Ci sono cantieri che raccontano molto più di una macchina. Quello che abbiamo visitato in provincia di Verona è uno di questi. Mentre il braccio del Kobelco SK230SRLC-7 si muove con precisione tra le strutture da demolire, cambiando attrezzatura in pochi secondi grazie all'attacco rapido OilQuick e orientando ogni utensile attraverso il tiltrotator, diventa subito evidente che qui la tecnologia non è un esercizio di stile. È uno strumento di lavoro.
Come redazione di goWEM!, siamo arrivati a questo cantiere insieme ai tecnici della divisione Construction di >>Sergio Bassan<<, concessionario >>Kobelco<< per il Veneto. L'obiettivo era osservare sul campo una macchina di ultima generazione, ma soprattutto capire perché un'impresa come la >>Tomelini MultiSERVICE<<, con sede a Cerro Veronese, abbia deciso di investire in una configurazione ancora poco diffusa nel panorama italiano.
La risposta arriva osservando il lavoro dell'operatore. Nessuna interruzione per sostituire manualmente le attrezzature, movimenti fluidi, precisione millimetrica anche negli spazi più ristretti e una versatilità che permette di affrontare lavorazioni molto diverse con un'unica macchina. È il risultato di una precisa filosofia imprenditoriale, costruita negli anni attorno a un principio semplice: investire sempre in nuove tecnologieche aumentano la produttività.
Da impresa di montagna a realtà specializzata
La storia della Tomelini MultiSERVICE affonda le proprie radici nel territorio della Lessinia, dove movimento terra, manutenzioni, lavori agricoli e forestali e demolizioni hanno sempre rappresentato attività strettamente legate tra loro. Negli anni, però, quella che era una tradizionale impresa artigiana si è trasformata in una realtà capace di affrontare cantieri sempre più complessi, investendo con continuità sia nelle macchine sia nella formazione.
“Il nostro lavoro è cambiato tantissimo”, racconta[Fausto Tomelini], titolare dell'azienda che continua: “Oggi non basta avere un escavatore potente. Bisogna essere organizzati, conoscere le nuove tecnologie e riuscire a fare più lavorazioni e produzione con la stessa macchina”.
Fausto Tomelini
Fausto Tomelini, Titolare della Tomelini MultiSERVICE
È una visione che emerge chiaramente osservando il parco mezzi aziendale. Ogni investimento viene valutato sia in termini di produttività sia in termini di funzionalità all'interno del processo produttivo del cantiere, in funzione della produttività complessiva del cantiere, raramente sulla base del costo di acquisto. Per questo motivo FaustoTomelini ha progressivamente implementato soluzioni che fino a pochi anni fa erano considerate appannaggio quasi esclusivo dei Paesi del Nord Europa.
Mi piace osservare quello che succede all’estero. Se una tecnologia permette di lavorare meglio, prima o poi arriva anche da noi. La differenza sta nel valutare se aspettare oppure essere tra i primi a utilizzarla.
È proprio questa mentalità che ha portato alla scelta del nuovo Kobelco SK230SRLC-7, configurato con una dotazione tecnica pensata per aumentare la versatilità della macchina e ridurre i tempi improduttivi durante le lavorazioni.
Un Kobelco pensato per lavorare, non per stupire
La scelta del nuovo escavatore non è stata casuale. Tomelini cercava una macchina che sapesse coniugare produttività, affidabilità e versatilità, senza rinunciare alla compattezza necessaria per operare nei contesti urbani e nei cantieri di demolizione. Da qui la decisione di affidarsi a Sergio Bassan, concessionario Kobelco per il Veneto, individuando nello SK230SRLC-7 la soluzione più adatta alle proprie esigenze.
"Avevamo bisogno di una macchina capace di fare un salto di qualità rispetto a quello che avevamo utilizzato fino a oggi", racconta il titolare. "Non cercavamo semplicemente un escavatore più potente, ma una macchina che ci permettesse di lavorare in modo diverso".
