la gamma della Casa tedesca per rispondere alle richieste del mercato nella classe degli escavatori da 30 tonnellate”.

Il nuovo Liebherr R930 G8 acquistato dalla I.Co.S. rispetta le normative Stage V in fatto di emissioni [Andrea Zampieri]

“L’R 930 appartiene alla nuova generazione di Liebherr, con un design completamente rivisto,che rispetta le normative antinquinamento Stage V. L’occasione è stata anche utilizzata per aumentare la sicurezza passiva della macchina, uno dei punti di forza da sempre di Liebherr”.

Nuovo anche il motore (costruito negli stabilimenti svizzeri di Liebherr di Bulle), un 7 litri a quattro cilindri che eroga 180 kW a 1800 giri al minuto, con una coppia di tutto 1.255 Nm misurati a 1.350 giri”.

Rivisto anche il sistema idraulico, composto da due circuiti indipendenti e da tre pompe, una delle quali dedicata alla rotazione; il risultato? Un’ottima simultaneità dei movimenti con conseguente aumento della produzione oraria in ogni condizione”.

“Per chiudere il carro: i clienti possono scegliere tra la configurazione a X e il carro a carreggiata variabile, entrambi con rulli lubrificati a vita e componenti estremamente resistenti, in stile Liebherr”.

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