Case torna al Samoter: assenza lunga, rientro pesante

Dopo quasi dieci anni di assenza, Case Construction Equipment torna al Samoter. E non lo fa in punta di piedi.

Il contesto è importante: negli ultimi anni il costruttore ha lavorato per rafforzare la propria presenza internazionale, e la recente partecipazione alla Bauma di Monaco è stata la dimostrazione più evidente di questa strategia.

Proprio lì, Case ha voluto mandare un segnale chiaro al mercato presentando il concept della pala gommata Impact, una macchina che non è (ancora) prodotto, ma direzione: design radicale, approccio sostenibile e una visione del cantiere sempre più orientata all’elettrificazione e all’interazione uomo-macchina.
Un concept che, al di là dell’effetto scenico, racconta una volontà precisa di investimento e crescita. Non solo aggiornamento di gamma, ma apertura verso nuove tecnologie e nuovi modelli operativi. Il ritorno a Verona, quindi, non è nostalgico. È strategico.

Case si presenta con una line-up che copre più segmenti operativi, dalle macchine compatte fino agli escavatori da produzione e demolizione. Il filo conduttore è evidente: macchine solide, aggiornate dal punto di vista tecnologico, ma senza inseguire soluzioni “di effetto” fine a sé stesse. Qui si punta alla concretezza.

E soprattutto, si punta a riaffermare una presenza sul mercato italiano ed europeo che negli ultimi anni si è fatto più competitivo. Tradotto: meno slogan, più ferro. E qualche visione sul futuro, questa volta, ben dichiarata.

921G+: la pala gommata che punta all’equilibrio

Tra le protagoniste dello stand, la pala gommata Case 921G+ rappresenta uno dei pilastri della gamma medio-alta Case. Una macchina pensata per lavorare su cicli intensivi, ma senza perdere di vista efficienza e controllo.

Con un peso operativo che supera le 20 tonnellate e una potenza nell’ordine dei 190 kW, la 921G+ si posiziona in quella fascia dove produttività e consumi devono trovare un equilibrio credibile. Non basta spingere: bisogna farlo bene e a lungo.
La trasmissione powershift a 5 velocità e il sistema idraulico sono progettati per garantire cicli fluidi e continui, soprattutto nelle operazioni di carico e movimentazione materiali. La capacità della benna, che può superare i 3,5 m³ a seconda della configurazione, la rende adatta a impianti, cave e grandi cantieri.

In altre parole, è una pala che non vive di numeri assoluti, ma di rendimento nel tempo. E chi lavora in questi contesti sa che è esattamente ciò che serve.

CX135E XRD: demolizione di precisione, vista dall’alto

Se c’è una macchina destinata a farsi notare al Samoter, è senza dubbio il Case CX135E XRD. Non tanto per la stazza – che resta quella di un escavatore medio – ma per quello che riesce a fare una volta entrato in azione.

Qui non si parla di scavo tradizionale. Qui si entra nel mondo della demolizione selettiva, dove altezza, controllo e stabilità contano più della pura forza bruta. La sigla XRD (eXtra Reach Demolition) non è un dettaglio: indica una configurazione progettata per lavorare in quota, mantenendo precisione anche a distanze operative importanti.
La base macchina è quella del CX135E, con un peso operativo che si colloca intorno alle 15 tonnellate e un motore FPT Industrial Stage V da circa 78,5 kW. Una potenza che, sulla carta, può sembrare “contenuta”, ma che nella realtà è perfettamente calibrata per l’utilizzo con attrezzature da demolizione, dove la gestione dell’idraulica è molto più importante del picco di potenza.

Ed è proprio l’impianto idraulico uno degli elementi chiave. La macchina è progettata per garantire portate costanti e controllabili, fondamentali per l’utilizzo di pinze demolitori, frantumatori e cesoie. In questo tipo di applicazioni, la precisione del movimento vale più della velocità pura.

Il Case CX135E XRD

Il vero salto di qualità, però, arriva con la cinematica del braccio. La configurazione XRD consente di raggiungere altezze operative che superano i 13 metri, permettendo di intervenire su strutture verticali mantenendo una distanza di sicurezza dalla zona di lavoro. Non è solo una questione di “arrivare più in alto”, ma di farlo con stabilità e controllo, due fattori critici in demolizione.
Per questo motivo, la macchina è dotata di un carro allargabile e di una struttura rinforzata, progettata per garantire equilibrio anche nelle configurazioni più estese. Il risultato è una piattaforma stabile, che consente all’operatore di lavorare con maggiore sicurezza anche in condizioni complesse.
La cabina, come sulle altre macchine della serie E, è progettata per offrire visibilità e protezione. In ambito demolizione, questo significa protezioni aggiuntive, vetri rinforzati e una disposizione che permette di mantenere sotto controllo l’area di lavoro anche quando si opera in quota.

