Ci sono territori che non si presidiano semplicemente aprendoci una sede. Bisogna esserci davvero. Conoscere le imprese, i cantieri, i tempi stretti, le urgenze che arrivano quando una macchina si ferma e il lavoro non può aspettare.
È da qui che parte la scelta del
>>Gruppo Gavarini<< di
aprire una nuova filiale a Bellocchi, nella zona di
Fano. Non da una logica di espansione fine a se stessa, ma dalla volontà di accorciare ancora una volta le distanze tra l’azienda e chi ogni giorno lavora con le macchine.
Perché crescere, per un’impresa come Gavarini, significa soprattutto
riuscire a restare vicini. Vicini quando c’è da scegliere una macchina, quando serve un ricambio, quando un tecnico deve intervenire rapidamente o quando il noleggio permette di tenere aperto un cantiere. Significa trasformare una
rete di sedi in una
rete di relazioni.
L’open house di inaugurazione di sabato
12 settembre, con oltre
250 persone presenti, ha raccontato esattamente questo. Non soltanto l’apertura fisica di un nuovo spazio, ma un altro passo in una
storia imprenditoriale iniziata quasi settant’anni fa e ancora costruita attorno allo stesso principio: muoversi, crescere, cambiare, senza perdere il proprio DNA.
La filiale nuova di Fano è la
quinta del Gruppo Gavarini a cui si aggiunge la
sede principale di Città di Castello; con Fano il gruppo Gavarini rafforza le sue basi sull'Adriatico,
affiancando la nuova struttura a quella di Pescara, in strada Lungofino (al 149), già diventata un punto di riferimento per i clienti del territorio; oggi quindi il Gruppo Gavarini consolida la propria presenza diretta nelle Marche (il gruppo è già presente in Umbria, Toscana e Abruzzo).
Una storia iniziata nel 1957
Per comprendere il significato dell’investimento di Bellocchi bisogna tornare alle origini del gruppo. Era il
1957 quando
[Giorgio Gavarini] fondò l’azienda a Città di Castello, iniziando dalla vendita di piccole attrezzature da cantiere, come ponteggi e betoniere. Erano anni nei quali le imprese edili raramente possedevano grandi macchine e il settore della distribuzione doveva praticamente costruire se stesso insieme ai propri clienti.
Con l’ingresso della generazione successiva, rappresentata dai figli
[Marco] e
[Massimo Gavarini], l’azienda ha accelerato il proprio sviluppo. Alla
dotazione leggera si sono progressivamente aggiunte le
macchine nuove e
usate, il
noleggio, l’
assistenza e i
ricambi, estendendo l’attività dall’
edilizia ai
lavori stradali, dall’
agricoltura alla
logistica. Oggi anche la terza generazione (con i due figli di entrambi i fratelli) partecipa a questa continuità imprenditoriale.
La crescita, tuttavia, non viene interpretata da
[Marco Gavarini], che abbiamo intervistato in occasione dell’apertura della nuova filiale, come un processo di semplice accumulazione. Sedi, marchi e dimensioni possono cambiare; ciò che non deve perdersi è il
tratto riconoscibile dell’impresa.
Marco Gavarini
Marco Gavarini, Titolare (assieme al fratello Massimo) del Gruppo Gavarini
“
L’azienda deve essere in movimento, perché quando un’azienda si congela iniziano i problemi. L’importante è mantenere il DNA, la propria distintività, il proprio carattere”, spiega
[Marco Gavarini], oggi alla guida del gruppo insieme al fratello
[Massimo].
È una frase che racconta bene il
percorso della famiglia. Muoversi senza recidere le radici. Crescere senza trasformare il cliente in un numero.
Costruire un’organizzazione più grande senza perdere quel rapporto diretto che, nel settore delle macchine da cantiere, spesso fa la differenza tra un fornitore e un partner operativo.
Famiglia che rafforza il proprio percorso, come dicevamo, con la
terza generazione, rappresentata dai due figli di Marco,
[Lorenzo] e
[Giacomo ]e dal figlio di Massimo,
[Alessandro]; in questo caso,
sul DNA aziendale si innestano nuove competenze volte a migliorare l'
efficienza aziendale attraverso un più attento c
ontrollo di costi e processi, che comporta anche
importanti investimenti finanziari con l'obiettivo di rendere l'
azienda più dinamica e resiliente alle attuali, sfidanti, condizioni di mercato.
Non solo: l'avvento delle nuove leve rappresenta un
ponte verso le corrispondenti nuove generazioni dei clienti del Gruppo Gavarini, una
sinergia che consolida certo il rapporto fornitore-cliente, ma evolve e si sviluppa,
rafforzando una filiera solida in grado di garantire ai territori di riferimento un tessuto imprenditoriale capace di
rispondere velocemente alle sfide del futuro.
Una filiale per Fano
La sede di Bellocchi, in
via Luigi Einaudi 18, entra in una rete attraverso la quale il Gruppo Gavarini presidia
Umbria, Toscana, Marche e Abruzzo. La sua posizione permette di rafforzare la presenza nella zona di
Fano e di avvicinarsi alle imprese attive lungo un territorio nel quale movimento terra, infrastrutture, edilizia e manutenzioni generano esigenze operative molto differenti.
