Ferro e silicio

La presentazione della nuova pala gommata 986K, in allestimento Block Handler, tenutasi nel bellissimo comprensorio di Carrara, è stata anche l'occasione di fare il punto con Presidente e Amministratore Delegato di CGT, Lino Tedeschi, sull'andamento di mercato del dealer italiano di CGT.

Tedeschi, inoltre, in veste di Amministratore Delegato del gruppo Tesa (a cui CGT fa capo) e di Presidente delle due nuove società che il gruppo ha da pochissimo acquisito in Spagna e Portogallo con la volontà di proseguire il progetto internazionalizzazione iniziato nel 1990 nei Balcani, ci ha anche fornito un visione privilegiata sull'andamento del mercato italiano in generale e sulle previsioni per il 2019.

Lino Tedeschi

Lino Tedeschi, Presidente e Amministratore Delegato CGT, Amministratore Delegato Gruppo Tesa

Molti gli spunti di riflessione che emergono dall'intervista e soprattutto alcuni campanelli di allarme che fanno riflettere sulle fragilità odierne di un sistema Paese in generale e, in dettaglio, del segmento delle costruzioni che emerge da una delle più grandi crisi della storia contemporanea.

Abbiamo intervistato Lino Tedeschi in occasione della presentazione della nuova pala Cat 986K a Carrara
goWEM!:Dal suo punto di vista privilegiato, può inquadrare l’andamento del mercato nei primi nove mesi del 2018?

Tedeschi: Abbiamo percepito una ripresa del mercato, l’hanno registrata tutti gli operatori del settore, che in fase iniziale sembrava solamente innescata dai benefici fiscali come l’iperammortamento; questa impressione si è modificata con il passare del tempo e ora intravediamo una ripresa più strutturata, basata anche su fattori più solidi.

Non si tratta di un’intuizione, bensì di dinamiche supportate da dati che, in CGT, registriamo in tempo reale sul campo e mi riferisco in particolare a due indicatori: in primo luogo le ore lavorate dalle macchine (che misuriamo via satellite con il nostro sistema Visionlink) che sono aumentate e che testimoniano un incremento delle opere realmente realizzate sul territorio dai nostri clienti.

Nei primi 9 mesi del 2018 il mercato delle macchine per il cantiere e movimento terra dimostra segnali di consolidamento
In secondo luogo l’assistenza tecnica che eroghiamo sul territorio e che, anch’essa, è andata crescendo nell’ultimo periodo; anche qui la correlazione è immediata, più interventi di assistenza, significano più ore lavorate e, quindi, più fatturato (almeno in teoria) per i nostri clienti. Anche in questo caso non stiamo parlando di una crescita esplosiva, ma è indubbiamente un trend consolidato, con una curva di crescita costante.

Tedeschi considera l'incremento degli interventi di assistenza come una spia della ripresa del settore movimento terra
Ripeto, entrambi questi fattori ci confortano sul fatto che le macchine stiano lavorando veramente; sicuramente i benefici fiscali hanno spinto alla sostituzione della componente più vetusta del parco macchine circolante (che è ancora assai datato), ma ora la vera questione è se le macchine presenti sul territorio (sia quelle nuove sia quelle con qualche anno in più) siano sufficienti per rispondere alla domanda di lavori del mercato anche nel prossimo anno, con una conseguente riduzione della crescita delle vendite registrata fino ad oggi, oppure se ci sarà una continuità di crescita (che comunque non ci aspettiamo tumultuosa) nel venduto anche nel 2019.

Tutto questo però è influenzato in maniera importante da un altro fattore, l’azione del Governo; spero che l’attuale compagine capisca l'importanza per il nostro Paese del comparto delle costruzioni, duramente colpito dalla più grande crisi degli ultimi 70 anni, investendo in nuove opere oltre che nel completamento di quelle già iniziate. La fiducia delle imprese stava lentamente crescendo e un blocco dei cantieri sarebbe certamente fatale per molte imprese (e ricordo che 5 tra le più grandi hanno portato i libri in Tribunale negli ultimi mesi) e deleterio per la nostra economia.  

