Tutti a smanettare sugli Smartphone. Tutti a usare le App per fare qualsiasi cosa nella vita di tutti i giorni.
Ma quando si parla di lavoro, di aggiornamento professionale e di aprire occhi e orecchie verso nuovi orizzonti i discorsi cambiano completamente. Si ergono muri costruiti sulle fondamenta della pigrizia e della presunzione. Accompagnati dalla frase peggiore del mondo: ‘Abbiamo sempre fatto così!’.
Operazioni assolutamente non semplici in un settore in cui il processo industrializzato non è sicuramente di casa e, anche nella realtà più specifica delle cave, fatica a trovare spazio.
La tecnologia ricopre quindi un ruolo fondamentale nell’aumento di efficienza dell’azienda.
Inutile mentire a noi stessi: gli algoritmi, usati consapevolmente, sanno fare meglio di noi il nostro interesse. Anche e soprattutto nel lavoro dove arrivano a calcolare e prevedere elementi che sfuggono completamente al nostro controllo. Grazie a macchine che, monitorate e integrate fra loro, diventano parti pensati di un organismo di cui possiamo avere, in ogni momento, consumi e modalità operative in ogni tipo di scenario.
Un salto di mentalità difficile, che porta con sé grande diffidenza, legata ad aspetti più personali che oggettivi come, ad esempio, la convinzione (come vedremo errata) che tutto questo sia complicato e poco produttivo.Nativi digitali: non parliamo delle nuove generazioni di ragazzi che uscirebbero di casa in mutande ma non senza l’immancabile telefonino, ma delle macchine Caterpillar che sono predisposte di serie per essere connesse alla rete. E costantemente monitorate grazie al Vision Link.
Non si tratta del ‘big-brother’ dei tempi moderni, ma di una grande e utile quantità di dati che, adeguatamente raccolti e documentati, formano una preziosa fonte di informazioni, in cui i consumi e le modalità di lavoro sono solo la punta dell’iceberg; ma sono anche quelli che più interessano perché rappresentano i centri di costo più gravosi che, ‘a sensazione’, non si riescono a controllare fino in fondo.
Esempi che spiegano il livello di estremo dettaglio a cui è possibile scendere grazie alla Advance Productivity App. Una tecnologia integrata che permette un dialogo costante fra macchina e sistema di gestione per diminuire i costi di esercizio e aumentare i volumi di lavoro.
Sarò diretto: se un tempo molti si indirizzavano al lavoro di cantiere perché ‘non ne volevano sapere dei libri’, oggi le cose sono ben diverse.
Le potenzialità che Caterpillar ha messo a disposizione degli attuali operatori sono di altissimo livello e richiedono una formazione che parta da basi di curiosità personale e di volontà di crescita professionale; se, infatti, è più semplice impostare un ciclo produttivo industriale in una realtà estrattiva, meno banale è organizzare flussi di lavoro e logistica nei cantieri ordinari.
Caterpillar ha lavorato in questa direzione e, grazie all’integrazione nativa delle nuove tecnologie, le cose sono più semplici di quel che non sembri. L’interazione fra macchina e operatore segue logiche di interfaccia che, ormai, sono sempre più accessibili e intuitive. La comprensione di questi meccanismi diventa fondamentale per le aziende, che possono trarne un notevole risparmio, e comoda per gli operatori, che possono lavorare in modo più produttivo e con meno stress.
Un esempio ben illustrato da CGT, ma non è che una possibile applicazione, è stato l’accoppiamento integrato fra l’escavatore Caterpillar 330F e un impianto GPS 3D.
In molti credono ancora oggi che sia il GPS a guidare l’escavatore…nulla di più falso! L’operatore ha un ruolo fondamentale e la sua capacità di interazione con il dispositivo è la chiave di volta per aumentare la produttività del sistema. Che permette di eseguire i lavori in tempi molto più rapidi rispetto al passato.
Da ‘Industria 4.0’ a ‘Cantiere 4.0’ il passo è breve, ma non banale. L’interazione uomo/macchina/dispositivo avviene su più livelli.
Si parte da un ‘normale’ sistema GPS 3D che permette di eseguire scavi, rilevati e sistemazioni senza tracciamenti sul campo e senza sistemi di riferimento aggiuntivi, per arrivare all’organizzazione dinamica dei flussi di lavoro fra escavatori, pale, dozer e dumper per razionalizzare i cicli produttivi; continuando su questa strada ci si spinge all’integrazione fra mezzi di scavo, trasporto, impianti di lavorazione dei materiali inerti e produzione finale di conglomerati cementizi e manufatti.
Caterpillar ha considerato fin dall'origine a questo aspetto e l'integrazione macchina/software fa parte del know-how che il costruttore fornisce di serie all'utilizzatore. Sarebbe un peccato sprecare un valore aggiunto di questo tipo che permette, senza nessun elemento hardware esterno, ad esempio un monitor supplementare, l'interazione con sistemi di gestione e controllo personalizzabili con diversi livelli di complessità.
Un'occasione, a mio avviso, da non perdere.