Come scegliere un sollevatore telescopico usato [Guida]

Le telefonate, quelle intriganti:
M: Ciao John Doe, che piacere risentirti, continui a dilettarti con le pale gommate usate o hai cambiato interessi?

JD: Il piacere, te lo assicuro, è tutto mio!!! Devo confessarti che il progetto in cui mi hanno coinvolto questa volta ha letteralmente stravolto le mie conoscenze fino ad oggi!
 
M: Non si finisce mai di imparare, frase fatta ma terribilmente vera, e non è assolutamente scontato che io possa esserti di aiuto, ma tu comunque prova a raccontarmi cosa devi fare!

JD: abbiamo acquisito una commessa con un cantiere estremamente vario a livello di lavorazioni da effettuare; come ricorderai abbiamo già molte macchine a disposizione, un numero coerente di operatori, ma non riusciamo a capire se abbiamo bisogno di molte macchine diverse o poche multifunzionali, e soprattutto quali e perché!!
La scelta del corretto modello di sollevatore telescopico usato dipende dalle lavorazioni effettuate con costanza nei cantieri
M: Effettivamente la Vostra organizzazione non manca di professionalità ed esperienza, quindi il cantiere, facile o complicato che sia, deve avere il giusto supporto mezzi per permettere il mantenimento delle tempistiche operative, il contenimento dei costi corretto per garantire una redditività sufficiente ed elevare l’efficienza dell’azienda. Prova ad elencarmi, grossolanamente, quali sono le lavorazioni che vi intasano il programma, e la mente!
JD: Sicuramente non sarà un elenco completo, proprio a causa della variabilità dei lavori, ma sicuramente dovremo:
  • muoverci su terreni poco preparati;
  • caricare e scaricare materiale edile dai camion anche con tragitti medi per posizionarla;
  • sollevare, ordinare, spostare manufatti in ambienti non troppo spaziosi; spostare a media altezza, diciamo dai 6 ai 13 metri, materiale pallettizzato o nei sacconi; caricare o spostare materiale sciolto ( ghiaia, sabbia, terra etc.);
  • posizionare con precisione manufatti o semilavorati; effettuare montaggi con uomini ad alta quota di impianti ed altro;
  • in generale necessità di spostarsi rapidamente da una postazione ad un'altra avendo la possibilità di fare molti lavori!!! Sono tantissime macchine per tantissime esigenze!!
M: più ti ascolto più credo che si debba fare un viaggio nel magico mondo del sollevatore telescopico!
Un sollevatore telescopico usato Manitou MT1840 Privilege sui piazzali di Ritchie Bros Italia [foto: Ritchie Bros]
TELESCOPIO: Parola originariamente greca del 1600 dal significato di vedere/guardare lontano, “dedicata” al buon Galileo Galilei, che, attraverso i suoi telescopi appunto, ha posto le basi concettuali e solo per uso ottico e di osservazione planetaria, primo vero astronomo riconosciuto, attraverso cui poi si sono create milioni di invenzioni, più o meno importanti, che oggi osservano, lavorano, creano, costruiscono sempre con una struttura…telescopica. Sia chiaro che il riferimento è esclusivamente perché meccanicamente il movimento è simile ed esistono centinaia di attrezzature che si rifanno alla struttura in oggetto!

Telescopio in greco significa vedere lontano, sollevatore telescopico = che arriva lontano
Il primo modello conosciuto degli attuali carrelli telescopici o, per gli anglofili, telehandler, dovrebbe essere una creazione di Legrand “Shorty” LULL comparso in Minnesota nel 1959! In Europa invece, i primi modelli sono nati in Inghilterra nei primi anni '70 con Matbro prima, e Jcb a ruota con il conosciutissimo 520 del 1977.

L’Italia però, sempre in prima linea per innovazione, fantasia e capacità ha presentato nel 1987 il primo telescopico evoluto con motore montato a destra del telaio sollevatore, abbassando ed arretrando notevolmente il punto cerniera del braccio, creando la configurazione ancora oggi usata da tutto il mondo: onore alla italianissima Merlo con il suo futuristico SM25P; l'azienda, non c'è bisogno di sottolinearlo, è ancora oggi è un produttore di primissimo piano sul mercato internazionale.  
Il brevetto del 13 aprile 1965 di un caricatore mobile con braccio estensibile di Legrand Lull
Il sollevatore telescopico è mato da una intuizione geniale, partendo dal trattore agricolo (basta guardare le ruote di differente diametro dei primissimi modelli), utilizzandolo a rovescio inizialmente con un braccio sollevatore tipo forklift o muletto che dir si voglia, poi elaborato per avere il braccio telescopico che consente di andare in altezza, ma anche sbracciare in avanti, aumentando a dismisura le possibilità di utilizzo.

Estro italiano

1987: l'innovazione assoluta di Merlo, un sollevatore telescopico con motore montato a destra
Sempre sul finire degli anni '80, sempre la mai doma Merlo presenta anche il primo Roto, cioè un carrello telescopico con torretta rotante come le autogru. Pochi anni dopo, verso la fine degli anni '90, sempre la Merlo, riesce ad omologare, per prima in Europa, un modello come trattrice agricola, innescando una vera e propria rivoluzione nel settore!

Ruota che ti passa

Un sollevatore telescopico rotativo di ultima generazione
Siamo quindi di fronte a un vero campione di polivalenza, una macchina che per ogni accessorio montato in cima al braccio assume i connotati di un mezzo diverso, collocandosi in cima alla lista delle macchine che non possono mancare nel parco mezzi, ovviamente corredato di un numero di accessori importante.

