Guida alla scelta del bulldozer usato

Il nostro indaffaratissimo John Doe ormai ha come ragione di vita di sperimentare ogni singola tipologia di macchine per costruzione usate. La sua maniacale passione di fare le cose per bene lo porta a cercare sempre di conoscere in maniera approfondita tutte le possibili trappole nascoste dietro, anzi dentro, qualche tonnellata di solido acciaio.

Questa volta la complicazione è tecnicamente minore, ma comunque enorme per arrivare a comprendere di quali parametri realmente necessiti la macchina “ideale”.
JD: stavolta sto brancolando nel buio! Trovo tutte macchine che sembrano adatte ,ma per ognuna mi sorgono decine di interrogativi a cui non so rispondere!

M: Beh questo è normale. Ogni apripista è peculiare per certi lavori, ma può risultare ostico a farne degli altri, ti consiglio di comprarne almeno tre, piccolo medio e grande! Scherzo ovviamente, in effetti tre sarebbero pochi…

JD: mi prendi in giro? Con il budget stanziato con fatica dopo ore ed ore di consiglio di amministrazione forse potrei arrivare a tre modellini ben allestiti...

M: immaginavo che non fosse stato una passeggiata, ma almeno avete un programma ben definito del lavoro che deve svolgere?
Bulldozer Liebherr PR726 Litronic al lavoro su sbancamento e la preparazione di un'area dedicata a serre
JD: questo è stato uno dei motivi di discussione! I programmi a breve termine prevedono piccoli lavori di spianatura, pulitura e preparazione terreno; in generaleil mezzo che cerchiamo potrebbe essere utilizzato quasi dovunque si debbano fare riempimenti e livellamenti (mi propongono spesso sistemi laser automatici ma non ho ancora la macchina!), oppure per ammucchiare macerie dopo la demolizione o per eseguire ripristini a fine lavori".
Nel futuro a venire dovremmo acquisire un terreno con i permessi per estrazione e dagli studi effettuati dovremo avere sabbia in abbondanza, quindi il lavoro non ci manca, la macchina per adesso sì.

JD: in effetti dall'elenco che hai fatto manca del giardinaggio massivo e la ricerca di ordigni esplosivi poi hai elencato praticamente tutti i lavori da apripista (ridendo). Si, direi che avete bisogno di un BULLDOZER con ottime prestazioni, di taglia media (ipotizzo dalle 15 alle 20 tonnellate) e tipologia di lama ed accessori da definire. Andiamo per ordine.

Infinite variabili

Il numero dei modelli di bulldozer usati disponibili sul mercato è pressochè infinito, qui un Caterpillar D9R corazzato
Dozer, bulldozer, apripista, ruspa, trattore cingolato, molti nomi diversi e chissà quanti ancora ne esistono nel mondo…

Esatto, nel mondo: risalire all’attribuzione della nascita di questa tipologia di macchine è come determinare il sesso degli angeli, tempo perso.

Alle origini dei bulldozer: un trattore a vapore Holt
Mi piace raccontare invece che, molto tempo prima della comparsa di qualsiasi trattore motorizzato, una “lama”, montata su un telaio quadrato e trainata da ostinatissimi muli, era usata per tappare buche o spostare terra già verso la fine del 1800!

La denominazione Bulldozer e’ decisamente più recente, ma la sua storia resta ugualmente complicata. Ragionevolmente deriva dal nome dato all’abitudine dei tori di spingere con la forza i simili più deboli per allontanarli, azione particolarmente accentuata nei periodi amorosi.

Momenti intimi dei bovini a parte, cerchiamo di mettere ordine nelle informazioni necessarie a rendere ottimale la scelta di un bulldozer usato.
 

L'allestimento del bulldozer usato

Alcuni dei parametri fondamentali nella scelta del giusto apripista usato richiedono di doversi orientare in direzioni che non concedono margini di mediazione, una scelta esclude quasi totalmente l’altra:  peso e potenza sono importanti, ma il loro equilibrio è di difficile interpretazione se non siete già molto navigati nell’argomento.

Stesso discorso per la pressione a terra, la scelta del tipo di pattino influisce ovviamente molto e va valutata attentamente se la maggioranza del lavoro verrà svolta in terreni particolarmente difficili come la sabbia/spiagge o le discariche, entrambe applicazioni dove sono necessari accorgimenti particolarmente sofisticati.

