336 Next Gen: battesimo del fango da Molinelli a Piacenza

Il settore industriale è forse quello che, insieme alla logistica, ha generato le maggiori opportunità di lavoro nel settore delle costruzioni nell'anno 2019; ampliamenti di capannoni, nuove sedi di uffici, nuovi impianti produttivi e importanti lavori pubblici hanno assicurato alle imprese di costruzione e agli specialisti di movimento terra un portafoglio lavori di buono spessore, nonché un’interessante prospettiva di mercato.

Ovviamente non è manna che cade dal cielo! Occorre essere preparati, conoscere e studiare molto bene il segmento. Le industrie seguono piani produttivi e di investimento ben precisi e non ammettono ritardi o incertezze di programmazione e  consegne.

Particolare attenzione va poi focalizzata nella scelta dei fornitori (anche e soprattutto di chi realizza le urbanizzazioni e i movimenti terra), valutandone con estremo dettaglio le capacità tecniche, finanziarie e organizzative delle aziende stesse.

Un Next Gen per Molinelli

Il Caterpillar 336 Next Gen pesa 36,6 tonnellate
Per questo motivo,  ben volentieri, seguiamo i cantieri di questa tipologia e incontriamo gli imprenditori che hanno scelto di lavorare in questo segmento.

In questo caso, ospiti di CGT, siamo andati a Piacenza, per vedere al lavoro la ditta >> Molinelli srl << di Ponte dell’Olio, impegnata nella realizzazione dei movimenti terra propedeutici alla costruzione di un’estensione di un sito industriale. Abbiamo intervistato sul cantiere uno dei due soci: [Fabio Molinelli], titolare e legale rappresentante, che assieme al fratello [Alberto] dirige la Molinelli srl.

Tre generazioni: dalla badila allo Stage V

A raccontarci la storia e le origini della ditta è Fabio: “La nostra azienda è stata fondata da nostro nonno, Vittorio Molinelli, che ha iniziato 'dal niente' con ‘camioncino e badila’ (sorride Molinelli, ndr). Sono poi arrivate le prime macchine operatrici, allora ancora rarissime sui cantieri: un Isotta Fraschini e una piccola pala Arbos 40”.

Prosegue il responsabile: “Abbiamo continuato a crescere negli anni. L’azienda è quindi passata a nostro padre Carlo e suo fratello Giuliano, diventando negli anni ’60 Molinelli Vittorio e Figli”.

“Nostro zio, successivamente, nel 1979 ha fondato un’azienda di autotrasporti e nostro padre ha proseguito solo l’attività di impresa, cambiando la ragione sociale in Molinelli Carlo, da sempre impegnata nel movimento terra, che ha posto le basi alla nostra solida azienda nei periodi più duri e difficili.

La vocazione è quindi continuata con me e mio fratello Alberto, da circa 30 anni, prima come collaboratori e poi come dirigenti, con la stessa dedizione al lavoro trasmessaci da nostro padre”.

Molinelli sta usando il nuovo Cat 336 Next Gen per i movimenti terra in un cantiere destinato a ospitare un nuovo capannone industriale
Sottolinea Molinelli: “Nel corso di questo arco temporale ci sono stati periodi più o meno buoni, ciò nonostante l’azienda ha continuato a crescere anche durante la grande crisi iniziata nel 2008. Gli ultimi anni hanno visto un discreto miglioramento delle condizioni di mercato e il 2019 segna per noi un anno di crescita importantissima che è arrivata a far registrare un incremento del 30% sul fatturato dell’anno precedente”.

“Recentemente (l’abbiamo ufficialmente presentata all’Edizione 2019 di Ecomondo) abbiamo intrapreso un percorso di diversificazione dell’attività rispetto a quella di base, un nuovo ramo nel settore del trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi".

"Insieme al Gruppo Bassanetti e alla Mapricem srl, abbiamo realizzato un impianto per la omogeneizzazione delle terre con i rifiuti speciali non pericolosi (fanghi di cartiera, fanghi di lavorazione del marmo, mattoni refrattari)”.

“Questo processo ci consente di utilizzare il materiale ottenuto (completamente inerte e privo di rischi di inquinamento) per il ritombamento delle cave. Tutto ciò ci permette di rendere inerti e smaltire questo tipo di rifiuti in assoluta sicurezza, riuscendo ad abbattere significativamente i costi di ritombamento delle cave di estrazione della ghiaia”.