La prima distinzione che John Doe dovrà per forza valutare prima di cercare un valido sollevatore telescopico usato, è se ha bisogno di un telescopico fisso o rotativo:
  • Sollevatore telescopico FISSO: in pratica il braccio caricatore potrà alzarsi ed abbassarsi, allungarsi o accorciarsi ma resterà comunque nella stessa posizione rispetto al telaio e alle ruote. A volte sono dotati di piedi stabilizzatori per permette maggior stabilita’ e di conseguenza portata.
  • Un sollevatore telescopico fisso della gamma Merlo
  • Sollevatore telescopico ROTATIVO: la parte superiore del telaio, comprendente cabina e braccio possono ruotare liberamente di 360 gradi, consentndo così di posizionare il materiale sollevato in vari punti del cantiere senza doversi spostare sulle ruote. Sempre dotati di piedi stabilizzatori, sono considerabili delle piccole autogru, ma con una quantità infinita di altri utilizzi pratici.
Un sollevatore telescopico rotativo della gamma Manitou
Visto che abbiamo tra le mani il prototipo di un Transformers, quali sono i parametri di riferimento per capire se esiste un potenziale mezzo che possa risolvere le problematiche poste dai nostri cantieri?

John, non fare il timido!!! Di interessante il nostro responsabile acquisti preferito ha citato solo le altezze da raggiungere e il materiale da spostare, senza specificare il peso o la densità.
E' rosso, ma è un sollevatore telescopico usato di Haulotte, un HTL4017 che abbiamo 'pescato' sul piazzale di Caorso di Ritchie Bros
Proviamo a razionalizzare per fornire un quadro generale ed esaustivo dei criteri da tenere presenti al momento della scelta:
[1] ALLESTIMENTO: senza pretendere di citare TUTTE le possibilità o macchine estreme e particolarmente costose adibite magari a lavori specifici ci limitiamo elencare le caratteristiche da valutare:
  • Tipo di torretta: fissa o rotativa (vedi sopra)
  • Capacità di carico: quasi sempre espressa in quintali di portata già nella sigla del modello, è facile trovare valori dai 20 ai 70 quintali, ricordando però che sono i valori massimi di riferimento che decrescono appena si inizia ad allungare il braccio o si sterzano le ruote! Inoltre, attenzione, i suddetti valori calano anche in funzione dell’attrezzatura montata( dato che ha un suo peso ed è montata in cima al braccio!). Se devo alzare 35 q ripetutamente, riposizionando spesso il telescopico, NON posso comprare un 35 o un 37 q di portata perché inevitabilmente creerò problemi e mancanze di sicurezza in cantiere! Sarà necessario, tabelle di portata e sbraccio alla mano, calcolare con adeguato margine quali valori saranno necessari nel nostro cantiere medio.
  • Prima di procedere con l'acquisto del vostro sollevatore telescopico usato accertatevi che i diagrammi di carico siano in linea con le vostre esigenze di cantiere
  • Sbraccio massimo: attenzione caro John, chiariamo un concetto: i valori importanti sono due in realtà. Dato che i cantieri non si sviluppano quasi mai su piazzali degni di un aeroporto, bisogna valutare anche la lunghezza MINIMA del braccio che, in caso fosse troppo lunga, può rendere difficoltosa la manovra e quindi impossibile e/o pericoloso muoverci.
    Avere 8 o 9 metri di ingombro è un fattore cheva tenuto in considerazione! La massima altezza e sbraccio raggiungibile invece va sempre riscontrat sulla documentazione tecnica, tenendo a mente che l’altezza effettiva è quella base forche e quindi, nella maggioranza dei casi, un pochino meno della massima dichiarata, a volte 10-20 cm, a volte anche un metro!!!
Un sollevatore telescopico usato JCB con stabilizzatori anteriori [foto: Ritchie Bros.]
    Questo è modo di procedere corretto dato che l’unico riferimento effettivo deve essere la combo accessorio montato/necessità operativa/tabella di riferimento corretta (sempre necessariamente presenti in cabina o a display!!!)
  • Stabilizzatori: le macchine in produzione possono avere i piedi stabilizzatori solo anteriori, anteriori e posteriori, ma anche nessuna stabilizzazione. Questo particolare potrebbe anche influire sulle capacità di effettuare certi lavori (per esempio con la cella portapersone) quindi attenzione ad informarvi bene prima sull'allestimento!
Vari tipologie di stabilizzazione dei sollevatori telescopici
[2] ATTREZZATURE DISPONIBILI: John, fai attenzione a questo capitolo, e considerà che non sarà mai esaustivo perché trattasi di argomento al limite del perverso: fra leggi, interpretazioni e poca informazione/formazione di molti addetti, credo fermamente che le macchine realmente e completamente in omologazione siano una percentuale bassissima (parliamo di usato, non di nuovo, in cui la situazione è radicalmente diversa).

In termini di sicurezza ed omologazione entriamo in un campo complesso. Praticamente tutti i carrelli telescopici hanno prese idrauliche ed elettriche che consento l'impiego pratico della maggioranza delle attrezzature (tradotto: tutto quello che attacchi al telescopico puoi farlo funzionare, ma non vuol dire essere in regola con le leggi).

Nei modelli più recenti però, scopriamo che accoppiando numeri seriali diversi da quelli originali omologati e registrati nella macchina in fabbrica, questa non li riconosce e quindi non sarà possibile utilizzare le relative attrezzature.

Quindi, individuato il mezzo “giusto” sarà necessario informarsi bene e per iscritto che sia possibile montare una ben determinata attrezzatura e che questa  sia omologata.

