Più duri del marmo

Una scelta ponderata

È il primo elemento che emerge quando si parla ai responsabili della Cava Palissandro del Gruppo Tosco Marmi.
 
Una cava unica richiede procedure di lavoro altrettanto uniche. Che ovviamente hanno dei limiti operativi a cui non è possibile trasgredire. Gli escavatori che operano sui gradoni devono avere un peso massimo di circa 40 tonnellate per essere spostati in sicurezza con i derrick.
 
Le stesse macchine da sollevamento che servono per lo spostamento dei blocchi da caricare sui camion e inviare nel quartier generale collocato a pochi minuti, nella cittadina di Crevoladossola (VB).
 
Uno dei sei Doosan DX380 NLC-5 impegnato nella scopertura della vena estrattifera
Uno dei Doosan DX380 NLC-5 impegnato sul fronte di estrazione

Un'organizzazione esemplare

La coltivazione della Cava Palissandro segue, come logico che sia, delle procedure molto rigide che prevedono il razionale avanzamento del fronte di cava tramite gradoni.
 
Il sito estrattivo si presenta come un solido geometrico regolare dalle ripide pareti. Non c'è quindi spazio per le rampe di accesso delle macchine che, di conseguenza, sono spostate da un gradone all'altro proprio tramite i derrick, le grandi gru a travi reticolari che spostano i blocchi dal fronte alla zona di carico.
La Cava Palissandro procede nell'estrazione del marmo in modo razionale e seguendo rigide procedure di lavoro
Il taglio dei blocchi prevede di limitare il peso intorno alle 25 tonnellate in modo che si possano trasportare senza difficoltà su strada.
 
I derrick sono quindi dimensionati su queste specifiche esigenze e prevedono una portata massima di poco superiore alle 40 tonnellate. Portata massima che limita il peso operativo delle macchine che operano sui gradoni.
 
Nella cava lavorano, fra grandi e piccole, 48 macchine movimento terra che si occupano di tutta la logistica operativa.

Il ciclo di estrazione prevede il taglio del blocco, lo scollamento dal fronte con l'escavatore idraulico e, dopo lo spostamento con il derrick, la pulizia del gradone con le mini pale per il taglio del blocco successivo.

Un ritmo continuo che richiede la presenza di più escavatori su più gradoni e dove i pochi mezzi che superano le 40 tonnellate sono utilizzati in zone dove sia possibile l'accesso diretto senza l'uso dei derrick.
 

La pianificazione è tutto

Il Gruppo Tosco Marmi svolge la propria attività in più siti estrattivi fra Piemonte e Toscana.
 
L'acquisto dei mezzi dedicati alla coltivazione risponde a rigide regole in cui servizio assistenziale, capacità operativa e affidabilità devono essere equilibrate fra loro.
 
Una realtà di queste dimensioni e con questi ritmi produttivi effettua il cambiamento del parco macchine per lotti funzionali che comprendono più mezzi.
 
L'arrivo di un marchio con cui non si è mai lavorato passa da alcuni step obbligati fra cui, fondamentale, è la prova operativa delle macchine scelte.
Il nocciolo produttivo della cava è composto dagli escavatori della classe 40 ton che sono impiegati sul fronte per la movimentazione dei blocchi.
I Doosan DX380 LC-5 Narrow Track scollano i blocchi dai gradoni dopo il loro taglio con macchine a filo diamantato: un lavoro impegnativo in cui precisione e forza devono essere ben dosate
La Cava Palissandro è il sito estrattivo più importante della Tosco Marmi e qui arrivano tutte le nuove macchine che, dopo un primo ciclo di vita, sono in parte sostituite e in parte indirizzate verso i siti estrattivi secondari.
 
La valutazione dei nuovi acquisti avviene quindi sulla base di valutazioni strategiche che implicano scenari già programmati in anticipo.
 
La fiducia nella Sogemac, struttura assistenziale di Trecate, che segue Tosco Marmi da molti anni su più fronti, ha portato l'avvicinamento del gruppo estrattivo vicino al marchio Doosan nel momento in cui la stessa Sogemac è entrata nella galassia del costruttore coreano.
La flotta di escavatori Doosan al lavoro in Cava Palissandro è composta da sei DX380 LC-5 Narrow Track e da un DX490 LC-5 con martello idraulico che si occupa della rimozione del cappellaccio di copertura
I Doosan DX380 LC-5 Narrow Track operano in un contesto molto duro e in continuo confronto con macchine della concorrenza: la prova di quasi un anno di due esemplari ha dato esito largamente positivo

Partnership efficiente

Sogemac si basa su una tradizione ultradecennale nel settore delle macchine movimento terra con una presenza che si è fatta apprezzare per la vicinanza ai clienti finali e, nel passato, per una importante presenza commerciale nel nord ovest. L'accordo con Tractor Service, importatore Doosan per tutto il nord Piemonte e la Valle d'Aosta, vede oggi la struttura assistenziale al servizio delle macchine coreane.
 
 

Un marchio non semplice da presentare” ci dicono Alberto e Marco Zimone, padre e figlio e soci di Tractor Service “perché in molti partono ancora prevenuti nonostante le macchine Doosan si stiano moltiplicando sul territorio”.
 
