La Porta Smeralda

Scriviamo questo articolo, dedicato cantiere di estensione della pista dell’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, in pieno lockdown da Coronavirus e ci siamo interrogati più volte sull’opportunità di farlo; abbiamo deciso di pubblicarlo ugualmente per due motivi. Innanzitutto il rispetto per le imprese che hanno realizzato la nuova pista in tempi ridottissimi, dimostrando ancora una volta (se necessario) che in Italia ci sono realtà la cui altissima qualità e professionalità è difficile da raggiungere in ogni altro angolo del globo.

Il secondo motivo è più ‘filosofico’: parliamo di un aeroporto in una zona turistica che si amplia, proprio quando la maggior parte degli aerei è a terra, in sosta forzata. Può sembrare una follia, molti ci daranno degli irresponsabili, ma la considerazione che vogliamo condividere con tutti voi è questa: prima o poi il lockdown dovrà finire e la nostra società dovrà ricominciare a vivere.
In tempi di lockdown ci sembra utile ricordare le eccellenze italiane nel turismo e nelle costruzioni con un esempio concreto
Costruzioni e turismo: saranno sicuramente questi due dei pilastri su cui basare la ricostruzione di un’economia italiana che verrà fuori dalla crisi bella disastrata. Ecco quindi perché pubblichiamo quest’articolo, quando ancora non si può uscire di casa: per condividere con tutti quello di cui siamo certi: non si può vivere senza speranze, obiettivi o visioni positive del proprio futuro.

O meglio si può farlo, ma quello significa sopravvivere e non vivere e a noi non piace per niente (poi potrete non essere d’accordo).

Una nuova pista in 40 giorni

Il cantiere è di quelli impegnativi: rifare completamente una pista aeroportuale (di oltre 2.400 metri), soprattutto farlo in 40 giorni, metterebbe a dura prova ogni impresa di costruzione; anzi, giusto per essere precisi, sarebbe un risultato impossibile da garantire per la maggior parte delle imprese.

Proprio per questo, la società che gestisce l’aeroporto di Olbia, la Geasar, ha eseguito una rigorosa selezione delle imprese, ponendo particolare attenzione sia alla competenza tecnica sia alla solidità finanziaria dei gruppi partecipanti alla gara.
La Scalas Panfilo & Figli sta gestendo parte dei movimenti terra necessari all'estensione della pista dell'aeroporto di Olbia
Gara aggiudicata alla Pavimental (10 le offerte presentate), per un importo complessivo di 29,8 milioni di euro (il bando era da 32,4 milioni). La necessità dell’allungamento era prevista nel “Piano di sviluppo aeroportuale”, in considerazione sia dell’incremento del traffico aereo previsto negli anni e della concentrazione in un ristretto arco di mesi (da maggio a settembre) sia della tendenza all’impiego di aerei di dimensioni sempre maggiori che richiedono infrastrutture adeguate per operare in massima sicurezza.

Le dimensioni attuali della pista, pari a 2445 metri, con riduzioni in atterraggio fino a 244 metri, di fatto non sono tali da garantire la piena operatività con ogni condizione meteorologica, in particolare, per aerei con larghezza alare superiore a cinquantadue metri quali gli Airbus A330 e A340 e i Boeing 777 e 747.

I principali interventi previsti sono articolati in due lotti: nel secondo lotto funzionale è compreso il prolungamento lato “Pista 23”, per una lunghezza totale di 354 metri, previa bonifica e demolizione o spostamento di tutte le opere civili e di tutti gli impianti; realizzazione del prolungamento della via di rullaggio e del nuovo raccordo.

Inoltre è prevista la realizzazione sul lato e alla fine della “Pista 24” di un’area di sicurezza; sistemazione della striscia di sicurezza della pista e della via di rullaggio nelle aree interessate dal prolungamento; deviazione e prolungamento della viabilità perimetrale; realizzazione o adeguamento del sistema di drenaggio sul prolungamento; adeguamento impianti “Avl-Aiuti visivi luminosi” e risistemazione del sentiero di avvicinamento, comprese tutte le opere civili per l’installazione; smontaggio e risistemazione degli impianti di assistenza all’atterraggio.