CONSIGLIO

Per verificare le omologazioni, fate riferimento alla casa madre o concessionario ufficiale, in alcuni casi possono essere in difficoltà anche loro secondo l’anzianità del mezzo
Inoltre, in caso di montaggio di attrezzature non originali, sarà necessario avere certificazione del mezzo, dell’attrezzatura acquistata e una terza certificazione che riunisca l’insieme delle due!! Viva la burocrazia se servisse a salvare vite invece di complicarle …

Adesso, caro John, il dilemma è spiegarti quante attrezzature esistono per i sollevatori telescopici. Proverò a elencare le principali affinchè almeno tu abbia un riferimento con cui cominciare a diradare la nebbia di opzioni che ormai avvolge il tuo progetto.
La benna standard, il primo di una infinità di accessori da abbinare al vostro sollevatore telescopico usato
  • Benne da carico: tecnicamente i sollevatori telescopici non sono macchine particolarmente adatte a lavori gravosi o a materiali troppo compatti, quindi valutate BENE perchè eventuali danni in primis si verificano sul testone in cima al braccio o sul braccio stesso (sotto forme di criccature), in quanto l’incernieramento è dietro la macchina e tutti gli sforzi agiscono su questo. Comunque sono disponibili benne semplici, con denti o lama sostituibile, con griffe idrauliche di chiusura di diverse fatture adatte a materiali sciolti ( insilati, letame etc. ) o per avere un riempimento maggiore e più controllato. Esistono diverse cubature, larghezze, profili
  • MIscelare che comodità!

    Una benna miscelatrice per sollevatore telescopico; verificate presenza e stato degli attacchi idraulici [foto: Omeco]
  • Benne speciali: benne idraulica 4 in 1 (trasporto, scavo, spinta, presa di oggetti circolari), benne miscelatrici per preparare cemento fresco e poterlo scaricare direttamente in opera in zone del cantiere anche molto scomode da raggiungere! Sono disponibili anche siviere di varie dimensioni con apertura idraulica comandata dalla cabina per trasporto e scarico calcestruzzo piuttosto che macerie edili!
  • Le forche hanno nel tempo subito una importante diversificazione e ora ne esistono per ogni materiale da movimentare
  • Forche e piastre portaforche: si va oltre alle classiche forche da pallets, in tutte le versioni di portata, lunghezza, regolazioni idrauliche (attenzione sempre che anche le piastre di supporto hanno il loro attacco e varie versioni!) Esistono moltissime tipologie di forche con le punte ed anche con diversi tipi di chiusure o trattenitori, quasi sempre idraulici, che ci permettono di inforcare e movimentare in modo molto sicuro e produttivo non solo i classici balloni di fieno, ma anche materiali “antipatici” quali ad esempio la torba e il cippato.
  • Il cestello portapersone quando si sceglie un sollevatore telescopico usato richiede particolare attenzione nella presenza e verifica di tutte le funzionalità di sicurezza
  • Cestelli/piattaforme porta persone o materiali: se la macchina lo prevede in omologazione si possono montare dei fantastici cestelli porta persone (e attrezzature per il cantiere): possono essere semplici, estensibili in larghezza, trilaterali (snodati e tiltabili a piacere), con braccetti positivi o negativi tipici da manutenzione sotto i ponti o in posizione difficili, per lavori speciali in galleria, con aperture frontali piuttosto che con piccoli bracci ed argani o prese per elettricità o aria compressa. Le possibilità sono veramente molte e si possono  sciogliere molti nodi di lavori altrimenti complicati per logistica e fattibilità. Prima di scegiere, bisogna riflettere un attimo e prevedere quante e quali lavorazioni sono necessarie per radunare tutte le esigenze in un pacchetto consono al budget che si vuole destinare al progetto, presente o futuro che sia.
  • Altro accessorio interessante le pinze per pneumatici [foto Foredil]
  • Pinze: anche le pinze sono normalmente disponibili in molteplici versioni, dalle classiche indispensabili per movimentare i balloni fasciati, a quelle a polipo per il settore riciclaggio e smaltimento, dalle pinze per balloni multipli, per movimentare e posizionare le centine in galleria, a quelle per smontare/montare gomme e cerchi da macchinari industriali di grandi dimensioni da cava o miniera (dumper, pale, gru), dalle pinze dedicate alla movimentazione dei cilindri idraulici o tubi anche a gruppi, fino alle pinze per ribaltare cassonetti, per movimentare i fusti di liquido, per tagliare i rami più alti e  chi più ne ha più ne metta!!
  • Snevamento

    Esistono numerose tipologie di lame da spinta per sollevatori telescopici
  • Lame: anche il settore delle lame da spinta è ampiamente rappresentato. Ritengo appropriato che per ogni macchina ci sia un (o più) lavoro prioritario e gli altri di contorno, quindi John, prendi carta e penna (o un foglio Excel se preferisci) ed inizia a scrivere con che percentuali immagini di usare la macchina per i vari lavori proposti!
    Credo che questa operazione (meno semplice a farla che a dirla, provare per credere) risolva molti problemi. Spendere troppo per lavori secondari, voler per forza fare tutto con una sola macchina, adattare certe attrezzature (anche artigianalmente), forzare alcune caratteristiche, sono errori che ho visto fare quotidianamente e sicuramente comportano importanti spese per eventuali guasti non prevedibili e un utilizzo non conforme ed in sicurezza della macchina.
    La programmazione dovrebbe essere alla base di un cantiere moderno! Ma torniamo alle lame! In generale la manovra di spinta continua, con un sistema idrostatico non progettato per quello scopo, potrebbe causare problemi ed usure precoci difficili da prevedere. Comunque nei listini trovate quasi sempre anche lame dozer fisse, angolabili, a vomere orientabili, con traliccio (di solito da cereali) oltre ad un nutrito assortimento di lame da neve diritte o addirittura con fresa.
  • Braccetti di sollevamento ed argani: dato che il sollevamento è e resta il vero leitmotiv di acquisto di un carrello telescopico analizziamo le possibili opzioni di come questo possa avvicinare la prestazione di una gru ed in qualche caso essere globalmente meno impegnativa sotto tutti i punti di vista.
  • Ganci attaccabili direttamente alla piastra portaforche sono soluzioni ottime e si evita di adottare quella (per il sottoscritto) brutta soluzione (da un punto di vista di sicurezza) del gancio da infilare nelle forche.