La partnership con Sogemac” ci spiegano “è stata immediatamente instaurata nel momento in cui siamo diventati importatori Doosan. Avere una struttura assistenziale efficiente che ci permetta di essere tempestivi e risolutivi è fondamentale per avvicinare clienti importanti ed esigenti come Tosco Marmi”.
La Tosco Marmi ha esaminato in modo attento il comportamento di due Doosan DX380 LC-5 Narrow Track prima di procedere all'acquisto di altri cinque escavatori del costruttore coreano
E continuano “Le macchine Doosan, una volta provate sul campo, convincono gli addetti ai lavori che ne riconosciuto il giusto valore. Se la struttura di vendita è seria, radicata sul territorio e ha un post vendita che funziona bene il marchio Doosan è una alternativa credibile a brand molto blasonati. Abbiamo riscontrato che, dopo un primo approccio diffidente, i clienti ci tengono poi in seria considerazione come prima scelta nelle trattative successive”.
 
I fratelli Luciano e Renato Borando, titolari della Sogemac, sono da anni conosciuti per la loro grande passione per questo settore che li ha portati ad essere un punto di riferimento serio e fidato in tutto il nord Piemonte.
 
La nostra passione per questo lavoro” ci spiega Renato Borando “ci ha portato nel tempo a operare in modo capillare sul territorio con un contatto quasi giornaliero con realtà di tutte le dimensioni. L'accordo con Tractor Service ci ha permesso di essere presenti con un prodotto dalla qualità riconosciuta e, devo dire, aver nuovamente rinnovato la fiducia della Tosco Marmi ci ha riempiti di orgoglio”.
 

I fatti prima delle parole

L'approccio con Tosco Marmi è partito su questi presupposti di vicinanza e di garanzia per poi spostarsi sulla conoscenza delle macchine.
 
Ci spiega Marco Zimone che “Una volta rassicurati dalla partnership con una struttura assistenziale di livello come la Sogemac, la Tosco Marmi ha voluto conoscere il prodotto e provarlo. Un primo approccio che ha portato all'acquisto di due escavatori Doosan DX380 LC-5 Narrow Track che sono stati affiancati, in cava, alle numerose macchine esistenti”.
 
Una competizione molto accesa” ci dice Renato Borando “in cui nello stesso periodo l'azienda aveva anche provato macchine di altri competitor di alto livello con cui il confronto è stato costante”.
 
L'ascolto della proprietà è andato agli operatori, che si sono alternati alla guida delle macchine, e al responsabile della cava.
Il Doosan DX490 LC-5 è impiegato con martello idraulico per la scopertura della vena estrattiva
Dopo l'iniziale diffidenza” ci spiega Marco Zimone “c'è stato un graduale avvicinamento alle nuove macchine che sono state usate sia nelle operazioni di scopertura della vena di marmo sia nello scollamento dei blocchi sul fronte di coltivazione. Il responso, dopo quasi un anno di prove, è stato positivo con il successivo acquisto di altri quattro DX380 LC-5 Narrow Track e di un DX490 LC-5 equipaggiato con martello idraulico”.
 
Le motivazioni della scelta successiva sono molteplici” ci dice Renato Borando “e sono tutte molto concrete: hanno dimostrato l'affidabilità richiesta dalla Tosco Marmi, è piaciuta la precisione idraulica che è fondamentale per operare con i blocchi di marmo, il peso operativo di 40 tonnellate effettive fa spesso la differenza rispetto ad altre macchine che pesano dalle 3 alle 4 tonnellate in meno, la forza di strappo e sollevamento si è dimostrata all'altezza del lavoro da svolgere”.
 
Tanto che oggi quasi tutti i nuovi DX380 LC-5 Narrow Track sono impiegati sul fronte cava per lo scollamento dei blocchi. Il DX490 LC-5, invece, è costantemente impegnato con il martello idraulico nelle operazioni di scopertura della vena estrattiva.

Nuovi orizzonti

Le cave di marmo sono storicamente appannaggio, nel nostro paese, di alcuni grandi brand. L'arrivo in forze dei sette escavatori presso la Cava Palissandro ha dato un forte segnale a chi lavora nel settore mettendo in luce come queste macchine siano adatte a impieghi così gravosi.
 
Le macchine Doosan” ci spiega Marco Zimone “sono apprezzate in tutto il mondo per la loro idraulica e per l'ottimo rapporto fra costo di acquisto e costo di possesso. Il riscontro da parte del mercato locale è decisamente positivo e Doosan sta diventando un brand ritenuto “premium” in molte realtà di livello”.
Gli escavatori Doosan si sono affacciati in modo produttivo al mercato delle cave di marmo dimostrando sul campo i valori richiesti da chi svolge questa attività
E continua “Quando aziende come la Tosco Marmi confermano la loro scelta, soprattutto dopo un impegnativo periodo di prova, significa che siamo sulla strada giusta e che possiamo poco alla volta esplorare mercati sempre più impegnativi come quello delle cave di marmi e rocce e come quello industriale”.
 
Gli fa eco Renato Borando “La prova in campo è la strada migliore per mettersi in gioco con i clienti. Ogni macchina collocata sul territorio, sia essa grande o piccola, ci permette di avere un passaparola positivo in cui prodotto e struttura di vendita e assistenza diventano un punto di riferimento importante”.

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