Il pattino standard nei nostri è mono costola e del tipo stretto. Ottimo come rapporto trazione/galleggiamento/usura/costo. Esistono comunque versioni a 2 costole, con scarico materiale centrale, allestimenti da terreni cedevoli (tipo LGP) per basse pressioni a terra e anche rinforzati per uso cava o comunque roccia.
Dai modelli compatti...
...ai colossi da minera
[1] CONFIGURAZIONE BRACCI: Questo è sicuramente il primo bivio importante: un bulldozer a cui viene richiesto un lavoro tendente al pesante/estremo avrà sicuramente l’arcone a C se 'diversamente giovane', nelle versioni più recenti i bracci di spinta saranno comunque esterni ai carri ed incernierati ad essi, soluzione che permette di sfruttare al massimo le prestazioni della macchina.

Questa configurazione ha un impotante 'altro lato della medaglia': saremo costretti a smontare tutto in caso di trasporto su un carrellone, aumentando non di poco costi, tempi, logistica, manodopera necessaria.

Le misure contano!

Al momento della scelta di un dozer usato, valutate accuratamente il tipo di impiego che dovrà affrontare; tanti spostamenti di cantiere in cantiere se la macchina è fuori sagoma significano costi di trasporto alle stelle
Ovvio che se tendenzialmente si lavora nella cantieristica generica e non in un sito fisso estrattivo o simili, questa soluzione diventa rapidamente antieconomica.

A questo punto, caro John, l’alternativa sono i bracci interni con lama PAT. Sicuramente meno performante, ma anche più flessibile in termini di lavorazioni possibili e decisamente meno impattante per la movimentazione fra siti differenti.
Un dozer Case in configurazione con bracci in sagoma
Dozer Caterpillar con configurazione dei bracci esterna alla sagoma
[2] LAME: Ripartiamo dalla lama PAT: in pratica è la più diffusa su tutti i dozer piccoli e medi perché’ essendo incernierata al centro [ foto image 43 44]consente un’inclinazione laterale che, oltre a permettere lavorazioni con scarico laterale, ne riduce l’ingombro in larghezza fino a restare in sagoma. Esistono i modelli con le “ali” ripiegabili, singola o doppia che permettono la trasportabilità in sagoma entro i famosi 2550 mm concessi dal Codice della strada.
Lama PAT di dozer con cerniere di ripiegamento
La lama PAT completamente ripiegata
Se invece prendiamo la configurazione bracci da spinta abbiamo sicuramente davanti una lama Semi Universale o Universale. Altri modelli più estremi sono dedicati a macchine grandi tonnellaggi o adibite a lavori particolari.

Oltre alle cave ci sono per esempio le discariche che hanno strumenti dedicati, con superfici di spinta importanti proprio per spostare più materiale che di solità è abbastanza leggero e poco compatto.

Nella maggioranza degli allestimenti abbiamo anche due movimenti “extra” che meritano attenzione, eccoli.

[3] TILT E ANGLE: Il tilt dozer e l’angle dozer, sono entrambi gestiti idraulicamente consentono di variare l’angolo di attacco a terra sia in senso longitudinale sia trasversale, permettendo di effettuare moltissime lavorazioni anche di finitura indispensabili per ottenere una qualità finale eccellente.
Esempio di bulldozer usato con lama tiltabile idraulicamente
[4] RIPPER O SCARIFICATORE: John, tu sicuramente non ne hai mai visti, tranne come accessorio sugli escavatori: il loro scopo è di scarificare, cioè tagliare verticalmente il terreno anche rompendo le zolle o evidenziando la presenza di grosse pietre. In pratica si tratta di una struttura posteriore a parallelogramma oscillante e orientabile idraulicamente, dotata di prolunghe regolabili e denti intercambiabili, tipo benna per intenderci.

Secondo la tipologia del terreno, la profondità da raggiungere e lo scopo finale può essere monodente, doppio o triplo. La prolunga, o gamba, può essere inclinata o abbastanza diritta, ad angolo variabile o fisso. Avere il ripper può essere assolutamente determinante in moltissimi lavori, sia agricoli sia estrattivi.
Bulldozer usato equipaggiato con ripper monodente
Un dozer Caterpillar D6N usato con ripper a tre denti
John ovviamente non è in grado di conoscere nel dettaglio le differenze operative e contemporaneamente possiamo affermare che il mercato dell’usato non sempre offre tantissime scelte in ambito dozer.