    I braccetti

    Un sollevatore telescopico con braccetto fisso
  •  Braccetti fissi con diverse strutture (chiamati anche falcone o Jib se a traliccio, anche a sbalzo per esempio) e con diverse lunghezze di sbraccio possono andare a migliorare certe caratteristiche fisiche della macchina e permetterci di raggiungere altezze o distanze altrimenti proibitive. Il gancio, sempre girevole a 360 gradi, con la sua linguetta di sicurezza (DEVE essere presente e funzionate!!) è comunque abbondantemente calcolato sulla portata, quindi, una volta completato il pacchetto con delle adeguate braghe, cavi o catene siamo pronti a partire!
  • Accoppiata vincente

    Tralicci e argani sono utilissimi in molteplici situazioni, se acquistati usati vanno controllati accuratamente
  • Argani idraulici fissi, argani in testa a tralicci, argani in testa a braccetti telescopici (Si, sempre telescopici!!) completano un pacchetto che ci permetterà di movimentare in sicurezza tutto quello che ci interessa. Per far capire a John l’enorme vantaggio di un telescopico rispetto ad una gru o ad un escavatore col gancio, provate solo ad immaginare che una gru prevede formazione, documentazione, abilitazioni anche solo per entrare in cantiere. Ci sono documenti da compilare prima di appoggiare gli stabilizzatori e il lavoro che può compiere (salvo ovviamente pesi ed altezze irraggiungibili con i telescopici) sarà sempre e comunque solo quello di sollevare e posizionare, a terra o in opera! Noi con il nostro telehandler, le giuste attrezzature ed un operatore formato con una programmazione tutto sommato semplice, possiamo fare decine di lavori diversi!
  • Attrezzature speciali: in effetti esistono anche idropulitrici, spazzole per pulire i piazzali, compressori, raschiatori per il ghiaccio, tagliarami, pale particolari con botola idraulica, insomma se avete un problema in cantiere da risolvere o da programmare, ed avete un telescopico a disposizione, secondo me potreste risolvere il problema con una spesa tutto sommato accettabile!
Allora John, adesso ti è tutto chiaro? Stai studiando i capitolati per capire effettivamente di cosa hai bisogno? Adesso passiamo alla valutazione del sollevatore telescopico usato vero e proprio.

Condizioni generali del mezzo

La verniciatura BELLISSIMA di una macchina potrebbe coprire la sua storia. Prima di gioire perchè il colpo d’occhio è appagato, sarà necessario portarsi una sdraina (o lettino sottomacchina) o un telo/cartone e trovare il sistema per mettere la macchina in condizione di essere vista da sotto!

Andate oltre...

Un sollevatore telescopico riverniciato: bene! Ma controllate che sotto la vernice non ci siano sorprese...
Se il motore, le pompe ed i radiatori sono spesso a vista o quasi, il comparto trasmissione, le valvole, gli assali e molte funzioni sono annidati sotto la macchina o spesso in posizioni poco comode. Fatevene una ragione, dovete sporcarvi un pochino, ma è assolutamente indispensabile, per fare un acquisto sensato, indagare dove l’occhio non arriva.

Cercando con un po’ di attenzione potreste scoprire se la macchina presenta un'ossidazione particolarmente marcata (tipica del lavoro nel riciclaggio di certi materiali, piuttosto che nel carico di sostanze aggressive come nel caso delle biomasse) oppure troverete paglia infilata ovunque piuttosto che terra compressa intorno e sopra le varie tubazioni e/o accessori!

Che sorprese nel vano motore?

Per prima cosa controllate la presenza di contaminanti nell'area del motore
Come John ha già imparato prima con gli escavatori e poi con le pale gommate, il tempo speso per girare intorno (e anche sopra e sotto) la macchina, aprendo i cofani, gli sportelli e sportellini vari sempre presenti si rivelerà fondamentale per una prima “annusata” dello stato di utilizzo e dell’allestimento presente.

La cabina del sollevatore telescopico usato

Oltre alle condizioni generali di plastiche, joystick, pulsanti ed altro, mi concentrerei principalmente nel verificare il funzionamento effettivo del sistema antiribaltamento. Ogni telescopico possiede una serie di parametri che vengono rielaborati da una (o più) centralina che riportano, sul display principale o su uno dedicato, le condizioni operative di carico della macchina.
Cabina di un sollevatore telescopico nuovo; giusto per darvi in un raffronto quando vi trovate a valutare un sollevatore telescopico usato
Questo sistema permette all’operatore, con un semplice colpo d’occhio (ma spesso anche di audio con cicalini dedicati), di rendersi conto costantemente delle condizioni di carico della macchina. Se completamente funzionante e attivo dovrei poter vedere anche da scarico, solo bracciando fino al massimo, la lancetta o i led predisposti accendersi per andare verso un’area normalmente gialla oppure addirittura nel settore rosso dove interviene il computer bloccando dei movimenti ad impedirti di superare il limite di bilanciamento e ribaltarsi con le conseguenze del caso.

