In Svizzera il lavoro accumulato rilancia i cantieri
In Svizzera il lavoro accumulato rilancia i cantieri
Secondo il direttore ticinese degli impresari, Nicola Bagnovini: "L'interruzione dell'attività ha generato artificiosamente una certa riserva di lavoro".Ed infatti il sorriso è tornato sui cantieri ticinesi, mentre nel settore industriale la situazione resta difficile.
È una fotografia in chiaroscuro quella scattata dal KOF, il Centro di ricerca congiunturale del Politecnico di Zurigo, che ha misurato gli umori nei due importanti comparti economici a luglio.
Secondo gli ultimi dati - scrivono gli specialisti del Poli - il settore dell’edilizia e quello del genio civile hanno già ritrovato un ritmo di attività simile a quello di un anno fa. Si tratta, aggiungono, di un risultato tanto positivo quanto sorprendente.
Nella precedente inchiesta di aprile, infatti, tre imprenditori del ramo su cinque valutavano la situazione degli affari come negativa.
Fiducia si respira anche per la domanda nei prossimi tre mesi che è vista in netto miglioramento in tutti i sottocomparti.
Non si dice sorpreso Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori SSIC-TI, anche se parla di risultati tutt’altro che scontati: "L’interruzione dell’attività e la graduale ripresa del lavoro sui cantieri a causa del Covid-19 - osserva - ha generato artificiosamente una certa riserva di lavoro nella costruzione".
L’auspicio di Bagnovini rivolto al futuro è che "al di là della sacrosanta libertà di mercato, i committenti sappiano scegliere le migliori offerte, che non sono per forza quelle del prezzo più basso. In caso contrario gli investimenti non genereranno alcun effetto anticiclico, anzi provocheranno ulteriori danni al sistema sociale ed economico del Paese".


