Duro lavoro, dedizione e spirito di sacrificio: spesso nei cantieri e nelle cave troviamo questa triade che contraddistingue molti gli imprenditori che intervistiamo, da Bolzano alla Sicilia.
Sono caratteristiche necessarie per poter competere in un mondo complesso e impegnativo come quello dell’estrazione di inerti e della produzione dei calcestruzzi; caratteristiche però che, in qualche caso virtuoso, si sposano con altre e più moderne doti: capacitàmanageriale, visione a lungo termine e intuito nell'intercettare per tempo i macrotrend in via di sviluppo.
La realtà che abbiamo visitato oggi, passando per cave e impianti distribuiti tra la provincia di Napoli e Avellino, incarna, nella figura del titolare che abbiamo intervistato, tutti i pezzi di questo complicato puzzle.
Su invito di >>Comi<<, dealer Komatsu per la Campania, infatti, abbiamo parlato con [Carmine Marinelli], titolare, con i fratelli, del >>Gruppo Marinelli<<, con cui abbiamo discusso di storia aziendale, di prospettive per il futuro, ma anche di differenziazione e di marginalità produttiva.
Duri per esigenza, appassionati per natura
Intervistiamo [Carmine Marinelli] negli uffici della cava (dove si estrae calcare) di Salza Irpina; la prima impressione è quella di un imprenditore dalla scorza coriacea, formata in anni di duro lavoro, ma sopratutto dalla necessità di non mostrare mai nessun lato debole, una graniticità tale da apparire inscalfibile anche (e soprattutto) da parte di competitor e del mondo in generale.
Carmine Marinelli
Carmine Marinelli, Titolare con i fratelli del Gruppo Marinelli
[Marinelli], quindi, inizia bello tosto a raccontare la storia aziendale, puntando su un approccio che quelli più bravi di noi definirebbero istituzionale difensivo, ma presto, durante il racconto, emerge la passione per il proprio lavoro, una passione forgiata da anni di levatacce al freddo o di pomeriggi infernali sotto il sole dell’Avellinese.
Attenzione però, quello che è importante sottolineare qui è che la passione è stata trasformata nella base per una strategia moderna di fare impresa, basata su produttività, diversificazione e attenzione ai dettagli, anche quelli che a prima vista parrebbero insignificanti.
Si comincia dalle origini, negli anni ’70, quando, come sottolinea [Marinelli]: “Mio padre [Giuseppe] ha fondato l’azienda agli inizi degli anni ’70, iniziando a lavorare, come molti altri imprenditori, nel settore dei trasporti. Il tragico terremoto dell’Irpinia (23 novembre 1980, ndr) e la ricostruzione dell’intera area interessata dal sisma hanno spinto mio padre ad attivare un impianto di calcestruzzo che, sebbene inizialmente fosse di ridotte dimensioni, (se confrontato con i colossi che già allora operavano sul territorio) ben presto consente alla sua azienda di strutturarsi progressivamente".
Un passaggio importante, nel 1986, fu l’acquisto di una cava di inerti a Salerno, investimento effettuato proprio per dotare l’azienda in maniera indipendente della materia prima per la realizzazione del calcestruzzo.
Continua [Marinelli]: “Il consolidamento di una filiera proprietaria fu sicuramente un passo fondamentale nell’evoluzione della Marinelli, la cui quasi naturale conseguenza fu l’apertura di un impianto di calcestruzzo anche a Salerno, da cui fornimmo molte delle importanti opere a mare realizzate in quegli anni”.
“Il processo di crescita ha un altro punto focale nell’acquisto, nel 1995, della cava di Casamarciano che, grazie alle notevoli quantità di inerti autorizzate dalla Regione Campania, ci consentì di contribuire con i nostri inerti in modo importante alla costruzione della linea di Alta Velocità”.
“Ed è proprio in quegli anni che comincia il rapporto con Komatsu; le prime macchine le acquistammo nel 1995 dal concessionario di allora, la AGS; precisamente il primo acquisto fu un PC400, macchina innovativa per struttura e dimensioni rispetto a quelle che allora caratterizzavano il mercato italiano e che ci ha dato notevoli soddisfazioni”.