In compenso attualmente, grazie ad una forte spinta verso la tecnologia laser/gps si iniziano a presentare sul mercato macchine usate già dotate di interessantissimi impianti che possono realmente fare la differenza in termini di velocità, sicurezza nell’esecuzione e qualità del risultato finale.
Sul mercato cominciano a essere frequenti dozer usati equipaggiati con sistemi satellitari 3D completi e funzionali
Proprio in questi giorni ho ammirato un dozer Komatsu D51EX attualmente disponibile all’asta Ritchie Bros del 19/20 maggio che, oltre a essere molto adatto alla nostra ricerca del dozer usato ottimale, rappresenta un fiore all’occhiello degli usati: 90 ore circa, laser Leica sistema Geosystem MCP80 già applicato. Sotto con le offerte!! Macchine cosi’ fresche ed allestite sono realmente rarissime e meritano attenzione.
Verificate la presenza e la funzionalità delle centraline
e assicuratevi che i sensori siano tutti funzionali e al loro posto
Ora andiamo nello specifico e proviamo, come di rito, a fornire a John tutti i parametri utili e pratici per “radiografare” un bulldozer usato e controllarlo al meglio prima dell'acquisto.

Bulldozer Usato: condizioni generali e  aspetti estetici

Mai l’efficienza di un mezzo deve essere giudicata attraverso le condizioni generali, ma è altrettanto vero che presentarsi in cantiere con un macchinario ben tenuto può regalare soddisfazioni e sicuramente aiuta l’immagine aziendale.

Sono un forte estimatore, ormai dovrebbe essere chiaro a tutti, del walk around, ovvero un giro conoscitivo intorno alla macchina per osservare con attenzione qualunque anomalia, aprendo sportelli e scrutando in tutti gli anfratti per entrare in intima sintonia con la condizione attuale del mezzo e provare ad immaginarne la storia passata.
Verificate lo stato di usura delle piastre di protezione e, in generale, di tutti i componenti del sottocarro, possono dire molto sull'ambiente di lavoro dove ha operato il bulldozer
Questa procedura potrebbe aiutarci ad anticipare alcune problematiche e intuire se è il mezzo che vogliamo oppure un rischio che esce dai parametri  razionalmente accettabili. Ricordiamoci che John vuole essere un professionista e tutti si aspettano un acquisto sensato e non una roulette russa.

Per la natura stessa del lavoro a cui è chiamata, la ruspa si presenterà con evidente sverniciatura a livello lama, bracci e carri in generale. Francamente John, preferiscila così piuttosto che riverniciata.
Uno degli ambienti più aggressivi sono le discariche, l'ambiente acido mette a dura prova i bulldozer
Allestimento generale e piccoli accorgimenti possono aiutare a capire se questa macchina ha lavorato in ambienti salini o acidi tipo discarica. Per quanto si possa lavarla, la corrosione intorno alle parti interne verniciate o l’odore inconfondibile di spazzatura non si riesce ad eliminarle totalmente!

Un controllo generale a scalette, appigli, cofani, impianti può essere molto utile per verificare con attenzione anche piccoli dettagli rivelatori (le chiusure con fil di ferro sono sintomi di leggerezza nelle riparazioni e poca stima del proprio lavoro). Anche i vetri, i tergicristalli e  portiere possono diventare spese non preventivate, ma necessarie se si vuole una macchina in perfetta efficienza.

Bulldozer usato: la Cabina

La tipica forma a testa di insetto è resa necessaria per mantenere una visibilità ottimale senza doversi sporgere o muovere dal sedile di guida. Quest’ultimo risulta spesso montato asimmetrico rispetto alla direzione macchina proprio per permettere visibilità sulla lama, sui carri e su dove stiamo spostando la terra!

Dal punto di vista dell'efficienza, anche un bulldozer usato deve garantire visibilità ottimale sulla lama e usl cantiere
La strumentazione, tutta frontale e ben leggibile dovrà essere completamente efficiente, affiche si possa poi lavorare serenamente; controllate che tutti i parametri siano entro i valori consigliati dal costruttore.

Indicazione delle marce inserite per marcia avanti e retromarcia, temperatura trasmissione, pressioni e temperature motore termico piuttosto che impianto idraulico sono fondamentali!

In molte macchine, anche con un paio di decenni di lavoro sulle spalle, possono essere presenti selezioni rapide o programmabili della marcia di avvio piuttosto che quella che si inserisce in retromarcia.
La verifica di tutte le funzionalità e i comandi, compresi l'impianto di riscaldamento e condizionamento è da fare con scrupolo
Il cruscotto, soprattutto in macchine meno datate, può essere un'ottima fonte di informazioni
La motivazione di tali verifiche è legata alle lavorazioni che prevedono spinta in avanti e quindi bassa velocità e massima coppia, ma velocità in retromarcia per riposizionarsi prima della spinta successiva. Una comodità notevole.