In fiera, il CX135E XRD avrà un ruolo ben preciso: mostrare come anche una macchina di classe “media” possa diventare altamente specializzata. Non è un escavatore universale, ma uno strumento progettato per fare una cosa molto specifica. E farla bene.

CX240E: produzione senza distrazioni

Nel segmento degli escavatori cingolati da produzione, il Case CX240E, portato da Case a Samoter 2026, è il classico esempio di macchina progettata per fare una cosa sola: lavorare tanto.

Con un peso operativo intorno alle 25 tonnellate e una potenza che supera i 130 kW, si inserisce nella fascia media pesante, quella più diffusa nei cantieri infrastrutturali e nelle grandi movimentazioni terra.
La profondità di scavo superiore ai 6 metri e la capacità della benna che può arrivare oltre 1 m³ lo rendono adatto a cicli intensivi, dove la produttività oraria è il parametro principale.

La filosofia è chiara: niente fronzoli inutili, ma efficienza, robustezza e facilità di manutenzione. Perché quando una macchina deve lavorare per ore, ogni giorno, la semplicità diventa un valore tecnico.

Mini e midiescavatori CX19D, CX65D e CX100E: tre taglie, una logica

Nel segmento compatto, Case porta a Samoter una gamma di mini e midiescavatori che oggi non rappresenta più solo un’estensione “piccola” della lineup, ma un vero pilastro strategico dell’offerta.

I modelli CX19D, CX65D e CX100E che vedrete in fiera coprono infatti tre fasce operative ben distinte: dal micro-intervento urbano fino alle applicazioni più strutturate nel segmento delle 10 tonnellate. Il CX19D si colloca nella categoria degli ultracompatti, pensato per lavorare dove lo spazio è ridotto al minimo e la manovrabilità è tutto.
Il CX65D rappresenta invece il classico equilibrio tra compattezza e capacità operativa, quello che in cantiere finisce spesso per diventare la macchina “jolly”. Il CX100E chiude la terna avvicinandosi al mondo degli escavatori medi, con prestazioni e capacità di scavo ormai pienamente adeguate a questo segmento.

Ma il vero punto interessante non è solo la segmentazione della gamma. È la sua evoluzione.

Negli ultimi anni, infatti, la strategia Case nel comparto miniescavatori è stata rafforzata anche attraverso l’integrazione della gamma derivata da Eurocomach, operazione che ha ampliato in modo significativo la copertura del segmento compatto.
Oggi, infatti, la proposta complessiva Case nei miniescavatori arriva a coprire circa venti modelli distribuiti tra categorie micro, mini a cui si aggiungono 5 midiescavatori, permettendo una copertura molto più capillare delle esigenze di cantiere.

Questa espansione non è solo numerica, ma strategica: l’obiettivo è presidiare tutte le fasce operative leggere con una gamma coerente, in grado di rispondere sia alle esigenze del noleggio sia a quelle delle imprese strutturate.

Il risultato è una famiglia di macchine che non si limita più a “scalare dimensioni”, ma costruisce una logica operativa completa. Dal piccolo intervento urbano fino al cantiere infrastrutturale leggero, Case oggi può coprire praticamente ogni scenario compatto senza soluzioni di continuità.

In fiera, questa parte di gamma avrà un ruolo chiaro: dimostrare che il segmento miniescavatori non è più periferico, ma uno dei punti centrali della strategia industriale del marchio.

TV450B: il compatto che non si tira indietro

Nel mondo delle macchine compatte, lo skid steer loader Case TV450B gioca una partita tutta sua. Compatto nelle dimensioni, ma decisamente meno nei numeri.

Con una capacità operativa elevata per la categoria e una struttura cingolata che migliora trazione e stabilità, il TV450B è pensato per lavorare in condizioni difficili, su terreni irregolari o in spazi ristretti.
La vera forza di queste macchine, però, è la versatilità. Grazie alla possibilità di montare diverse attrezzature, si trasformano rapidamente da caricatore a strumento multifunzione.

È il classico mezzo che in cantiere “fa un po’ di tutto”. E spesso lo fa meglio di quanto ci si aspetti.

