Evoluzione e tradizione

Non è una leggenda urbana: i bergamaschi hanno dato un contributo davvero significativo alla costruzione di Milano negli anni del boom economico. Fino agli anni ’80 del secolo scorso, chi avesse percorso l’autostrada A4 in direzione di Milano attorno alle 5 di mattina si sarebbe imbattuto in una fila infinita di furgoni e camioncini con a bordo materiale da cantiere.

Ma la domanda da porsi non è: ‘i bergamaschi hanno ricostruito Milano?’, ma piuttosto: ‘come ci sono riusciti’? Risposta, tanto semplice quanto difficile da replicare: con una passione innata per il proprio lavoro, uno spirito di sacrificio davvero raro da trovare in altre zone e, infine, una visione chiara del percorso che volevano compiere.

Un esempio concreto? Subito: siamo andati a Covo, per incontrare tre dei soci della >>Imprese Pesenti<<, azienda partita (appunto) nel 1957 con l’attività conto terzi nei trasporti e nell’edilizia e realtà che dà oggi lavoro a 115 persone, gestendo l’intera filiera di costruzioni dall’estrazione dell’inerte alla produzione di calcestruzzo (due impianti) e asfalto fino alla realizzazione chiavi in mano dei manufatti edili e infrastrutturali.

Abbiamo visitato la sede di Covo e intervistato [Emilio, Giacomo e Gianluigi Pesenti], partendo dal recente acquisto di un escavatore Doosan DX170W-5 fornito dalla Rami di Seriate, ma parlando a tutto tondo della storia dell’azienda e, soprattutto, delle prospettive del mercato con il punto di vista tipico di chi il cantiere è abituato a viverlo ogni giorno, sul campo.

Un’intervista collettiva che ha dimostrato, se ce ne fosse stato il bisogno, come le migliori imprese del nostro Paese esprimono il meglio di sé quando ognuno dei soci è specializzato in un determinato aspetto, condividendo però con gli altri un concetto comune di fare impresa: quello appunto caratterizzato dalla dedizione, dalla passione e dallo spirito di sacrificio di cui parlavamo poche righe fa.

Evoluzione e innovazione

Imprese Pesenti srl è frutto della fusione, nel 2017, tra le due realtà imprenditoriali di famiglia già attive in precedenza, la Enzo Pesenti srl (nata nel 1994 dalla trasformazione della Eredi di Enzo Pesenti snc e dedicata ai lavori stradali) e la Scavi Pesenti srl (fondata nel 1982 per gestire la cava di Covo).

La scelta contraddistingue una strategia imprenditoriale ben precisa volta da una parte a implementare la redditività di impresa e dall’altra a controllare la qualità lungo l’intera filiera produttiva, dall’estrazione dell’inerte ai manufatti finiti siano essi infrastrutture stradali o strutture industriali.
Le Imprese Pesenti lavorano anche nel settore degli interventi industriali consegnati chiavi in mano
[Emilio Pesenti], nel raccontare i passaggi fondamentali degli ultimi anni ci tiene a sottolineare come: “In questo momento nessuna azienda che sa fare il suo lavoro ne è senza. Anche settore industriale, soprattutto committenti privati stanno cominciando di nuovo a investire, dopo un periodo di blocco dovuto alle incertezze dell’epidemia di Covid-19”.

“Devo sottolineare però noi abbiamo sempre lavorato, anche durante la grande crisi del 2009-2016 che ha ridotto in modo significativo il nostro perimetro operativo, perché, per una fortunata coincidenza, proprio in quel periodo sul nostro territorio era in corso di realizzazione la Brebemi e quindi siamo riusciti a fornire ai cantieri dell’infrastruttura notevoli quantità di inerti dalla nostre cave di Covo e Vailate”.