L’acceleratore, se e quando presente secondo l’età della macchina, può essere meccanico o elettronico, ma sicuramente comprenderà anche un pedale di decelerazione, molto utile per mantenere, in certe manovre, l’efficienza della macchina senza perdere tempo successivamente per ritornare alle condizioni standard di lavoro. In alcuni casi esiste solo un interruttore min/max e poi ovviamente il deceleratore.

Ovviamente verificate l’efficienza dell’impianto di condizionamento e riscaldamento, l’operatore sui dozer lavora necessariamente con sportelli e vetri chiusi, quindi il ricambio di aria e la temperatura sono importanti almeno quanto la assenza di fenomeni di appannamento sui vetri.

Bulldozer usato: il Motore endotermico

Se nel nostro Bulldozer è nascosto un toro, questo deve essere nel motore!

Dai 70 kW ai quasi 700 kW dei modelli più esaltanti da veder lavorare, per avere una “The Big Push” (conosciutissima esibizione dei dozer Caterpillar presso il centro prove di Malaga) è necessario che il motore diesel sia in condizioni ottimali.

Cercate la fonte

Cercate le targhette originali, sono una buona base di partenza per iniziare la valutazione
Come al solito la verifica non è agevole ,ma i parametri fondamentali restano:
  • avviamento lineare a freddo e a caldo
  • assenza di fumo persistente specie se di colore azzurro
  • a motore caldo assenza di fuoriuscita di vapore dal bocchettone di riempimento olio o dallo sfiato normalmente presente in area coperchio valvole (attenzione, quest’ultimo spesso è allacciato all’aspirazione e quindi non necessariamente visibile!)
  • rumorosità normale
  • reattività all’acceleratore istantanea.
Non tutti i motori sono necessariamente brillanti in accelerazione, dipende anche da cilindrata e collegamenti vari, ma sicuramente non devono zoppicare o avere incertezze.

L'occhio è importante

Niente fumo, buona reattività, rumorosità nella norma, le caratteristiche per una prima valutazione di un motore di un dozer usato
Anche una verifica del liquido refrigerante, svitando il tappo dal radiatore ( va assolutamente fatto a motore freddo, a caldo può essere pericoloso per la pressione che si forma con l’aumentare della temperatura interna) aiuta a capire se veniva utilizzata acqua di fonte o il liquido correttamente miscelato con glicole e prodotti simili per evitare usure e disfunzioni che possono risultare costose nel tempo come intasamento interno radiatori o scambiatori corrosi con conseguente scambio di liquidi nel posto sbagliato!!
Controllate l'eventuale intasamento dei radiatori e la presenza di eventuali corrosioni negli scambiatori
Esistono anche, ho giusto regalato un rifrattometro digitale a John lo scorso Natale, strumenti capaci di misurare la concentrazione di glicole nell’acqua, così da conoscere esattamente la temperatura fino a cui siamo protetti dai congelamenti.

Verificata l’assenza di ruggine sotto il tappo e la corretta densità possiamo andare ad osservare attentamente eventuali tracce di perdite su tutto il motore.

I liquidi interessati sono quattro:
  • gasolio
  • liquido di raffreddamento
  • olio idraulico se presente una pompa connessa alla distribuzione
  • olio motore.
Teniamo presente che qualunque innocua trasudazione non scomparirà magicamente, ma sicuramente diventerà una perdita su cui, prima o poi, dovremo intervenire per la corretta (e onerosa) riparazione.
Verificate con cura la presenza di perdite su tutto il motore
Un paio di altre informazioni aggiuntive interessanti da controllare: secondo i modelli, anche se non sono sempre operazioni agevoli, con pochissimo impegno e lavoro possiamo chiedere di staccare il collettore che va dalla turbina all’aftercooler (scambiatore di calore che stabilizza la temperatura prima di immetterla in camera di combustione) e verificare se sia sporcato dell’olio motore sicuramente proveniente dalla lubrificazione della turbina (quindi gruppo turbina da revisionare) o se sia presente polvere che indica cattiva filtrazione o infiltrazione diaria da collettori lesionati, con conseguente usura precoce a livello pistoni/fasce/cilindri.

Guardate ovunque

Non abbiate paura di sporcarvi, un controllo in più potrebbe significare parecchi soldi risparmiati!
Test finale, meglio se con i dati del costruttore, il calo di giri sotto sforzo. Se per un escavatore può essere relativamente facile, per un dozer richiede o un grosso mucchio di terra da spingere con determinazione fino a bloccare la macchina, oppure una buona mazza da 4 kg per bloccare il cingolo sulla corona (se sapientemente posizionata), verificando i valori della risposta.

