To protect and to serve

Non siamo impazziti e ci ricordiamo che “To protect and to Serve” è il motto della Polizia di Los Angeles, reso famoso da numerosissimi block buster americani. Semplicemente il motto calca a pennello con le filosofie progettuali alla base del Parco della Pace di Vicenza che sorgerà al posto di parte dell’area dismessa dell’aeroporto Dal Molin.

To Protect perché il parco, come vedremo, avrà un ruolo importante nel sistema di prevenzione e mitigazione delle alluvioni nel vicentino; to Serve perché il nuovo Parco non solo sarà un polmone verde a disposizione dei vicentini, ma anche un grande aggregatore di spazi e servizi al servizio di semplici cittadini, Associazioni e, anche, della Protezione Civile.


Abbiamo visitato il cantiere appena prima del lockdown Coronavirus bloccasse l’intera Italia e abbiamo intervistato alcuni dei protagonisti, tra cui anche [Fabio Del Bono], amministratore delegato della >> Del Bono <<, che si sta occupando, con un parco macchine completamente giallo Caterpillar, dei movimenti terra sul cantiere. A lockdown finito, le imprese sono fermamente determinate a recuperare il tempo perso, come ci conferma anche il sindaco di VIcenza, [Francesco Rucco], nella nostra intervista esclusiva.

Il nuovo cuore verde di Vicenza

Cominciamo con il rappresentante di una delle aziende che si sono aggiudicate, in ATI, l’appalto del Parco della Pace; l’architetto [Diego Ciocala], Direttore tecnico di Cantiere di Euroambiente che ci spiega le caratteristiche generali dell’intervento: “Euroambiente (Gruppo Zelari) è una società di Pistoia specializzata in interventi di Landscaping (sia nuove realizzazioni sia manutenzioni), in Italia e all’estero (un esempio il verde per la Djamaa el Djazair in Algeria, la seconda moschea più grande al mondo)”.

“Oggi la nostra azienda impiega oltre 200 persone e qui a Vicenza lavoriamo in sinergia con altre quattro imprese: Itaf (sempre del gruppo Zelari), Peverelli, Bettiol (per gli impianti) e Maroso (per le opere civili). Parliamo di una superficie di progetto di 650.000 metri quadri complessivi che prevedono un’articolata attività di modellazione del territorio con la realizzazione di laghi, canali, con geometrie di fondale, profondità e andamento spondale definiti nel dettaglio dai progettisti”.

Diego Ciocala

Diego Ciocala, direttore cantiere di Euroambiente al Parco della Pace
Continua Ciocala: “Oltre a mettere a disposizione della città di un estesissimo polmone verde, il nuovo parco ha un altro compito ben preciso: con i suoi bacini riuscirà ad assorbire e mitigare gli eventi idrogeologici estremi che hanno negli scorsi anni flagellato il territorio vicentino. L’intero complesso idrico del parco può, infatti, fungere funzione di vasca di laminazione ed espansione delle piene, riducendone pericolosità e portata istantanea”.

Una garanzia contro le inondazioni

Tutti gli specchi d'acqua del parco potranno essere allagati per mitigare gli effetti di eventuali piene
“Il progetto nasce su una porzione del vecchio aeroporto civile di Vicenza (il Dal Molin, ndr) la cui metà del sedime è tutt’ora occupata da una base militare americana; con il Bando Periferie, il Comune di Vicenza ha predisposto il cambiamento funzionale dell’altra metà (viene mantenuta la memoria della vecchia pista, anche fruibile per eventi), destinandola appunto a parco, con diverse funzioni ricreative all’interno, tra le quali un Museo dell’aria, la sede della Protezione Civile e spazi destinati allo sport (in particolare al rugby e al calcio) o alla pubblica fruizione (orti urbani)”.
L'escavatore Caterpillar 330 Next Gen al carico del dumper 730
“Tra le caratteristiche principali del parco spicca il fatto che praticamente non è prevista irrigazione se non in una piccola zona centrale; fornite da Veneto Agricoltura, le essenze arboree (sia quelle forestali sia quelle acquatiche) sono principalmente autoctone e sono state scelte in modo da poter crescere senza irrigazione aggiuntiva, così come sono stati ridotti al minimo gli interventi di manutenzione periodici per mantenere il verde”.

