Sulle vette dell’innovazione

Oggi, su invito di >> Sitech Italia <<, vi vogliamo portare sulle montagne dell’Alto Adige, per mostrarvi un cantiere che, a parte la bellezza mozzafiato del paesaggio in cui si colloca, è un vero e proprio archetipo di come la tecnologia, quando usata coerentemente e al pieno delle sue potenzialità, può dare davvero un valore aggiunto alla competitività aziendale.

Siamo andati a Tanurza (BZ), dove la >> Ploner srl <<di Brunico ha realizzato (quando lo avevamo visitato era a buon punto e ora il cantiere è concluso, ndr) l’ampliamento e la messa in sicurezza di un tratto della della strada provinciale 139.

Manfred Ploner

Manfred Ploner, socio della Ploner srl di Brunico

3D dappertutto!

La tecnologia 3D di Trimble è montata su tutti gli escavatori di Ploner srl
A quale tecnologia facevamo riferimento? Ai sistemi 3D e alla loro integrazione con il BIM che in questo cantiere Ploner srl ha portato a livelli davvero alti, almeno per l’Italia; i sistemi utilizzati che, come vedremo sono impiegati in ottica integrata lungo tutte le fasi del cantiere, sono tutti a marchio Trimble, produttore che collabora con Ploner, attraverso il distributore ufficiale Sitech Italia che, con i suoi tecnici altamente specializzati e un'esperienza pluridecennale in materia, ha saputo accompagnare Ploner nel processo di evoluzione tecnologica fin da quando l’impresa Alto Atesina ha cominciato a lavorare con i sistemi 3D in cantiere, prima in Italia, ben 15 anni fa.

Lo ripetiamo, l’aspetto interessante è l’investimento in tecnologia non come occasione per pagare meno tasse (come purtroppo in molti hanno fatto con gli incentivi 4.0), ma piuttosto come opportunità per aumentare la redditività di impresa, di fatto trasformando il modo di lavorare in maniera profonda, articolata e strategicamente pianificata (ogni anno Ploner accantona un budget consistente per l’innovazione tecnologica).

Un nuovo modo di lavorare

Cominciamo dalle cose semplici: non solo tutti gli escavatori montano il sistema più avanzato della casa americana, il Trimble Earthworks, che consente agli operatori di avere sul video il progetto che devono realizzare, ma l’intero cantiere è stato modellizzato in 3D grazie a un rilievo preliminare effettuato con un drone Phantom 4 RTK (precisione centimetrica, anche in mezzo alle montagne), i cui dati del rilievo sono gestiti da un software dedicato, installato negli uffici di Ploner e a disposizione di collaboratori e consulenti dell’azienda: il Trimble Stratus, che tra gli altri servizi, è in grado di calcolare in pochi minuti i volumi di terreno scavati e riportati e di generare altrettanto velocemente curve di livello e mappe delle pendenze (la contabilità di cantiere ringrazia).
Il tutto integrato con altri software dedicati come il Trimble Business Center – Heavy Construction Edition per la gestione di progetti stradali che consente a tutti i soggetti in cantiere di lavorare con le stesse informazioni e con il medesimo formato di dati.

Ploner utilizza il Business Center non solo per tutti calcoli iniziali, basati sulle rilevazioni del drone, ma anche per trasferire automaticamente i dati tra l’ufficio e il Committente, il personale sul campo e gli operatori sulle macchine. Business Center può essere utilizzato per sistemare e archiviare tutti i file di cantiere, gestire e sincronizzare dati utili per il picchettamento ed il controllo delle macchine operatrici, su una o più parti del cantiere.

Fantascienza? No, qui è l’ordinario modo di lavorare, ma non preoccupatevi la fantascienza (o quasi) arriva adesso.

Recentemente Ploner ha, infatti, acquistato il sistema di posizionamento in realtà aumentata Site Vision di Trimble che consente di caricare il modello 3D del progetto e di sovrapporlo, grazie a una videocamera integrata, allo stato di fatto in cantiere.
Il sistema di realtà aumentata Site VIsion proposto da Trimble e commercializzato in Italia da Sitech
Per capirci, stiamo parlando di uno strumento che sembra una pistola fusa assieme a uno smartphone; in pratica, un sistema utilissimo per verificare lo stato di avanzamento lavori con la Committenza, con il direttore lavori, ma anche con le stesse maestranze; guardando nel monitor si vedono sovrapposte le immagini reali e il 3D di progetto e si possono in questo modo spiegare agli operativi le lavorazioni da eseguire nella giornata, controllare alla sera quanto si è fatto o, anche, verificare la congruenza di eventuali modifiche al progetto.

