Abbiamo visto al lavoro l'escavatore Liebherr R938-8 Litronic della Nuova Cives
Piemonte, area nord nei dintorni della bellissima città romana di Eporedia (oggi Ivrea) il cui cordone morenico formatosi durante la prima glaciazione circonda per circa 25 km la città, creando l’Anfiteatro Morenico naturale, attrazione di interesse (ed invidia!) Europeo.

Questa storica città Industriale ospita fra le sue meravigliose colline, vicino al paese di Vidracco, una realtà industriale solida, moderna, che conserva l’accoglienza e l’atmosfera di una volta dove l’uomo era al centro e le macchine servivano i suoi bisogni: la >> Nuova Cives srl <<

Matteo Ferrero

Matteo Ferrero, amministratore delegato Nuova Cives
Da oltre 60 anni, la famiglia Ferrero si occupa di estrazione e lavorazione di prodotti minerari e si è guadagnata un importante know how a riguardo dei molteplici prodotti di Olivina.

L’estrazione avviene nella miniera piemontese in concessione alla Nuova Cives: denominata “Bric Carlevà” e capace di oltre 100 milioni di metri cubi in banco su una concessione di 125 ettari. Nello stabilimento di Vidracco viene altresì lavorato il minerale di Olivina proveniente dalla miniera “Finero” capace di oltre 50 milioni di metri cubi su un’area di circa 35 ettari.
Il sito estrattivo di Nuova Cives di Vidracco si inserisce in un suggestivo panorama naturale
La lavorazione avviene tutta nel moderno stabilimento di Vidracco adiacente alla miniera e la prima sensazione arrivando è di un investimento costante in tecnologia e attrezzature, in modo da mantenere uno standard produttivo importante.

Ad accoglierci, accompagnarci e “ciceronarci” nella visita è il CEO della società [Matteo Ferrero] persona di riferimento per disponibilità, preparazione e gentilezza nell’accogliere le nostre richieste di una totale immersione nell’azienda che ci permetta di coglierne le sfumature imprenditoriali.
Terminato un rapido ed interessante tour della produzione (ordinatamente affollato di camion in carico e scarico!!! Ottimo!!), ci siamo spostati in un’area non estrattiva, ma dove sono impegnati in un importante sbancamento due escavatori Liebherr tra cui il “nostro” nuovissimo R938-8 stage V, in allestimento con benna , i suoi collaudati fratelloni R944 C allestito con benna roccia e l’ R944 B che monta invece il martello idraulico per frantumare e scalzare la roccia in una zona particolarmente impegnativa a livello geologico.
Sul cantiere di Nuova Cives, oltre al nuovo Liebherr R928-8 Litronic, al lavoro anche un Liebherr R944 con martello demolitore
Nell’area estrattiva abbiamo apprezzato anche due dumper Volvo ed un vaglio portatile di generose dimensioni.  

40 ton, stile Liebherr: l’escavatore R938-8 Litronic Stage V

Concepito e costruito nel centro di sviluppo dello stabilimento di Colmar in Francia, questo escavatore classe 40 tons, sostituto europeo del precedente R946, si pone sul mercato alla ricerca di importanti obbiettivi di vendita, puntando su maggiore produttività, minori consumi, rispetto delle norme antiinquinamento, ecletticità d’uso, affidabilità.


Lo abbiamo analizzato più da vicino, approfittando della cortesia di Matteo Ferrero che ha fermato per noi il cantiere: il primo, importantissimo, impatto visivo è rappresentato dall’innovativo look già presentato sugli escavatori R922 e R924 che colpisce per la compattezza delle linee e la razionalità dei punti di accesso.
Il bellissimo giallo dominante (master color del movimento terra) è affiancato da un grigio tenue per il sottocarro, cilindri, modanature varie e dal bianco riservato alla cabina che dona un tocco elegante all’insieme. Devo dire che un buon abito è sempre consigliato per presentarsi e fare buona impressione!!
Obiettivo raggiunto!

Per provare a conoscere e farsi conquistare da una macchina nuova nel poco tempo a disposizione ( è qui per lavorare, non per farsi corteggiare, quindi pausa pranzo e via a produrre)  la prima operazione è….spogliarla!!!