Bulldozer usato: la trasmissione e i riduttori finali

La trasmissione è l'organo maestro su tutti gli apripista. Se abbiamo cavalli, anzi tori, braccioni palestrati di spinta, lama super rinforzata ed un grande operatore, nulla otteniamo se la trasmissione non trasforma la potenza del motore in spinta sui cingoli. I due sistemi base sono il powershift e l’idrostatico, sarà compito di John informarsi su quale dei due è adottato dal modello che vuole verificare. Sostanzialmente il primo applica una trasmissione a frizioni, connessa al motore da un converter idraulico e un albero di trasmissione.

Potenza a terra

La ruota motrice, assieme all'intera trasmissione, ha il compito di scaricare a terra la potenza del motore, da verificare attentamente!
La trasmissione idrostatica si basa invece su pompe e motori idraulici dedicati esclusivamente a queste funzioni. La verifica di entrambieè decisamente elaborata e prevede attrezzatura, conoscenze e dati tecnici precisi relativamente ad anno e modello. Da un punto di vista pratico è realmente difficile dare indicazioni per un controllo significativo.

Pratica di cantiere

Verificate a olio caldo che la macchina non abbia ritardi nell'inserimento e nei cambi marcia. Testate sempre se possibile le macchine, eviterete sgradite sorprese!
Powershift: in fase di partenza, olio caldo pronto al lavoro, non deve esserci ritardo nell’inserimento né incertezze, stesso discorso nei cambi marcia. Il cambio direzione invece è sempre progressivo e quindi prevede un rallentamento ed un successivo riavvio. Effettuato il comando tutto deve essere reattivo, in qualunque marcia, sia avanti sia indietro.

Queste verifiche, non garantiscono sicuramente di quantificare l’usura dei dischi frizione, ma almeno si intuisce se l’impianto resta correttamente in pressione senza sfuggite interne di olio.

L’idrostatico sicuramente ha meno parti usurabili, ma in compenso, tranne scaldarlo abbastanza e provare a spingere con la lama, non possiamo fare altro che controllare che tutto sia regolare.

Olio caldo

Prima di controllare il funzionamento della trasmissione scaldate bene l'olio
In entrambi i sistemi incide molto la manutenzione eseguita sul  mezzo, ovviamente l’uso che ne è stato fatto, le ore effettive di lavoro tenendo presente che anche 5000/6000 ore su lavori pesanti e magari manutenzione non proprio da manuale possono portare ad usure precoci e quindi interventi abbastanza onerosi da un punto di vista sia di fermo macchina che economico.

Rivolgersi ad un concessionario serio che rilascia garanzia sulla macchina potrebbe aiutare a mettersi al riparo da sgradite sorprese.

I riduttori finali, normalmente a doppio stadio, sono semplicemente ingranaggi immersi nell’olio…se non fanno rumori particolari e l’olio è della giusta gradazione non comportano particolari problemi, silenziosità di rotolamento, specie nell’inversione di direzione e scorrevolezza sono alla base delle buone condizioni.

Bulldozer usato: i freni e le frizioni di sterzo

Se per la trasmissione il discorso è abbastanza complicato, i sistemi di sterzo e di frenatura lo sono ancora più. Carissimo John, tutto ciò che non si vede non vuol dire che non ci sia, ma sicuramente può essere fonte di problematiche, quindi, al lavoro!

Per comprendere meglio le difficoltà è importante capire come funzionano certi impianti. Nella marcia rettilinea tutto è lineare e semplice, motore, spinta, cingoli tutti ugualmente coinvolti nella stessa misura. Nel momento in cui decido di cambiare direzione, ogni costruttore ha scelto una strada ritenuta ideale per risolvere il problema.

Fondamentalmente il concetto è il medesimo: rallentare o fermare un cingolo o accelerare l’altro, questa è la sterzatura. Su un escavatore la cosa risulta più semplice anche perché non serve traslare per lavorare. Su un trattore apripista è proprio la combinazione frenatura/frizione che fa la differenza.
Un bulldozer Caterpillar D11T che l'italiana Fercav ha acquistato usato da Ritchie Bros. direttamente in Kentucky
Ci sono pompe dedicate, tarature apposite, sistemi differenziati appositamente per consentire sterzature dolci durante la spinta oppure sterzate brusche per invertire il senso di marcia o ruotare il mezzo di 90 o 180 gradi.