Qualità e efficienza gestionale: le nostre carte vincenti per mantenere la fiducia del settore privato (e per il pubblico) [Fabio Molinelli]


“Nel 2020 con la Molinellli srl (questa la nostra attuale ragione sociale) diamo lavoro a 14 dipendenti, vantando di una struttura organizzativa molto snella e dinamica. Garantiamo ai nostri clienti una filiera di qualità, dagli inerti (abbiamo cave di proprietà) fino al lavoro finito; gestendo l’intero processo di fornitura, riusciamo a essere estremamente competitivi, senza perdere in qualità e efficienza. Lavoriamo su tutta la Provincia di Piacenza e in quelle limitrofe (Lodi, Cremona)”.

“Oggi serviamo all’80% clienti privati (gruppi industriali, logistica, GDO); quest’anno, poi, lavoreremo sul più importante intervento previsto a Piacenza: la riconversione della Manifattura Tabacchi. In questo cantiere realizzeremo tutte le opere di urbanizzazione (prevediamo circa un anno di lavoro) su un’area complessiva che si estende per oltre 58.000 metri quadrati, di cui 30.000 m2 attualmente occupati da capannoni in disuso”.


“Siamo quindi in una fase positiva. L'unica difficoltà riscontrata sta nel trovare  personale specializzato o anche semplicemente giovani che vogliano imparare questo lavoro, quindi in una  fase di crescita aziendale, questo è un fattore da non sottovalutare".

"Per ovviare a questa problematica, nel 2019, abbiamo dovuto avvalerci di artigiani esterni, ma è evidente che questo tipo di approccio oltre a generare costi maggiori ci richiede, soprattutto, un controllo e un monitoraggio molto più attento della produttività e quindi della qualità realizzativa”.

Investire per crescere (in qualità)

Precisa in seguito Molinelli: “Per poter mantenere elevati e innovativi livelli di efficienza, nel 2019, abbiamo dato seguito a importanti investimenti nel parco macchine. L’azienda è cresciuta molto  e le prospettive per i prossimi esercizi sono molto buone, grazie a un portafoglio ordini già ben fornito per oltre 12 mesi a venire”.

“Abbiamo acquistato negli ultimi due anni sette mezzi Caterpillar (tutti ovviamente da CGT): una pala gommata 972M XE, uno skid gommato 246D3, un escavatore gommato M315F, ovviamente l’escavatore cingolato 336 Next Gen, che stiamo vedendo al lavoro in questo cantiere. Nel settore stradale abbiamo acquistato anche un rullo e una finitrice. Non ci fermiamo qui: abbiamo in ordine un altro escavatore cingolato, un 323 Next Gen che, penso, sarà uno dei primi a essere consegnato da CGT in Italia”.
Tra le altre funzioni il 336 Next Gen equipaggia il Cat Grade Control che fornisce le informazioni 2D individuando la posizione della benna in tempo reale per aiutare l'operatore a creare con facilità superfici piane e inclinate precise
“Caterpillar quindi sta cominciando a far presenza fissa nella nostra azienda. Il motivo è semplice: in CGT, il produttore americano ha un partner locale che ci garantisce un servizio di assistenza veloce e puntuale e ci assicura continuità operativa, anche in caso di rotture o problemi tecnici dei mezzi stessi".

“Un esempio? Stavamo lavorando con la pala gommata all’impianto al sabato pomeriggio, quando abbiamo avuto un guasto; per noi, fermare la produzione fino a lunedì sarebbe stato un gravissimo problema. Dopo essere stato allertato (il sabato pomeriggio), il tecnico è arrivato in cantiere dopo solo due ore, ripristinando l'operatività del mezzo per poter completare il  lavoro”.

Cat 336: un ruolo strategico nella filiera di Molinelli

Il nuovo 336 Next Gen non verrà solo impiegato da Molinelli nei cantieri di movimento terra che l’impresa ha sul territorio, ma avrà anche un ruolo strategico nelle cave che l’impresa piacentina possiede, per il carico degli inerti e il ritombamento delle aree di cava esaurite.

In ognuna di queste applicazioni la produttività è un fattore chiave per garantire redditività di impresa; in Cat lo sanno bene, tant’è vero che il nuovo 336 Next Gen assicura (secondo i dati forniti da Caterpillar) un robusto incremento dell’efficienza produttiva che, nelle applicazioni di livellamento, può arrivare a un valore davvero importante: il 45%.