Lo SK230SRLC-7 appartiene alla nuova generazione di escavatori a raggio di rotazione ridotto sviluppata da Kobelco per i cantieri urbani e infrastrutturali. Pur mantenendo dimensioni compatte nella rotazione posteriore, offre prestazioni tipiche di una macchina tradizionale grazie al nuovo sottocarro allungato, alla maggiore stabilità e a un impianto idraulico particolarmente preciso. Il motore Yanmar Stage V da 127 kW (173 CV), abbinato alle modalità di lavoro H, S ed Eco, garantisce una gestione ottimale della potenza, mentre la modalità Heavy Lift aumenta la capacità di sollevamento nelle operazioni più gravose. Il peso operativo varia da 24 a 27 tonnellate, a seconda della configurazione, con benne da 0,51 a 0,93 m³, rendendo la macchina estremamente versatile sia negli scavi sia nella demolizione. Kobelco ha inoltre rinforzato il bilanciere e il cilindro benna rispetto alla precedente generazione, aumentando robustezza e durata nelle applicazioni più impegnative.
Un allestimento che fa la differenza
Sono caratteristiche che Fausto Tomelini ha potuto verificare direttamente sul campo, ma che da sole non sarebbero bastate a giustificare l'investimento. La vera differenza è infatti rappresentata dall'allestimento scelto.
OilQuick e tiltrotator: quando l'escavatore diventa una macchina polivalente
Osservando il Kobelco al lavoro, è difficile capire dove finisca la macchina e dove inizi l'attrezzatura. La ragione è semplice: il cuore dell'investimento non è rappresentato soltanto dall'escavatore, ma dall'integrazione tra il sistema di attacco rapido e tiltrotator OilQuick, una combinazione ancora poco diffusa in Italia ma ormai consolidata nei Paesi del Nord Europa.
L'attacco rapido completamente idraulico permette all'operatore di sostituire benne, pinze da demolizione, martelli e altre attrezzature senza scendere dalla cabina. Tutti i collegamenti idraulici vengono effettuati automaticamente in pochi secondi, eliminando tempi morti e aumentando la sicurezza delle operazioni.
A questo si aggiunge il tiltrotator, che consente all'attrezzatura di ruotare a 360 gradi e inclinarsi sui due assi, trasformando di fatto l'escavatore in una macchina estremamente versatile.
“Molti pensano che sia un accessorio”, osserva [Fausto Tomelini]. “In realtà cambia completamente il modo di lavorare. Ti permette di posizionare ogni attrezzo con un livello di precisione che prima richiedeva continui spostamenti della macchina, aumentando la velocità e la qualità di realizzazione della lavorazione eseguita”.
Nel cantiere che abbiamo visitato il vantaggio è evidente. La demolizione procede con continuità, senza interruzioni per cambiare attrezzatura e con movimenti estremamente fluidi anche quando servano movimenti complessi. Dove un escavatore tradizionale richiederebbe continue manovre, il Kobelco lavora quasi sempre rimanendo fermo, limitando gli spostamenti e aumentando sia la sicurezza sia la produttività.
Più produttività con una sola macchina
Il beneficio più evidente di questa configurazione non è soltanto il comfort dell'operatore. È soprattutto la capacità di ridurre tempi e costi di cantiere.
“Oggi questa macchina riesce a fare alcuni lavori che, fino a pochi anni fa, avrebbero richiesto due mezzi e due operatori”, spiega [Fausto Tomelini]. “Ogni volta si che evita uno spostamento, un cambio manuale di attrezzatura o il riposizionamento dell'escavatore, si guadagnano minuti, che alla fine della giornata quei minuti diventano ore”.
È una strategia che unisce la produttività complessiva del cantiere e il rendimento della macchina. Per Fausto Tomelini ogni investimento deve essere valutato considerando risparmio di tempo effettivo nelle lavorazioni, la riduzione dei rischi per gli operatori e la capacità di eseguire interventi sempre più diversificati con un unico mezzo.