Il controllo di tali sistemi non è agevole: fondamentalmente un buon parametro può essere di verificare che   la macchina, specie su terreni non preparati o smossi, sterza dolcemente ed ugualmente a destra e sinistra e ruota senza problemi in entrambe le direzioni; in questo caso si potrebbe dire, con tutte le attenzioni del caso, che l’obiettivo è stato raggiunto.

Nelle idrostatiche, pur nella semplicità di gestione idraulico/elettronica delle cilindrate dei motori coinvolti per variare i giri, gli elementi che entrano nel processo di sterzatura sono  anche in questo caso molti e vale sempre il principio del buon funzionamento, specie con olio caldo almeno a temperatura di lavoro.
 
Tenete presente che scaldare un olio della trasmissione non è come scaldare un motore diesel, occorre molto più tempo e un po’ di pratica per mettere sotto sforzo la trasmissione, cosa non sempre facile.

Purtroppo però con olio freddo non si riesce ad apprezzare la vera condizione di lavoro del mezzo e questa è una penalizzazione importante.

Bulldozer usato: l'Impianto idraulico  

Dopo essersi sciroppato una notevole quantità di novità e controlli difficoltosi, John può rilassarsi tornando su terreni conosciuti e poco rischiosi; verificare l’impianto idraulico è quasi una passeggiata rispetto a trasmissione e sterzo.
Come sempre controllate la corretta tenuta delle tubazioni idrauliche e sostituitele se trovate perdite anche lievi
Le regole base sono sempre quelle: olio trasparente e correttamente a livello, nessuna rumorosità, nessuna perdita evidente, funzionalità lineare in ogni condizione. Tutti i movimenti sono comandati da cilindri idraulici normalmente a doppio effetto, quindi è opportuno verificare le condizioni di aste cromate, giunzioni e tutte le componenti a vista.
Verificate accuratamente la condizione delle aste cromate e delle relative guarnizioni
Sicuramente vale la pena di sollevare completamente la lama, lasciarla anche con il motore in moto al minimo 10 minuti e verificare se la lama scende da sola, classico sintomo di cilindri con trafilaggi interni o distributori idraulici con qualche possibile problema di perdita olio sui cursori o sulle valvole.

Bulldozer usato: i bracci di spinta e la lama

Anche se la configurazione può essere diversa, i controlli devono essere in primis dello stato della carpenteria. Visti gli sforzi in gioco posso aspettarmi qualche problemino di saldature o rinforzi applicati ai punti più sollecitati. Se eseguiti a regola d’arte non sono un problema.

Più nel dettaglio, le macchine con bracci esterni al carro sono facilmente controllabili ed eventualmente riparabili. Le macchine con lama PAT e quindi con il semitelaio interno ai carri, richiedono un maggiore attenzione nei controlli dei punti di collegamento.
Il giunto lama telaio è da controllare con attenzione verificando la presenza di saldature o rinforzi
Per geometria costruttiva e condizioni d'uso le massime sollecitazioni sono in questa zona
Ovviamente tutti gli snodi, i collegamenti, i cilindri devono essere senza gioco! Il giunto lama/telaio in particolare, dato che sottoposto a sforzi molto importanti, merita qualche minuto si controllo in più, magari sollevando bene la lama oppure appoggiandola a terra così da simulare tutti i movimenti.
Una lama in buone condizioni d'uso...
... e una che ha fatto tanta strada
 
La lama è carpenteria pura. Normalmente monta delle parti di usura anteriori imbullonate che quando possibile sono reversibili (alcune sono asimmetriche e quindi non reversibili). Con un minimo di osservazione possiamo farci un’idea delle condizioni generali e dei materiali movimentati nella sua storia operativa.

Bulldozer usato: i carri e le catenarie

Quando si cerca una ruspa usata è innegabile che il carro debba farci acuire la vista ed analizzare molto puntualmente le condizioni d’uso visibili.