[Marinelli] sottolinea anche che: “In quegli anni, spunta dalla lungimiranza di mio padre, l’azienda aveva iniziato anche un’attività di costruzione edile conto proprio, soprattutto nel settore dell’edilizia civile; l’’obiettivo era quello, che ci contraddistingue ancora oggi, di diversificare il rischio imprenditoriale da una parte e dall’altra di aumentare la redditività aziendale, controllando l’intero processo realizzativo dall’estrazione degli inerti alle opere finite”.
Diversificazione come strategia di crescita
Diversificazione che diventa una caratteristica fondante del Gruppo, come conferma [Marinelli]: “Nel 2002, abbiamo iniziato un ulteriore processo di diversificazioneproduttiva, attivando a Salerno un impianto di conglomerato bituminoso e offrendo al mercato oltre agli inerti e ai calcestruzzi, anche gli asfalti”.
“Questo processo si struttura ancora di più con gli investimenti anche in altri segmenti merceologici, radicalmente differenti rispetto a quello delle costruzioni; nel 2004 acquistiamo un complesso alberghiero in Croazia, una nazione che avevamo conosciuto commercializzando attrezzature usate nella ex Jugoslavia. Un segmento, quello della ricettività, che si è ulteriormente espanso con l’acquisto del Lloyd's Baia Hotel a Vietri sul Mare, con l’apertura di due strutture su Roma, di una su Firenze e di una a Baronissi; da un anno e mezzo abbiamo acquistato una struttura a Campo Tures e ora, in vista dell’America's Cup, abbiamo in programma di realizzare un grande complesso alberghiero a Napoli”.
La cava coltivata dal Gruppo Marinelli a Salza Irpina
Data chiave il 2014: “Con la scomparsa prematura di nostro padre nel 2014, come seconda generazione, io e i miei fratelli, abbiamo deciso di impegnarci ancora più duramente nell’espansione del nostro perimetro imprenditoriale, investendo notevoli risorse (sia economiche sia personali), nella convinzione che solo il miglioramento continuo possa consentire alle aziende di prosperare".
Questa nostra convinzione, unita a un impegno indefesso e quotidiano, ha dato importanti risultati, con una crescita sia qualitativa sia quantitativa.
“Crescita che ha richiesto anche un ampliamento ulteriore della nostra capacità estrattiva, concretizzatosi, nel 2019, nell’importante processo di acquisizione della cava di Salza Irpina, con una potenzialità estrattiva di oltre 11 milioni di metri cubi annui e una produzione che si attesta sulle 8.000 tonnellate giornaliere, dando lavoro a 40 persone e fornendo cantieri in tutta la Campania".
La cava del Gruppo Marinelli ad Salza Irpina
Sottolinea [Marinelli]: “Le tre cave nel complesso ci consentono oggi di essere un punto di rifermento nel segmento delle costruzioni nella Regione Campania, soprattutto quando si tratta di grandi lavori; mi piace pensare anche che i committenti, pubblici e privati, ci interpellino perché amiamo davvero il nostro lavoro, ci impegniamo senza riserve e ci piace avere un rapporto trasparente con i nostri clienti”.
“Siamo disponibili in caso di necessità di essere al loro fianco 24 ore su 24 e sette giorni su sette, investendo costantemente nel nostro organico e nel nostro parco macchine e impianti. A questo proposito voglio ricordare che abbiamo anche aumentato le nostre centrali di betonaggio: oggi ne abbiamo cinque, una al servizio dell’Alta Velocità ferroviaria”.
“Anche l’aspetto delle costruzioni civili è stato potenziato e nel perimetro operativo del Gruppo Marinelli oggi sono attive quattro società che si occupano esclusivamente di questo tipo di attività. realizzando anche parchi commerciali (ne abbiamo quattro in corso di realizzazione); siamo anche presenti su importanti appalti pubblici infrastrutturali, come la galleria a doppia canna che collegherà il porto di Salerno con l’Autostrada, un’opera fondamentale per lo sviluppo di quell’area. Stiamo anche costruendo un centro sportivo sempre nella città di Salerno e, nella nostra visione di medio termine, intendiamo ulteriormente ampliare questo segmento operativo e stiamo partecipando a numerose gare per questo motivo”.
