La provincia di Alessandria, come molte altre della bassa pianura padana, non è certamente rinomata per il clima invernale mite; anche se i nebbioni e le ‘galaverne’ degli anni ’80 sono sempre più rare, qui la morsa del freddo e dell’umidità è sempre pronta a farsi sentire.
Proprio consci di questa possibilità, una volta ricevuto l’invito di >>Cimertex<<, distributore di >>Komatsu<< per la Lombardia, il Piemonte, la Val d'Aosta, la Sardegna, l’Emilia Romagna, la Toscana (ad eccezione delle province di Pisa, Livorno e Grosseto), l'Umbria e le Marche, a visitare una cava coltivata dalla >>Picco Bartolomeo srl<< di Asti, ci siamo muniti di guanti e cappotti e abbiamo portato una serie aggiuntiva di batterie per i nostri droni (come si sa le batterie sono sensibili al freddo come e più di noi esseri umani).
Precauzioni più che giustificate, dato che siamo arrivati alla cava Guendalina (nei pressi di Mandrogne, un paesino rinomato in passato per i ladri di cavalli e per i macellai, attività in assoluta sinergia se ci si ragiona bene sopra) in cui la Picco Bartolomeo sta eseguendo lavori di ritombamento delle aree di cava esaurite, conferendo i materiali di scavo del cantiere ferroviario del Terzo Valico.
In cava abbiamo incontrato [Mauro Picco] (nomen omen, dato che il picco da queste parti vuol dire piccone), seconda generazione di imprenditori (con il fratello [Walter]) che ci ha raccontato l’attività di famiglia (anche il figlio [Mattia] è da poco in azienda) e le ragioni della scelta di Komatsu per il proprio parco di mezzi movimento terra (e non solo).
Qualità che resta nel tempo
[Mauro Picco] rappresenta con suo fratello, come dicevamo, la seconda generazione dell’azienda e ci racconta come: “La nostra azienda nasce nel 1965, su iniziativa di mio padre [Bartolomeo Bruno]; in origine la nostra attività si collocava nel mercato del contoterzismo del settore agricolo, essenzialmente lavoravamo per realizzare scassi, miglioramenti di reti idriche e adeguamenti fondiari. Da quel punto di partenza, l’attività si è ben presto differenziata, non solo per tipologia, ma anche per ambito geografico di riferimento: abbiamo realizzato, infatti negli anni, oleodotti in Svizzera, reti acquedottistiche in numerosi Comuni italiani, sempre però seguendo la nostra filosofia imprenditoriale, quella di uno sviluppo passo per passo, ben ponderato in base alle nostre potenzialità realizzative”.
Mauro Picco
Mauro Picco, titolare (assieme al fratello Walter) Picco Bartolomeo srl
Continua [Picco]: “Al crescere delle commesse, anche l’azienda si è continuata a strutturare e dalla impresa individuale che porta il nome di mio padre siamo passati, nel 2001, all’attuale ragione sociale (Picco Bartolomeo srl, ndr); il filo rosso, che contraddistingue tutta la nostra attività da oltre 70 anni, è quello della qualità di quello che realizziamo, sia per clienti privati sia per commesse pubbliche".
Non facciamo distinzione, perché la vocazione alla qualità non è solo una scelta aziendale, ma è anche profondamente connaturata al nostro modo di intendere il lavoro, non riusciremmo a lavorare diversamente.
“In questo senso vale molto l’insegnamento di mio padre che ci ha sempre detto: ‘lavora per risolvere i problemi ai clienti, non per creargliene degli altri’. Accanto alla qualità voglio però citare un altro valore fondante, quello dell’innovazione, anche questo trasmessoci da mio padre; un valore che si concretizza in fatti (e investimenti) concreti: il primo GPS in Italia è stato consegnato a noi nel 1999, quando io ero da poco entrato in azienda (ho cominciato nel 1994). Per un anno e mezzo, in collaborazione con il fornitore dell’epoca, la Spektra di [Massimo Combi], abbiamo collaborato per capirne le potenzialità applicate al nostro settore; una volta padroneggiata la tecnologia non abbiamo mai smesso di usarla e oggi ogni Komatsu nuovo che entra in flotta fa parte della gamma intelligent machine o comunque monta sistemi satellitari”.
“Altra innovazione che abbiamo scelto in anticipo sui tempi: l’intercomunicabilità tra le macchine che operano in cantiere, gestite e monitorate da remoto; un aspetto questo che ci visto fruire con convinzione dei contributi Industria 4.0, proprio per aumentare drasticamente la nostra produttività, ma anche la sicurezza sui cantieri".
