Effetto trascinamento del 110%
Effetto trascinamento del 110%
Come è noto le modifiche della regolazione dell’incentivo fiscale del superbonus hanno permesso la possibilità di usufruire dell’intensità massima dell’incentivo fiscale anche nel 2023 per gli interventi che hanno rispettato le scadenze fissate dalla normativa negli ultimi mesi del 2022 ed i primi mesi del 2023, sia per edifici condominiali sia per gli edifici unifamiliari e le unità immobiliari funzionalmente indipendenti, anche se per queste ultime due tipologie il livello di investimenti è in via di esaurimento.A livello nazionale gli investimenti ammessi a detrazione hanno superato i 77 miliardi con un incremento di 14,5 miliardi nei primi cinque mesi dell’anno incorso rispetto al valore cumulato alla fine del 2021 (+21,3%).
I lavori conclusi sono ammontati a 62,3 miliardi, pari al 80,8% del totale degli investimenti ammessi in detrazione.
In Lombardia gli investimenti ammessi in detrazione hanno superato, a fine maggio 2023, i 13,8 miliardi, come importo complessivo dall’entrata in vigore del provvedimento, con un incremento di 3 miliardi nei primi cinque mesi dell’anno in corso rispetto al valore cumulato al 31dicembre 2021 (+27,7%).
La Lombardia conferma il forte distacco rispetto agli importi registrati nelle altre principali Regioni (7,5 miliardi in Veneto, 6,9 miliardi in Emilia-Romagna, 6,7 milioni nel Lazio).
Il dato mensile relativo a maggio 2023 di investimenti ammessi a detrazione ammonta a 553,4 milioni, inferiore alla media mensile dell’anno in corso, con un incremento complessivo, come detto, di 3 miliardi nei primi cinque mesi dell’anno in corso.
Gli investimenti conclusi registrati in Lombardia ammontano a 11,5 miliardi e rappresentano l’83 % del totale degli investimenti ammessi in detrazione.
L’importo mensile dei lavori conclusi nel mese di maggio 2023 è pari a 483,9 milioni che si aggiungono lavori conclusi nei mesi precedenti, per un totale di 3 miliardi di lavori conclusi nei cinque due mesi dell’anno in corso. In termini di importo, in Lombardia, si conferma la maggiore rilevanza degli investimenti in edifici condominiali (56.6%), seguiti dagli interventi su edifici unifamiliari (27,8%) e sulle unità immobiliari indipendenti (15,6%), considerando gli interventi dall’inizio dell’entrata in vigore del provvedimento del superbonus.
Se si considerano solo i nuovi investimenti asseverati nel mese di maggio 2023 la quota di investimenti in edifici condominiali sale al 94,7% del totale.
Scende al 5,3% la quota di nuovi investimenti asseverati per edifici unifamiliari e unità immobiliari indipendenti, in quanto si riferiscono solo ai sal degli interventi che alla data del 30 settembre scorso sono riusciti a realizzare almeno il 30% dei lavori complessivi. Se si considera la differenza tra gli investimenti asseverati ed i lavori conclusi alla fine di maggio 2023, per gli edifici unifamiliari e le unità immobiliari indipendenti, l’importo dei lavori da completare ammonta a 432,5 milioni in Lombardia, dato che sale a 3,9 miliardi se si considera l’importo a livello nazionale.
Lavori che dovranno essere realizzati entro il 30 settembre 2023, stante la legislazione vigente al momento di chiusura di questo Rapporto.
Come è noto, il Governo ha modificato la regolazione del super ecobonus per il 2023 stabilendo che l’intensità di aiuto si ridurrà per i condomini dal 110% al 90%.
Ciò significa che per il 2023 si può prevedere un effetto di trascinamento degli investimenti con intensità di aiuto al 110% per gli interventi già iniziati o autorizzati e per i quali i crediti fiscali siano già stati ceduti od abbiano plafond già concordati con intermediari finanziari acquirenti di crediti o abbiano la possibilità di cedere i crediti alle piattaforme che recentemente hanno riaperto l’acquisto dei crediti fiscali.
Per il resto gli interventi potranno essere avviati solo con la detrazione in capo al committente qualora abbia capienza fiscale.
Vi è, dunque, l’esigenza per lo sviluppo equilibrato del mercato di una riforma complessiva degli incentivi fiscali per la qualificazione degli immobili residenziali, come già sollecitato nei precedenti Rapporti Congiunturali, che preveda una regolazione stabile nel tempo con un’intensità d’aiuto dell’incentivo fiscale tale da determinare un minor peso sulla finanza pubblica e nello stesso tempo possa stimolare gli investimenti e perseguire l’obiettivo di una maggiore efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, anche per tener conto delle sollecitazioni provenienti dall’Unione Europea.
Fonte ANCE