Solo con la pioggia

Gran parte del parco non prevede irrigazione, proprio per abbattere i costi di gestione
“Proprio per adempiere alla mitigazione delle piene, il livello medio dell’acqua dei bacini verrà tenuto al 50% della quota di riempimento, corrispondente a una profondità media di 70 cm, utile per far crescere le essenze acquatiche e contemporaneamente avere in ogni momento la capienza di espansione necessaria. I lavori saranno completati entro il 2021, ma sono previste aperture parziali di porzioni del parco anche nei mesi precedenti e Euroambiente si occuperà per i successivi cinque anni della manutenzione del verde”.

Una Storia di innovazione

[Fabio Del Bono], amministratore delegato della Del Bono Spa, ci incontra sul cantiere, in margine a uno dei nuovi laghi che l’azienda di Passirano sta scavando: “La Del Bono Spa è nata nel 1960 e opera principalmente nel settore del movimento terra, nella realizzazione di infrastrutture (porti, aeroporti, autostrade), essenzialmente nel Nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna). L’azienda è stata fondata da mio padre Elio, che oggi ha la presidenza, e da suo fratello. Ci occupiamo anche di demolizioni di strutture civili e industriali e realizziamo direttamente anche le pavimentazioni delle infrastrutture stradali”.

Fabio Del Bono

Fabio Del Bono, amministratore delegato Del Bono Spa
“Attualmente abbiamo circa 10 cantieri attivi contemporaneamente nel settore infrastrutturale (un portafoglio ordini di circa 60 milioni di euro), tra cui ovviamente spicca quello del Parco della Pace di Vicenza dove siamo oggi. Su questo cantiere, come potete vedere, impieghiamo solo macchine Caterpillar, dato che, ci tengo a sottolinearlo, la Del Bono ha una collaborazione ininterrotta con il marchio Americano, attraverso il dealer italiano CGT, che dura fino dagli anni ’60”.

Sottolinea Del Bono: “Non è solo una questione di qualità dei mezzi, che indubbiamente è fra le più alte del mercato, ma anche di servizi di assistenza che CGT non ci ha fatto mai mancare. Stiamo parlando di un partner tecnologico a tutti gli effetti con il quale condividiamo anche le scelte di innovazione del nostro parco macchine”.

Sponde perfette

Grazie ai sistemi 3D, la Del Bono è riuscita a gestire le geometrie dei fondali e delle scarpare di laghi e canali
“Parco che, per scelta aziendale, viene rinnovato ogni quattro anni, in modo da avere sempre a disposizione i mezzi più efficienti e performanti sul mercato e, particolare non irrilevante, avere un valore dell’usato di assoluto rilievo (caratteristica questa in cui Caterpillar non ha di fatto rivali sul mercato)”.

“Su questo cantiere, particolarmente impegnativo per i movimenti terra, abbiamo un 330 Next Gen, un 323F, un 315F, due dumper articolati 730, uno skid 289 e, ovviamente, due dozer, un D5 Next Gen e un D6N; le macchine sono sia di nostra proprietà sia a noleggio dalla flotta CGT, in questo modo possiamo garantirci costi certi e un parco macchine estremamente aggiornato, oltreché ovviamente un servizio di assistenza di altissimo profilo che comprende la sostituzione immediata della macchina in caso di guasti non risolvibili in breve tempo”.

Vista la complessità realizzativa abbiamo deciso in questo cantiere di impiegare in modo strutturato i sistemi 3D su tutte le nostre macchine principali da produzione con l'obiettivo di aumentare la nostra produttività e ridurre rifacimenti o rilavorazioni [Fabio Del Bono]

“Su questo cantiere abbiamo allestito con i sistemi 3D il 330 Next Gen e il 323F, oltreché naturalmente i due dozer. Abbiamo cominciato ad utilizzare sistematicamente questo tipo di strumentazioni da alcuni mesi, dopo una serie di test per capirne le potenzialità; sono stato positivamente sorpreso dalla semplicità con cui la nostra struttura è riuscita a integrarne le potenzialità nei nostri flussi operativi”.