“Ho citato la fortuna, ma devo anche dire che non abbiamo mai smesso, anche nei periodi più difficili, di investire sia in innovazione sugli impianti e sui macchinari sia per quello che riguarda le certificazioni di qualità e ambientali”.
Le cave della Imprese Pesenti hanno fornito grandi volumetrie di inerti ai cantieri della Brebemi
“Questo ci ha consentito di rispondere senza problemi alle impegnative richieste in fatto di quantità, qualità e tracciabilità degli inerti che il consorzio che stava costruendo Brebemi richiedeva a tutti i fornitori. Accanto a Brebemi, abbiamo avuto importanti commesse da TEEM (Tangenziale Esterna Milanese) e dalla linea di Alta Velocità Milano-Venezia”.

“Queste forniture ci hanno consentito di crescere anche dal punto di vista delle capacità tecnologiche e dell’esperienza professionale: per le grandi opere abbiamo gestito punte di escavazione  fino a circa 12.000 metri cubi al giorno. Il tutto lavorando all’estrazione con scavo sottofalda oltre 24 metri di profondità. Si tratta di una lavorazione estremamente particolare e impegnativa che richiede notevoli competenze operative, nonché importanti investimenti in macchine e attrezzature”.

Un mondo di risorse scarse

“Oggi ci preoccupa molto l’aumento del prezzo delle materie prime: polietilene, ferro, gasolio continuano a crescere di settimana in settimana. Questo comporta una notevole difficoltà nella calibratura dei preventivi, in quanto l’impatto dell’aumento delle materie prime attualmente non viene riconosciuto (se non in casi rari) dalla Committenza. Una risposta plausibile a questo tipo di problematica potrebbe essere una più attenta redazione dei contratti, in modo che si riesca a scaricare una quota parte di questo aumento sulla committenza, per condividere i rischi”.

“Dall’altra parte dinamiche di questo tipo dimostrano come stia cambiando il nostro mestiere e che, accanto al saper costruire bene, occorra anche essere in grado di gestire l’impresa con logiche sempre più di tipo industriale, piuttosto che artigianale, continuando a investire in nuove tecnologie che ci consentano di controllare in tempo reale i costi di produzione da ogni punto di vista”.

Investimenti continui

Alcuni mezzi che fanno parte del parco macchine delle Imprese Pesenti
“Un altro problema che dovremo tenere in considerazione, già importante ora, è quello della carenza di manodopera specializzata; già oggi è molto difficile trovare personale preparato che ci consenta di crescere dimensionalmente, in futuro prevediamo che questa dinamica diventi ancora più difficile da gestire”.

Interviene [Giacomo Pesenti]: “Per superare questa criticità stiamo investendo molto sulla formazione continua del nostro personale, ma, siamo comunque coscienti che il problema del ricambio generazionale va programmato e non subito”.

“Senza contare che è oggi necessario l’inserimento di figure nuove, prima non necessarie e oggi fondamentali, come gli specialisti nella gestione della contrattualistica di commessa che siano in grado di dialogare con le strutture dei fondi di investimento internazionali o gli ingegneri gestionali capaci di analizzare l’opportunità o meno di acquisire un appalto, in base a fattori come la redditività e non certo la semplice crescita del fatturato”.

Continua Giacomo: “Dobbiamo anche considerare che abbiamo due comparti operativi che ben collaborano, ma hanno inevitabilmente logiche proprie e ben definite; da una parte abbiamo le attività tipiche di un’impresa che svolge lavori infrastrutturali, senza disdegnare il chiavi in mano nel settore dell’edilizia industriale e che opera in un’area piuttosto vasta tra Lombardia e Veneto e, dall’altra, il settore estrattivo che ha un raggio d’azione molto più ristretto, fortemente influenzato, ovviamente, dal costo del trasporto della materia prima”.