In questa logica anche il rapporto con il concessionario assume un ruolo determinante. “Con la Sergio Bassan non abbiamo acquistato soltanto un escavatore”, sottolinea. “Abbiamo trovato un interlocutore esperto in grado di consigliarci sulle configurazioni, sull'evoluzione delle attrezzature e sul modo migliore di allestire la macchina sulla base delle nostre esigenze: è questo che fa la differenza quando si investe in nuove tecnologie così evolute”.
Kobelco SK230SRLC-7: il compatto che ragiona da grande
Nel panorama degli escavatori cingolati della classe delle 25 tonnellate, il Kobelco SK230SRLC-7 occupa una posizione particolare. È infatti una macchina progettata per coniugare le prestazioni di un escavatore tradizionale con i vantaggi di un modello a raggio di rotazione ridotto (Short Radius), caratteristica che la rende particolarmente adatta ai cantieri urbani, alle demolizioni e a tutte quelle lavorazioni dove gli spazi operativi sono limitati.
Per la Tomelini MultiSERVICE questa configurazione rappresentava un requisito imprescindibile. “Operiamo spesso in contesti complessi, dove è necessario lavorare vicino agli edifici, alle recinzioni o alla viabilità esistente”, spiega il titolare. “Avere una macchina compatta nella rotazione, ma stabile e potente come un escavatore tradizionale, ci permette di affrontare qualsiasi situazione senza compromessi”.
Lo SK230SRLC-7 è equipaggiato con un motore Yanmar Stage V da 127 kW (173 CV), sviluppato per garantire elevate prestazioni mantenendo consumi contenuti. Il peso operativo, a seconda dell'allestimento, varia tra 24 e 27 tonnellate, mentre l'impianto idraulico di ultima generazione, da sempre uno dei punti di forza della produzione Kobelco, assicura movimenti estremamente fluidi e una risposta immediata anche durante l'utilizzo di attrezzature ad alto assorbimento di olio.
Tra le caratteristiche più apprezzate dagli operatori spicca il nuovo impianto Hydro-Nex, che migliora la gestione dei flussi idraulici e consente di combinare contemporaneamente più movimenti senza perdite di velocità o precisione. A questo si aggiungono la modalità Heavy Lift, che incrementa la capacità di sollevamento nelle operazioni più gravose, e una cabina completamente riprogettata, con un livello di comfort, insonorizzazione e visibilità ai vertici della categoria.
Nel caso della macchina utilizzata da Tomelini, il vero valore aggiunto è però rappresentato dall'allestimento specialistico. L'adozione dell'attacco rapido completamente automatico OilQuick e del tiltrotator della stessa casa trasforma infatti lo SK230SRLC-7 in una piattaforma polivalente capace di passare in pochi secondi dalla benna alla pinza da demolizione, dal martello idraulico alle attrezzature per la movimentazione dei materiali, senza che l'operatore debba mai abbandonare la cabina.
È una configurazione che interpreta perfettamente la filosofia progettuale di Kobelco: costruire escavatori in grado di adattarsi alle esigenze operative delle imprese moderne, dove produttività, sicurezza e riduzione dei tempi improduttivi sono diventati fattori determinanti quanto la forza di scavo o la potenza del motore. Nel cantiere che abbiamo visitato, queste caratteristiche non sono rimaste sulla carta: hanno dimostrato concretamente come una macchina correttamente configurata possa cambiare il modo stesso di affrontare una demolizione.
Il cantiere del futuro? È già cominciato
Parlando con Fausto Tomelini, della Tomelini MultiSERVICE, ci si rende rapidamente conto che il Kobelco SK230SRLC-7 rappresenta solo una parte di un progetto molto più ampio. La macchina è infatti il punto di arrivo di una filosofia aziendale che punta a integrare innovazione, organizzazione e digitalizzazione in ogni fase del lavoro.
"Negli ultimi dieci anni il nostro modo di lavorare è cambiato radicalmente”, racconta. “Oggi non possiamo più ragionare come vent'anni fa. I margini si sono ridotti, i cantieri sono sempre più complessi e i clienti chiedono tempi di esecuzione più rapidi, con minori errori e con costi ridotti. Per questo è fondamentale investire in tecnologie che aiutino realmente a lavorare meglio”.