Non si tratta quindi del blocco degli appalti, ma anche, e soprattutto, del logoramento del clima di fiducia delle imprese di costruzione, che stava proprio nell’ultimo periodo, come abbiamo detto, lentamente migliorando dopo una delle più grandi crisi che abbia mai colpito il nostro settore.

Per Tedeschi l'Italia ha bisogno di infrastrutture per salvaguardare la propria competitività internazionale [Nella foto il cantiere del Terzo Valico]
Sono tra l’altro fermamente convinto che il nostro Paese abbia un grande bisogno di queste infrastrutture, per colmare il gap che è già importante nei confronti delle altre nazioni europee; un’Italia con infrastrutture moderne avrà più possibilità di attrarre investimenti stranieri che, altrimenti, sceglieranno altre Nazioni (e vediamo già bene in atto questo processo).

Non vorrei essere frainteso, non si tratta di spendere più soldi, bisogna utilizzare meglio quelli che ci sono, rendendo più semplici le procedure di analisi e allocazione delle risorse, snellendo le pastoie burocratiche, perseguendo con rigore e rapidità gli illeciti quando questi vengono alla luce, ma dando anche certezza del diritto.

Il quartier generale CGT a Vimodrone in provincia di Milano
Ultimo fattore, solo in ordine di citazione, ma non per importanza: la regolarità dei pagamenti. Questo è un elemento di criticità estremamente importante, aggravato da alcune cattive pratiche delle Pubbliche Amministrazioni che, per rispettare nella forma la normativa che impone il pagamento entro 60 giorni, rinviano l’approvazione dell’ultimo documento necessario per il pagamento anche di molti mesi.

Sono su questi fattori che ci aspettiamo interventi concreti, ma, mi spiace sottolinearlo, non vedo prospettive all’orizzonte.

goWEM!:Quali quindi le previsioni per il 2019?

Tedeschi: Se si analizza l’andamento del mercato fino ad oggi e se il nostro Governo rivedrà le sue posizioni nella finanziaria soddisfacendo le richieste dalla Comunità Europea, peraltro sensate, il prossimo anno potrebbe essere in continuità con quest’anno, con una modesta crescita.

Voglio ricordarlo: un imprenditore che non possa basare la sua azione su prospettive ragionevolmente prevedibili e affidabili, non investe. Riduzione di investimenti significa stasi (o peggio) riduzione nei posti di lavoro disponibili. Una dinamica che non vorremmo mai vedere.

Gli interventi di sistemazione sul territorio montano sono fondamentali per la salvaguardia e la sicurezza degli alvei fluviali
Per essere ancora più chiaro: abbiamo bisogno di un Sistema Paese che possa lavorare su parametri certi per i prossimi anni, quali che essi siano, su un piano di investimenti programmato e articolato in alcuni settori chiave come, ad esempio, le infrastrutture, la protezione del territorio, il ciclo delle acque (non è tollerabile che in alcuni Comuni italiani la dispersione idrica superi il 70%).

Di una cosa certamente non abbiamo bisogno: di annunci estemporanei, da qualsiasi parte vengano, volti solo a blandire i cittadini, con un orizzonte temporale che si misura in giorni e non, come sarebbe più corretto, su una programmazione di lungo periodo.

goWEM!: Da giugno 2018 avete ulteriormente esteso la vostra proiezione internazionale, vuole parlarcene?

Tedeschi: Siamo molto soddisfatti dell’operazione che abbiamo portato a termine a giugno, ma che è il risultato di una serie di un lungo lavoro. L’acquisizione delle  dealership CAT in Spagna e Portogallo porta con sé diversi vantaggi; ci affacciamo in Paesi in cui la crescita nel nostro settore è più robusta che in Italia e,  per il Gruppo che rappresento, si tratta di una diversificazione importante che riduce il rischio Paese.

La Spagna è una Nazione in cui lo Stato è presente e dove le infrastrutture vengono percepite come un fattore di sviluppo dell’Economia; ovviamente ci sono problemi politici anche in quei Paesi, come le spinte indipendentiste della Catalogna e dei Paesi Baschi, ma il Paese funziona. Ad esempio, rispetto all’Italia, riscontriamo una migliore funzionamento del processo civile con tutto quanto segue non solo in termini di più facile gestione del contenzioso, ma anche come deterrente di comportamenti illeciti.
La sede di Finanzauto in Spagna, acquisita dal Gruppo Tesa
Dal punto di vista operativo sono convinto che ci siano ottime possibilità di svolgere un buon lavoro; abbiamo acquisito, infatti, in entrambi i Paesi, gruppi molto strutturati con una storia imprenditoriale importante (Finanzauto in Spagna e Stet in Portogallo) e ho grande fiducia che insieme potremo avviare un nuovo  e bel capitolo di sviluppo e di innovazione.

