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Finlay I-130 e I-130RS: impatto forte, trasporto smart

Finlay I-130 e I-130RS: impatto forte, trasporto smart

Nel mondo della frantumazione mobile il concetto è semplice: tutti vogliono tanta produzione, ma nessuno vuole passare la vita a spostare macchine enormi da un cantiere all’altro.

Finlay sembra aver recepito il messaggio e ha presentato i nuovi frantoi a urto I-130 e I-130RS, due modelli pensati per infilarsi nel segmento intermedio tra le serie I-120 e I-140 con una parola chiave ben precisa: flessibilità.

I nuovi arrivati sono destinati a lavorare in cava, riciclo, asfalto e demolizione, cioè quegli ambienti dove il materiale cambia più spesso dell’umore del meteo e la capacità di adattarsi conta quasi quanto la produzione oraria.

Entrambe le macchine adottano un rotore a quattro barre e una trasmissione diretta progettata per migliorare efficienza e consumi, riducendo anche le perdite di potenza.

In altre parole: meno carburante sprecato e più materiale trasformato in aggregato utile. Il modello I-130 punta sulla semplicità operativa e sulla mobilità. Con un peso attorno alle 41 tonnellate, è stato sviluppato per offrire un buon compromesso tra capacità produttiva e facilità di trasporto.
Il frantoio utilizza un rotore da 1.245 mm di larghezza e 1.065 mm di diametro, mentre il pre-screen opzionale consente di eliminare i fini prima della camera di frantumazione, riducendo usura e intasamenti. Una soluzione che piace parecchio a chi lavora con materiali sporchi o eterogenei.

La versione I-130RS aggiunge invece la parte “intelligente” del pacchetto. Qui troviamo un sistema di vagliatura a due piani con ricircolo integrato che permette di produrre più granulometrie con una sola macchina. E soprattutto di passare rapidamente dalla configurazione closed loop a quella open circuit grazie a un modulo afterscreen removibile. Meno mezzi in cantiere, meno movimentazioni e più flessibilità operativa.

Interessante anche l’approccio alla manutenzione. Finlay ha lavorato su accessibilità e semplicità degli interventi, con piattaforme ampie, sezioni apribili idraulicamente e punti di servizio facilmente raggiungibili. Perché il fermo macchina, soprattutto nel riciclo e nella demolizione, è una delle poche cose che riesce a frantumare più velocemente del rotore.

Con gli I-130 e I-130RS, Finlay prova quindi a colpire un target molto preciso: operatori che vogliono produttività elevata senza ritrovarsi a movimentare una montagna di acciaio tra un cantiere e l’altro. E nel crushing moderno, dove ogni trasporto pesa sul bilancio quasi quanto il materiale da trattare, non è esattamente un dettaglio.