Qualità e non prezzo

La commessa per il rifacimento e l'estensione della pista dell'aeroporto di Olbia Costa Smeralda è stata aggiudicata a Pavimental per 29,8 milioni di euro
La prima fase del progetto di potenziamento dell’aeroporto della Costa Smeralda (quella completata a marzo) prevedeva scavi di sbancamento, scavi a sezione obbligata, demolizione di fognoli e manufatti in cls, rilevati, stabilizzazione a calce/cemento di sottofondi, sottofondazione stradale con misto granulare, fondazione in misto cementato, sovrastruttura pista con strati di conglomerato bituminoso modificati e tradizionale, barriere metalliche di protezione, riprotezione condotta idrica con tubazione in ghisa sferoidale DN 125, cavidotti e linee elettriche, impianti di illuminazione AVL, impianti di radio assistenza al volo e apparati meteo, linee di drenaggio acque meteoriche, collettori in pead, tubazioni e canali in c.a., impianti di trattamento acque di prima pioggia, recinzioni metalliche, opere a verde di mitigazione ambientale, demolizione di fabbricati.

In sostanza nella prima fase in quaranta giorni è stata demolita la vecchia pista, rifatta completamente la nuova con tutti gli impianti collaterali e impostata l'estensione di 354 metri della pista che avverrà in fase 2.

Pavimental, che ha seguito direttamente la realizzazione delle fondazioni in misto cementato e quella della sovrastruttura della pista, ha appaltato a tre imprese specializzate l’esecuzione degli sbancamenti, dei rilevati e della realizzazione e posa di tutti gli impianti.
Movistrade ha messo in campo un'importante flotta di mezzi, compresi diversi frantoi mobili Sandvik
Movistrade Cogefi e Scalas Panfilo e figli (entrambe imprese sarde) si sono occupate dei movimenti terra, mentre alla LSE di Pontirolo Nuovo (Bergamo) sono stati appaltati molti dei nuovi impianti, compreso il sistema AVL. Con numeri non da poco, basta solo ricordare le volumetrie da movimentare nei 40 giorni di lavoro: ben 400.000 metri cubi di materiale, tra cui molta roccia da scavare con martello demolitore.

All’epoca della nostra visita in cantiere (il 13 febbraio, ndr) i lavori procedevano a pieno regime e, come molti di voi sapranno, le imprese hanno portato a termine l’opera nei tempi previsti, anche se, a causa dell’emergenza Coronavirus, l’aeroporto non è ancora stato riaperto.

Giallo dappertutto!

Sul cantiere arriviamo su invito di CGT, partner di tutti e tre i subappaltatori che incontriamo. Il dealer di Vimodrone ha una presenza davvero imponente come numero di macchine quando si contano sia quelle vendute alle imprese sia quelle noleggiate per questo specifico intervento: sulla pista ci sono ben 60 mezzi (tra Caterpillar e Sandvik), 35 di questi noleggiati (con un contributo rilevante per le macchine compatte che viene da CGT Edilizia). Il Gruppo di cui fanno parte CGT e CGT Edilizia è stato in grado di fornire a tutte le aziende impegnate un vastissimo ventaglio di soluzioni (nuovo, noleggio, usato), dalla macchina di grandi dimensioni per il movimento terra massivo alle torri farro e a tutte le attrezzature compatte per il cantiere.
Per quel che riguarda il noleggio, la Scalas Panfilo e figli e la LSE hanno portato a Olbia un vasto ventaglio di macchine, tra cui spiccano gli escavatori Next Gen e i dumper articolati. I tempi ristretti di lavoro e l’entità delle lavorazioni stesse sono stati così affrontati senza dover bloccare capitali ingenti, anche considerando che il cantiere era in Sardegna e che le macchine, se fossero state acquistate, soprattutto nel caso della bergamasca LSE, una volta terminati i lavori, avrebbero dovuto essere imbarcate con ulteriori costi di gestione.

