Archi a regola d'arte

Sono quasi completatii lavori di costruzione della San Pellegrino Flagship Factory, progettata dallo studio di architettura danese >>BIG<< (Bjarke Ingels Group), la cui proposta è risultata vincitrice su quelle degli olandesi MVRDV, dei norvegesi Snøhetta e dell'italiano Michele De Lucchi.

Per la realizzazione del ponte sul Brembo previsto dall'intervento sono stati impiegati tre sistemi Doka

Tema conduttore dell'intervento è quello dell'arco in calcestruzzo faccia a vista, interpretato da Bjarke Ingels come ideale collegamento fra tradizione e futuro: l'intenzione dichiarata dallo stesso architetto è infatti quella di creare l'equivalente di una cantina vinicola nell'ambito delle acque minerali, dunque un elemento riconoscibile e radicato nel territorio di San Pellegrino Terme.

I lavori, iniziati nel giugno 2020 e affidati a un RTP di imprese esecutrici composto dalla mandataria >>Costruzioni Generali Gilardi<< e dalla mandante >>Itinera<<, includono la realizzazione di un ponte di accesso sul fiume Brembo e di un parcheggio multipiano, per la cui realizzazione >>Doka Italia<<ha fornito diversi sistemi e soluzioni provvisionali.

Il sistema ad alta portata Doka SL-1 utilizzato per il sostegno degli archi

Le lame del ponte

Il ponte di accesso, che ha una lunghezza pari a 120 m e un'altezza di 10 m, è costituito da 4 "lame", ciascuna caratterizzata dalla presenza di 3 archi, diversi tra loro anche nei casi in cui sono della stessa tipologia e con una superficie inferiore dall'andamento a elica.

Tutti gli archi del ponte, compresi quelli della stessa tipologia, sono differenti tra loro
Quelli di maggiori dimensioni sovrastano l'alveo del Brembo, mentre quelli laterali e di dimensione più ridotte scavalcano rispettivamente la pista ciclabile e la futura tramvia.

Tre sono complessivamente i sistemi Doka impiegati per la realizzazione del ponte.

Per il sostegno degli archi sono stati utilizzati il sistema ad alta portata SL-1 (particolarmente adatto al sostegno all'intradosso dell'arco, in quanto Doka lo ha sviluppato per il getto di archi in galleria), quello a torri Staxo 100 e la cassaforma a grande superficie Top 50 (che consente di scegliere liberamente la forma del pannello, adattandosi a ogni geometria architettonica): a quest'ultima, per via della particolare geometria del fondo arco, sono stati fissati dei monoblocchi in polistirolo ad alta portata, che hanno dato forma all’elica sottostante.

Il sistema Top50 è stata adottato anche per il getto delle pareti di altezza 5 m, e il facciavista è stato approvato preventivamente per quanto riguarda design e forometria dalla Direzione Artistica, rappresentata dal Project Architect di BIG, Giulio Rigoni.
Design e forometria delle superfici in calcestruzzo faccia a vista sono state approvate dalla Direzione Artistica di BIG
Il calcestruzzo facciavista ha un ruolo fondamentale nell'architettura della nuova sede della San Pellegrino

56 archi per un parcheggio

Il parcheggio multipiano è composto da 2 livelli e costituito complessivamente da 56 archi di altezza 10 m in apice al solaio del livello superiore.

Come nel caso del ponte, anche questi elementi, singoli o doppi e con differenti lunghezze, erano soggetti ad approvazione preventiva della Direzione Artistica per tutto quello che riguardava dimensioni, moduli cassaforma e forometria.

2 livelli e 56 archi

Vista del parcheggio multipiano della San Pellegrino Flagship Factory
Le soluzioni Doka scelte per la loro realizzazione sono il sistema a torri Staxo 100 e, per il getto di pareti da 5 m di altezza, la cassaforma Top 50.

Anche in questo caso sono stati fissati sulla cassaforma monoblocchi in polistirolo, aventi un differente raggio curvatura per ogni singolo arco, e il facciavista è stato approvato preventivamente dalla Direzione Artistica per design e forometria.

Il sistema Top50 è stata utilizzato con le stesse caratteristiche anche per l’esecuzione dei pilastri dei piani inferiori e delle relative rampe di accesso, ad altezza variabile fino a 7 metri.

VIDEO 1

Per ogni tipo di sezione

La compatibilità tra SL-1 e la cassaforma a travi Top 50 garantisce flessibilità nell'avanzamento lavori
Il sistema di puntellazione modulare SL-1, impiegato in questo intervento per il ponte sul Brembo, consente soluzioni di casseratura complete per svariate sezioni di galleria, indipendentemente dalla forma e dal carico.

L'economicità del sistema nasce dall'adattabilità a ogni progetto. Molti componenti di sistema sono noleggiabili a costi minimi, mentre l'utilizzo di travi di sistema, correnti e aste consente un impiego ottimale del materiale.

La compatibilità con la cassaforma a travi Top 50 garantisce flessibilità nell'avanzamento dei lavori, e la progettazione dei tecnici Doka assicura un impiego efficiente della cassaforma.