E il futuro? La risposta di [Marinelli] è quella di un imprenditore che ama fare previsioni, partendo dalla base di quanto fatto finora: “Per il futuro sono ottimista, soprattutto sulla base della diversificazione operativa che abbiamo effettuato sia all’interno del segmento delle costruzioni sia con il ramoalberghiero; diversificazione e controllo della filiera produttiva in tutte le sue parti, oltreché ovviamente qualità del lavoro sono i nostri aspetti qualificanti che ci consentono di affrontare le prossime sfide con serenità, anche se i problemi del comparto (burocrazia, lentezza dei processi, scarsa produttività del segmento in generale) sono sempre presenti”.
“Devo dire che, dal mio punto di vista, rimpiango i tempi (io sono in azienda fin dal 1989, iniziando nella cava di Salerno dove non c’era neanche il telefono fisso, figuriamoci il cellulare) in cui la cava era l’impegno principale e quotidiano; oggi, lo stesso spirito di sacrificio che allora si traduceva in lunghe ore di lavoro non importa che tempo ci fosse, si è trasformato in un’incessante responsabilità nella gestione dell’azienda, fatto di riunioni di pianificazione, incontri con gli stakeholders, battaglie quotidiane con la burocrazia. Un lavoro che consuma molto della libertà personale, ma è necessario per far crescere l’azienda. Però il rimpianto per un periodo più semplice resta sempre, anche perché, non dimentichiamolo mai, è dalla cava e dal cantiere che trova sostentamento l’azienda, non dai brainstorming o dalle infinite riunioni organizzative”.
Passione per il lavoro, buone basi poste, voglia di sacrificio: ora la sfida è quella di trasmetterle alle nuove generazioni, in modo che il nostro Gruppo possa crescere anche in futuro con la stessa energia che ci ha contraddistinto dalla fondazione, oltre 50 anni fa, a oggi.
40 anni di collaborazione
[Marinelli] non dimentica anche il ruolo dei fornitori, fondamentale per il successo aziendale: “Così tanti fronti aperti e una crescita così veloce sarebbe impossibile da gestire senza un investimento continuo in macchine e attrezzature da cantiere, proprio per garantirci la capacità produttiva necessaria per affrontare serenamente i cantieri, anche nei momenti di picco produttivo”.
“Non solo, quando acquistiamo macchine per cava e per il cantiere, diamo estrema importanza all’assistenza post-vendita. Con la Comi, abbiamo un rapporto di lunga data, si può dire che ci conosciamo da sempre. La famiglia [Esposito] ha costruito nel tempo una realtà importante, basata su un fattore che ritengo chiave: la capacità tecnica di risolvere i problemi delle macchine e, ovviamente, l’attenzione ad erogare un servizio di assistenza preciso, competente e puntuale”.
“Oggi Comi, con il marchio Komatsu, è un punto di riferimento sul nostro territorio; quando acquisto un mezzo Komatsu non compro solo la tecnologia e le prestazioni della macchina (per quanto di alto profilo), ma piuttosto l’abbinata macchina-assistenza sul territorio. Comi ci segue e se si verifica un problema, trova la soluzione; parliamo di un’azienda diversificata che ha investito anche nel noleggio e quindi è in grado di supportarci da quel punto di vista, nel caso si verifichino picchi di produzione da affrontare senza per forza dover acquistare altri mezzi o ci sia bisogno urgente di macchine sostitutive”.
Continua [Marinelli]: “Proprio sulla base di questo rapporto abbiamo progressivamente incrementato il nostro parco macchine Komatsu che oggi si compone di 13 modelli di grande dimensione a cui si sono aggiunti recentemente altri due mezzi di grande importanza, un bulldozer D375A-8 e un escavatore cingolatoPC490LC-11. In cava lavorano diverse pale gommate (una WA375-8 e quattro WA500-8), un escavatore PC950-11 e un escavatore PC700LC-8 a cui si aggiunge un PC365LC-11. Per il trasporto degli inerti, oltre a una flotta di camion cava cantiere, utilizziamo un dumper articolato HM400-5 e due dumper rigidi HD605-10”.