Lo strumento consente di effettuare anche misure direttamente in cantiere per riscontrare in maniera precisa se quanto è stato eseguito corrisponde a quanto progettato e prescritto. Di nuovo: efficienza, riduzione di rilavorazioni e produttività sono gli obiettivi dell’investimento.

Fin qui la teoria, ora, con le nostre interviste ai professionisti sul campo, sentiamo anche la voce di chi con la pratica (e la sua imprevedibilità) è abituato a confrontarsi ogni giorno.

Lavori vecchi, metodi nuovi

Sul campo incontriamo [Marco Mattivi], direttore cantiere per Ploner: “Stiamo lavorando su una commessa della Provincia di Bolzano di circa 1,5 milioni di euro di valore che interessa 600 metri di strada per una larghezza definitiva di sei metri; la commessa prevede l’adeguamento del tracciato alle nuove normative stradali e, contestualmente, l’allargamento di circa 1,5 metri della sede stradale che verrà eseguito praticamente nella totalità operando verso monte”.

Marco Mattivi

Marco Mattivi, direttore di cantiere di Ploner srl
“Contestualmente dobbiamo anche predisporre, sempre verso monte, un futuro percorso ciclabile protetto. Nel lotto è compresa anche la costruzione di un tombotto stradale per il passaggio delle acque da monte”.

"Ovviamente, una volta terminato l’allargamento, ripristineremo completamente il sottofondo stradale, eseguendo anche il pacchetto di finitura superiore in asfalto. Sempre comprese nella Commessa sono tutte le opere di sicurezza passiva, come la posa dei sicurvia".  

“A monte, una volta allargata la sede stradale è prevista la realizzazione di una serie di murature di controripa, in tessitura mista pietra e cemento; interessato anche l’aspetto dei sottoservizi: lungo tutto il tracciato dei lavori, dovremo posare le tubature delle acque bianche, quelle della fibra ottica e quelle delle linee telefoniche”.
Continua Mattivi: “Il lavoro, da gara d’appalto, doveva durare 14 mesi (iniziato a febbraio 2020), ma, anche grazie alle migliorie operative consentiteci dalle nuove tecnologie di gestione 3D del cantiere e delle macchine operatrici, prevediamo di chiuderlo ad agosto 2020 (la nostra visita in cantiere è avvenuta a fine giugno 2020, ndr)”.

“Dal punto di vista dei movimenti terra, abbiamo realizzato scavi per circa 12.500 metri cubi e altrettante cubature di riporto; il sottofondo stradale da rifare ammonta a circa 3.000 metri quadri per una profondità variabile da un minimo di 60 a un massimo di 80 cm”.
Anche il gommato utilizzato da Ploner era equipaggiato con sistemi 3D Trible forniti da Sitech
“Come in tutti gli interventi in zone di montagna, abbiamo effettuato una serie di drenaggi a monte per regimentare il flusso idrico e abbiamo posato, ove necessario, geosintetici a doppia torsione accoppiati a un secondo strato a maglia più densa per il contenimento delle parti fini di terreno in vista del rinverdimento con idrosemina. In questo abbiamo variato il progetto iniziale che prevedeva una serie di pareti chiodate che avrebbero avuto un impatto visivo e ambientale molto maggiore della soluzione con geosintetici”.

Sottolinea Mattivi: “Come direttore di cantiere ho imparato ad apprezzare le soluzioni tecnologiche di Trimble; di fatto abbiamo completamente rivoluzionato il nostro modo di lavorare, guadagnando davvero molto in fatto di efficienza e di sicurezza in cantiere”.
Vista di insieme del cantiere di allargamento della strada provinciale 139 eseguito da Ploner srl
“Fondamentale è l’assenza totale di picchetti in cantiere; il sistema ne annulla l’esigenza e i vantaggi sono molteplici: meno costi di rilievo, più produttività, ma anche, ad esempio quando si lavori in scavi a sezione ristretta, meno ripristini dovuti a un eccesso di scavo”.

“La nostra redditività operativa è davvero incrementata in maniera esponenziale, senza dimenticare che, lavorando in questo modo, si aumenta la sicurezza in cantiere, dato che c’è meno personale che si muove tra le macchine operatrici. E questo, per chi lavora in montagna, è senza dubbio un elemento davvero importantissimo”.

Integrazione con i consulenti

Sul cantiere abbiamo anche intervistato [Lukas Schnarf], consulente della Ploner srl per la topografia e la cartografia: “La filosofia operativa di Ploner su questo cantiere è chiara; utilizzare le nuove tecnologie e i sistemi 3D al pieno delle loro potenzialità e in tutte le fasi del cantiere”.