Ebbene si, aperti tutti gli sportelli, spalancati cofani e piccoli rifugi per attrezzatura, la vera natura tedesca che ha sempre contraddistinto i prodotti Liebherr viene prepotentemente alla luce: molta razionalità nel posizionamento dei componenti, ampi spazi di controllo e manovra, cablaggi e tubazioni rigorosamente e ordinatamente fissati; tutto quello che deve essere a portata di mano lo è effettivamente!

Idraulica, tutto ok!

Il mio personale approccio parte sempre dall’importantissimo vano pompe: in bella vista due gruppi pompanti principali da 315 l/min ognuno (con una pressione di esercizio di 380 bar), di  generose dimensioni e un terzo gruppo superiore dedicato alla rotazione da 205 l/min e 400 bar, il tutto condito da filtri di facile sostituzione; ben posizionato, immediatamente visibile e di semplice accesso il livello ottico di controllo dell’olio idraulico.
Il Liebherr R938-8 Litronic può contare su due pompe principali da 315 litri/min con pressione di esercizio di 38 MPa
Controllo dell'olio idraulico? Semplice, facile e veloce, sotto i cofani Liebherr non manca mai lo spazio
Questa concezione di impianto idraulico, definita Positiv Control, associata ai due circuiti indipendenti e al controllo e adeguamento continuo della spinta motore in funzione della richiesta idraulica, serve a garantire la pronta risposta a tutte le esigenze operative di cantiere.

Oltre agli automatismi, attraverso la pressione di un singolo tasto, l’operatore può settare un’ampia gamma di priorità, per ottenere, a seconda delle esigenze di cantiere, la massima economicità/ecologicità o anche le massime prestazioni di scavo.
Sul braccio continua la qualità delle linee idrauliche, ottimamente staffate e disposte
Nulla è lasciato al caso, probabilmente spendendo qualcosa in più, ma sicuramente aumentando la vita utile della macchina
Accarezzando la fiancata e continuando a stuzzicare la fantasia, parte l’esplorazione della parte superiore che può vantare un nuovo accesso laterale che per praticità, spazio e sicurezza è normalmente di macchine con tonnellaggio almeno doppio!
Robusto, ben dimensionato e con freno negativo integrato: il motore di rotazione Liebherr
Niente risparmi sull'idraulica, di ottimo disegno e con tanti fattori qualificanti, come l'uso importante di elementi metallici
Comodamente ospitato nella coperta del mezzo, ho accesso al vano comprendente giunto idraulico inferiore, pulito e semplice da controllare; accanto vediamo l’importante motore di rotazione da 8,6 giri/min, in grado di sviluppare la notevole forza di 117 kNm  con freno negativo integrato; si vedono anche una serie passaggi delle tubazioni ben disegnati che portano olio ai vari utilizzatori sul braccio caricatore.

Quando essere meno conta di più

A questo punto possiamo addentrarci nelle intimità più profonde e scoprire il cuore pulsante di ogni macchina: il motore diesel. Quest’unità Liebherr conforme allo Stage V si chiama D944 A7-25 e vanta 220 kW (299 cv) a soli 1800 g/min ed una coppia di 1421 Nm a 1.350 g/min.

Quello che sorprende è che questi valori (analoghi alla concorrenza o con spostamenti non significativi ai fini delle prestazioni globali) sono ottenuti, forse volendosi affiancare ad una certa tendenza dell’automotive chiamata “downsizing, con un 8.0 litri di cilindrata a 4 cilindri a fronte di concorrenza che arriva fino ai 13 litri e mediamente 6 cilindri (con la sola eccezione di un 5 cilindri).
Sotto il cofano pulsa un motore Liebherr da 4 cilindri: 220 kW a 1800 giri, con coppia massima sviluppata a 1.350 giri e pari a 1,421 Nm
Sicuramente la presenza di un buon alesaggio (130 mm x 150 di corsa) garantisce, unitamente a un’iniezione di carburante di ultima generazione, una gestione minuziosamente controllata della combustione che oggi è un must per ogni costruttore di motori endotermici! Un impianto di rigenerazione passiva con DOC + SCR, assicura la maggior protezione dell’ambiente possibile. I filtri ed i controlli giornalieri sono molto accessibili, grazie anche all’abbondante spazio disponibile ed alla razionalizzazione del posizionamento generale.
La rispondenza allo Stage V del motore del Liebherr R938-8 è assicurata dall'accoppiata DPF+SCR
Ampia superficie, corretto posizionamento e staffatura robustissima per la ventola di raffreddamento del motore del Liebherr R938-8
Tendenzialmente silenzioso anche ascoltandolo da vicino, il motore restituisce all’orecchio un regolare “ronfare” degno quasi di un 6 cilindri, segno che l’equilibratura interna degli organi sia stata oggetto di accurato studio, assieme al preziosissimo albero equilibratore aggiuntivo, realmente utile per raggiungere una stabilità di funzionamento da riferimento per qualsiasi 4 cilindri sul mercato!

