Qual’è la
formula alchemica che consente a un
dealer nel mondo del
movimento terra (tra i più complessi da gestire fra i vari segmenti industriali) di attraversare senza soluzione di continuità le più difficili crisi degli ultimi anni, senza per questo ‘mollare mai il colpo’?
Quali quindi le
caratteristiche che contraddistinguono un
DNA aziendale che ha portato negli anni ad instaurare tra
>>Comac<< e i propri
clienti un rapporto che va oltre la prassi professionale, sconfinando solidamente in una
relazione di fiducia reciproca che attraversa le generazioni?
Per rispondere a queste domande siamo andati a
Egna, presso la sede di
Comac (a cui si affianca la filiale di
Maserà di Padova, in provincia di Padova), intervistando anche uno dei loro principali clienti la
>>Rottensteiner<< di Renon (
[trovi qui il link dell’articolo]).
Cosa abbiamo imparato? Che il radicamento di
Comac sul territorio non è una dichiarazione d’intenti, ma un fatto
costruito giorno dopo giorno, anche attraversando
crisi profonde come quella del
2008 e le
turbolenze successive. Quando il mercato si è fermato, Comac è rimasta presente, con
grandi sacrifici personali dei titolari: con l’assistenza, con i ricambi, con le macchine, senza mai interrompere il rapporto con i clienti.
È questa
continuità operativa, più che la dimensione aziendale, ad aver
consolidato nel tempo la fiducia sul territorio. Un approccio che nasce dalla cultura della famiglia
[Piffer], fatta di lavoro diretto,
presenza costante e capacità di assorbire i momenti difficili
senza arretrare sul servizio. Anche nelle fasi più complesse – e ce ne sono state molte dalla crisi Lehman in poi – la scelta è stata chiara:
restare sul campo,
garantire supporto e
non lasciare mai scoperti i cantieri.
A questo si affianca un elemento decisivo del modello Comac: la continuità dei rapporti con i marchi rappresentati. Da 25 anni l’azienda è dealer
>>Hitachi<< per il
Trentino-Alto Adige e parte del
Veneto, un rapporto consolidato che dal 2020 si è ulteriormente rafforzato con il ruolo di importatore diretto per la quasi totalità delle aree operative del Nord-Est.
Un punto di riferimento operativo sul territorio
Un presidio che comprende territori chiave come Trentino-Alto Adige, il Veneto , dove Comac non è solo distributore, ma vero punto di riferimento tecnico e operativo per il brand sul campo. Una funzione che si estende anche agli altri Marchi rappresentati, seguiti con la stessa logica di continuità e servizio, più che di semplice commercializzazione.
È su questa base che si è costruita una
realtà oggi riconoscibile e
strutturata, dove la crescita non ha mai spezzato il legame con le origini, ma lo ha
rafforzato. Un percorso che
attraversa due generazioni e che chiama in causa il fondatore
[Carlo Piffer], insieme ai figli
[Stefan] e
[Hermann], oggi comproprietari e protagonisti della guida del gruppo.
Li abbiamo intervistati tutti, per conoscer dalla loro diretta testimonianza i
valori aziendali e le
prospettive future.
Prima di tutto il cliente
L’intera storia imprenditoriale di Comac è dominata da un’unica stella Polare: l’
attenzione al servizio per il cliente, con particolare focus su quello
postvendita. Ce lo confermano tutti e tre gli intervistati, a partire da
[Carlo Piffer] che torna alle radici: “Comac
nasce nei primi anni ’80 ad Appiano, in un contesto molto diverso da quello attuale. Io venivo da una
formazione tecnica e
meccanica, avendo iniziato a lavorare come meccanico presso il Consorzio Agrario. Da meccanico, quasi per caso mi sono affacciato alla
vendita di macchine e
attrezzature, in un settore, quello del movimento terra, che all’epoca stava muovendo i primi passi verso una
strutturazione industriale vera e propria”.