Come dicevo, nella scelta dei mezzi privilegiamo la produttività e la presenza di un servizio di assistenza adeguato, ovviamente anche il prezzo ha la sua importanza, non potrebbe essere altrimenti, ma non è l’unico fattore che orienta le nostre scelte.
Una scelta, quella di [Marinelli], le cui ragioni diventano ancora più evidenti quando si conosce la storia di Comi, che ci racconta il fondatore [Antonio Esposito]: “La Comi nasce nel 2008, ma è una diretta conseguenza dalla mia storia lavorativa personale che inizia a fine anni ’80, quando ho cominciato a lavorare nel settore dell’assistenza delle macchine movimento terra; fin da subito abbiamo iniziato a lavorare con Komatsu, allora rappresentata in Italia da Komatsu Italia e quindi con GIS Group distributore per le nostre zone del Marchio giapponese, dove eravamo officina autorizzata”.
Antonio Esposito
Antonio Esposito, Fondatore e titolare di Comi
“Con il passare del tempo, diventati concessionari per la Campania dell’intera linea Komatsu, il rapporto con il distributore GIS si è andato progressivamente rafforzando, dato che entrambe le nostre aziende condividevano il valore della prossimità con il cliente lungo tutto il processo di fornitura, dalla consulenzapreacquisto, alla vendita vera e propria fino all’assistenza postvendita, ruolo in cui questo abbiamo una importante esperienza sul campo che ci viene riconosciuta dai nostri clienti”.
“L’azienda è continuata a crescere e, con l’entrata di mio figlio [Umberto] , a strutturarsi e aprire nuovi canali di mercato, come, ad esempio, quello del noleggio; oggi diamo lavoro a 50 persone, la maggior parte dei quali impegnate in officina a confermare una vocazione, quella del service, che è nel nostro DNA da sempre".
Questa caratteristica è apprezzata da tutti i nostri clienti, a maggior ragione da quelli che acquistano macchine di grandi dimensioni e potenze, come appunto il Gruppo Marinelli. Senza il service puoi avere il miglior prodotto del Mondo (come sono convinto sia Komatsu) ma, sul mercato di oggi non basta.
Precisa [Antonio Esposito]: “Il Gruppo Marinelli ha oggi macchine Komatsu in tutte le sue cave, così come il marchio giapponese è presente, più in generale, nel 50 % delle cave della Campania. E lo è, come abbiamo visto anche oggi, con mezzi importanti come i dumper rigidi HD605-10, le pale gommate WA600-8 o i grandi escavatori come i PC950-11 (ad oggi ne abbiamo consegnati tre nella nostra Regione). Devo dire che per tutti noi questo risultato è davvero una grande soddisfazione che ripaga di anni di dedizione, sacrifici e impegno quotidiano a fianco dei nostri clienti.
Oltre che nella vendita e nel service siamo cresciuti molto nel settore del noleggio, dove abbiamo un’azienda dedicata, la Sud Nolo guidata da mio figlio [Umberto]”.
Umberto Esposito
Umberto Esposito, Titolare, assieme al padre, di Comi e amministratore della Sud Nolo
[Umberto Esposito] che sottolinea come: “Sud Nolo è la nostra realtà dedicata al noleggio, anche se anche con Comi effettuiamo noleggi. Siccome siamo convinti che ci sia un grande margine di sviluppo, abbiamo fatto importanti investimenti, dotando l’azienda di un congruo numero di macchine in flotta, con anche mezzi di notevole dimensione come i bulldozer (ne abbiamo tre in flotta, uno nella versione intelligent machine), i dumper articolati o mezzi e attrezzature specializzati. Abbiamo investito anche in macchine per segmenti verticali, introducendo in flotta ad esempio un PC210LC con carro variabile, customizzato per i cantieri da demolizione (trasportabile in sagoma)”.
Sottolinea ancora [Antonio]: “La crescita di questi anni ci ha consentito di strutturarci ulteriormente sul territorio, con l’apertura di una seconda sede a Caserta che segue i clienti della zona, per una migliore prossimità e una più rapida capacità di intervento. Sempre in questo senso, accanto alle sedi di proprietà abbiamo stretto rapporti con una serie di officine che ci aiutano nelle varie zone della Campania (Salerno e Benevento ad esempio)”.