I piedi della tedesca

Ritornato con i piedi per terra mi sono soffermato a guardare il lavoro svolto dai tecnici franco/tedeschi per assicurare stabilità e movimento.

Nonostante la generosa quantità di materiale accumulatosi sul telaio nella ardua mattinata di lavoro, si nota facilmente il telaio ad X ( disponibile in 3 diversi allestimenti) abbondantemente dimensionato con un'altezza da terra significativa di ben 495 mm e una carreggiata (per il modello NLC in questione) di 2390 mm che si traducono in una larghezza operativa di 2.990 mm e una forza di trazione alla catena di 325 kN. I rulli sono tutti con lubrificazione a vita e non necessitano di manutenzione cosi come le catenarie.
Alzando lo sguardo sul telaio superiore per scoprire tutte le parti sensibili, mi sono trovato leggermente stupito (soprattutto perché sto parlando di un Liebherr) a dover tastare le lamiere inferiori di protezione della torretta…..lamierino zincato abbastanza sottile, molto pratico da movimentare e sicuramente funzionale ed economico da produrre, ma anche soggetto a piegarsi facilmente.
Sottocarro a X che non teme gli impieghi più gravosi, saldature di alta qualità e spessori scatolari più che corretti
Ogni dettaglio del sottocarro è dimensionato per impieghi gravosi, qui la ruota dentata con la caratteristica geometria 'Liebherr' degli inviti
In quella zona non trovo escavatore che non porti i segni di colpi e strusciate contro materiale sempre molto duro e poco incline alle carezze….mi consolerò perché sicuramente il costo del ricambio sarà inferiore alle classiche lamiere  pesanti e spesse.
Il sinuoso braccio principale  di scavo, qui in configurazione SME (Mass Excavation), misura 6150 mm ed è figlio di una raggiunta maturità tecnica dove parti di fusione con importanti alleggerimenti e rinforzi interni alla struttura si sommano, consegnando un ottimo prodotto che garantisce una resa nel tempo senza onerosi interventi (in termini di fermo macchina e di costo).

Per le lavorazioni richieste dall’operatività quotidiana di Nuova Cives, la scelta di un allestimento Mass Excavation direi che è centrato e giustifica nel tempo l’investimento fatto.

Il secondo braccio di 2150 mm, con rinforzi a protezione della movimentazione massi, presenta anche gli impianti idraulici ausiliari (collegati alle pompe principali e quindi abbondantemente forniti dei litri necessari anche ad accessori impegnativi) per utilizzo di utili attrezzature come martelli idraulici, pinze o quant’altro.
Il dimensionamento dei cilindri idraulici consente di avere sempre tutta la forza necessaria a disposizione, anche in caso di lavori gravosi
Nei punti di maggiore sollecitazione sono presenti importanti fusioni per aumentare la resistenza e assorbire correttamente importanti sollecitazioni
I cilindri idraulici che muovono questo imponente allestimento sono naturalmente privi delle valvole di blocco e dimensionati per garantire una forza notevole a livello di penetrazione (ISO6015) di 238 kN e di strappo ( ISO6015) di 264 kN.
Robusta l'articolazione fra braccio e penetratore, con elementi in fusione e un'interessante soluzione di alleggerimento frutto dello studio di Liebherr su modelli a elementi finiti
Anche nelle zone soggette a urti e usure maggiori, come nel caso del penetratore, la robustezza non manca certo
La benna, croce e delizia di ogni escavatore, è del tipo da scoglio con dente scarificatore posteriore, adatta alla movimentazione di grossi massi ed abbondantemente rinforzata in tutte le sue componenti (in gamma Liebherr ha benne con cubature comprese tra 1 e 3 metri cubi). 