Carlo Piffer
Carlo Piffer, fondatore di Comac
“Con
Vema, realtà che all’epoca commerciava
Simit e poi
Fiat Allis, ho mosso i
primi passi nel settore commerciale, con un focus sul mondo dell’
usato e alle
collaborazioni con le realtà industriali del territorio, in particolare con
Harma e con il gruppo
Haringer. È in questo contesto che si sviluppano le mie
prime competenze commerciali e tecniche che porteranno poi alla nascita e alla crescita di
Comac come realtà autonoma”.
Continua
[Carlo]: “Con la
fondazione negli anni ’80, l’attività parte dal commercio di macchine usate, ma diventa presto evidente la
necessità di strutturarsi sulla distribuzione ufficiale. Il passaggio chiave arriva negli
anni ’90 con l’ingresso nel mondo
Fiat e successivamente
Hitachi (dopo che il gruppo torinese si era diviso dal produttore giapponese) ”.
Interviene
[Herman Piffer]: “Come sottolinea mio padre, c’è un
rapporto speciale con Hitachi; da oltre
25 anni siamo loro dealer, un rapporto che nel tempo è cresciuto fino a diventare molto più di una semplice partnership commerciale: oggi
rappresentiamo il brand come veri e propri
ambassador sui territori di riferimento, il Trentino-Alto Adige e il Veneto ".
Questo significa non solo vendere macchine, ma trasferire cultura tecnica, formazione e supporto continuo ai clienti, diventando un punto di riferimento stabile per il marchio sul territorio.
Hermann Piffer
Hermann Piffer, seconda generazione (con il fratello Stefan) di Comac
Riprende
[Carlo]: “A partire dall’
accordo con Hitachi, Comac cresce in modo costante:
vendita,
assistenza,
ricambi e
successivamente noleggio diventano i pilastri del nostro modello. Oggi siamo una struttura composta da circa
30 persone, tra tecnici, officina, commerciali e amministrazione, con una presenza capillare nei nostri Territori di riferimento”.
Sottolinea
[Stefan Piffer]: “Accanto al movimento terra abbiamo ampliato progressivamente anche il
portafoglio Marchi e
soluzioni: Hitachi per gli escavatori,
>>Bomag<< per la compattazione,
>>REV<< per frantumazione e vagliatura,
>>Furukawa<< per gli accessori idraulici e altre linee dedicate al cantiere e al riciclaggio. Questo ci consente di
offrire un approccio completo, non legato al singolo prodotto, ma all’intero processo operativo del cliente”.
Stefan Piffer
Stefan Piffer, seconda generazione (con il fratello Hermann) di Comac
“Il
servizio è sempre stato il nostro
elemento distintivo. Fin dall’inizio, per impostazione di nostro padre, l’
assistenza non è un servizio accessorio, ma
parte integrante e strategica del business. Vendere una macchina è solo l’inizio: è nel
post-vendita che si costruisce davvero il rapporto con il cliente. Da sempre investiamo moltissimo nella
formazione tecnica dei nostri meccanici e siamo anche un punto di riferimento nei nostri territori per i giovani che vogliono iniziare questa carriera e che trovano qui
professionisti preparati in grado di insegnare al meglio”.
“Un altro
pilastro fondante della nostra filosofia è stato certamente la
relazione solida costruita negli anni con i
clienti fatta di fiducia reciproca, cementata da atti concreti; abbiamo sempre investito nella nostra azienda e questo ci ha permesso di
superare i periodi di crisi, riuscendo anche a essere
al fianco dei nostri clienti non solo nei momenti di espansione, ma anche in quelli di
difficoltà del mercato".
Ed è per questo che abbiamo clienti che lavorano con noi da oltre 25 anni, un risultato questo di cui siamo molto orgogliosi.