Il giusto equilibrio

Il corretto mix funzionale tra acquisto e noleggio deve essere individuato da ogni impresa in relazione al tipo di cantiere, alle strategie aziendali e alle previsioni di lavoro
Il noleggio, inoltre, ha consentito alle due imprese di poter variare in modo estremamente dinamico la composizione e il numero delle macchine al lavoro, aumentando la redditività della commessa e consentendo una versatilità operativa difficilmente raggiungibile con il solo parco di proprietà.

Sono stati noleggiati mezzi di ultima generazione (sia per gli escavatori sia per i frantoi) caratterizzati da un’efficienza prestazionale molto alta e da consumi di carburante, a parità di materiale lavorato, decisamente minori di quella assicurata da mezzi più vecchi di una o più generazioni.
Escavatori e dumper a noleggio per le operazioni di scavo e posa delle condotte gestite da LSE all'aeroporto di Olbia
In particolare sul cantiere era davvero massiccia la presenza di escavatori cingolati Caterpillar Next Gen di ultima generazione. Mezzi questi in grado di garantire produttività davvero elevate sia nei confronti delle serie precedenti sia rispetto alla maggior parte dell’attuale concorrenza sul mercato.

Il carattere distintivo su tutti? La presenza di tanta, tantissima tecnologia già equipaggiata da stabilimento, con predisposizioni native per i sistemi più avanzati come quelli 3D satellitari. Qui di seguito il nostro articolo sui Next Gen.

Noleggio o acquisto? A ognuno il suo!

Ognuna delle tre imprese presenti ha utilizzato il servizio di noleggio e di vendita di CGT seguendo le proprie strategie aziendali, nonché analizzando il carico di lavoro proveniente da altri cantieri che impegnavano già quote delle flotte di proprietà.

Estremamente vario l’approccio dei tre subappaltatori: Movistrade Cogefi ha sopperito al cantiere direttamente con la flotta di proprietà (in costante crescita negli ultimi anni) sia per quel che riguarda le macchine per il movimento terra sia per quelle dedicate al trattamento del materiale (vagli e frantoi Sandvik). La scelta è anche supportata dal fatto che Movistrade ha sviluppato un proprio servizio di assistenza interno con tanto di officine mobili (leggi l’intervista a Roberto Fiori, Amministratore Delegato di Movistrade Cogefi) in grado di intervenire tempestivamente in cantiere.

Leggi l'intervista a Roberto Fiori

Roberto Fiori, amministratore delegato di Movistrade Cogefi
Soluzione intermedia per la Scalas Panfilo e figli che ha noleggiato diversi escavatori Next Gen che sono stati affiancati alla flotta di proprietà proprio per riuscire a rispondere alle esigenze del cantiere in modo veloce e puntuale. Stefano Scalas ci conferma tale scelta nella nostra intervista a questo link, sottolineando come una corretta gestione del noleggio in rapporto al parco macchine (e al personale) disponibile sia fondamentale per mantenere un alto livello qualitativo nella gestione della commessa.

Leggi l'intervista a Stefano Scalas

Stefano Scalas, amministratore delegato della Scalas Panfilo & Figli

Leggi l'intervista a Diani e Paganessi

Andrea Diani, a sinistra, e Roberto Paganessi, a destra, soci di LSE
LSE, infine, ha deciso di noleggiare tutte le macchine pesanti per la realizzazione degli impianti (adduzione acque, cablaggio, illuminazione pista); una scelta strategica questa per l’azienda bergamasca, basata su considerazioni ben precise che derivano anche dalla tipologia di lavori in cui LSE si è specializzata (fondamentalmente teleriscaldamento e aeroporti), come potete leggere nella nostra intervista a due dei quattro titolari (Andrea Diani e Roberto Paganessi). LSE ha trovato quindi nel Gruppo di CGT e CGT Edilizia,  un unico referente tutte le macchine/attrezzature (escavatori grandi e mini, pale gommate e cingolate, minipale, dozer, dumper, movimentatori telescopici, torri faro, container, ecc) che gli servivano per il cantiere. Un servizio che, in Italia, non trova rivali, quantomeno se si considerano le quantità noleggiate sul cantiere di Olbia.

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