Occhio al SAR!

FONDAMENTALE: valutate la presenza e lo stato di funzionamento del Sistema Antiribaltamento

E i comandi?

Controllate l'effettiva funzionalità di joystick e interrutori vari
Dato che ogni macchina ne è necessariamente dotata, ma ovviamente ogni produttore utilizza soluzioni tecnologiche differentianche se dedicate allo stesso servizio, vale la pena informarsi e/o chiedere spiegazioni sul suo funzionamento. Tenendo conto del fatto che questo sistema è la sicurezza principale della macchina, dedicare un pochino di tempo e di informazione va considerato un must per assicurarsi un buon acquisto.

Il motore endotermico

Il motore endotermico di un sollevatore telescopico usato
 Caro John, i motori a ciclo Diesel utilizzati sui sollevatori telescopici non si discostano da quelli degli escavatori o delle pale gommate! Ti consiglio una rilettura attenta e poi spostiamo l’attenzione su un possibile tallone d’Achille da considerare, le condizioni dei radiatori.

I radiatori

Le macchine in oggetto, salvo rari modelli anzianotti, sono “animali” idrostatici! Come ti ho già spiegato John, sostanzialmente vuol dire che il motore termico fa girare un sistema idraulico, spesso abbastanza intricato, che ti permette di muoverti, alzare, sbracciare, brandeggiare ma anche di sterzare, frenare…

Se ne deduce che il raffreddamento è un fattore importante! Come in altre tipologie di mezzi anche sui sollevatori telescopici sono presenti gruppi radiatori a più stadi che ospitano il  liquido di raffreddamento del motore, quello olio idraulico, l'aftercooler (aria dalla turbina per l’aspirazione), il condensatore del gas dell’aria condizionata ed ultimamente, con i motori stage V (ultime normative anti inquinamento), anche il gasolio ha un suo radiatorino per mantenere più o meno costante la sua temperatura.

Impaccati? no grazie!

Il controllo dell'intasamento è la prima operazione da fare sui radiatori
Quindi dove può annidarsi il problema? Primo, sicuramente gestire lo spazio con tutti questi radiatori da collocare non risulta facilissimo. Secondo: i materiali movimentati sono spesso polverulenti e l’intasamento è un problema costante!

Verificate il flusso

L'efficienza del sistema radiante è direttamente proporzionale alla funzionalità delle prese d'aria
Altra attenzione da porre nella verifica dello stato d'usura, deriva dal fatto che i radiatori sono posizionati principalmente fra le ruote anteriori e posteriori, alla stessa altezza e quindi richiedono carter, prese d’aria e di estrazione aria calda superiori o laterali, ma comunque soggette ad intasamento.

Pensate ai trattori agricoli (radiatori frontali 1 m o più davanti alle ruote anteriori) o alle pale gommate (posteriori o addirittura dietro la cabina in posizione molto rialzata!) e capirete che è bene verificare l’effettivo stato di intasamento per capire se la macchina può aver lavorato in condizioni limite (a livello temperature) o di scarsa cura quotidiana. Piccoli indicatori, ma grandi informazioni!!!

La trasmissione

John, controllare un mezzo idrostatico è oltremodo complicato!! Sono necessarie attrezzature “dedicate” e dati tecnici non facili da reperire. Anche se una importante percentuale di costruttori si affida agli ottimi e collaudatissimi sistemi Bosch-Rexroth, le tarature interne e le funzionalità possibili sono diverse, anche in funzione dell’elettronica sempre più determinante quanto più è recente la macchina.

In primis buttiamo un occhio (clinico!) al colore dell’olio idraulico. Dato che in produzione esistono molti colori, impegniamoci a valutare la trasparenza. Resta comunque un buon indicatore. Colori scuri, densi o addirittura emulsionati sono evidenti sintomi di vecchiaia o di problemi attivi.
Pompo idrostatica sulla trasmissione, verificare eventuali perdite
A livello funzionalità, controlliamo bene la risposta alla partenza, l’inversione avanti/retromarcia, scaldiamo bene il sollevatore telescopico e controlliamo che a livello risposta ai comandi e ai movimenti nulla cambi!!!

Rallentamenti evidenti, strappi, vibrazioni o assenza di risposta andranno approfonditi o misurati. Tranne che in modelli piuttosto semplici o piuttosto evoluti potreste avere marce lente e marce veloci o vari sistemi di limitazione dei giri motore o della velocità. Fatevi una cultura via internet cercando di capire le opzioni disponibili e verificate che tutto funzioni regolarmente.

Giustamente John è preoccupato della lentezza negli spostamenti su strada. Lo standard prevede il raggiungimento dei 40 km/h, ma sarà difficile (oltre che poco sicuro in generale) che possiate effettuare questo tipo di prova. Il consiglio migliore è di inserire nel contratto o nelle verifiche da fare quella dell’effettivo raggiungimento della velocità prevista.

Le clausole giuste

Nel contratta di acquisto dell'usato potete inserire clausole di verifica delle funzionalità operative
Se la trasmissione fosse un pochino stanca o se esistesse un problemino di tarature non facilmente rilevabile, questo almeno vi permetterà di “esigere” un intervento per ripristinare il problema o di continuare a cercare altre macchine, rinunciando senza penali a quella non adatta.

L'impianto idraulico e i cilindri

Così come per noi esseri umani l’apparato circolatorio deve essere oggetto di particolare attenzione, specie quando ci si avvicina ad essere “diversamente giovani”, così l’impianto idraulico di tutti i nostri sollevatori telescopici usati riveste un ruolo fondamentale.

