La fonte della neve

Con i suoi 1.750 metri, il monte Zoncolan fa parte delle Alpi Carniche ed è più volte salito alla ribalta delle cronache nazionali per aver ospitato il tracciato del giro d’Italia (passato per la Sella di Monte Zoncolan nel 2003, 2007, 2010, 2011 e 2018).

Oggi però non vi vogliamo parlare di Chris Froome (che ha vinto la tappa nel 2018) o di Ivan Basso (vincitore nel 2010), ma di impianti di raccolta acque per l’innevamento delle piste sciistiche. Sullo Zoncolan infatti si distendono 22 chilometri di piste e, nonostante il momento difficile e complesso, i proprietari degli impianti non hanno smesso di investire per implementare l’estensione sciabile.

Proprio su uno di questi cantieri, precisamente verso la vetta dello Zoncolan, su invito di >> DMO << (dealer Doosan Infracore per Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, escluse le province di Brescia, Bergamo, Sondrio, Lecco e Como), abbiamo visitato un sito di costruzione di un impianto di raccolta acque per l’innevamento, destinato a irrobustire la capacità di raccolta idrica al servizio delle piste(che può contare in questa zona già su due altri invasi).


Al lavoro, come vedremo, abbiamo trovato la >> Gaspari srl <<(e nei abbiamo intervistato i titolari), impegnata nella realizzazione del bacino utilizzando un escavatore cingolato Doosan DX350 LC-7, equipaggiato di martello demolitore Promove XP3100, entrambi noleggiati a Gaspari da DMO.

Un altro escavatore cingolato Doosan, un DX235 NLC-7 era al lavoro, al momento della nostra visita (ai primi di luglio di quest’anno), per la movimentazione degli elementi prefabbricati dei tunnel tecnici di adduzione acque.

Specializzati sui monti

Intervistiamo [Marco Gaspari] titolare con il figlio Maicol della Gaspari srl, appena sceso dal Doosan DX235 NLC-7 con il quale stava posizionando una serie di pannelli prefabbricati sandwich per la realizzazione dei tunnel tecnici al servizio dell’impianto.

“Ho iniziato nel 1997 come Gaspari Lavori e l’attività  è cresciuta con costanza anche per l’ingresso in azienda di mio figlio Maicol, diventando Gaspari Srl con sede a Sutrio (negli stabili di nostra proprietà)”.

Marco Gaspari

Marco Gaspari, titolare con il figlio Maicol della Gaspari srl di Sutrio
“Da subito ci siamo specializzati nella realizzazione di lavori in ambiti montani, dai bacini di innevamento alle piste forestali, dalle linee per la neve artificiale fino alla stabilizzazione dei fronti e alle linee di fognatura in ambito montano”.
“Lavoriamo molto con gli enti proprietari degli impianti sciistici montani in tutto il Friuli. Abbiamo un organico di 12 dipendenti che crescono  di numero nei mesi estivi. La sfida più importante nelle zone dove lavoriamo sono i tempi stretti di lavoro, possiamo lavorare solamente dalla tarda primavera all’inizio dell’autunno, soprattutto a quote alte”.
Da sinistra: Giulio Venturini di DMO, Maicol e Marco Gaspari titolari della Gaspari srl
Sottolinea Gaspari: “Questo richiede grande organizzazione e capacità di programmazione e, particolare non da poco, personale preparato e abituato a lavorare su questo tipo di cantieri (che richiedono molta più attenzione rispetto a quelli in pianura soprattutto per quello che riguarda la sicurezza operativa)”.

“Proprio a causa di queste peculiarità operative, il nostro parco macchine si compone di un numero relativamente ridotto di unità, mentre facciamo ricorso in maniera strutturale al noleggio: in questo modo siamo certi di riuscire a far fronte ai picchi di lavoro estivi senza per questo, nei mesi invernali, avere molte macchine inattive”.

“Tendiamo inoltre a noleggiare le tipologie di macchine che di volta in volta ci servono. Questo cantiere ne è un esempio: abbiamo demolito fino ad oggi oltre 12.000 metri cubi di roccia e dobbiamo spostarne più del doppio quindi ci serviva una macchina di dimensioni ragguardevoli, capace di portare un martello demolitore adeguato allo scavo che dovevamo affrontare”.
L'escavatore cingolati Doosan DX350 LC-7 noleggiato da DMO a Gaspari srl
“Ci siamo confrontati con DMO e abbiamo individuato nell’abbinata fra il Doosan DX350 LC-7 e il martello demolitore Promove la soluzione alle nostre esigenze di cantiere”.

“Stiamo realizzando un bacino di stoccaggio di 35.000 metri cubi di volume che va a implementare la capacità di raccolta idrica di due bacini già attivi verso valle. Come dicevo, abbiamo dovuto spostare, in circa 60 giorni di lavoro, oltre 24.000 metri cubi di terra e roccia. Tutto il materiale è stato riutilizzato in loco sia per realizzare sulla pista sia per costruire i rilevati che, una volta vagliata per ricoprire i tunnel tecnici realizzati in cemento armato prefabbricato. Ci siamo occupati anche della posa del geosintetico e della membrana impermeabilizzante”.

“Questo lavoro è, se si vuole, tipico del nostro modo di operare: perseguiamo la qualità, venendo sempre in contro alle esigenze degli appaltatori e dei progettisti. Soprattutto nelle nostre zone questa è una caratteristica che ci viene riconosciuta, anche se comporta da parte nostra importanti investimenti, dato che tendiamo a non avvalerci di subappaltatori, ma di realizzare ogni lavoro con le nostre maestranze, proprio per controllare al meglio l’intero processo costruttivo”.