Binomio vincente

15% di consumi in meno, 45% d produttività in più: binomio vincente per il 336 Next Gen
Merito ovviamente del nuovo motore, dell’impianto idraulico migliorato e reso più efficiente, ma soprattutto della tecnologia che il 336 (ma l’intera gamma Next Gen) ha a bordo di serie.

Partiamo dal sistema Cat Grade standard 2D che consente di tenere sotto controllo in tempo reale la profondità, la pendenza e la distanza in orizzontale attraverso il monitor touchscreen standard, rendendo il livellamento più semplice, preciso e veloce.
Il nuovo Caterpillar 336 Next Gen garantisce consumi inferiori fino al 15% rispetto alla serie precedente
La profondità massima di scavo del Cat 336 Next Gen arriva a 7.530 mm (con braccio da 6,5 metri); 11.030 mm lo sbraccio a terra
C’è poi lo Standard Grade Assist che automatizza i movimenti del braccio, dell'avambraccio e della benna, consentendo all’operatore, con una sola leva, di mantenere agevolmente il livello previsto.

Infine, il Cat Payload  assicura la massima precisione nel carico (permettendo di massimizzare i viaggi, riducendo il carburante e evitando multe per sovraccarico se si lavora su strada). Fattore da non sottovalutare: la pesatura avviene in movimento, in modo preciso e veloce, senza oscillazioni.

Buone notizie dal punto di vista dei consumi che scendono del 15%; tanto merito di nuovo all’elettronica, ma sicuramente anche ad alcune novità, come la nuova disposizione della ventola di raffreddamento (reversibile e idraulica), ora molto più efficiente, e al rivisto sistema elettroidraulico, che implementa una valvola di controllo che non richiede cavi pilota, con conseguente riduzione di eventuali perdite di pressione.

Manutenzione amica

I costi di manutenzione sul 336 Next Gen scendono del 15% rispetto alla serie precedente
Ovviamente la sua parte la fa anche il motore: un Cat C9.3B da 234 kW, in regola con le normative Stage V, ben coadiuvato da un impianto idraulico da 558 litri al minuto.

Bene, infine, anche sul capitolo costi di manutenzione: -15%, grazie a un ripensamento generale delle dinamiche costruttive, oltreché a una migliore sincronizzazione e prolungamento degli interventi di manutenzione ordinaria (ad esempio, il nuovo filtro Cat di ritorno idraulico ha una vita operativa di 3.000 ore, con un incremento del 50% rispetto a quello precedente).

2020: un buon inizio con il 336 Next Gen

Le indicazioni prestazionali di Cat sono confermate da [Luciano Negri], l’operatore della Molinelli che sta usando (dai primi giorni dell’anno) il nuovo escavatore cingolato 336 Next Gen: “Anche se sono pochi giorni che la sto usando (la nostra visita in cantiere è stata effettuata il 14 gennaio2 020 e la macchina è stata consegnata a Molinelli il 30 dicembre 2019, ndr), la macchina risponde molto bene. Ad oggi abbiamo movimentato 4.000 metri cubi di materiale, di fatto il 336 ha avuto il battesimo lavorativo in questo cantiere”.

“Ci sono ancora una serie di regolazioni da effettuare, ma, nonostante questo, il 336 è reattivo ai comandi, è preciso, dolce nei movimenti e ci garantisce una produzione molto buona (anche grazie alla benna di grande cubatura, tre metri cubi, senza denti, che abbiamo montato e che facciamo realizzare su nostra richiesta da un fornitore specializzato)”.

Luciano Negri

A sinistra Luciano Negri, operatore di Molinelli sul Cat 336 Next Gen con, a destra, il responsabile tecnico commerciale di zona di CGT
Continua Negri: “Il comfort in cabina è sicuramente al top della categoria: la macchina è silenziosa, molto stabile e piena di accessori. Il posto guida non affatica assolutamente, anzi, è davvero molto confortevole, così come i monitor sono molto ben posizionati e ho tutte le informazioni necessarie sott’occhio, senza perdere di vista neanche per un momento il cantiere”.

“Per quel che riguarda i consumi è obiettivamente ancora presto per avere un effettivo riscontro; posso dire che in questo cantiere, in cui il 336 lavora al carico di materiale argilloso, consumiamo circa 120 litri al giorno. Rispetto al 240 quintali che ha sostituito, il risparmio è di circa 70 litri al giorno, considerando lavorazioni comparabili”.

Conclude Negri: “Non c’è niente da dire: questo 336 Next Gen è davvero un’ottima macchina”.

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