Ripresa delle costruzioni in Europa e Italia
Ripresa delle costruzioni in Europa e Italia
FIEC, nel Rapporto appena pubblicato, scatta una foto sul mondo delle costruzioni nell’UE e conferma che il Covid ha provocato una crisi economica senza precedenti: il settore delle costruzioni è stato infatti particolarmente colpito nel secondo trimestre del 2020, tanto da bloccare le attività in molti Paesi.Nel complesso in Europa, nel 2020, il settore ha comunque rappresentato il 10,7% del PIL, con più di 3 milioni di imprese e 12,7 milioni di lavoratori nelle costruzioni.
Per quest'anno si prevede invece che gli investimenti in costruzioni riprenderanno a crescere a un tasso del 4,2% su base annua, tuttavia, non sufficiente per molti Paesi a recuperare i livelli pre-crisi. In termini di occupazione è prevista una stazionarietà dei posti di lavoro al -0,1%.
Nonostante le previsioni incoraggianti per il 2021, la ripresa delle costruzioni a medio termine non è una certezza.
La preoccupazione riguarda in particolare l’effettivo rilancio degli investimenti pubblici, posto al centro del Recovery Plan: una sola cosa è certa, la transizione verso un'economia sostenibile guiderà la ripresa e genererà grandi opportunità di business per il settore delle costruzioni, dalla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, alla messa in atto di infrastrutture di trasporto più verdi fino alla costruzione di impianti per l'energia rinnovabile.
E l'Italia?
La prima metà del 2020 è stata fortemente condizionata dai mesi "più bui" della pandemia di COVID-19, con il PIL italiano che ha registrato una drammatica contrazione del 11,8%.
Secondo le stime della principale società italiana di ricerca economica Prometeia, il PIL italiano è sceso del 9,1% nel 2020.
Le ultime stime dall'Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) indicano un calo del PIL dell'8,9% rispetto al 2019.
Tutte le previsioni economiche per il 2021 mostrano che ci sarà un leggero rimbalzo nella creazione di ricchezza, nonostante un alto grado di incertezza.
Prometeia prevede una ripresa più vivace dell'attività economica a partire dall'estate e che porterà a una crescita del PIL del 4,8% nel 2021. Per quanto riguarda il settore delle costruzioni, i primi segnali di inversione di tendenza osservati nel 2019 e nei primi mesi del 2020 sono stati bruscamente interrotti a causa della situazione di emergenza sanitaria.
La stima dell'Associazione Nazionale Costruttori Italiani per l'investimento complessivo in edilizia 2020 indica un'impressionante contrazione del 10,1%.
Rispetto al 2019
- la nuova edilizia è diminuita del 12,5%,
- l'edilizia non residenziale è diminuita del 13,5%,
- l'ingegneria civile è diminuita del 2,5%
- le abitazioni le ristrutturazioni, unico sottosettore a sostenere l'intero mercato del settore nel periodo post-crisi finanziaria, sono diminuite di un netto 9,8%.
La pandemia ha colpito in modo significativo il mercato immobiliare residenziale italiano.
Nel 2020, il numero di transazioni immobiliari è diminuito del 7,7%, e si prevede un ulteriore calo nel 2021 (tra -1,1% e -4,8%).
Le prospettive di ANCE per il 2021 prevedono un rimbalzo dell'8,6% negli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dalla riqualificazione dello stock esistente per l'edilizia abitativa fini (+14%) e da una graduale ripresa sia degli investimenti privati per l'edilizia non residenziale (+5%) che dell'ingegneria civile (+7,7%).
Tuttavia, tale ripresa dipenderà in larga misura dall'effettiva capacità di sfruttare a pieno le grandi opportunità offerte dal mercato, in primis il "110%" Misura del Superbonus che eleva al 110% la percentuale degli sgravi fiscali già esistenti per gli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio abitativo “Ecobonus”, per ricostruzione post sisma “Sismabonus” e “Bonus Edilizia” per l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Un'ulteriore notevole opportunità è offerta dal EU Recovery Plan, che rappresenta un'occasione unica in cui il settore delle costruzioni può assumere un ruolo di primo piano fondamentale.
Costruzione di una casa
L'ANCE stima che gli investimenti in edilizia siano diminuiti del 10,5% in termini reali nel 2020, per un duplice effetto; da un lato, la progressiva ripresa dell'attività produttiva nella seconda metà dell'anno; dall'altro, l'accresciuta incertezza e il perdurare dei criteri prudenziali degli investitori atteggiamento, soprattutto delle famiglie, alla luce della recrudescenza del Covid-19 di fine ottobre 2020 e delle conseguenti misure restrittive.
Il calo, verificatosi nel 2020, dei livelli di edilizia residenziale deriva dalla notevole riduzione degli investimenti in nuove costruzioni (-12,5%), che ha invertito il trend positivo iniziato nel 2017 in relazione al trend positivo dei permessi di costruzione nel periodo 2016-2019.
Allo stesso tempo anche la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, che oggi rappresenta circa il 37% del valore totale degli investimenti in costruzioni e che è stato l'unico sottosettore a trainare la crescita del mercato nel periodo post-crisi finanziaria, è fortemente diminuito nel 2020 (- 9,8%).
Tale risultato risente notevolmente dell'emergenza pandemica e dell'approccio “attendibile” degli investitori in vista dell'effettivo lancio della misura di sconto fiscale “Superbonus 110%”.
Le prospettive di ANCE per il 2021 sono, tuttavia, positive e prevedono un aumento del 3,5% degli investimenti in nuove costruzioni e un pronunciato rimbalzo del 14% degli investimenti per la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. L'outlook tiene conto dell'impatto positivo sui livelli produttivi attesi da interventi anticipati che usufruiscono della detrazione fiscale del 110%, entrata in vigore nel luglio 2020.
Fonte ANCE e FIEC