“Con DMO, nello specifico con il loro rappresentante che ci segue, Giulio Venturini, abbiamo un rapporto di fiducia e siamo soddisfatti del servizio che ci forniscono: parliamo naturalmente nello specifico del servizio di noleggio e di quello di assistenza in cantiere (ogni volta che abbiamo avuto bisogno sono arrivati celermente anche se il sito non è semplicissimo da raggiungere). In questo caso abbiamo noleggiato da DMO un DX350 LC-7, un DX235 NLC-7 e un martello Promove. In particolare il DX350 LC-7 ha risposto appieno alle nostre aspettative, consentendoci di rispettare il cronoprogramma concordato con il nostro committente”.

Conclude Gaspari: "Proprio DMO ha individuato in Promove il produttore in grado di fornirci il martello demolitore da 32 quintali da abbinare al DX350 LC-7 per la demolizione degli affioramenti rocciosi; si tratta di un servizio di consulenza che abbiamo apprezzato, in quanto, proprio perché nella stagione estiva siamo estremamente impegnati e non avremmo potuto dedicare il tempo alla ricerca dell’attrezzatura corretta. il martello ha lavorato davvero molto, ogni giorno per lunghi periodi, senza darci problemi di sorta".

Tutta la forza che serve

La scelta di Gaspari srl è caduta sull'escavatore Doosan DX350 LC-7 non a caso; serviva un mezzo che garantisse una produzione adeguata per rispettare gli stretti tempi di cantiere senza per questo pesare eccessivamente sul bilancio aziendale dal punto di vista dei costi di carburante.

La scelta di noleggiarlo ha messo al sicuro l’impresa da ogni possibile costo imprevisto, rendendo certe le spese da sostenere (noleggio + operatore + carburante); il DX350 LC-7 appartiene all’ultima serie di Doosan ed è spinto da un motore Doosan DL08V  in regola con le normative antinquinamento Stage V, raggiunte consistema di riduzione catalitica selettiva (SCR), un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) e il filtro antiparticolato diesel (DPF). Il motore eroga una potenza nominale a 1800 giri al minuto di 213 kW.
Il Doosan DX350 LC-7 è al centro di tutta la logistica del cantiere di Gaspari srl che prevede oltre 24.000 metri cubi di scavi
I consumi di carburante sono stati ulteriormente migliorati rispetto alla serie precedente, anche grazie una intelligente evoluzione dell’impianto idraulico che lavora con il sistema elettronico di ottimizzazione della potenza Doosan e-EPOS (che sta per Electronic Power Optimising System), collegato direttamente con la centralina del motore con una linea di trasmissione dati dedicata.

Le due pompe (con sistema cross-sensing) garantiscono una portata massima di 350 litri/min cadauna a una pressione massima di 34,3 Mpa (traslazione).

Interessante anche il sistema Smart Power Control (SPC) che riduce il regime del motore e regola la coppia della pompa in funzione del carico idraulico, controllando in automatico la potenza del motore e quella idraulica per migliorare l'efficienza dei consumi e ridurre le emissioni.

Abbinata vincente

Il Doosan DX350 LC-7 lavora anche alla demolizione della roccia con martello Promove
Ovviamente il DX350 LC-7 ha anche la funzione di spegnimento automatico del motore che sta ormai diventando uno standard per le ultime generazioni di macchine da cantiere.

Ci sono sembrati anche particolarmente robusti il telaio a X e il sottotelaio: menzione speciale per la catena con maglie autolubrificanti a tenuta e per le ruote motrici per impieghi gravosi realizzate in unica fusione di acciaio.

Le prestazioni dichiarate da Doosan? Forze di scavo alla benna pari a 25.400 daN, che diventano 23.440 daN al bilanciere; profondità massima di scavo 8.125 mm, con una distanza di scavo a terra di 12.165 mm.

Sollevare è un’arte

Come dicevamo all’inizio dell'articolo, Marco Gaspari ha utilizzato in cantiere, oltre al DX350 LC-7 anche un altro Doosan, un DX235 NLC-7. Quest’ultimo durante la nostra visita in cantiere stava movimentando panelli prefabbricati in calcestruzzo per la costruzione dei tunnel tecnici.

Il DX235 NLC-7 ha un peso operativo di 22,4 ton e monta un motore Doosan DL06P, un sei cilindri Stage IV che eroga,  a 1.800 giri al minuto, 124 kW. In questo caso l’impianto idraulico è basato su due pompe binate da 206,5 litri al minuto con pressione massima di 33 Mpa.
Gaspari srl sta lavorando al tunnel di servizio, utilizzando anche un Doosan DX235 NLC-7 per il sollevamento; il noleggio è sempre DMO
Gaspari porta l’attenzione su una peculiarità che distingue la regolamentazione italiana rispetto ogni altra parte d’Europa: “Abbiamo chiesto a DMO di fornirci la versione NLC per poter spostare il DX235 senza bisogno di scorte o documentazione per il trasporto eccezionale. Seppur caratterizzata da un buon equilibrio e da una altrettanto soddisfacente capacità di sollevamento, questa versione rispetto alla LC, che ho potuto provare presso il campo prove Doosan in Repubblica Ceca, cede qualcosa in stabilità. E’ uno scotto che dobbiamo pagare proprio a causa della normativa vigente in Italia che limita la larghezza di trasporto a 2.550 mm, un unicum che non han confronto o riscontro in Europa”.

Conclude Gaspari: “Ritengo che questa normativa, nata quando le strade avevano altre dimensioni, andrebbe adeguata al più presto; potremmo in questo modo lavorare in tutta Europa con la stessa versione di macchine, con indubbi vantaggi per tutti”.

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