Agile anche nello stretto

Ordine e disciplina; queste sono le parole chiave per ogni impresa che voglia muoversi con successo nel difficile settore del riciclaggio degli inerti.

O meglio per ogni impresa che voglia muoversi con successo e in qualità in questo complesso comparto, oggi più che mai, in tempi di consumo di suolo 0 e di rigenerazione urbana, all’attenzione del pubblico.


Per lavorare bene, occorre organizzarsi meglio e gestire il trattamento degli inerti da demolizione con la massima qualità e in assoluta trasparenza rispetto a tutti gli obblighi di legge. Per farlo, la strada è una sola, anzi sono due da percorrere assieme: avere una conoscenza approfondita del mercato di riferimento e tenere il parco macchine il più aggiornato possibile.
La sede di Zagolin Giovanni Srl a Piove di Sacco
Entrambe le caratteristiche diventano, se possibile, ancora più imprescindibili se si lavora su un mercato di riferimento locale, dove ogni cliente è conosciuto e, a maggior ragione, gli errori e i cali di qualità non sono ammessi.

Proprio per documentare questo processo (virtuoso) siamo andati a Piove di Sacco, in provincia di Padova, nel centro riciclaggio di interni da demolizione della >>Zagolin Giovanni Srl<< ; sul posto abbiamo visto al lavoro una pala gommata >>Case<<  1021G, recentemente consegnata all'azienda da >>MAIE<<, dealer Case per il Friuli, Veneto, Emilia Romagna, le Marche, l'Abruzzo e il Molise.

Quattro radici sul territorio

Accompagnati dal responsabile d’area di MAIE, [Luca Genovese], e dal riferimento commerciale (una vera e propria istituzione) sul territorio, [Massimo Cesarotto], abbiamo incontrato il titolare della Zagolin Giovanni, [Erasmo Zagolin]; per comprendere un’impresa, il suo spirito, soprattutto in terra veneta, occorre infatti conoscerne i titolari ed ecco cosa ci ha raccontato Zagolin, proprietario con i due fratelli, della Zagolin Giovanni.

Massimo Cesarotto

Massimo Cesarotto, agente commerciale di MAIE
L’impianto di trattamento degli inerti da demolizione situato presso la sede di Piove di Sacco
[Erasmo Zagolin]: “L’azienda nasce dalla volontà di mio padre Giovanni e attualmente è in mano alla seconda generazione di imprenditori, i figli di Giovanni appunto: Primo, Erasmo e Sergio. In azienda attualmente seguo principalmente la parte amministrativa”.

“La prima ragione sociale è del 1981, una snc, per poi diventare srl negli ultimi anni; essenzialmente sono quattro i rami di azienda principali: la produzione e la vendita del calcestruzzo (in un raggio di circa 20 km dal nostro impianto, specificatamente per una clientela selezionata o per i nostri cantieri), le attività legate al magazzino edile, i cantieri di movimento terra e il settore del riciclaggio, con l’impianto di trattamento degli inerti da demolizione, attivo presso la sede di Piove di Sacco dove siamo oggi”.

La sudddivisone aziendale

Sono quattro i rami di azienda principali della Zagolin Giovanni: la produzione e la vendita del calcestruzzo, le attività legate al magazzino edile, i cantieri di movimento terra e il settore del riciclaggio, con l’impianto di trattamento degli inerti da demolizione.
Continua [Zagolin]: “questa differenziazione, che segue le esigenze di mercato e, in alcuni casi, le ha anche anticipate, ci ha consentito nel tempo di superare le varie crisi che si sono susseguite dal 2008 ad oggi, mantenendo intatta la continuità aziendale e il livello occupazionale”.

Diamo particolare importanza all’aggiornamento del parco macchine per mantenere solida la qualità del servizio e la redditività, ma soprattutto per ridurre l’impatto ambientale

“Abbiamo sempre dato particolare importanza all’aggiornamento del parco macchine, proprio per mantenere solida la qualità del servizio e la redditività, ma anche per, soprattutto negli ultimi anni, ridurre l’impatto ambientale delle nostre lavorazioni sui territori in cui non solo lavoriamo, ma anche viviamo con le nostre famiglie”.