Non esiste parte del carro che non sia soggetta a normale usura, il residuo delle singole componenti deve avvicinarci a capire quando sarà il momento di una strategica revisione di tutte le parti. Questo è il problema. E, ovviamente, il costo!
I due carri sono sempre oscillanti e quindi hanno un perno orizzontale su cui ruotare ed un sistema oscillante che li collega detto barra stabilizzatrice. L’unico movimento possibile deve essere sulla verticale, altrimenti siamo di fronte a usure importanti da recuperare che prevedono il totale smontaggio del carro e spesso lavorazioni di carpenteria conosciute come barenatura (saldatura e successiva tornitura in opera) per recuperare le corrette misure e far lavorare in asse i due carri. Questo è fondamentale per ottenere la massima efficienza dalla macchina.
Carro in buone condizioni operative, senza evidenze di intervento o riparazioni
Purtroppo, molto spesso, si trovano sul mercato macchine con sostituzioni parziali che francamente sono sicuramente economicamente più attraenti, spacciando la macchina tipicamente per “carro revisionato”, ma nella realtà l’utilizzatore riceverà solo un beneficio parziale e sicuramente un'usura precoce di tutto l’apparato.
Nello specifico:
  • [1] PATTINI: Secondo le esigenze, potremo avere la necessità di sostituirli per passare ad un modello più largo o più stretto oppure con doppia costola. L’usura normalmente visibile è sulla altezza della costola ed il limite accettabile è quando inizia ad avvicinarsi all’altezza della bulloneria di collegamento alla catenaria, quindi circa 20/25 mm. Oltre si avrà un ovvio scivolamento, minor trasferimento a terra della potenza e quindi spinta, maggiori problemi su terreni franosi o pendenze importanti.
Controllate l'usura dei cingoli del bulldozer basandovi sull'altezza della costola
  • [2] CATENARIE: credo si tenda a sottovalutare l’usura delle catene, nella maggioranza dei casi si parla di sostituirle quando se ne rompe una, generando fermi macchina in cantieri difficilmente accessibili e problemi a non finire.
Il primo controllo da fare è sulla superficie di appoggio interna. Tanto più risulta arrotondata e imbarcata sulle estremità, maggiore è l’usura e minore il residuo utile. [image21] Internamente alle maglie controllate le boccole, il limite sicuramente lo si raggiunge quando perdono i pezzi o questi mancano del tutto, ma sarebbe il caso di fermarsi prima!

Toccare le catenarie con le dita facendole scorrere su tutta la circonferenza aiuta a capire le condizioni effettive, quando usurate presentano evidenti angoli invece di essere tonde).

Ogni applicazione ha la sua tecnologia

Carro Caterpillar SystemOne con boccole lubrificate
Su alcune macchine possono trovarsi catenarie della nuova generazione come il SystemOne di Caterpillar che garantisce minor usura in quanto le boccole lubrificate sono in grado di ruotare liberamente e le superfici di appoggio su ruote folli e rulli di appoggio decisamente migliorate. In caso di materiali fortemente abrasivi il vantaggio può diventare importante.

Anche la vista superiore lato pattini ci aiuta a capire se esistono giochi importanti perno/maglia in quanto, se presente disallineamento tra i pattini questo spesso proviene proprio dai perni. Ricordiamoci che tutti gli accoppiamenti sono ferro/ferro…non ci sono cuscinetti o bronzine, solo un ingrassaggio in fase di montaggio la cui durata varia molto in funzione dell’utilizzo.

Pochi giochi!

Controllate sempre la presenza e l'entità dei giochi perno/maglia
Bisogna anche tener conto di fattori meccanicamente inconfutabili: un pattino largo esercita sulla catena sforzi maggiori di uno stretto. Teniamolo a mente sia per valutare un usato che per capire la durata totale di un carro.
  • [3] RULLI INFERIORI E SUPERIORI: i dozer, secondo dimensione ed allestimento, installano spesso i rulli inferiori, molto importanti, non direttamente sul telaio, ma montati su piccoli semitelai basculanti (detti bogie) che, grazie alla possibilità di muoversi, permettono di adattarsi meglio alle asperità, aumentando la durata dei componenti e la motricità/stabilità grazie ad una migliore e più omogenea distribuzione a terra dei pesi.
Anche se sono meno sollecitati, verificate la corretta rotazione dei rulli superiori
I rulli superiori hanno minore importanza in quanto devono solo sostenere la catenaria nella zona superiore, senza che possano strusciare sui semitelai; verifichiamo comunque che possano ruotare perché possono aumentare molto l’usura della catena in caso di blocco.
 