“Oggi, soprattutto su cantieri come questi, non potremmo più lavorare senza. Azzeriamo i tempi morti, integriamo sulle macchine, in tempo reale e senza possibilità di errori, le variazioni dei progetti direttamente dai nostri uffici, abbiamo a disposizione una documentazione completa dei lavori eseguiti da esibire alla Committenza”.
Per la stesa del materiale scavato Del Bono ha messo in campo due dozer Caterpillar (un D5 Next Gen e un D6 N), entrambi equipaggiati con sistemi 3D
“Lo ripeto: sono stato molto sorpreso di quanto sia stato veloce il recepimento da parte dei nostri operatori della nuova tecnologia; tutti vengono coinvolti fin dall’inizio nell’opera, consentendo loro di percepire l’intervento nella sua totalità e non solo nel dettaglio da eseguire giorno per giorno. E questo è un particolare che, personalmente, apprezzo molto”.

“Infine, l’aspetto legato alla reportistica e, di conseguenza, alla programmazione e al miglioramento della produttività in cantiere: tutte le macchine Caterpillar di nuova generazione sono in grado di fornirci un dettaglio davvero puntuale del lavoro eseguito ogni giorno”.

La possibilità di controllare in tempo reale un gran numero di dati operativi è fondamentale per implementare l'efficienza di imprese come la nostra [Fabio Del Bono]

“Ad esempio, per i due dumper articolati che lavorano qui a Vicenza posso sapere in tempo reale quando materiale hanno caricato, quanti cicli di scarico hanno fatto e naturalmente quanti chilometri anno percorso o quanto carburante hanno usato. Una serie di dettagli che ci consentono di controllare e migliorare la nostra produttività su ogni singolo cantiere (e di affrontare con più competenza quelli futuri), con vantaggi davvero notevoli sul conto economico della nostra azienda”.

“Sono personalmente convinto che l’analisi dei dati sia una delle frontiere che possono davvero darci una grossa mano per competere al meglio sul nostro mercato che di anno in anno si fa più sfidante e competitivo. Ovvio, bisogna investire, ma il ritorno di questo tipo di innovazioni è assicurato e va perseguito con convinzione”.

Presto e bene, tecnologia al servizio della produttività

Entra nel dettaglio delle lavorazioni [Leonardo Risoli], consulente tecnico della Del Bono: “La Del Bono è intervenuta, in supporto alla ATI che sta costruendo il Parco della Pace, per tutte le attività inerenti i movimenti terra, proprio per la nostra specializzazione in questo settore operativo. Il cantiere è molto vasto, con un progetto che prevede il totale bilanciamento tra scavi e riporti”.

“Gli scavi essenzialmente riguardano la realizzazione di laghi e canali con doppia funzione: difesa idrogeologica dalle esondazioni (in sinergia con le vasche di laminazione in costruzione più a valle) e, ovviamente, una funzione estetico-ricreativa a disposizione della popolazione di Vicenza”.

Leonardo Risoli

Leonardo Risoli di amministratore Cons.team srl
“La terra scavata viene completamente riutilizzata per realizzare, su indicazione dei progettisti, una modellazione puntuale del territorio con una parte una funzione di barriera visiva verso l’esterno del parco e per migliorare l’impatto estetico complessivo del parco stesso”.

“La vastità dell’intervento ha portato la Del Bono a percorrere ancora più con convinzione la strada dell’innovazione tecnologica, soprattutto dal punto di vista dei sistemi di controllo 3D dello scavo. I sistemi GPS che abbiamo montato sugli escavatori e sui bulldozer ci consentono di lavorare con precisione e senza rifacimenti in ogni condizione operativa, anche quando si debbano modellare le sponde con la benna sott’acqua e quindi scarsamente visibile dall’operatore”.
IL D5 è uno dei primi bulldozer Next Gen consegnati da CGT, le antenne del 3D sono integrate nella struttura
Il sistema di controllo scavo Cat Grade Advanced 3D è stato fondamentale per il rapido e preciso disegno delle scarpate
“Realizzare su aree così vaste le geometrie e le sezioni di progetto sarebbe stato molto più laborioso lavorando con un tradizionale sistema di rilievo e picchettamento, con conseguente impiego di molta più manodopera per rispettare le tempistiche del cronoprogramma”.