Prese ancora ok?

Prese idrauliche sul testone, verificarne sempre la corretta funzionalità e tenuta
Il sollevatore telescopico, per necessità costruttive, condivide olio sia per muoversi sia per usare il braccio; quasi sempre il serbatoio è comune, ma le pompe relative possono essere diverse ed allocate diversamente.

Una volta che John, giocando coi joystick, ha verificato la funzionalità e velocità di esercizio, conviene comunque dare un'occhiata fisicamente le pompe presenti (attaccate normalmente o sulla pompa idrostatica o sui fianchi del motore Diesel) per verificare eventuali perdite o modifiche effettuate.
Non siate avari: ogni difettosità evidente richiede la sostituzione delle tubazioni per evitare gravi danni più tardi!
Le condizioni delle tubazioni è sono di difficilissima interpretazione. Seguendo la manualistica idraulica di riferimento, qualunque difettosità presente, screpolature, pieghe, usure da strusciamento, bolle, ruggine sono sintomi che obbligano la sostituzione del tubo.

Dato che John è ormai scaltro e acquistando un usato sa di doversi assumere dei rischi, si è informato bene e classifica le difettosità, seguendo qualche piccola regola suggerita da chi  lavora sull'idraulica da qualche decennio:
  1. Qualunque insignificante perdita o alone persistente è la spia che bisogna sostituire la tubazione
  2. Tubi fondamentali di alta pressione se presentano difetti significativi vanno sostituiti
  3. Le eventuali bolle visibili, anche se non perdono, indicano la rottura del tubo interno, sostituire!
  4. Inquinare il suolo o inondare un capannone potrebbe costare molto più che un tubo e qualche ora di lavoro. E l’olio idraulico è esso stesso un costo.
  5. Eccesso di scrupolo? MAI!

    Controllate bene la presenza di perdite o trasudazioni sui cilindri
  6. I cilindri prevedono, come costante in tutti gli usi, un’accurata analisi per determinare eventuali perdite o inizio di trasudamento dalle tenute sull’asta cromata, lo stato d’uso dell’asta (non deve presentare scromature, colpi, ruggine o aree opacizzate) e la presenza e funzionalità delle valvole di blocco e di eventuali sistemi accessori tipo ammortizzatori a gas o compensatori.
  7. Ovviamente anche i perni di collegamento possono presentare problemi: verificare sempre che i perni abbiamo i sistemi di bloccaggio non modificati e in movimento non presentino giochi significativi.

Gli assali e i freni

La maggioranza dei costruttori ricorre ai robusti, collaudati ed efficienti assali prodotti dalla Dana Spicer, pochi (uno è la Merlo già citata) si avventurano a progettarli e costruirli, ma l’importante è che risultino funzionali. Dato che sono comunque completamente sigillati e nella maggior parte dei casi contengono anche i freni, le uniche verifiche possibili sono controllare bene qualunque tipo di perdita, gioco o rumorosità anomala e che sia evidente una perfetta funzionalità.
Per gli assali la maggioranza dei produttori si rivolge a fornitori esterni specializzati (anche se ci sono alcune eccezioni)
Un test possibile può essere puntarsi con l’attrezzatura in un mucchio o meglio un muretto solido e spingere per mettere sotto sforzo tutto l’apparato trasmissione. A volte si verificano scoperte anche sorprendenti come mancanza di forza, spegnimenti anomali, vibrazioni o scossoni inattesi. Non esagerare John, se tutto è a posto ci potresti passare attraverso al mucchio o al muro!!

L'impianto sterzante

Proprieta’ comune dei sollevatori telescopici è un impianto sterzante su tutte le ruote e la possibilità di selezionare tre diverse tipologie di movimento:
  1. Tipicamente per uso stradale ( è un obbligo in realtà!): posteriore fisso e anteriore sterzante
  2. 4 ruote sterzanti che permettono maneggevolezza ed operatività incredibili potendo invertire la direzione di marcia in posti veramente stretti senza fare manovre
  3. Stezatura a granchio: ruote sempre in parallelo per avanzamenti con la macchina in diagonale.
  4. Sistemi di sterzata disponibili per i sollevatori telescopici, da sinistra: quattro ruote sterzanti, sterzo assale anteriore, sterzatura a granchio [foto: Wacker Neuson]
Verificate il funzionamento degl interruttori per passare da una modalità all'altra.

Sterzo a rischio

Braccetto sterzo con gomma protezione ammalorata, rischio di rottura!

Il braccio di sollevamento

Come il gruppo motore/idrostatico simulano il cuore e il ns apparato circolatorio, così il braccio telescopico rappresenta una parte fondamentale del nostro scheletro/apparato muscolare in quanto sempre in uso durante l’utilizzo del mezzo.

Una volta verificata la presenza di tutti gli accessori come attacchi idraulici ed elettrici in testa, inclinometri a vista operatore, sensori vari, sarebbe opportuno verificare BENE lo stato di usura dei componenti interni al o ai bracci perchè, con differenti soluzioni tecnologiche da modello a modello, ci sono tubazioni, cavi elettrici, catene di ferro per lo scorrimento bracci e di plastica per contenere i flessibili, rulli di scorrimento, piastre di scorrimento in nylon/teflon ed altro. In alcuni casi, ovviamente ben visibili, questi accessori sono montati esterni al braccio, sul lato destro e quindi più facilmente ispezionabili (ed eventualmente riparabili…).
Verificate lo stato di usura delle tubazioni all'interno dei bracci
Non solo le tubazioni da verificare, ma anche le altre componenti principali
Smontando gli eventuali cofani posteriori  e leprotezioni varie con pochi minuti di lavoro, si riesce a vedere almeno un fine corsa dei bracci telescopici, in modo da osservarne lo stato di pulizia, la lubrificazione, e lo stato d'usura di una parte importantissima!