Sul fronte commerciale, la nuova filiale seguirà la vendita dei marchi
>>Yanmar<<,
>>Mecalac<< e
>>Potain<<. Tre nomi che permettono di coprire una parte consistente delle
necessità del cantiere: dalle macchine compatte per il movimento terra alle soluzioni multifunzione, fino alle gru edili.
Il
perimetro dell’officina, seguito anche da numero numero di officine mobili, sarà però più ampio di quello del reparto vendite. I
tecnici della sede potranno infatti
intervenire su tutti i marchi del segmento movimento terra, edile e stradale (e non solo su quelli quando necessario), mettendo a disposizione delle imprese della zona le competenze sviluppate all’interno della rete.
Un’apertura che garantisce continuità
È qui che l’apertura acquista il suo significato più concreto. Bellocchi non nasce semplicemente per aggiungere un indirizzo alla carta intestata, ma per ridurre i tempi di risposta, facilitare il rapporto con l’officina e garantire continuità anche dopo la consegna della macchina.
Il tecnico rappresenta l’azienda
Nelle parole di
[Marco Gavarini], l’assistenza non è soltanto una questione di strumenti, diagnosi e preparazione meccanica. È anche una
responsabilità relazionale.
Chi interviene deve essere formato anche dal punto di vista dei rapporti umani, perché in quel momento rappresenta la tua faccia e quella dell’azienda. E lo fa mentre il cliente sta affrontando una difficoltà e vive inevitabilmente una situazione di stress.
Una
macchina ferma raramente sceglie un momento comodo. Può bloccarsi durante una produzione, rallentare una squadra, interrompere una lavorazione coordinata con altre imprese. In quelle condizioni la
competenza tecnica rimane essenziale, ma non basta: servono
chiarezza,
capacità di ascolto e
assunzione di responsabilità.
È anche per questo che la
prossimità conserva un valore difficile da sostituire. Essere presenti significa conoscere le imprese, i loro mezzi e spesso anche il modo in cui organizzano il lavoro. Significa non cominciare ogni volta da zero.
A Bellocchi questa continuità sarà affidata a una struttura locale sostenuta dalle
competenze e dall’
organizzazione dell’intero gruppo. Un modello nel quale il presidio territoriale non opera come un’isola, ma come punto di accesso a una
rete più ampia.
Vendita, officina e noleggio
Alla vendita e all’assistenza si affianca il terzo elemento del sistema Gavarini: il
noleggio. All’interno del gruppo questo servizio è sviluppato da
Gnext Noleggi, marchio di Gavarini Locazioni attivo dal
1996 e specializzato nel
noleggio di macchine e
attrezzature da cantiere.
Gnext mette a disposizione macchine movimento terra, attrezzature stradali, piattaforme aeree, sistemi di sollevamento, gru, gruppi elettrogeni e dotazioni da cantiere. Il servizio comprende anche
assistenza e
manutenzione, trasformando il noleggio da semplice disponibilità temporanea di una
macchina a supporto operativo collegato alle esigenze del cliente.
La presenza di Gnext completa quindi il ruolo della filiale: acquistare una macchina nuova, individuare un usato, ricorrere al noleggio per una commessa specifica oppure affidarsi all’officina diventano
possibilità differenti all’interno dello stesso rapporto. Che si intenda comprare, noleggiare o fare entrambe le cose, il Gruppo Gavarini può dare la risposta giusta al momento giusto.
Mecalac in cinque declinazioni
Durante l’
inaugurazione, gli spazi esterni della nuova filiale hanno offerto anche una
lettura concreta della gamma Mecalac. Non una successione casuale di macchine, ma
cinque interpretazioni differenti dello stesso principio progettuale: comprimere ingombri, tempi e manovre senza comprimere le possibilità operative.
Il
TA3.5 rappresentava la soluzione più tradizionale per il
trasporto dei materiali nei cantieri piccoli e medi. Il dumper offre una portata utile di
3.500 kg e un
cassone girevole idraulicamente di 180 gradi, caratteristica che permette di scaricare lateralmente con precisione quando gli spazi non consentono di allineare completamente la macchina. La trasmissione idrostatica e una larghezza inferiore a 1,85 metri ne completano il profilo di mezzo compatto, ma non timido.
Accanto al TA3.5 era presente il
Revotruck, la reinterpretazione
più radicale del dumper secondo Mecalac. Il suo elemento distintivo è la
cabina rotante, che consente all’operatore di orientare la posizione di guida verso il percorso e la zona di lavoro, riducendo la necessità di procedere con visibilità penalizzata. A questo si aggiungono quattro
ruote di uguali dimensioni e
differenti modalità di sterzatura, compresa quella integrale e a granchio: non un semplice cassone motorizzato, quindi, ma una macchina
sviluppata attorno ai temi della visibilità, della mobilità e della sicurezza.
