La redazione di goWEM! è stata ospitata sui cantieri e nella cava di >>Rottensteiner<<, in provincia di Bolzano, su invito di >>Comac<<, storico dealer >>Hitachi<< per il Trentino-Alto Adige e, dal 2021, anche per parte del Nord-Est Italia, con una presenza capillare che comprende Trento, Bolzano e diverse province del Veneto come Padova, Verona, Vicenza e Rovigo ([trovi qui il link dell’articolo]).
L’azienda altoatesina, attiva dal 1955, rappresenta oggi una realtà strutturata e altamente integrata nel settore delle costruzioni, con un ampio ventaglio di attività che spaziano dal movimento terra alle opere in calcestruzzo, dai trasporti alla gestione dei materiali edili, fino alla produzione in cava.
Proprio dalla cava del Renon, in località Collalbo, viene estratto il pregiato porfido locale, una pietra naturale utilizzata per la realizzazione di muri in pietra, pavimentazioni e interventi di sistemazione del territorio, oltre a materiali per infrastrutture e costruzioni civili.
La visita ha permesso di osservare da vicino anche due distinti contesti operativi: da un lato l’attività estrattiva in cava, dove il ciclo produttivo dei materiali rappresenta un elemento centrale del sistema aziendale; dall’altro i cantieri stradali, dove Rottensteiner è impegnata nella realizzazione di una strada bianca e di un muro di contenimento in pietra, interventi eseguiti con l’impiego di macchine movimento terra Hitachi, fornite e supportate dal dealer Comac.
Un’occasione per raccontare sul campo un modello di lavoro integrato, in cui competenze tecniche, gestione della filiera dei materiali e affidabilità dei partner di fornitura si incontrano quotidianamente all’interno di cantieri complessi e altamente specializzati.
Radici sul territorio e evoluzione continua
Durante la nostra visita abbiamo intervistato anche [Thomas Rottensteiner], amministratore delegato dell’azienda omonima, per conoscerne la storia e le prospettive future, ecco cosa ci ha raccontato: “Come tante storie imprenditoriali di quegli anni, anche la nostra nasce in modo molto semplice, quasi spontaneo. Mio padre[Heinrich] ha iniziato nel 1955 partendo da attività legate ai trasporti e ai materiali edili, in un contesto in cui tutto era più diretto, più ‘artigianale’, se vogliamo”.
Thomas Rottensteiner
Thomas Rottensteiner, amministratore delegato di Rottensteiner
“All’inizio era un lavoro fatto di strade bianche, mezzi essenziali, tanta concretezza. C’era meno burocrazia, e questo permetteva di crescere passo dopo passo, in modo molto organico. Anche mio padre ha poi portato avanti l’attività, lavorando per anni anche all’estero, per esempio in Svizzera, e introducendo progressivamente mezzi e competenze nuove, come il primo trattore che ha rappresentato un passaggio importante per l’azienda”.
Prosegue [Rottensteiner]: “La crescita è stata continua, ma sempre legata alla famiglia e alle persone che ci lavoravano. Io sono rimasto l’unico a portare avanti l’attività direttamente in azienda, anche per una storia personale che ha segnato profondamente la nostra famiglia. Questo ha rafforzato ancora di più il legame con ciò che facciamo ogni giorno”.
“Con il tempo siamo cresciuti e oggi contiamo su circa 70 collaboratori. Uso sempre volentieri la parola collaboratori, perché per noi non sono semplicemente dipendenti: il rapporto è molto più diretto, quasi familiare".
Questo approccio è qualcosa che ci portiamo dentro da sempre, è nel nostro DNA, ma che è diventato ancora più importante con l’evoluzione dell’azienda.
Sottolinea [Rottensteiner]: “Nel tempo abbiamo investito molto anche sull’immagine aziendale, sull’organizzazione interna e sulla qualità dei processi. Quando si entra nelle nostre strutture si percepisce subito ordine, cura, attenzione ai dettagli. Non è un aspetto estetico fine a sé stesso: è un modo di lavorare che riflette il nostro modo di pensare l’impresa”.