Oggi tutte le macchine sui nostri cantieri sono interconnesse; anche gli operatori vengono scelti tra le figure professionali più propense e preparate per operare con questo tipo di tecnologia.
“Gli investimenti in tecnologia ci hanno portato, direi quasi naturalmente, a specializzarci in lavori complessi, dove il cliente apprezza il valore aggiunto, legato a fattori quali la qualità delle lavorazioni, la riduzione dei tempi di cantiere e la documentabilità di quanto realizzato (ormai possiamo fornire i dati praticamente in tempo reale). Ovviamente la tecnologia ci consente anche di aumentare la nostra produttività e di conseguenza la nostra competitività su un mercato, che ogni anno diventa sempre più esigente e complesso”.
“Nel 2008, in contemporanea alla grande crisi, abbiamo temporaneamente abbandonato il mercato italiano, partecipando alla costituzione di una società in uno dei Paesi Comunitari in maggior crescita, la Polonia dove abbiamo realizzato in subappalto per Mostostal SA e Budimex SA (entrambi i più grandi general contractor operanti in Polonia) i movimenti terra di tre tratti di autostrade”.
“Attualmente siamo tornati a lavorare in Italia (occupiamo 15 persone), dove per scelta imprenditoriale, gravitiamo in un raggio operativo di circa 150 chilometri dalla nostra sede di Asti; questo ci consente di avere un controllo costante e accurato sulla qualità realizzativa dei nostri cantieri. Non solo: siccome abbiamo un notevole rapporto di fidelizzazione con i nostri operatori cerchiamo di limitare al massimo le loro trasferte”.
Conclude [Picco]: “Qui nella cava Guendalina, con i mezzi Komatsu, stiamo lavorando per conferire il materiale di smarino proveniente dai cantieri del TerzoValico; si tratta di un lavoro apparentemente semplice che però richiede una notevole capacità organizzativa e gestionale e una flotta di mezzi d’opera aggiornati in grado di gestire gli ingenti volumi di materiale da stoccare.
Lavoriamo, con estrema attenzione alla sicurezza e al nostro impatto ambientale, su una superficie di cava di circa 360.000 m2, dove, dopo aver effettuato lo scotico del terreno vegetale (che viene poi stoccato per essere ricollocato quando raggiunta la quota di progetto), lavoriamo appunto per l’abbancamento del materiale. In sostanza si tratta del recupero ambientale della cava esaurita, che una volta terminati i lavori, tornerà ad essere un’area coltivabile”.
Verso una flotta monocolore
[Picco] ci spiega anche le ragioni che hanno portato ad uniformare il parco macchine aziendale, scegliendo Komatsu: “In passato, il nostro parco macchine è sempre stato diversificato, scegliendo i mezzi per le loro prestazioni e in relazione al tipo di lavoro che dovevano svolgere, quindi senza fidelizzarci su un marchio in particolare; con Komatsu il rapporto arriva da lontano, già da mio padre e si è sviluppato nel tempo, consolidandosi ulteriormente con l’arrivo di Cimertex in qualità di distributore nella nostra zona”.
Sottolinea [Picco]: “Proprio per sottolineare ulteriormente la nostra propensione all’innovazione, ricordo che il primo escavatore cingolato Komatsu intelligent venduto in Italia è stato acquistato da noi. Da quel punto di partenza abbiamo continuato ad acquistare da Cimertex e oggi il nostro parco macchine è prevalentemente composto da macchine Komatsu; abbiamo una vasta gamma di tipologie di macchine, dai dumper articolati alle pale gommate, dagli escavatori cingolati fino ai bulldozer”.
“In questa evoluzione ha svolto un ruolo basilare il servizio di assistenza postvendita che ritengo fondamentale oggi al momento della scelta di un Marchio. Si può avere il prodotto più performante sul mercato, ma se questo non è supportato da un servizio di assistenza post vendita veloce e competente, tutto diventa più difficile, se non impossibile".
Non possiamo, infatti, permetterci, vista la competitività del mercato attuale, di avere macchine ferme o sottoperformanti e dobbiamo essere certi di avere un partner in grado di intervenire rapidamente e altrettanto rapidamente di risolvere i problemi e devo dire che in questo Cimertex si è dimostrata estremamente affidabile.
Interviene [Emanuele Morej], funzionario commerciale ricambi & service di Cimertex: “la nostra prima preoccupazione è quella di intervenire tempestivamente in caso di problemi, dato che il cliente ha bisogno di macchine con percentuali di uptime vicine al 100%. Non solo, con le nostre intelligent machines è possibile non solo rendere efficiente e meno costosa la manutenzione ordinaria, ma anche prevenire eventuali guasti, intervenendo prima che questi si manifestino, con conseguente blocco imprevisto della macchina".