Da commercianti a produttori
In questa filosofia, fatta di
impegno,
presenza e
dedizione, si è inserita e integrata l’acquisizione di
>>Rev<< , come precisa
[Hermann]: “In questo percorso, fatto di
attenzione al cliente non solo in fase di vendita, si inserisce anche l’esperienza dell’acquisizione di REV, storico e apprezzato
marchio italiano di frantoi e vagli mobili, che rappresenta per noi un passaggio importante”.
Continua
[Hermann]: “Abbiamo creduto nel progetto in un momento delicato e lo abbiamo visto come un’
opportunità per entrare in modo più diretto nel
mondo della produzione, oltrechè in quello della
commercializzazione di prodotti realizzati da altri”.
“La strategia è stata chiara fin dall’inizio: partire dal
servizio sul circolante, investendo nel
magazzino ricambi e nell’
assistenza, per poi sviluppare progressivamente il prodotto e la rete. Oggi REV sta crescendo, con una
struttura sempre più solida e volumi in aumento anno dopo anno, e rappresenta per noi una
sfida industriale interessante, diversa dalla semplice attività di distribuzione”.
“Negli ultimi anni anche il
noleggio è diventato un’area strategica in forte crescita. Siamo partiti con le
macchine movimento terra e oggi stiamo ampliando la flotta verso settori più specialistici come
frantumazione,
riciclaggio e
automazione. In questo ambito la collaborazione con Hitachi è fondamentale, perché il costruttore supporta fortemente lo
sviluppo dei dealer e delle
soluzioni flessibili per il cantiere”.
Mercati differenti, stesso DNA
Da sempre il settore del
movimento terra è un banco di prova severo per chi vuole
commercializzare le macchine, soprattutto in Italia dove i mercati cambiano da provincia a provincia come conferma
[Stefan]: “Operare su territori come l’Alto Adige e il Veneto non è semplice: sono
mercati profondamente diversi per cultura del lavoro, approccio ai cantieri e struttura imprenditoriale”.
“In Alto Adige prevale una
forte specializzazione e un
rapporto molto diretto con le imprese locali, mentre il Veneto è più ampio, competitivo e frammentato. La vera sfida è riuscire a
mantenere un’identità unica di servizio adattandosi però a contesti così differenti,
senza perdere radicamento e credibilità. Siamo comunque positivi, il lavoro in Alto Adige c’è sia dal punto di vista infrastrutturale (quindi clienti pubblici) sia da quello dei gruppi industriali che qui operano”.
Gli fa eco
[Hermann]: “Il
mercato oggi è molto differenziato anche su territori relativamente piccoli. Trentino-Alto Adige e Veneto hanno
dinamiche diverse, ma la chiave resta la
presenza sul territorio e la
conoscenza diretta dei clienti".
Per questo lavoriamo quasi esclusivamente con operatori locali, perché la competenza territoriale è decisiva; abbiamo una rete di officine specializzate che affiancano la nostra sede di Egna e la nostra filiale di Maserà di Padova
Non manca anche una
previsione per il futuro, per bocca di
[Hermann], ma condivisa da suo padre e suo fratello: “Guardando avanti, il
noleggio continuerà a crescere soprattutto sulle applicazioni specialistiche, con sempre più diffusione di tecnologie come tiltrotator, attacchi rapidi e sistemi integrati. È un’
evoluzione che richiede
competenza e
capacità di servizio, ambiti in cui noi siamo convinti di poter fare davvero la differenza”.
Conclude
[Hermann]: “Nonostante il periodo di
grande incertezza internazionale che condiziona anche le scelte e la propensione all’investimento dei nostri clienti, operiamo in mercati solidi e dinamici; ritengo che il futuro di Comac sarà quindi quello di
consolidare la propria struttura,
rafforzare il ruolo tecnico e continuare a
crescere in modo sostenibile. Non si tratta solo di vendere macchine, ma di accompagnare i clienti nelle loro scelte operative, con affidabilità, serietà, competenza e presenza quotidiana sul territorio”.