“Oggi operiamo principalmente in provincia di Bolzano, con un forte radicamento territoriale. Non siamo un’azienda che lavora su grandi distanze o con trasferte continue: preferiamo che le persone possano tornare a casa ogni sera. È una scelta precisa, legata alla visione che abbiamo del lavoro e della qualità della vita. I nostri clienti sono per la maggior parte Pubbliche Amministrazioni (circa l’85% del fatturato), con una quota minoritaria rappresentata da grandi gruppi industriali della nostra zona, con cui abbiamo instaurato un rapporto di fiducia nel corso degli anni”.
“Un tema centrale oggi è sicuramente quello dei collaboratori e del ricambio generazionale. Il mondo del lavoro è cambiato molto, anche dopo il Covid, e le nuove generazioni hanno un approccio diverso rispetto al passato. Non è più scontato che una persona entri in azienda e ci resti fino alla pensione, come accadeva una volta. Questo ci richiede più attenzione, più flessibilità e la capacità di continuare a renderci attrattivi, senza perdere la nostra identità”.
“Le prospettive per il futuro sono quindi quelle di consolidare quello che abbiamo costruito: rafforzare le nostre competenze nei diversi ambiti in cui operiamo — dal movimento terra alle costruzioni, fino alla gestione dei materiali — e continuare a investire in qualità, sicurezza e organizzazione".
Per noi crescere non significa diventare più grandi a tutti i costi, ma diventare più solidi e più affidabili nel tempo.
Precisa [Rottensteiner]: Questo approccio è applicato anche al parco mezzi e al modo in cui lo gestiamo: per noi è fondamentale poter contare su partner affidabili sia in fase di acquisto sia soprattutto nella manutenzione e nel post-vendita. Con realtà come Comac il rapporto è molto concreto: la disponibilità sull’assistenza e la rapidità di intervento fanno la differenza nella gestione quotidiana del lavoro”.
Conclude [Rottensteiner]: Allo stesso modo, utilizziamo macchine movimento terra Hitachi, che rappresentano per noi un riferimento in termini di affidabilità e continuità operativa, elementi essenziali quando lavori in cantieri dove il fermo macchina non è un’opzione”.
Cava o cantieri, stessa logica: qualità first
Nel sistema integrato di attività di Rottensteiner, la coltivazione della cava “Gebrack” di Collalbo, sull’altopiano del Renon, rappresenta un tassello strategico, non solo per l’approvvigionamento diretto dei porfido del Renon, che Rottensteiner utilizza per i propri cantieri, ma anche per il controllo della qualità lungo tutta la filiera. Qui, dove il ciclo estrattivo richiede continuità operativa e precisione, l’introduzione del nuovo escavatore Hitachi Zaxis 530 LCH-7 segna un ulteriore passo in avanti in termini di produttività ed efficienza.
Escavatore Hitachi Zaxis 530 LCH-7
Impegnato nelle operazioni più gravose di scavo e movimentazione, lo Zaxis 530 LCH-7 si distingue per la capacità di lavorare in modo costante anche nelle condizioni più impegnative tipiche dell’ambiente di cava. La combinazione tra potenza idraulica, stabilità e precisione dei movimenti consente di ottimizzare i cicli di lavoro, riducendo i tempi morti e aumentando la resa complessiva del cantiere estrattivo.
Dal punto di vista tecnico, la macchina si colloca nella fascia alta degli escavatori cingolati, con un peso operativo superiore alle 50 tonnellate e un motore progettato per garantire elevata coppia e consumi ottimizzati. Il sistema idraulico evoluto permette movimenti fluidi e simultanei, fondamentali per le operazioni di carico e gestione del materiale. La struttura rinforzatadel carro e del braccio è pensata per resistere alle sollecitazioni tipiche delle applicazioni in cava, mentre la cabina offre un ambiente ergonomico e protetto per l’operatore, migliorando comfort e sicurezza durante turni di lavoro prolungati.
Accanto alle prestazioni della macchina, un ruolo determinante è giocato dal supporto post-vendita garantito da Comac. In un contesto dove il fermo macchina ha un impatto diretto sulla produttività, la rapidità di intervento e la disponibilità di ricambi rappresentano fattori chiave. La presenza capillare sul territorio e l’organizzazione dell’assistenza consentono di mantenere elevati livelli di uptime, elemento essenziale per un’attività estrattiva continua.