La presenza di Case Construction Equipment si completa nel segmento dei compatti con la minipala cingolata TL100, una macchina pensata per chi lavora dove lo spazio è poco ma le richieste operative sono tutt’altro che “mini”. Progettata per garantire trazione e stabilità su terreni difficili, la TL100 combina la compattezza tipica della categoria con una capacità di spinta e sollevamento che la rende adatta a movimentazione materiali, lavori stradali leggeri e applicazioni in ambito edilizio e paesaggistico.
Il sottocarro cingolato distribuisce il peso in modo uniforme, riducendo la pressione al suolo e migliorando l’aderenza anche su superfici cedevoli o irregolari. A livello operativo, la macchina è progettata per offrire comandi intuitivi e una risposta idraulica progressiva, elementi che aumentano la precisione nelle manovre e riducono l’affaticamento dell’operatore. In ottica di cantiere moderno, la TL100 si posiziona come una soluzione versatile e robusta, capace di adattarsi rapidamente a contesti differenti senza perdere efficienza.

421G: compatta, ma con numeri da cantiere vero

La Case 421G è una di quelle macchine che al Samoter rischierebbero di passare “in secondo piano” solo per dimensioni. Poi però si guardano i numeri, e la prospettiva cambia.

Parliamo di una pala con un peso operativo che si colloca intorno alle 8,5–9 tonnellate, quindi ben dentro la fascia delle compatte “serie”, quelle che non fanno solo supporto, ma lavorano davvero.

Il motore è un FPT Industrial da circa 72 kW (97 hp), conforme Stage V, con una gestione pensata per mantenere bassi i consumi senza sacrificare la reattività nelle fasi di carico. Non è una macchina che punta alla potenza assoluta, ma a un equilibrio concreto tra prestazioni e costi operativi.
La capacità della benna si posiziona attorno a 1,5–1,7 m³, un valore che la rende adatta a una vasta gamma di applicazioni: cantieri urbani, movimentazione materiali, lavori stradali e anche contesti agricoli. In pratica, è la classica macchina “trasversale”, quella che può stare in flotta senza dover giustificare troppo la propria presenza.

Dal punto di vista cinematico, la 421G offre una buona altezza di scarico – superiore ai 2,7 metri – e una geometria del braccio progettata per garantire visibilità e precisione durante le operazioni. Elementi che, nel lavoro quotidiano, contano più di quanto sembri sulla carta.

Interessante anche il tema della trasmissione, con configurazioni che permettono una gestione fluida della velocità e della trazione, soprattutto nei cicli di carico e trasporto su distanze brevi. Il tutto con un raggio di sterzata contenuto, che la rende particolarmente efficace negli spazi stretti.
La cabina segue la filosofia delle macchine più grandi della serie G: buona visibilità, layout dei comandi intuitivo e livelli di comfort che, fino a qualche anno fa, non erano scontati su macchine di questa taglia. E qui entra in gioco un tema sempre più centrale: anche sulle compatte, l’ergonomia non è più un optional.

La 421G è una macchina che non cerca di stupire, ma di funzionare. E proprio per questo, nei cantieri reali, finisce spesso per essere una delle più utilizzate. Perché quando serve qualcosa che lavori sempre, ovunque e senza complicazioni… la compattezza diventa un vantaggio, non un limite.

1121G+ in demo: quando il digitale entra davvero in cantiere

A completare la presenza Case al Samoter, la pala gommata 1121G+ sarà protagonista nell’area dimostrativa del Cantiere Digitale.

Qui il focus non è solo sulla macchina, ma sull’integrazione con tecnologie digitali, sistemi di monitoraggio e gestione operativa. È il passaggio da “macchina che lavora” a “macchina che comunica”.

Nel contesto delle soluzioni che Case Construction Equipment porterà a Samoter 2026, la pala gommata 1121G+ rappresenta uno dei riferimenti più avanzati in termini di automazione applicata al ciclo di carico. Al centro dell’evoluzione c’è il sistema Click&Dig (montato anche sulla sorella più piccola 921G+), che integra tre funzioni chiave pensate per ridurre al minimo le operazioni ripetitive e massimizzare la produttività: Autodig, Autodump e Autometering.
L’Autodig automatizza la fase di carico della benna, ottimizzando la penetrazione nel materiale e garantendo un riempimento costante senza interventi continui dell’operatore; l’Autodump gestisce invece lo scarico in modo preciso e ripetibile, migliorando la sicurezza e la velocità nelle operazioni di ribaltamento; infine l’Autometering controlla automaticamente il dosaggio del materiale, assicurando cicli più uniformi e riducendo sprechi e variabilità operativa.

Il risultato è un ciclo di lavoro più fluido, prevedibile e soprattutto meno dipendente dall’esperienza individuale dell’operatore, un aspetto particolarmente rilevante nei cantieri ad alta intensità produttiva e nei contesti di noleggio. Con una potenza superiore ai 250 kW e una struttura progettata per grandi volumi, la 1121G+ rappresenta la fascia alta della gamma. Ma in questo contesto, il vero valore è nella capacità di integrarsi in un sistema più ampio.

Perché il futuro del cantiere, ormai, non è solo fatto di acciaio e idraulica. È fatto di dati.

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