Tra queste rientrano i sistemi di controllo tridimensionale degli scavi, ormai sempre più diffusi anche nei cantieri di medie dimensioni. Il Kobelco, come molti altri mezzi della Tomelini MultiSERVICE, è attualmente equipaggiato con tecnologia di scavo GPS 3D. Fausto Tomelini considera questa tecnologia indispensabile per il settore in cui opera.
“Il sistema GPS 3D permette un maggiore controllo dell'escavatore da parte dell'operatore, riducendo drasticamentei comuni errori negli scavi, lavorando con precisione e velocità. La riduzione dei tempi e degli errori di esecuzione, unite al controllo automatico delle quote, consentono all'operatore di concentrarsi maggiormente sulla produttività”.
A cambiare non è soltanto la macchina, ma l'intera organizzazione del cantiere. Oggi rilievi con droni, modelli digitali del terreno, software di gestione e condivisione dei dati stanno diventando strumenti quotidiani anche per imprese di dimensioni contenute. Un'evoluzione che richiede investimenti, ma soprattutto un cambio di mentalità.
Chi pensa che basti acquistare una macchina nuova per essere più competitivo si sbaglia. Serve un'organizzazione capace di sfruttarne davvero tutte le potenzialità.
La vera sfida? Lavorare anche con operatori poco preparati
Una riflessione condivisa da gran parte del settore: l'elettronica di bordo, i sistemi di assistenza all'operatore, la gestione automatica delle funzioni idrauliche e le nuove interfacce digitali hanno aumentato notevolmente le prestazioni degli escavatori moderni, ma richiedono competenze completamente diverse rispetto al passato.
Per questo motivo Tomelini investe con continuità nella formazione, convinto che il futuro delle imprese passerà sempre più attraverso la qualificazione del personale.
Un operatore preparato non lavora soltanto più velocemente. Riduce i costi generali, preserva la macchina, aumenta la sicurezza, eliminando i tempi morti.
Secondo l'imprenditore, anche strumenti come il tiltrotator contribuiscono ad aumentare l'attrattività della professione. “Quando un giovane sale su una macchina di questo livello capisce immediatamente quanto sia cambiato il nostro lavoro. Oggi un escavatore è una macchina tecnologica, non molto diversa da quelle che si vedono nei settori industriali più avanzati”.
L'innovazione non è mai una spesa. È l'investimento per restare competitivi
Lasciando il cantiere, mentre il Kobelco continua a lavorare alternando pinza da demolizione, martello demolitore e benna senza che l'operatore debba mai scendere dalla cabina, rimane una sensazione precisa. La tecnologia, da sola, non basta. A fare la differenza è il modo in cui viene integrata nell'organizzazione dell'impresa.
La storia della Tomelini MultiSERVICE racconta proprio questo. Un'azienda cresciuta partendo dal territorio della Lessinia, capace di evolvere senza perdere il pragmatismo tipico delle imprese di montagna. Ogni investimento viene valutato in funzione del valore che può generare nel cantiere.
È anche per questo che la collaborazione con Sergio Bassan assume un significato particolare. Il concessionario non è stato soltanto il fornitore del nuovo Kobelco SK230SRLC-7, ma il partner con cui definire una configurazione altamente specializzata, scegliendo insieme l'attacco rapido OilQuick, il tiltrotator Oilquick e le soluzioni tecniche più adatte alle esigenze operative dell'impresa.
Guardando il settore delle demolizioni e del movimento terra, è difficile non pensare che questa sia la direzione verso cui si muoverà il mercato nei prossimi anni. Escavatori sempre più versatili, macchine connesse, attrezzature intelligenti, cantieri digitalizzati e operatori sempre più qualificati. Non si tratta semplicemente di acquistare un escavatore più moderno, ma di ripensare completamente il modo di lavorare.
Tomelini Multiservice ha deciso di intraprendere questa strada con anticipo. E osservando il Kobelco all'opera tra le macerie, la sensazione è che il futuro del movimento terra non sia qualcosa da aspettare. In molti cantieri, è già realtà.
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