Con la collaborazione di un collega ai comandi e una buona torcia, durante lo sbraccio sarà possibile osservare che nulla si muova e che tutto fili liscio!!! Le tubazioni non devono esporre le trecciature metalliche interne, altrimenti entro breve si assisterà ad una poco gradevole pioggia di olio idraulico da dentro il braccio!!

Sfila che ti passa!

Non dimenticate di dare una controllata alle piastre di scorrimento degli sfili telescopici
Anche le catene di supporto hanno un loro tensionamento da controllare e mantenere, così come quelle di plastica devono essere integre e ben fissate. Controllate presenza di sporco (sassi o ghiaia, rami, foglie, fieno, rifiuti, bulloneria, pattini di scorrimento o parti di lamierino possono essere causa di problemi anche grossi). Ricordatevi che un cilindro idraulico che spinge può creare diversi danni…meglio prevenire che curare come al solito…

Occhio alle saldature

Perno con boccola saldata, prestare attenzione a questi dettagli
Altra zona sensibile è il testone, specialmente nella parte raccordata/saldata al braccio. La carpenteria è un problema minore e risolvibile, ma comunque merita la dovuta attenzione per capire il reale stato di usura della macchina e se ha avuto trascorsi di lavori particolarmente pesanti o, come spesso si può notare, un utilizzo non totalmente consono al tipo di impiego previsto per quel modello di sollevatore telescopico.

La torretta e la ralla di rotazione

Se il mezzo ricercato o trovato è un telescopico ROTATIVO bisognerà verificare sicuramente la ralla di rotazione della torretta superiore dove è posizionata la cabina. In maniera assolutamente analoga ad un escavatore o ad una gru, la ralla è un cuscinetto di grandi dimensioni, ma con dentatura interna per comandare la rotazione.
Verificate la presenza di cricche, difettosità o riparazioni e saldature, la ralla è ovviamente fondamentale nei sollevatori telescopici rotativi
Sempre analogamente a mezzi simili, al centro del cuscinettone sarà presente un giunto che oltre a permettere le rotazioni continue di 360°, trasporta dal semitelaio inferiore a quello superiore e viceversa pressione idraulica piuttosto che comandi elettrici o liquido di raffreddamento per poter permettere tutti i comandi e le funzionalità previste.
Fenomeni di ossidazione o corrosione indicano lavoro in ambienti particolarmente aggressivi e poca manutenzione: da valutare!!!

Gli accessori

Fare un’analisi di tutte le tipologie di attrezzature e i possibili controlli considerando tutte le variabili esistenti sarebbe troppo “enciclopedico” …. Mi limiterò a quelle più diffuse e qualche consiglio.

  • Forche per pallets FEM o flottanti: a norma di legge la deformazione permanente della forca non deve essere superiore al 3% della lunghezza utile della forca stessa. E cosa vuol dire? beh, siamo pratici: innanzitutto verifichiamo che le punte delle forche siano allineate; in posizione di riposo basta avvicinarle a terra e si nota subito l’eventuale differenza. La lunghezza utile delle forche sarà 1000 mm (1 m) o 1200 mm. Il 3% vuol dire 30 mm (3 cm) o 36 mm sulle forche più lunghe.Quindi se la deformazione visibile (e misurabile) si attesta sui 3 cm o più è il caso di pretendere la loro sostituzione (poca spesa tanta resa). Se sono presenti forature, saldature, aggiunte o altro sappiate che le forche vanno assolutamente scartate.

    Tallone in salute?

    Non ci devono essere cricche, saldature o riparazioni tallone della forca
    Inoltre guardate bene il cosiddetto tallone della forca: se sono presenti piccole cricche o saldature/riparazioni il problema è risolto: vanno buttate. Se vi sembrano molto consumate la legge dice che lo spessore minimo ammissibile è il 90% dello spessore da nuova. In caso di sostituzione acquisite una forca nuova UGUALE per misurarla o la misura originale per verificarlo! Nei dati tecnici della certificazione è un dato che dovrebbe esserci.