Sul piano della sicurezza, le garanzie sono rappresentate dalla progettazione dettagliata del montaggio e dell'impiego per la fase di esecuzione.

La movimentazione è sicura anche in presenza di forti inclinazioni longitudinali e laterali, e la struttura sperimentata e predimensionata rende affidabile il sistema, dotato di marchio CE.

Sostegno all'elica

La geometria a elica del fondo arco ha richiesto il fissaggio alla cassaforma di monoblocchi in polistirolo ad alta portata

 

In virtù del concetto ottimizzato e dei componenti premontati della cassaforma e della puntellazione, i tempi di montaggio sono brevi.

Infine, le ampie distanze tra gli elementi verticali portanti e il sistema di puntelli telescopici offrono la possibilità di lavorare agevolmente.

VIDEO 2 – Le tre tipologie di archi del ponte sul Brembo

Rapidità di montaggio e precisione

Sistema di puntellazione in acciaio con dispositivi di sicurezza integrati, Staxo 100 combina la robustezza con la rapidità e la versatilità d'impiego, ed è integrato con un ampio pacchetto di sicurezza.

La base è costituita da telai robusti in tre altezze in acciaio zincato, caratterizzati da scale antiscivolo integrate, punti d'aggancio per l'imbracatura e un'elevata stabilità grazie alla larghezza di 1,52 m. Le caratteristiche sono l'alta portata (fino a 97 kN per stelo) e il montaggio semplice e veloce che non richiede utensili. Gli elementi di giunzione sono integrati nel telaio e quindi impossibili da smarrire, oltre che ridotti nel numero in modo da minimizzare i tempi di ricerca.

Per i 56 archi del parcheggio multipiano sono stati impiegati il sistema a torri Staxo 100 e la cassaforma Top 50
L'ottimizzazione delle portate è consentita dalla distanza tra i telai variabile da 0,60 m a 3,00 m (a passi di 50 cm a partire da 1,00 m). Le tre altezze di telaio diverse (0,90, 1,20 e 1,80 m), rendono possibile l'adeguamento in altezza a passi di 30 cm. Il sistema, il cui impiego è abbinabile a puntelli per solaio e al sistema Dokaflex, consente anche un adeguamento di precisione grazie agli elementi registrabili presenti nella testa e nella base.

Pochi, ma buoni

Gli elementi di giunzione del sistema Staxo 100 sono di numero ridotto e integrati nel telaio
Il montaggio delle torri è semplice e rapido, sia in orizzontale sia in verticale. Nel caso di torri scala particolarmente alte, le unità possono essere premontate in orizzontale e poi sovrapposte semplicemente con l'utilizzo della gru.

Le piattaforme facilitano il montaggio e lo smontaggio della torre e della struttura superiore, e l’impiego di basi traslabili consente di condurre rapidamente interi tavoli di casseratura al luogo d’impiego.

L'accessorio per spostamenti TG per muletto facilita il montaggio, lo smontaggio e il trasporto di torri di puntellazione.
Le torri installate per il parcheggio multipiano, in cui l'altezza complessiva degli archi era di 10 m in apice al solaio del livello superiore

L'impiego di questo sistema a montaggio manuale, con elementi leggeri ed ergonomici e altezze di telaio fino a 1,20 m, è particolarmente indicato per il sostegno alle centinature nella costruzione di ponti con carichi elevati ed esigenze di elevata stabilità, poiché permette di deviare in sicurezza le forze orizzontali, come il carico dovuto al vento.
Per soddisfare i requisiti architettonici delle superfici faccia a vista è stata impiegata la cassaforma Top 50
Le casseforme Top50 in opera presso la sede della Sanpellegrino
Altri ambiti di impiego ideali sono nell’edilizia civile (ad esempio nella costruzione di edifici amministrativi e solai per parcheggi, dove grandi unità di tavoli consentono di ridurre i tempi di armo), nell’edilizia industriale e nella costruzione di centrali elettriche, come puntellazione per tutte le tipologie applicative.

Qualità architettonica e grandi superfici

Il sistema Top50 è una cassaforma a travi di grandi dimensioni su misura per qualsiasi forma e carico, utilizzabile per vari impieghi, in virtù della forma e delle dimensioni degli elementi che possono essere adeguati in modo ottimale alla costruzione.

Il sistema modulare e la disposizione degli ancoranti sono adattabili alle esigenze architettoniche: nello specifico di un progetto come quello della San Pellegrino Flagship Factory, gli elementi di grandi dimensioni e le giunzioni perfette hanno consentito di soddisfare gli standard fissati per la finitura delle superfici finali.

La soluzione della Top 50 offre la possibilità di scegliere il pannello di finitura più adatto (ad esempio calcestruzzo faccia a vista liscio, una superficie con una texture del legno, elevate frequenze d'uso, ecc.) e di utilizzare nel lavoro in cantiere una serie di accessori che consentono di evitare imprevisti e conseguenti costi aggiuntivi.

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