Mettere l’operatore al centro

Continuando l’approccio con questa ottima macchina,  arriviamo alla cabina, uno strategico tassello che deve garantire, secondo le concezioni di lavoro più moderne, un comfort notevole per l’operatore, condizioni di sicurezza attiva e passiva evoluti, connessioni con il mondo esterno, visibilità assoluta e movimenti con la maggior tranquillità possibile.
La salita è agevole grazie alla scaletta e alle maniglie ben posizionate, il sedile risulta assolutamente comodo e ampiamente regolabile e inoltre si avvale di  un innovativo sistema di smorzamento sia verticale sia longitudinale, che rende molto gradevole la permanenza in cabina. I comandi manuali, classici Liebherr, sono sempre all’altezza per ergonomicità e regolazioni autonome rispetto al sedile.
Il display è un 7” touchscreen con molte funzionalità e controlli che agevolmente aumentano con pochi movimenti e permettono di controllare realmente ogni aspetto funzionale, dai livelli alle temperature alle regolazioni fino alla climatizzazione.

Ci sono ovviamente anche due telecamere, una posteriore ed una laterale (sulla destra) che si dimostrano di media definizione (ma sufficiente), che in effetti potrebbero essere posizionate meglio perché il profilo del posteriore della macchina resta coperto negli angoli e non troppo visibile nelle immagini che portano a valutare non con assoluta correttezza gli ingombri massimi durante le rotazioni in posti stretti o in presenza di ostacoli.
Il joystick destro, così come il sinistro è ben dimensionato e non affatica il polso durante le lunghe giornate di lavoro
La pulsantiera, visivamente ben organizzata e posta sul lato destro, raggruppa tutte le funzioni principali
Sarebbe auspicabile in opzione poter avere le ormai quasi onnipresenti telecamere con visione a 360° che risolvono in maniera definitiva qualunque richiesta di visione laterale/superiore/posteriore. Peraltro, per essere un classe 40 ton con braccio SME, la visione anteriore, superiore e anche laterale è realmente molto ampia e consente un lavoro in totale sicurezza nella maggioranza delle applicazioni.
La griglia di protezione anteriore non riduce la visibilità sul cantiere
Massima visibilità e protezione anche nella visuale del tettuccio
Un'altra piccola pecca, molto veniale, è il sistema di accensione affidato a un tasto sulla console principale insieme alla maggioranza dei comandi, ma in compresenza e troppo a portata di mano con il classico blocchetto di avviamento che se utilizzato (per errore come viene istintivo se non si è guardato il manuale!), costringe all’azzeramento del sistema attraverso un semplice interruttore che però è posto nel vano batterie e costringe a scendere e seguire una procedura precisa prima di poter avviare di nuovo il motore. Niente di preoccupante, ma perché non separare le due funzioni o proteggerle con uno sportellino?
I dati principali del Liebherr R938-8 Litronic
Avviato finalmente il motore, la sensazione di propulsore silenzioso e senza vibrazioni si conferma a tutti i regimi e in tutte le condizioni di lavoro, veramente un ottimo risultato che dimostra che le misure (della cilindrata) e il numero dei cilindri non contano se gestiti sapientemente! Un’autoradio e diversi vani per posizionare oggetti completano un buon posto di lavoro per il fortunato operatore a cui verrà affidata la macchina!
La potenza c’è, dove e quando serve.

Ritornando all’aria aperta mi accingo ad esplorare gli ultimi anfratti: il vano batterie ospita il consueto filtro aria ben raggiungibile, diverse utenze dell’impianto elettrico, una delle centraline e un possibile accesso verso il distributore che, essendo montato a centro macchina, risulta non sempre raggiungibile da tutti i lati.
L’ultimo vano, che nasconde il lato caloroso di quasi la totalità degli escavatori, contiene il pacco dei radiatori del liquido di raffreddamento, dell’olio idraulico, dell’aftercooler dell’aria proveniente dal turbo, del piccolo radiatore del condizionatore e di altri servizi. Classico, ma buono il posizionamento e l’accessibilità per mantenerli in perfetta efficienza!
La prova dell'R938.8 è stata essenziale, ma l'impressione è quella di una macchina equilibrata
L’atto finale di questo incontro clandestino è stato effettuare un breve test operativo dove si apprezza la buona visibilità generale, la fluidità dei movimenti, il comfort, la forza e la risposta reattiva dei comandi in generale e del motore nei repentini cambi di carico, condizione questa che porta a pensare che le promesse iniziali del fabbricante di avere potenza a costi più bassi sia ampiamente raggiunta, come peraltro confermato dall’operatore della Nuova Cives che può trastullarsi quotidianamente con questo interessante giochino da 40.400 kg!

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