“Queste due attività sono molto differenti anche dal punto di vista della programmazione degli investimenti e dalla velocità di reazione agli stimoli del mercato: se per l’attività tipica di impresa di costruzione siamo in grado di far fronte all’aumentare degli appalti in maniera molto dinamica, l’attività estrattiva richiede programmazioni e investimenti di lungo periodo che sono molto poco suscettibili di variazioni in corsa. Per nessuno è possibile improvvisarsi cavatore, è un’attività che si imposta con piani di davvero lungo respiro”.

Il futuro? Crescere con attenzione

Giacomo fa anche il punto sul mercato dei prossimi anni: “Oggi, stiamo cominciando a sentire segnali di ripresa, dopo un 2020 segnato dal Covid-19 che ha fatto registrare una contrazione del fatturato nell’ordine del 20% (inizialmente temevamo valori ben più ampi); il mercato, sia dal puto di vista della richiesta degli inerti da cava sia da quello degli appalti infrastrutturali, pubblici e privati, sembra ben orientato e siamo moderatamente ottimisti”.

“Da dire che il nostro settore è capital intensive: contano gli investimenti in macchinari, attrezzature e, per le cave, in terreni (di cui poi non si è certi, pur rispettando ogni norma ambientale, che si riuscirà ad aver l’autorizzazione a scavare).

 
“Come Imprese Pesenti siamo convinti che gli investimenti in innovazione di prodotto e di processo siano fondamentali per garantire la preservazione della marginalità di impresa e per questo continuiamo a muoverci in questo senso; a conferma di ciò, siamo tra le imprese del settore costruzioni che hanno aderito, a settembre dell’anno scorso, alla Rete Edinnova, partrocinata da Confindustria Bergamo ed Ance Bergamo, per condividere con altri imprenditori le possibilità dell’innovazione e della ricerca applicata”.

“I momenti in cui nel settore delle costruzioni il mercato e gli utili continuavamo a crescere sono finiti da tempo e ora c’è spazio solo per quegli imprenditori che credono che il settore debba finalmente strutturarsi in ottica industriale, lasciando l’improvvisazione ad altri”.

In conclusione, Giacomo richiama il Recovery Found: “sulla nostra attività potrebbe impattare sulle opere programmate sul nostro territorio che beneficeranno degli investimenti; stiamo quindi probabilmente parlando, se ci limitiamo a appalti di dimensioni significative, ai lavori previsti per la Pedemontana”.

Calcestruzzo a filiera corta e controllata

Responsabile del settore aziendale dedicato al calcestruzzo è [Gianluigi Pesenti], che sottolinea come: “Anche nel settore calcestruzzi stiamo continuamente investendo per qualificare il nostro personale interno; siamo infatti convinti che, oltre alla continua ricerca di nuove soluzioni tecnologiche per la massimizzazione della produttività dei nostri impianti, sia altrettanto fondamentale avere una squadra preparata alle sfide tecnologie del futuro, oltreché a raffrontarsi con gli stakeholders di filiera (progettisti, direttori di cantiere, tecnologi del calcestruzzo) su livelli qualitativi elevati; questo ci ha consentito e ci consentirà in futuro di evitare quella gara al ribasso dei prezzi che in questi anni ha davvero massacrato il mercato”.

Continua Gianluigi: “Come imprenditori siamo disponibili a investire sui nostri collaboratori, ma pretendiamo da loro la volontà di crescere; in azienda, credo, siamo sempre riusciti a creare un ambiente positivo e produttivo, ed è per questo che abbiamo perseverato nell'investire sulla formazione e nella ricerca tecnologica, certi che questa sia la chiave per mantenere (e estendere) il nostro perimetro di mercato".

 "L’ultimo corso di formazione è terminato poche settimane fa; collaboriamo regolarmente con l’ >>Istituto Italiano del Calcestruzzo<< e il nostro impiantista ha appena concluso un corso sulla tecnologia del calcestruzzo”.
Gli inerti provenienti dalle demolizioni di strutture in calcestruzzo sono un'ottima opportunità per implementare i principi dell'economia circolare
“Dal punto di vista del mercato siamo convinti che, oggi, il riciclaggio sia un’opportunità importante; non parlo di scorie di fonderia, ma di inerti selezionati (e questa è la parola chiave) provenienti dalle demolizioni di strutture edili in calcestruzzo. Per riuscire a garantire ai nostri clienti un calcestruzzo di qualità con materie prime secondarie, i concetti chiave sono essenzialmente due: tracciabilità di filiera e qualità del processo di demolizione”.