“A lavoro avviato, la scelta si è dimostrata azzeccata; riusciamo, con il supporto di CGT, a gestire molto più velocemente il cantiere; i nostri topografi interagiscono rapidamente con le macchine, caricando i progetti e le varianti, in modo che ogni escavatorista o dozerista sia sempre certo di lavorare sulle geometrie aggiornate e corrette. Devo anche dire che, con i sistemi 3D riusciamo a ridurre di molto eventuali rilavorazioni, dovute a errori di comunicazione o dell’operatore, risparmiando tempo e risorse”.

L'analisi preliminare del progetto prima di caricarlo sulle macchine ci consente di verificarlo in maniera approfondita, prevenendo eventuali conflitti con la committenza in caso di progetti incompleti o con elementi da modificare [Leonardo Risoli]

“Un’altra conseguenza, magari meno scontata, dell’uso di questo tipo di tecnologia nel nostro settore: analizzare il progetto per poi caricarlo sulle varie macchine coinvolte nella realizzazione ci porta a evidenziare preliminarmente criticità applicative che altrimenti normalmente sarebbero emerse durante i lavori”.

“In questo modo, d’intesa con la direzione lavori e i progettisti, riusciamo a intervenire preliminarmente, accelerando i tempi di esecuzione ed evitando rischiose modifiche in corso d’opera che, in passato, avrebbero portato a lievitare i costi operativi. La tecnologia, insomma, ci consente di essere più veloci ed efficienti con vantaggi evidenti per tutti gli attori coinvolti nel cantiere”.

Quando la tecnologia incontra l’uomo

Il 330 Next Gen che (assieme al 323F) con sistema GPS 3D di ultima generazione è il cuore della produttività in cantiere. Sia che lavori al disegno delle sponde e dei fondali di specchi d’acqua e canali sia che sia al carico dei due dumper articolati 730, la tecnologia che l’ultima generazione di Caterpillar ha a bordo, in fatto di automatizzazione e efficientamente del lavoro, fa la differenza.

Da questo punto di vista i nuovi escavatori sono un valido aiuto sia per gli operatori esperti sia per quelli con meno ore sulle spalle; in media Caterpillar ha stimato un incremento dell’efficienza dell’operatore che può arrivare a toccare il 45% e questo grazie al sistema CatGrade con Assist che include il CAT Grade 2D e il pacchetto Assist, offrendo funzionalità semi-automatiche, aumentando fino al 10% l’efficienza rispetto al solo Cat Grade, riducendo contemporaneamente la fatica dell’operatore e aumentando accuratezza, velocità, versatilità e sicurezza.
 
Produttività che aumenta ulteriormente con l’impiego dei sistemi 3D completi come quelli che Del Bono a montato sugli escavatori a Vicenza.

La nuova serie Next Gen non è solo sistemi di automatizzazione: sempre pensando all’operatore, sono state introdotte davvero molte innovazioni in cabina sia dal punto di vista del miglioramento della visibilità sul cantiere (soprattutto sul posteriore dove il ridisegno del vano motore ha rivoluzionato in meglio la situazione) sia da quello altrettanto fondamentale del comfort sul posto di lavoro.

CI PIACE!

Il secondo monitor che riporta tutte le informazioni del CatGrade 2D e 3D
Il nuovo monitor touchscreen da 10” è standard: accoppiato al CatGrade 2D con Assist e CPM semplifica l’utilizzo della macchina agendo sull’interfaccia operatore-macchina con funzioni di controllo ed avvertimento.

A questo, se si scelgono le funzioni Cat Grade Advanced 2D e 3D (come in questo caso), viene affiancato un altro monitor da 10” sul quale vengono riportate tutte le informazioni di progetto, nonché la posizione istantanea della macchina.

Tante le novità che non mancheranno di essere apprezzate dal punto di vista delle prestazioni: mediamente gli escavatori della nuova serie Next Gen garantiscono, rispetto ai modelli che sostituiscono (dati Caterpillar), una produttività aumentata del 20%, con una contestuale riduzione dei consumi di gasolio che può arrivare fino a un -10%. Anche i costi di manutenzione, infine, saranno una bella sorpresa: stimiamo una riduzione del 22% rispetto ai modelli precedenti.

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