Lucas Schnarf

Lucas Schnarf, consulente per i servizi di topografia
“Prima di iniziare, abbiamo, infatti, impiegato un drone con tecnologia RTK che ci garantisce una precisione di rilevamento dell’ordine del centimetro, georeferenziata sulle basi cartografiche della Regione, in modo da avere un rilievo immediatamente correlato e condivisibile sia con la Committenza sia con tutti i professionisti coinvolti nel progetto”.

Continua Schnarf: “Abbiamo così potuto disporre di un rilievo estremamente attendibile, condiviso con la Committenza, che ha integrato il progetto di massima e ci ha consentito di inserire in un modello completamente tridimensionale le scarpate, i muri di controripa e ogni altro manufatto previsto dall’appalto”.

“Soprattutto in zone montagnose come questa, dove le quote variano in maniera importante in pochissimo spazio, un rilievo preciso è fondamentale per poter programmare il cantiere e, quindi, evitare sottostime a esempio nei lavori di scavo e ripristino, con conseguenti costi imprevisti per l’impresa”.
L'allargamento della strada era quasi interamente realizzato lato monte
“Nello specifico il drone è stato utilissimo in zone in cui il rilievo preliminare del progetto esecutivo andato in gara non era del tutto accurato a causa non solo della vegetazione esistente, ma anche di quella distrutta (ma tutt’ora presente) dalla tempesta Vaia e dalle nevicate successive. Dopo aver effettuato il disboscamento, con il drone abbiamo trovato delle discrepanze rispetto al rilievo fornitoci che sono state discusse con la Provincia e inserite nel progetto come variante. Questo ha consentito a Ploner di lavorare nella massima tranquillità, senza sorprese”.

“Una volta completato e validato il rilievo, abbiamo caricato i dati sugli escavatori in modo da consentire agli operatori di Ploner di avere a disposizione, direttamente sullo schermo, i dati più aggiornati e, quindi, di poter lavorare senza dover poi compiere rilavorazioni”.
“Una volta che gli operatori si sono abituati a questa tecnologia, difficilmente accettano di tornare al metodo di lavoro tradizionale, si sentono più sicuri e sanno che gli errori si riducono (se non si azzerano) drasticamente, consentendo loro di lavorare in estrema tranquillità”.

“Altro fattore da sottolineare: gli operatori possono, direttamente dal monitor, settare anche dei punti di riferimento utili a documentare l’attività cantiere; proprio in questo intervento, ad esempio, ci si trova a scavare su terreni dalla consistenza differente, dal terriccio di scotico alla roccia compatta, tutte lavorazioni caratterizzate da un prezzo di capitolato diverso; fissando una serie di punti direttamente dalla macchina, le volumetrie possono essere fisicamente individuate nel progetto, trasmesse agli uffici e quindi calcolate con precisione, a tutela di tutte le parti”.
I sistemi 3D Trimble forniti da Sitech sono stati utilizzati da Ploner anche per la realizzazione del tombotto di regimazione acque
“Il drone è anche utilissimo per tenere sotto controllo la produttività e lo stato di avanzamento del cantiere; è possibile fare delle rilevazioni periodiche che risultano molto più semplici e precise (la maglia dei punti ha una densità centimetrica) di un rilievo effettuato con metodi classici (ad esempio una stazione GPS che ha punti di rilevazione molto distanti fra loro), soprattutto in ambienti morfologicamente complicati come questo, dove le pendenze variano ogni centimetro, rendendo molto semplice sottostimare o sovrastimare i movimenti terra”.

Conclude Schnarf: “Infine il drone fornisce anche uno stato di fatto fotografico del cantiere; sull’ortofoto è molto più semplice individuare le modifiche di progetto e l’avanzamento dei lavori, giustificando eventuali varianti o integrazioni rispetto al progetto originario”.
 
Un dettaglio da aggiungere, proprio per sottolineare che l’innovazione non è mai abbastanza: le ultime macchine acquistate da Ploner (ma che non sono su questo cantiere) possono sincronizzare in tempo reale i dati operativi dal cantiere all’ufficio; in questo modo si chiude il cerchio, consentendo direttamente ogni giorno di avere a disposizione una contabilità di cantiere estremamente precisa e dettagliata, utile per dialogare con la committenza al momento dell’emissione dei SAL o in caso di contestazioni.

Parafrasando una celebre star americana. “Trimble: what else?”

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