Conferma questi concetti [Thomas Rottensteiner]: “Nel lavoro in cava la continuità è tutto: non possiamo permetterci fermi macchina prolungati. Con lo Zaxis 530 abbiamo trovato una macchina che lavora con grande regolarità anche sotto stress, ma altrettanto importante è il supporto di Comac. Sapere di avere un’assistenza veloce e competente ci permette di pianificare il lavoro con maggiore serenità e di mantenere alta la produttività complessiva".
Lavoriamo con loro da sempre, si può dire da due generazioni, visto che i rispettivi fondatori collaboravano già oltre 40 anni fa e questo è un rapporto che si costruisce solo se c’è fiducia e impegno reciproci.
Il legame tra attività estrattiva e cantieri rappresenta uno degli elementi centrali del modello operativo di Rottensteiner. Il materiale proveniente dalla cava non è infatti destinato esclusivamente alla vendita o alla trasformazione industriale, ma entra direttamente nei cicli costruttivi dell’azienda, trovando applicazione in numerosi interventi infrastrutturali in tutta la Provincia di Bolzano. Un approccio che consente di valorizzare la filiera interna e garantire continuità qualitativa tra estrazione e posa in opera.
È il caso del cantiere che abbiamo visitato accompagnati su invito di Comac per la realizzazione di una nuova strada bianca, dove il materiale lapideo viene utilizzato per la costruzione di muri di sostegnoin pietra facciavista, elementi fondamentali sia dal punto di vista strutturale che paesaggistico. L’opera richiede precisione esecutiva, equilibrio estetico e soprattutto grande flessibilità operativa, trattandosi di interventi che si sviluppano in contesti morfologicamente complessi e spesso con spazi di manovra ridotti.
In questo scenario operano due escavatori cingolati Hitachi che rappresentano il cuore del cantiere: lo Hitachi Zaxis 225 USLC e lo Hitachi Zaxis 135 US. Entrambi sono stati scelti per la loro capacità di adattarsi a condizioni operative particolarmente impegnative, dove compattezza e versatilità diventano requisiti essenziali per garantire continuità e precisione nel lavoro.
Il modello Zaxis 225 USLC, con un peso operativo nell’ordine delle 23 tonnellate e una configurazione a raggio corto (Ultra Short Radius Long Carriage), si distingue per la stabilità e la capacità di operare in spazi ristretti senza compromettere prestazioni e forza di scavo.
In questo cantiere è equipaggiato con una benna a polipo Wimmer dotata di attacco rapido, soluzione che consente una gestione estremamente efficiente del materiale lapideo.
Sicurezza e produttività in sinergia
Grazie a questa configurazione e all’elevata abilità dell’operatore, è possibile eseguire le operazioni di selezione e posa della pietra direttamente dalla cabina, senza necessità di continui interventi manuali a terra, aumentando così sicurezza e produttività.
Accanto a questo, lo Zaxis 135 US, con un peso operativo di circa 14 tonnellate, offre agilità e precisione nei movimenti, risultando ideale per le lavorazioni di rifinitura e per gli interventi in spazi ancora più limitati. La sua struttura compatta, unita a una risposta idraulica fluida e controllabile, permette di lavorare con grande accuratezza nella modellazione del terreno e nella preparazione delle superfici per la posa delle strutture in pietra.
L’integrazione tra questi due mezzi consente di gestire in modo ottimale l’intero ciclo operativo del cantiere: dalla movimentazione del materiale alla sua posa definitiva nelle opere di contenimento.
Un equilibrio tra potenza e precisione che riflette l’approccio tecnico adottato da Rottensteiner, dove la scelta delle macchine è strettamente legata alle esigenze reali del lavoro sul campo e alla necessità di garantire continuità operativa anche in condizioni complesse.
Al Samoter 2026 Hitachi Construction Machinery non arriva con una semplice line-up di macchine. Arriva con un messaggio. E la differenza, nel 2026, non è più sottile.