  • [4] RUOTE FOLLI E CORONE: Niente di drammatico da verificare per John, ma sicuramente un occhio attento potrebbe trovare ruote con giochi anomali o corone, specie se a settori, mancanti di qualche bullone di fermo.
Ovviamente in caso di carri triangolari CAT i controlli sono raddoppiati per le ruote folli, ma assolutamente la visibilità dei componenti è migliore.  Dato che un controllo in più è meglio che uno di meno, possiamo verificare la presenza di grasso nel tendicingolo intorno alla parte cromata e nella zona della valvola di carico/scarico ed in generale se è presente una forte ossidazione indice di lavori in ambienti difficili.
Ruota folle di un carro con tecnologia tradizionale
Ruota folle di un carro SystemOne di Caterpillar
Parlando proprio della revisione dei carri, teniamo in considerazione che la sostituzione della catenaria o di solo alcuni dei componenti in gioco vuol dire sicuramente migliorare la situazione generale, ma qualora l’interesse sia di sfruttare tutta la durata originale, l’unica strada è la sostituzione di tutti i componenti e il controllo minuzioso della condizione generale delle carpenterie e dei collegamenti.  

Bulldozer usato: i documenti

Peccato a volte non poter prendere un bel dozer da almeno 50 tonnellate e liberare la strada, le rotonde, gli incroci, gli ingorghi dalle file interminabili! Ritorniamo alla realtà John, teniamoci i film per i nostri momenti di sfogo!  

Quando la macchina dei nostri sogni non è targabile e quindi non potrà mai circolare su strada tutto è più semplice.

Occhio ai documenti

Obbligatori il Certificato CE (anche degli accessori) e il Libretto d'Uso e manutenzione
Il certificato CE, possibilmente in originale, è un obbligo di legge, così come il manuale di uso e manutenzione.

Quello che sicuramente sarebbe importante è che il manuale venga utilizzato per conoscere la macchina, i pesi in gioco, il bilanciamento, le tipologie di olio che dovremo tenere a portata di mano per rabbocchi, il significato delle spie del cruscotto piuttosto che eventuali terrorizzanti codici di guasto.

Ricordate che un accessorio, anche montato dal costruttore, senza Certificazione CE e  specifico manuale di uso, può generare fastidiosi problemi di natura burocratica (nel migliore dei casi), ma soprattutto non ci consentirà di avere le informazioni corrette per una perfetta gestione operativa e di manutezione e saremmo affidati, come nella maggioranza dei casi, al sentito dire o all’esperienza di qualcuno, senza avere un riscontro diretto che quanto facciamo sia il meglio di quello che possiamo ottenere.

Conoscere la macchina

Il Libretto di uso e manutenzione, soprattutto dopo l'avvento dell'elettronica è uno strumento utilissimo per conoscere la macchina che avete acquistato e utilizzarla al meglio!
Vi posso assicurare che, specialmente con l’avvento dell’elettronica, da modello a modello le differenze possono essere sostanziali e meriterebbero un approccio diverso, più accademico e meno sperimentale.

Quindi, una volta condotta una scrematura più o meno approfondita del mercato e iniziato ad inquadrare se ci sono disponibili delle macchine adatte, cosa ci resta da fare oltre alla trattativa economica e delle possibili garanzie accessorie da richiedere?

Sicuramente John dovrà assolutamente cautelarsi rispetto ai possibili futuri problemi, le inevitabili rotture, piccole o grandi. Approvvigionare i filtri, per esempio, non è mai un problema, le parti carro sono sempre reperibili originali o aftermarket anche di ottima qualità, mentre la carpenteria dipende molto dall’organizzazione interna all’azienda: se già presenti degli specialisti meglio, altrimenti iniziate a guardarvi intorno.

E l'assistenza?

Quando acquistate un dozer di un determinato produttore, accertatevi di avere in zona un'officina che conosca approfonditamente marchio e modello, anche per la reperibilità dei ricambi!
Avere un’assistenza efficace ed efficiente, sia a livello mobile sia in officina, è un vantaggio non indifferente. Il dozer, per esprimere la propria potenzialità, vuole le giuste cure di persone con esperienza specifica. Ricordiamoci per esempio, che non tutti i brand, anche blasonati, hanno nel listino un apripista.

Quindi la ricerca può essere anche trasversale, chi utilizza nell’area di vostro interesse queste macchine? Quali marchi e assistenza? Per indole ed esperienza credo che se usassimo la comunicazione fra le aziende in maniera costruttiva e conoscitiva, anziché solo concorrenziale, tutto il mercato sarebbe positivamente influenzato e si creerebbero quelle sinergie che oggi, in una globalizzazione sempre più spinta anche dalla facilità ai contatti e alla conoscenza, aiuterebbero a formare quelle basi certe che possono sostenerci negli anni.

Buona ricerca e buone spinte con i vostri dozer, bulldozer, ruspe, apripista!

Correlati

Dall'inizio degli anni 2000, le macchine edili compatte (inferiori a 60 quintali) sono diventate sempre più richieste, con un aumento progressivo e costante anno su anno.

News