“Gli sforzi e gli investimenti, come dicevo, ci hanno consentito di crescere costantemente e anche nel 2025 chiudiamo l’anno meglio di quello precedente (fattore non scontato dato che alcuni incentivi hanno parzialmente deluso le aspettative), con margini operativi in crescita. Anche per il prossimo anno, per quanto sia complesso fare previsioni, abbiamo buone prospettive, dato che in Campania sono partiti o devono partire numerosi lavori infrastrutturali, per cui i nostri clienti dovranno acquistare macchine per lavorare e non solo per utilizzare i contributi statali”.
Conclude [Antonio]: Sarà un’economia organicapiù sana, meno drogata dai contributi; questa è una dinamica più adatta a noi, che facciamo dell’assistenza e della prossimità con il cliente, i nostri valori fondanti”.
I nuovi arrivi
Proprio poco prima della nostra visita, la già nutrita flotta Komatsu del Gruppo Marinelli si è arricchita di due pezzi da novanta, appena consegnati da Comi: un bulldozer D375A-8 e un escavatore cingolato PC490LC-11 HD (versione Heavy duty).
Al nostro arrivo nella cava di abbiamo trovato il D375A-8appena finito di montare, pronto per essere impiegato in cava; parliamo di un bestione progettato per operazioni pesanti in cave, miniere e cantieri infrastrutturali, che monta un motore diesel Komatsu SAA12V140E-3 a 12 cilindri, da 615 CV a 1.800 g/min, con coppia massima di 3.990 Nm, che garantisce potenza costante e affidabilità anche su terreni impegnativi.
La trasmissione idrostatica Komatsu Torque Converter + Planetary Gear permette un controllo preciso della velocità fino a 11 km/h in avanti e 13 km/h in retromarcia, ottimizzando la movimentazione di terra e materiali pesanti. La lama, disponibile nelle versioni U, semi-U e angolare, ha capacità fino a 23,5 m³, mentre il peso operativo del mezzo può raggiungere 102 tonnellate, assicurando stabilità e trazione sui terreni più difficili.
Il telaio oscillante e i cingoli larghi 1,050 mm distribuiscono il peso, riducendo la pressione sul terreno e migliorando la manovrabilità. La cabina pressurizzata con climatizzazione e sospensioni offre comfort e sicurezza all’operatore, mentre il sistema idraulico con controllo a joystick consente movimenti rapidi e precisi della lama. Il D375A-8 è quindi ideale per scavo, livellamento e movimentazione di grandi volumi di terra e rocce, combinando potenza, efficienza e resistenza.
Al suo fianco, un altro mezzo che in occasioni normali avremmo definito un colosso, ma che accanto al D375A-8 sembra più piccolo di quello che è in realtà. Sul piazzale, anch’esso arrivato da pochissimo c’è, infatti, un escavatore cingolato PC490LC-11 HD; hd sta per heavy duty, perché se non si è robusti non si entra nelle cave di Marinelli: il PC490LC-11 HD presenta quindicomponenti rinforzati per resistere a sollecitazioni estreme e materiali abrasivi.
È equipaggiato con il motore Komatsu SAA6D170E-7, da 360 kW, conforme alle norme sulle emissioni Stage V, che assicura potenza costante e consumi ottimizzati. La trasmissione idraulica a pompe e motori ad alto rendimento, combinata con il sistema Hydraulic Intelligent Control, consente movimenti precisi del braccio, della benna e della rotazione, aumentando la produttività.
La struttura rinforzata, con braccio e benna HD, supporta capacità di scavo fino a 3,5 m³ di materiale per ciclo, mentre il telaio robusto e i cingoli larghi migliorano stabilità e trazione su terreni irregolari. La cabina pressurizzata con sospensioni e climatizzazione offre comfort e sicurezza all’operatore. Il PC490LC-11 HD è ideale per escavi profondi, movimentazione di rocce e materiali pesanti, combinando efficienza, precisione e durabilità anche nelle condizioni più gravose.
Insomma una nuova coppia di colossi, per una scuderia che già fa invidia alla migliore squadra di wrestling della WWE (per chi non lo sapesse, WWE sta per World Wrestling Entertainment, ndr).