“Anche in questo caso gli investimenti in tecnologia sono importanti (sia dal punto di vista delle tecnologie di tracciamento sia da quello della selezione e trattamento degli inerti), ma siamo convinti che questo sia un settore fondamentale, sopratutto se vogliamo davvero investire su un’economia circolare, in cui la crescita sia compatibile con il rispetto dell’ambiente”.

Multiuso prefabbricati

I Concrete Block sono elementi prefabbricati multiuso che stanno conoscendo un'ottima accoglienza dal mercato
“Una parola per introdurre il settore dei blocchi prefabbricati in calcestruzzo: li commercializziamo con il marchio Concrete Block e stiamo avendo importanti soddisfazioni, anche per la qualità di prodotto che ci contraddistingue (sono fibrorinforzati e realizzati con calcestruzzo pozzolanico), compresa la certificazione CE. Siamo in grado di personalizzare la composizione della formula del calcestruzzo con cui sono realizzati in blocchi, per ottimizzarne la risposta in base alla destinazione d’uso”.
Concrete Block prodotti dalle Industrie Pesenti in fase di movimentazione
Conclude Gianluigi: “Se guardo al futuro, voglio essere ottimista per il ramo d’azienda di cui mi occupo, tant’è vero che abbiamo investito in nuovi macchinari per la consegna del calcestruzzo da gestire in diretta con nostri dipendenti”.

“ Siamo convinti che i clienti apprezzeranno questo nostro investimento che conferma il DNA aziendale che privilegia la qualità del servizio rispetto alla ricerca dell’utile estremo".

“Essere al fianco dei nostri clienti, anche nei momenti più difficili, è quello che ci differenzia ed è il fattore che ci ha consentito di mantenere la nostra qualità aziendale”.

L’importanza dei partner sul territorio

Innovazione, formazione e qualità sono le basi su cui Imprese Pesenti ha basato la propria azione dalla fondazione fino a oggi. Tre pilastri a cui i titolari affiancano un quarto elemento: la qualificazione dei fornitori in un’ottica di partnership di filiera, come sottolinea Emilio Pesenti: “Per noi è fondamentale la scelta dei partner giusti, soprattutto quando si tratta di macchine operatrici per il cantiere; individuiamo di volta in volta le macchine che ci sembrano più adatte per il tipo di lavorazioni, tenendo però in forte considerazione anche il servizio di assistenza postvendita che il venditore ci può garantire nella zona in cui la macchina lavora”.
L'escavatore gommato Doosan DX170W-5 mantiene la sua mobilità anche sui terreni mossi e sconnessi tipici del cantiere
“Anche nella valutazione dell’escavatore gommato che stiamo utilizzando per la realizzazione del parcheggio dell’AlbinoLeffe (vedi il nostro articolo sul cantiere), abbiamo applicato questi principi: la scelta è caduta sull’escavatore gommato Doosan DX170W-5 che non solo ci ha convinto per l’ottimo rapporto prezzo/prestazioni, ma anche per il servizio che la >>Rami srl<< di Seriate, il dealer di Doosan, ci garantisce sia dal punto di vista dell’assistenza in cantiere sia da quello delle manutenzioni ordinarie programmate”.

Conclude Emilio: “Sono convinto che questa sia l’abbinata vincente che dà il maggiore valore aggiunto per imprese come la nostra: macchine efficienti e produttive da una parte e realtà specializzate con un robusto servizio di assistenza dall’altra, disponibili a essere sempre al nostro fianco, senza se e senza ma”.

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