“Disponiamo di quattro bilici, che utilizziamo sia per i nostri trasporti, sia anche per fornire servizi conto terzi, come la movimentazione di gru a torre e di macchine operatrici. A questi si affiancano i mezzi dedicati all’impianto del calcestruzzo e quelli operativi su quello di riciclaggio, tra questi le macchine Case: due escavatori cingolati e una pala gommata, la 1021G, che segue la movimentazione degli inerti da trattare sull’impianto di riciclaggio e il carico dei camion con la materia prima secondaria trattata (ma in alcuni casi anche per gestire gli inerti per i nostri cantieri)”.
Alcuni dei mezzi operativi nell'impianto di riciclaggio
Sottolinea [Zagolin]: “Per noi il centro di riciclaggio è un asset importante, destinato a crescere in futuro, anche con l’evolvere della normativa che è ancora molto ferragginosa".

"Un altro aspetto delicato è relativo alla qualità del materiale che ci viene conferito dai vari cantieri".

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Anche se abbiamo un rapporto stretto e di fiducia con chi ci conferisce il materiale dalle demolizioni, occorre sempre controllare che ogni carico che arriva rispetti le regole per il conferimento e che il materiale sia privo di elementi pericolosi e il più possibile omogeneo per qualità e composizione (percentuali ridotte di legname, plastiche o altri elementi che non siano inerti)".

"Questo primo controllo è fondamentale per poter garantire la qualità della MPS che esce dal nostro frantoio (dotato di tutte le autorizzazioni del caso), una qualità che vogliamo sia il più omogenea possibile”.
Sottolinea [Zagolin]: “Siamo molto soddisfatti delle prestazioni della 1021G che abbiamo acquistato da MAIE; abbiamo un rapporto trentennale con l’agente che ci segue, Massimo Cesarotto, e siamo soddisfatti dal livello di servizio e di assistenza che il concessionario ci fornisce, sia per la pala gommata sia per gli escavatori cingolati. Un rapporto che si è ulteriormente consolidato con il nostro ultimo acquisto, di pochi giorni fa: un escavatore cingolato da 21 tonnellate, un Case CX210E, con motorizzazione a sei cilindri da 124 kW, che utilizzeremo sui nostri cantieri”.
Zagolin Giovanni Srl ha recentemente acquistato da MAIE una pala gommata CASE 1021G
La 1021G monta un motore FPT Cursor 9, Stage V, da 239 kW
“Il rapporto con il gruppo Fiat arriva davvero da molto lontano, posso dire che siamo clienti da sempre e con Case abbiamo trovato un prodotto di qualità sia per gli escavatori sia per le pale gommate. Qualità di prodotto che, come dicevo, è molto ben supportata dalla qualità di servizio che MAIE ci offre: sono presenti, veloci negli interventi sul campo e efficaci nella manutenzione ordinaria e straordinaria".

"Proprio per la 1021G la manutenzione è stata uno dei fattori fondamentali per l’acquisto: i tagliandi a 1.000 ore e una gestione migliorata dei ricambi abbattono il costo operativo della pala gommata, con indubbi vantaggi per la nostra produttività aziendale”.

Una manutenzione vantaggiosa

Per la 1021G la manutenzione è stata uno dei fattori fondamentali per l’acquisto: i tagliandi a 1.000 ore e una gestione migliorata dei ricambi abbattono il costo operativo della pala gommata
Per concludere, una domanda sulle prospettive di mercato sul prossimo anno: “Sicuramente vediamo una contrazione del mercato delle ristrutturazioni civili con il progressivo esaurirsi del Bonus 110% che, se da una parte ha dato respiro al comparto, dall’altra lo ha ‘drogato’ facendolo crescere a dismisura, con una lievitazione contestuale dei prezzi di materie prime e prodotti lavorati. In questo settore immaginiamo sicuramente un segno meno, soprattutto sulle imprese di costruzione medio piccole”.
“Per quello che riguarda il mercato delle infrastrutture e, quindi, per le imprese di dimensioni maggiori, sui nostri territori il PNRR non avrà un impatto importante, ma comunque la contrazione sarà più limitata. Come azienda il nostro target è l’impresa artigiana locale che, pur interessata dalla contrazione, ha risorse proprie per superarla. Il prossimo anno poi abbiamo acquisito una importante commessa di fornitura per i Consorzio di Bonifica Veneta (per la migliore gestione delle acque nei nostri territori) che ci consente di guardare con una certa serenità al futuro”.