    Piccolo, ma fondamentale

    Tutti i perni, specie quelli amovibili, devono avere il fermo di sicurezza!
  • Ganci, tralicci e argani: Fondamentale è l’originalità di tutti i componenti, delle strutture e l’assenza di modifiche o adattamenti. Ovviamente la funzionalità e i documenti devo essere in regola. Per tutti i ganci verificare la presenza e la funzionalità della linguetta di sicurezza che rende impossibile la fuoriuscita del cavo o braga che sostiene il carico dal gancio!
  • Benne semplici o accessoriate: stesso discorso del resto: stato di usura, funzionalità sono tutti parametri fondamentali. Attenzione alla larghezza delle benne per materiali leggeri: spesso sporgono lateralmente dalle ruote quindi secondo i modelli potreste non poterla montare durante i trasferimenti stradali qualora la larghezza totale oltrepassi i 2.550 mm di legge!!!
    Per le pinze e in genere per tutte le attrezzature con parti mobili, verificate il funzionamento delle stesse
  • Pinze: dato che siamo in presenza di utilizzi specifici, dato che esistono moltissime tipologie di pinze, controlliamo bene le parti mobili che siano libere, esenti da giochi significativi o che ne compromettano l’operatività. Altra verifica necessaria è l’integrità strutturale della carpenteria. Dato che spesso sono presenti parti di usura sostituibili, sarebbe utile verificare la disponibilità ed il costo di queste parti, specie se di marchio estero. Oggi si potrebbe incontrare problemi inaspettati se per esempio il magazzino si trova in Inghilterra o fuori area Schengen e non esiste una filiale italiana che funge da importatore. Se ci sono problemi non indifferenti sui ricambi automotive, mi immagino per gli accessori di un’attrezzatura.
  • Cestelli: argomento IPER delicato. Qui la carpenteria e ogni altra considerazione meccanica sono secondarie!!! Partiamo dal concetto che mettere un uomo ad una certa altezza a fare dei lavori prevede una serie IMPORTANTE di conoscenze e responsabilità. La sicurezza sul lavoro DEVE essere una priorità. Purtroppo nel nostro DNA troppo spesso viene prima l’arte dell’arrangiarsi e di finire comunque il lavoro “tanto cosa vuoi che succeda” oppure “l’ho fatto 1000 volte son mica scemo”.
    Quando acquistate un sollevatore telescopico usato con cesta portapersone, accertatevi che TUTTE le sicurezze siano presenti e funzionali. Con la vita non si scherza!!! [foto: Mascus]
    In nessun caso il comando del cestello deve essere effettuato dal posto guida, magari per aiutare il collega e non perdere tempo. Nessun tipo di modifica deve essere apportata ai comandi. La macchina deve nascere con la possibilità di montare un cestello portapersone (attenzione ci sono anche i cestelli per le cose inanimate come i mattoni, lì il problema è ben diverso!) e deve avere tutte le funzionalità di sicurezza attive.

A distanza, ma sicuri

Provate tutte le funzionalità del radiocomando a partire da quelle di riconoscimento e avvio
    Specie dove presente il radiocomando e non l’ombelicale classico, mi raccomando di provare bene le varie funzionalità per evitare sorprese. Provate sempre a montare i cestelli e verificate la procedura di riconoscimento e di avvio. Tranne pochi casi sono spesso diverse in quanto prodotti da parti terze; se vi procurano un manuale e trovate l’originale anche meglio…almeno avete qualche certezza in più che non vi siano state apportate modifiche.

Safety first

Sicurezze attive e passive, anche se parliamo di usato, sono LA priorità assoluta. Senza dimenticare la formazione!!!
John, se la Vs scelta ricadesse su un telescopico rotativo e di sbraccio lungo, dai 20 metri in poi, ricordatevi che l’operatore deve essere realmente formato e preparato per utilizzare al meglio, ed in sicurezza ovviamente, tutte le varie configurazioni possibili!!

Controllate sempre i documenti

Quanto tempo vogliamo dedicare al controllo dei documenti presenti rispetto a quelli necessari/obbligatori? John ha imparato a sue spese che una leggerezza può comportare MESI di fermo o ancora peggio un utilizzo fuori dalle norme; può anche significare il vedersi negare l’accesso in un cantiere per mancanza di un pezzaccio di carta stampata a cui non abbiamo dato la corretta importanza.
Quali sono i documenti da richiedere al momento dell'acquisto di un sollevatore telescopico usato?
La macchina DEVE essere corredata del manuale uso e manutenzione in lingua italiana, questo deve restare (anche in fotocopia) sulla macchina sempre a disposizione dell’operatore. Ogni attrezzatura a corredo deve avere un manuale di uso da conservare. Per quanto riguarda invece i certificati di omologazione CE questi sono obbligatoriamente presenti dalla produzione di Giugno 1996 ed è molto importante averli anche perché può essere molto difficile procurarseli a posteriori.

Meglio prevenire che...

Conntrollate SEMPRE che il numero di telaio sul sollevatore telescopico corrisponda a quello presente sui documenti
Ovviamente, qualora la macchina sia omologata per la circolazione stradale, deve esserci la targa e relativa documentazione. Un controllino magari secondario, ma che consiglio SEMPRE, è il confronto del numero di telaio tra i documenti, la targhetta rivettata sul mezzo e l’incisione sul telaio.

A volte, quest’ultima, può essere non facilissimo trovarla, ma anche acquistare qualcosa che ci potrebbe creare grossi problemi in futuro vale il tempo speso nella ricerca. Ho personalmente visionato terne con etichette di altri marchi e miniescavatori con targhette di una minipala!

L’enormità di parametri da tenere a mente ha creato al nostro amico John una bella emicrania. Sudare sette camicie cercando di trovare una soluzione ottimale in un mondo vasto come quello dei sollevatori telescopici usati non è uno scherzo!!!

Infine...

Rivolgetevi sempre agli esperti!
Ricordatevi però che esistono molti concessionari seri e professionalmente preparati e realtà che si occupano di vendita dell'usato che effettuano (e pubblicano) i risultati delle ispezioni.!

Provare a rivolgersi a chi VIVE di telescopici e ne conosce tutti i pregi e limiti (difetti non ne avranno MAI!!), potrebbe accelerare notevolmente l’acquisizione dei dati e delle opzioni utili a raggiungere il compromesso sempre necessario per decidere un acquisto valido, completo, funzionale e che potrebbe portare nuova linfa nell’esecuzione dei lavori o addirittura stuzzicare la fantasia  e creare i presupposti per affacciarsi a nuove lavorazioni o a dei mercati magari mai considerati fino ad oggi.

Alla prossima Mr Doe, buona ricerca!!!

Correlati

Dall'inizio degli anni 2000, le macchine edili compatte (inferiori a 60 quintali) sono diventate sempre più richieste, con un aumento progressivo e costante anno su anno.

News