Non è la prima volta che il nostro gruppo gestisce business fuori dai confini del Belpaese; siamo anche presenti da tempo nei Balcani, con la controllata Teknoxgroup. Sono molto legato a quella storia imprenditoriale, dato che ho fondato personalmente Teknoxgroup nel 1990.

La sede di Teknoxgroup in Serbia in occasione di una visita per studenti
Per me è stata un’esperienza umana dura (ricordo che quei Paesi sono stati devastati da un conflitto violentissimo), ma estremamente positiva. In Teknoxgroup le persone hanno continuato a lavorare insieme durante il conflitto anche se appartenenti a etnie diverse. Ovviamente abbiamo costituito, man mano che emergevano le varie Nazioni, società indipendenti in ognuna di esse.

Giusto una curiosità: in Croazia abbiamo il numero 1 nel registro delle imprese. Uno dei miei più grandi motivi di orgoglio, lo ripeto, è che le nostre persone, malgrado fossero da parti diverse del fronte, abbiano continuato a lavorare insieme (dopo la sanguinosa battaglia di Vukovar, si sono persino chiamate per sapere se stessero bene). Credo davvero che umanamente siano queste le più grandi soddisfazioni che un imprenditore possa avere.

Lino Tedeschi ha fondato nel 1990 Teknoxgroup, per poi dare vita a 10 sedi indipendenti in tutti i Paesi dei Balcani
Dal punto di vista imprenditoriale parliamo di mercati ancora piuttosto contenuti, ma continuiamo a crescere e, oggi, la galassia delle 10 società che operano in quei Paesi occupa oltre 230 persone. Un risultato che mi rende molto orgoglioso anche considerando la complessità in cui ci troviamo ad operare (ricordo che ogni Paese ha valute, leggi, economie e condizioni di mercato diverse).

goWEM!: Come si immagina la CGT tra 10 anni?

Tedeschi: Andiamo verso un mondo molto diverso da quello di oggi; certamente il nostro settore sta facendo molta più fatica di altri ad abbracciare tutte le potenzialità legate alla digitalizzazione, ma sono convinto che la strada sia ormai segnata.

Prevedo una crescita importante nel comparto dei servizi legati ai nostri prodotti; continueremo a commercializzare i prodotti che vendiamo oggi, magari aggiungendone altri al nostro portafoglio, ma il noleggio, l’assistenza e anche la consulenza tecnica nell’ottimizzazione del cantiere sicuramente cresceranno d’importanza.

Il noleggio è senza dubbio il servizio che più è cresciuto in CGT negli ultimi anni
CGT offre anche un servizio di monitoraggio e ottimizzazione di cave e cantieri
Il cosiddetto “ferro” ci sarà sempre, le macchine saranno sempre al centro del nostro business e la differenza fra i vari marchi sarà importante anche in futuro; quello che cambierà, appunto, saranno tutti i servizi che ruoteranno attorno al prodotto.

Noi dovremo essere molto veloci, attenti e proattivi per anticipare le richieste del mercato; il  problema più complesso è quello di dare corso a tali cambiamenti al momento giusto, né troppo presto né, ovviamente, in ritardo. Se parliamo di digitale, mi sento di fare un’autocritica, dicendo che, forse, in questo caso siamo partiti troppo presto, quando il mercato non era pronto.

Oggi siamo all’avanguardia e ne cominciamo a raccogliere i frutti, ma per anni abbiamo avuto l’impressione di non essere capaci di valorizzare appieno i vantaggi che queste tecnologie offrono;  la ricerca dell’innovazione fa parte della nostra cultura aziendale, ma dobbiamo anche essere capaci di comunicare tempestivamente questi vantaggi ed essere sintonizzati sui tempi dei nostri clienti che, negli anni della crisi, hanno avuto comprensibilmente priorità diverse.

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