La
MCL8 portava invece all’open house il concetto di
pala caricatrice compatta multifunzione. Con un peso operativo di circa
2.850 kg, una potenza di
36 kW e un carico di ribaltamento dichiarato di
2.320 kg, è pensata per alternare carico, movimentazione e utilizzo di attrezzature idrauliche. In questo caso la compattezza non è una destinazione d’uso, ma una
piattaforma sulla quale
montare lavori diversi.
L’
8MCR mostrava il livello successivo della
filosofia MCR. È un
escavatore cingolato da
circa 7,2-7,6 tonnellate che può muoversi fino a
10 km/h e lavorare anche con
modalità e
benne tipiche di una pala compatta. La possibilità di utilizzare una benna da
0,53 m³, insieme alla trasmissione idrostatica veloce, ne chiarisce la natura: non sostituire alternativamente un escavatore o una pala, ma ridurre le fasi nelle quali servirebbero entrambe.
A chiudere la panoramica era il 9MWR, escavatore gommato compatto della
classe delle 8 tonnellate. Il diametro complessivo d’ingombro in rotazione di appena 2.866 mm, paragonabile secondo Mecalac a quello di un escavatore da 3 tonnellate, lo rende particolarmente adatto ai
cantieri urbani e agli spazi nei quali mobilità e capacità di sollevamento devono convivere. Il
motore da 55,4 kW, la possibilità di movimentare benne fino a 0,57 m³ e una
capacità di sollevamento dichiarata fino a 3 tonnellate a 360° completano una macchina che abbina prestazioni da escavatore gommato a geometrie decisamente compatte.
Nel loro insieme, TA3.5, Revotruck, MCL8, 8MCR e 7MWR hanno raccontato meglio di una presentazione commerciale il
campo d’azione della nuova filiale: trasporto, carico, scavo, movimentazione e lavori in spazi complessi.
Cinque macchine diverse, unite dall’idea che in cantiere la produttività non dipende soltanto dalla forza disponibile, ma anche dalle manovre che non è più necessario compiere.
Il 6MCR è già pronto per i cantieri
Ma non basta, ed ecco la chicca: tra le macchine esposte era presente anche un
Mecalac 6MCR già venduto ad AG Scavi Team. Non quindi un esemplare collocato nel piazzale soltanto per completare la scenografia dell’evento, ma una macchina prossima a entrare nel lavoro reale di un’impresa.
Il
6MCR, vero best seller del produttore francese in Italia, appartiene alla famiglia degli
escavatori cingolati multifunzione Mecalac e combina la compattezza tipica di un miniescavatore con prestazioni e capacità operative da macchina di categoria superiore. Ha un peso operativo compreso, in funzione dell’allestimento, tra
5.700 e
6.100 kg, una potenza di
55,4 kW e una velocità di traslazione che può raggiungere
10 km/h. Può inoltre essere utilizzato con una
benna da carico fino a 0,49 m³, estendendo il proprio impiego oltre lo scavo tradizionale.
Un gruppo oltre le persone
La storia di molte aziende familiari è legata alla capacità di figure forti di
imprimere una direzione. Ma la
continuità, soprattutto quando crescono sedi, marchi e collaboratori, richiede che quella visione diventi
organizzazione condivisa.
[Marco Gavarini] affronta il tema senza retorica:
È fondamentale evitare che tutto rimanga bloccato su una singola generazione o su una sola persona. Quando manca la persona che era il motore di ogni cosa, rischia di crollare tutto.
La
terza generazione, l’
ampliamento della rete e l’
apertura di Bellocchi entrano così nello stesso percorso. Non si tratta di cancellare l’impronta familiare, ma di
renderla trasferibile. Il DNA evocato da Marco Gavarini deve vivere nei processi, nelle competenze dei tecnici, nelle relazioni con i clienti e nella capacità delle diverse sedi di
operare secondo uno standard comune.
Anche l’
open house ha raccontato questa dimensione collettiva. Le
oltre 250 persone presenti non hanno celebrato soltanto un edificio nuovo: hanno dato corpo alla rete di relazioni
costruita dal gruppo in quasi settant’anni di attività.
Vicini quando serve
Ogni
nuova filiale comporta metri quadrati, investimenti, persone e macchine. Ma il risultato si misura altrove: nella telefonata alla quale viene data risposta, nel tecnico che arriva quando serve, nel ricambio individuato rapidamente, nella macchina a noleggio che permette di non interrompere il lavoro.
Bellocchi rafforza il presidio Gavarini nella zona di Fano precisamente su questi elementi.
Yanmar,
Mecalac e
Potain definiranno l’offerta commerciale locale; l’officina metterà a disposizione le competenze maturate su tutti i marchi seguiti dal gruppo;
Gnext Noleggi aggiungerà la
flessibilità necessaria per rispondere anche alle esigenze temporanee.
Il resto lo faranno le persone. Perché nel cantiere la vicinanza non è una dichiarazione geografica. È la
capacità di esserci quando la macchina lavora, quando deve essere scelta e, soprattutto, quando qualcosa non va come previsto.
La
nuova filiale di Bellocchi nasce per questo: accorciare le distanze e allungare la continuità del servizio.