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Potain PowerBoost: più autonomia alle gru automontanti

Potain PowerBoost: più autonomia alle gru automontanti

Nel mondo delle gru automontanti, l’energia è sempre stata una questione… piuttosto concreta. Cavi, generatori, allacci temporanei e – inevitabilmente – qualche compromesso operativo.

Ora però Potain prova a cambiare le regole con PowerBoost, un sistema a batterie pensato per aggiungere autonomia e flessibilità direttamente in cantiere. Non si tratta di una semplice “batteria in più”, ma di un pacco plug-and-play progettato per lavorare sia come fonte autonoma sia in combinazione con la rete elettrica.

In pratica, la gru può continuare a operare anche quando l’alimentazione di cantiere è limitata, instabile o – scenario tutt’altro che raro – semplicemente non ancora disponibile. Il cuore del sistema è una batteria AGM da 16 kWh, con alimentazione a 230 V e capacità di erogare fino a 32 A.

Numeri che, tradotti in operatività, significano fino a due giorni di lavoro per installazione e utilizzo della gru, oppure una giornata tipo da otto ore con circa 50 cicli di sollevamento.

E qui arriva il primo punto interessante: PowerBoost non nasce solo per lavorare, ma anche per… far partire il lavoro. Il sistema è infatti in grado di gestire montaggio, smontaggio e messa in servizio della gru senza bisogno di fonti esterne. Una piccola rivoluzione, soprattutto nei cantieri temporanei o in contesti urbani complessi, dove l’allaccio elettrico può diventare più complicato della gru stessa.
Dal punto di vista operativo, la flessibilità è il vero asso nella manica. Il sistema può funzionare in modalità standalone oppure in parallelo alla rete, ricaricandosi mentre la gru lavora e riducendo il consumo energetico complessivo. Il tutto con tempi di ricarica rapidi: circa due ore e un quarto per passare dal 50% all’85% della capacità.

Ma il vero cambio di passo è sul fronte ambientale e logistico. Niente generatori diesel, niente carburante da trasportare, niente rumore. Tradotto: meno emissioni, meno costi operativi e meno vincoli nei cantieri sensibili, come quelli urbani o di restauro.

E sì, anche meno mal di testa per chi deve gestire la logistica di cantiere. Interessante anche la possibilità di utilizzare PowerBoost durante il trasporto e il posizionamento della gru, grazie al controllo remoto. Un dettaglio che riduce tempi e complessità nelle fasi iniziali, quelle in cui – come ogni operatore sa – si perde spesso più tempo del previsto. Il debutto è avvenuto sulla Igo M 24-19, ma il concetto è destinato a espandersi.

Perché il messaggio è chiaro: l’elettrificazione non passa solo dalle macchine, ma anche dalle infrastrutture che le alimentano.