Poco spazio, tanta produzione

Macchina performante, con capacità importanti, ma anche estremamente agile, la Case 1021G, come ci conferma anche  [Riccardo Maggetto] della Zagolin Giovanni: “Nonostante le dimensioni e la relativa grande capacità produttiva, la pala di Case ci garantisce una agilità d’uso davvero di primo livello. L’area di stoccaggio e trattamento rifiuti che abbiamo a Piove di Sacco non è enorme e spesso abbiamo notevoli cumuli di MPS da trattare”.

“Avevamo quindi bisogno di una macchina che ci garantisse due prestazioni quasi antitetiche: da una parte una importante volumetria oraria di lavoro e, dall’altra, un’agilità operativa che ci consentisse di lavorare, in assoluta sicurezza, in spazi operativi molto ristretti. La 1021G esaudisce egregiamente a entrambe le nostre esigenze”.
Una produttività garantita da un attento mix operativo tra potenza motore disponibile e equilibrio dell’impianto idraulico; la 1021G monta un motore FPT Cursor 9, Stage V, da 239 kW erogati a 1800 giri al minuto, ben trasmessi a terra in ogni condizione grazie a una robusta catena cinematica basata su trasmissione e assali ZF con differenziali aperti e sistema di bloccaggio automatico su quello anteriore.

In questo modo la trazione è sempre ottimale con diretti benefici sulla produttività della macchina e sull’usura degli pneumatici che si riduce notevolmente.



La velocità operativa passa anche da un impianto idraulico Bosch Rexroth a centro chiuso con 358 litri al minuto a disposizione e da una intelligente disposizione dei pesi della pala che consentono di raggiungere un più che lusinghiero 38% fra rapporto carico utile e peso operativo (carico ribaltamento a macchina diritta 7.260 kg).

Dall’equilibrio pesi riceve un significativo impatto anche la forza di strappo che arriva a 18.701 daN, una delle migliori performance di questa categoria.
Il mix di tutti questi fattori ha un’impatto importante sulla produttività giornaliera che aumenta significativamente rispetto alle versioni precedenti, anche considerando le generose cubature delle benne a disposizione che arrivano ai 4,4 metri cubi con un’altezza di scarico al perno benna di 4.250 mm. Da segnalare la funzione di sollevamento in parallelo, novità caratteristica della serie G in grado di simulare il sollevamento in parallelo su una Z-Bar con evidenti vantaggi in fatto di versatilità operativa.

Produttività che può essere tenuta sotto controllo con precisione, grazie al sistema di pesatura onboard e alla tecnologia Sitewatch di Case che consente di ottimizzare le prestazioni del parco macchine, con report davvero di dettaglio che arrivano fino a monitorare dall’ufficio in tempo reale i carichi utili della pala non appena l’operatore sul campo chiude il ciclo di carico.

Le possibilità di questa tecnologia sono virtualmente infinite sia a livello di analisi giornaliera sia a quello, più strategico, di monitoraggio della produttività sul lungo periodo.

Manutenzione e comfort: due belle sorprese

Ma è sul TCO che la 1021G (così come tutte le sue sorelle della gamma Case) fornisce interessanti e gradite sorprese. A partire dagli intervalli di manutenzione: scordatevi gli interventi ogni 500 ore: qui l’intervallo minimo è 1.000 ore, con picchi da 6.000 ore sulla sostituzione del liquido di raffreddamento del radiatore (prima si cambiava ogni 2.000).
Importanti le modifiche degli intervalli di sostituzione dell’olio motore (da 500 a 1.000 ore), così come quelli dei filtri del carburante e dell’olio (anche in questo caso da 500 a 1.000 ore).

Tra ricambi, costi di manodopera e costi occulti di fermo macchina, stiamo parlando di notevoli risparmi che si traducono immediatamente in margini operativi importanti che nessun imprenditore avveduto può trascurare. Un numero?
Case sottolinea che i risparmi arrivano al 20% sulle serie precedenti.

Altro aspetto fondamentale: il comfort per l’operatore. La cabina della serie G non solo è davvero molto comoda (sedile a sospensioni attive e console solidale) anche per i ‘falsi magri’, ma è anche ben studiata dal punto di vista ergonomico.
Davvero molto buona la visibilità sul cantiere, grazie al vetro anteriore monoblocco e a un nutrito set di luci LED (con la funzione Follow-me che ne consente di programmare lo spegnimento quando si scende dalla macchina).

Molto ben disposti tutti i pulsanti, tre anche programmabili che consentono di richiamare le schermate più utilizzate su un rivisto display touch in posizione ottimale sia per la visione dei dati sia per non perdere mai di vista il cantiere.

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