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Incentivi fiscali e PNNR per le costruzioni: dati alla mano

Incentivi fiscali e PNNR per le costruzioni: dati alla mano

L’economia italiana ha dimostrato negli ultimi due anni di avere una forte capacità di ripresa e resilienza rispetto alla crisi della pandemia e agli effetti negativi del quadro economico internazionale derivanti dalla guerra in Ucraina, crescendo a livelli superiori alle altre economie europee, superando le previsioni più pessimiste dei maggiori osservatori economici nazionali e internazionali.
Agli inizi di marzo 2023 l’Istat ha rivisto al rialzo le stime del Pil in volume per il 2021 (+7% da 6,7%) e ridimensionato la stima per il 2022 (+3,7% da 3,9%).
Una crescita davvero notevole nel biennio per l’economia italiana.
Le previsioni per il 2023 sono di un forte rallentamento del tasso di crescita, anche se le più recenti analisi indicano il mantenimento del sistema economico italiano in territorio positivo.

La crescita nel 2021 e 2022 è stata trainata dalla domanda interna, soprattutto nella parte investimenti fissi lordi (+18,6% nel 2021, +9,4% nel 2022) e tra i settori produttivi spicca il contributo fornito dal settore delle costruzioni, che negli ultimi due anni ha rappresentato il principale motore di crescita dell’economia.

Circa un terzo della crescita, secondo le stime dell’Ance nazionale, nei periodi considerati è attribuibile all’edilizia (32,9% nel 2021 e 30,8% nel 2022).
Gli investimenti in costruzioni hanno raggiunto alla fine dello scorso anno l’importo di 195,1 miliardi a prezzi correnti con una crescita in termini reali del 26,7% nel 2021 e del 12,4% nel 2022.

Significativo l’aumento del comparto degli investimenti in costruzioni, che rappresenta la metà del totale, relativo ai fabbricati non residenziali e altre opere infrastrutturali che registra una crescita del 18,5% nel 2021 e del 13,9% nel 2022.
Il valore aggiunto del settore delle costruzioni è aumentato in termini reali del 20,7% nel 2021 e del 10,2% nel 2022.

Una crescita del settore delle costruzioni in tutte le sue componenti davvero rilevante negli ultimi due anni con un contributo determinante nella crescita straordinaria dell’economia italiana.

Un contributo all’aumento degli investimenti è venuto in parte anche dagli stimoli degli incentivi fiscali per la qualificazione del patrimonio residenziale ed in particolare dal superbonus, che in Lombardia ha superato i 12 miliardi di investimenti ammessi in detrazione.

Ma lo scenario per questo segmento del mercato è cambiato.
I recenti interventi del Governo hanno depotenziato fortemente lo strumento fiscale.
Vi è, pertanto, l’esigenza, per lo sviluppo equilibrato del mercato, di una riforma complessiva degli incentivi fiscali per la qualificazione degli immobili residenziali, che preveda una regolazione stabile nel tempo con un’intensità d’aiuto dell’incentivo fiscale tale da determinare un minor peso sulla finanza pubblica e nello stesso tempo possa stimolare gli investimenti e perseguire l’obiettivo di una maggiore efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, anche per tener conto delle sollecitazioni provenienti dall’Unione Europea.

Con riguardo alle prospettive per il 2023, come detto, le previsioni sono di un forte rallentamento dell’economia italiana, anche se si mantiene in territorio positivo.
Per il settore delle costruzioni il Centro Studi di Ance nazionale conferma, in Edilizia Flash di marzo 2023, una flessione degli investimenti del settore del 5,7% per il 2023. Più positiva la valutazione di Prometeia (gennaio 2023) che stima la crescita del valore aggiunto del settore delle costruzioni per il 2023 del +1% in Italia.
In questo scenario di cambiamento di ciclo economico il settore delle costruzioni deve affrontare due temi chiave: una riforma strutturale e duratura del sistema degli incentivi fiscali per l’edilizia e l’attuazione concreta degli investimenti del PNRR. Due temi chiave per rendere competitiva tutta l’economia italiana.

Fonte ANCE