Inoltre lavoriamo, come Cimertex e in sinergia con Komatsu Europe, per garantire una disponibilità di ricambi a magazzino estremamente elevata e, quando questi non siano disponibili, di farli arrivare al cliente nel più breve tempo possibile. Il ruolo di un distributore nei servizi post vendita è proprio questo: aiutare i clienti a prevenire i problemi, consentendo loro di lavorare al meglio sui propri cantieri.
Emanuele Morej
Emanuele Morej, funzionario commerciale ricambi & service di Cimertex
Riprende Sottolinea [Picco]: “Spesso, nel mercato attuale, noi imprenditori seguiamo addirittura il distributore quando questo cambia marchio che commercializza, a testimonianza di quando importante sia il servizio di assistenza. Se poi anche i prodotti sono buoni, come ad esempio l’escavatore Komatsu PC210NLC-10 intelligent, probabilmente la macchina, soprattutto a livello di sistemi elettronici di automazione, attualmente migliore sul mercato in questa categoria, la scelta risulta ancora più semplice”.
Poker d’Assi per l’efficienza
Oltre al PC210NLC-10, la Picco ha numerose macchine Komatsu, diverse di queste al lavoro in cava Guendalina. Partiamo da un bellissimo dumper articolato, l’HM300-5 che come ci spiega [Renato Bornesco], funzionario commerciale Cimertex per le Province di asti, Biella e Torino: “è un mezzo progettato per il trasporto di materiale in cantieri, cave e lavori di movimento terra, combinando potenza, robustezza e manovrabilità. È dotato di motore diesel Komatsu a 6 cilindri, turbo-aftercooled da 242 kW a 2 000 giri al minuto, conforme alle normative emissioni Tier 4 Final/Stage V, con coppia massima elevata per carichi gravosi particolarmente spinti”.
Renato Bornesco
Renato Bornesco, funzionario commerciale Cimertex per le Province di Asti, Biella e Torino
Prosegue [Bornesco]: “La capacità di carico utile è di circa 28 tonnellate con volume cassone di 17,1 m³, realizzato in acciaio ad alta resistenza per durabilità. Il sistema di trazione integrale permanente con controllo elettronico della trazione e trasmissione automaticaa 6 marce assicura mobilità eccellente su terreni difficili. Un’abbinata vincente con l’escavatore cingolato scelto dalla Picco Bartolomeo per questo cantiere: un PC360 NLC-10, macchina con peso operativo dia 35,4 t, con capacità della benna fino a 2,66 m³. La macchina raggiunge una profondità di scavo di circa 7,38 m e altezza di scarico di oltre 7 metri, perfetta per lavorare con l’HM300”.
“Così come è perfetta la scelta di portare in cantiere la pala gommata WA380-8, mezzo davvero performante, una macchina da movimentazione versatile e potente, progettata per applicazioni di cantiere e carico pesante. Monta un motore Komatsu Stage V da 143 kW a 2 100 giri al minuto, con peso operativo di circa 19 ton e una capacità della benna che può arrivare a 6,5 m³, offrendo grande adattabilità ai diversi materiali. Il carico di ribaltamento si attesta intorno a 15,5 t, mentre la combinazione di convertitore di coppia di grandi dimensioni, logica di caricamento SmartLoader e trazione integrale garantisce elevata forza di strappo e stabilità operativa”.
“Infine, ultimo, ma non per importanza, il bulldozer D61EX-24 che Picco Bartolomeo utilizza per la stesa del materiale di smarino del Terzo Valico, un vero mostro di efficienza e produttività, spinto da un motore Komatsu Tier 4 Final/Stage V da 125 kW, che bilancia potenza e consumi. Il peso operativo si aggira intorno a 18.500 kg, con lama da 3,37 m³ di capacità per spingere e livellare materiale. Il sistema di trasmissione idrostatica(HST) garantisce controllo graduale della velocità fino a 9 km/h, mentre il sottocarro Parallel Link Plus aumenta durata e affidabilità. La cabina ROPS offre comfort operatore e ottima visibilità sulla lama per precisione nelle operazioni di scavo e finitura”.
Conclude [Bornesco]: “Insomma, Picco Bartolomeo ci ha dato la sua fiducia e ci ha consentito di mettere a disposizione dell’azienda di Asti un poker d’assi che si contraddistingue per potenza, produttività e avanguardia tecnologica. É sempre un piacere lavorare con azienda come questa che, seppur nelle normali logiche delle trattative commerciali, sono in grado di riconoscere e apprezzare il valore aggiunto tecnologico delle macchine che Komatsu propone al mercato”.