Cosa si vuole da un escavatore gommato medio?
Che sia compatto, così da passare ovunque e poter lavorare senza pensieri; che sia forte, in modo da svolgere anche i compiti più difficili anche dove gli altri non arrivano; che sia sciolto, per lavorare con agilità anche nelle situazioni più complicate; che sia equilibrato e stabile, per operare in sicurezza ma essere più veloci.
Non è infatti un caso se, ai Quarry Days in Repubblica Ceca, questo gommato abbia immediatamente attirato la nostra attenzione.
D'altro canto, con una torretta così compatta (1,85 m il raggio di rotazione posteriore) e un braccio così lungo (8,67 m di sbraccio con triplice articolazione e avambraccio da 2.500 mm) provarlo era un obbligo.
A prima vista il DX165W-5 non dichiara fino in fondo le proprie potenzialità.
Pur essendo molto compatta, la torretta non ha un'altezza vertiginosa. Potrebbe infatti sembrare un gommato più piccolo delle sue effettive dimensioni ma, in realtà, carro e braccio fanno capire che non è così.
Per gli appassionati del genere, e sono in molti, la macchina che viene in mente è l'O&K MH City. Si tratta di un paragone mentale magari un po' ardito, perché il gommato tedesco è stato forse uno dei migliori rappresentanti della sua tipologia. Tanto da far cambiare idea a molti operatori convinti sostenitori del cingolo nudo e puro.
Il peso operativo nella configurazione provata è di 16.531 kg con lama, braccio con triplice articolazione e avambraccio da 2.500 mm. La lama è stata montata 'alla tedesca', ossia nella direzione opposta al senso di marcia.
Si tratta del modo corretto di installare questo accessorio (da noi non usuale) che l'escavatorista 'da gommato' preferisce per chiudere meglio gli angoli in fase di spianamento grazie alle ruote sterzanti posteriori. Facendo però i conti con il volante che, logicamente, va girato al contrario rispetto a quando si marcia su strada.
Un peso operativo importante, quindi, che sposta l'ago della bilancia a favore della stabilità, nonostante gli ingombri molto contenuti. A questo contribuisce anche il motore Perkins 1204F a quattro cilindri da 4,4 litri che non arriva a 85 cm di lunghezza (84,5 per la precisione!) e permette alle pompe di avere respiro.
Un motore che, facendo bene i conti, non è poi così piccolo. Soprattutto tenendo conto che ci sono concorrenti che viaggiano con cilindrate anche di 1,5 litri in meno...quanto basta per fare il motore di un mini escavatore. Infatti la potenza a disposizione è di 102,1 kW (137,0 CV) @ 2.350 giri/min ma la coppia è di ben di 558 Nm @ 1.400 giri/min. Il che permette di usare il DX165W-5 in rilassatezza senza per forza tirargli il collo. Oltretutto anche risparmiando gasolio e facendo meno rumore. Due cose che personalmente apprezzo molto.
Ovviamente è conforme allo Stage IV seguendo la filosofia di base di Doosan: niente DPF, ma solo SCR con EGR per abbattere gli ossidi di azoto e con il contributo di un DOC per ossidare il particolato in eccesso rispetto a quanto richiesto dalle normative.
L'impianto idraulico è interamente gestito dall'ormai noto e apprezzato e-EPOS che ottimizza i 2x172 l/min (344 l/min totali) dati dalle due pompe a portata variabile con raddoppio di portata automatico. Sterzo, freni e pilotaggio sono invece autonomi con le classiche pompe a ingranaggi.
ll sistema e-EPOS è identico a quello in uso sui modelli maggiori e non ha nessuna riduzione delle funzioni rispetto ai 'fratelli più grandi' come succede spesso in macchine di questa classe.
Si hanno quindi 4 modalità di lavoro (Scavo, Sollevamento, Impianto a due vie, Impianto a una via) che si combinano con 4 livelli di potenza (Power-plus, Power, Standard, Economy). Tutto selezionabile tramite il comodo e pratico jog-shuttle a destra.
L'ingegnerizzazione ha messo l'accento su alcuni aspetti fondamentali per l'operatore fra cui, in primis, la visibilità.
Il punto arretrato di cerniera del braccio, insieme alla geometria della triplice articolazione, raggiunge più obiettivi: quello di avere un equilibrio maggiore della macchina, quello di non superare la lunghezza massima per l'omologazione nella marcia su strada e quello di avere una visibilità eccellente sulla destra.
La torretta fa il resto, con una altezza limitata nonostante gli ingombri ridotti, e la possibilità di avere ampio spazio libero per la visuale anche con il cilindro posizionatore collocato sotto al braccio. Una scelta che è premiante per il classico lavoro a cui un escavatore di questo tipo è destinato: scavi in città, lungo le strade, per la posa di tubazioni o il ripristino di manti bituminosi. Piuttosto che negli spazi dei centri storici per piccole demolizioni, scavi e lavori laddove con le macchine cingolate non è proprio possibile andare.
Si parla sempre e comunque di spazi in cui la convivenza con maestranze a piedi, traffico e ostacoli di ogni genere sono il pane quotidiano dell'operatore. A cui il DX165W-5 fornisce una bella mano sia in materia di controllo dell'idraulica sia in termini di comfort che, soprattutto, con un equilibrio e un'agilità che abbiamo trovato, fino ad ora, in pochi gommati.
Lo abbiamo messo alla prova in tutte le condizioni possibili. Con la lama appoggiata, senza la lama appoggiata, con il ponte bloccato e sbloccato. Scavare, spianare, muoversi su terreni sconnessi, compiere movimenti combinati traslazione/braccio. Non siamo riusciti a scomporlo nemmeno una volta.
Il DX165W-5 è un gommato facile e per nulla ostico. Non ha routine di comando scomode o poco pratiche come capita a volte con macchine di questo tipo. Ha un'idraulica, come ormai consuetudine negli escavatori Doosan, facile da gestire e che non coglie di sopresa. Mi è piaciuto il comando dell'inversione di marcia integrato nel manipolatore di destra: ti lascia piena libertà su braccio e torretta nelle manovre con traslazione.
Nonostante questo, però, il DX165W-5 ci ha lasciato un ricordo molto piacevole che solo altri due escavatori gommati, di classe superiore e di chiara scuola tedesca, fino ad ora ci hanno regalato. Un serio outsider che può insidiare i grandi nomi dei gommati grazie alle sue doti di free climber.