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Jekko TRX80: la minigru su camion diventa elettrica

Jekko TRX80: la minigru su camion diventa elettrica

Nel sollevamento compatto, lo spazio è sempre poco e le aspettative sempre tante. Ecco perché la nuova TRX80 di Jekko non si limita a entrare nel segmento delle minigru su camion: prova direttamente a riscriverne le regole.

Compatta, elettrica e – dettaglio non proprio secondario – pronta a lavorare dove le autogru tradizionali iniziano a fare fatica anche solo a posizionarsi. Montata su un camion a due assi, la TRX80 combina una capacità di sollevamento di 8 tonnellate con uno sbraccio massimo di 27,2 metri, mantenendo la gru completamente entro la sagoma del veicolo.

Tradotto: niente ingombri fuori scala e, soprattutto, accesso a cantieri urbani, centri storici e contesti logistici dove ogni centimetro conta. Il vero punto di svolta, però, è sotto (e dentro) la macchina.
La gru è completamente elettrica, alimentata da una batteria al litio da 48V capace di coprire un’intera giornata lavorativa. Zero emissioni, zero rumore e – per chi lavora in città o in ambienti sensibili – zero problemi di convivenza con il contesto.

La ricarica? Flessibile: presa di forza del camion, rete monofase o trifase. In pratica, si adatta al cantiere, non il contrario. Sul fronte operativo, la TRX80 gioca la carta della versatilità.

Può lavorare con braccio principale, jib idraulico o runner, con configurazioni che arrivano fino a 24,3 metri di raggio e angoli negativi fino a -60°. Un dettaglio che, nella pratica, significa riuscire a “infilarsi” dove altri si fermano: tra strutture esistenti, sotto coperture o in spazi complessi.
La stabilità è affidata a stabilizzatori idraulici con estensione e rotazione completamente stepless, capaci di adattarsi a configurazioni praticamente infinite. E qui entra in gioco la tecnologia: sensori di pressione su ogni stabilizzatore monitorano il carico al suolo in tempo reale, garantendo operazioni sicure anche su superfici delicate.

Non esattamente un dettaglio, se si lavora su pavimentazioni “sensibili” o in contesti storici. Anche l’esperienza operatore fa un passo avanti. Il sistema LMI completo ottimizza le prestazioni in base alla stabilità reale, mentre radiocomando proporzionale e touchscreen da 7” restituiscono diagrammi di carico e area operativa in tempo reale.

Tradotto: meno interpretazioni “a occhio” e più dati concreti, con un sistema che ricalcola dinamicamente durante il lavoro. Il risultato è una macchina che unisce tre concetti chiave: compattezza, elettrificazione e digitalizzazione. E se fino a ieri sembravano tre strade parallele, oggi iniziano a convergere.