Sollevatori telescopici Liebherr: fattore S

Due basi modulari con caratteristiche dimensionali distinte e con risvolti prestazionali differenti. Due diverse cabine. Impianti idrauliche che mirano a due tipi di target.

Stiamo parlando dei sollevatori telescopici Liebherr che, oggi, si presentano con una gamma completamente rinnovata e definitivamente presentata al grande pubblico dopo un frenetico lavoro che ha visto lo stabilimento di Telfs come positivo protagonista.

Una gamma tutta nuova

Otto modelli e 26 versioni differenti per la nuova gamma di SOLLEVATORI TELESCOPICI Liebherr
La collaborazione con Claas ha portato quel necessario completamento che solo l'esperienza sul campo, soprattutto nelle dure applicazioni agri, può portare allo sviluppo di un prodotto così particolare.
Equilibrio, dinamismo e capacità di carico sono le caratteristiche che emergono maggiormente nella gamma dei telescopici Liebherr
La strategia messa a punto da Liebherr appare molto chiara: da un lato una gamma d'attacco, con elementi che rientrano nella media del mercato e, dall'altro, una serie di modelli, contraddistinti dalla lettera "S", con prestazioni molto interessanti che si differenziano in modo evidente sia da un punto di vista delle prestazioni in sollevamento sia della capacità produttiva in applicazioni molto dure.

Nel corso di una visita presso lo stabilimento di Telfs, patria storica delle pale cingolate, dei dozer, dei posatubi e dei sollevatori telescopici del marchio tedesco, abbiamo avuto modo di vedere da vicino le potenzialità di queste macchine: otto modelli che, soprattutto nei settori applicativi dove Liebherr ha una forte tradizione, possono dire la loro anche in un mercato fortemente competitivo dove non sempre le prestazioni reali sono il primo elemento di scelta.

Fino a 10 metri

Le altezze di sollevamento arrivano fino a 10 metri con portate interessanti
Un'offerta che comprende 8 modelli per 26 versioni differenti con una gamma di "attacco" composta da 5 sollevatori da 6,7 e 10 metri con la possibilità di avere anche la versione "premium" S. L'offerta è completata da una gamma di alto profilo con 3 modelli "S" in cui capacità di carico, cabina, portate idrauliche e dotazioni sono specificamente studiate per le applicazioni più dure.

Un frazionamento molto interessante che differenzia Liebherr rispetto ai competitor e fa capire come chiunque abbia la possibilità di trovare il modello adatto alla propria applicazione.

In medias res: 6, 7 e 10 metri


Parlare dei sollevatori telescopici Liebherr vuole dire fare un tuffo all'indietro di più di 10 anni. Il costruttore tedesco è infatti un vero e proprio "giovanotto" del settore e, forte di un'esperienza di ottimo livello nelle macchine da sollevamento, aveva esordito con soluzioni all'avanguardia per questo tipo di macchine. Il braccio con la sezione semicircolare inferiore (come le autogru) era stato apprezzato moltissimo fra i professionisti del settore.

L'attuale collaborazione con Claas, grande specialista tedesco dell'agricoltura, ha permesso a Liebehrr di rivedere completamente il proprio posizionamento sul mercato, accrescendo la competitività senza rinunciare alle sue fondamentali prerogative in termini di qualità di prodotto.

La S fa la differenza

I tre modelli superiori della gamma si distinguono per l'allestimento "S"
Il marchio tedesco si è quindi lanciato "in medias res" senza nessun indugio puntando con decisione a quella fascia che individua il 70% dei sollevatori telescopici del mercato globale e che vede le altezze di sollevamento comprese fra i 6 e i 7 metri. Con una intelligente puntata verso i 10 metri che riporta interessanti prestazioni rispetto ad alcuni competitor.

I modelli che presidiano in modo stabile questa fascia di mercato sono i T35-6, T32-7, T36-7, T41-7 e T33-10. Dove il primo numero individua la capacità massima di sollevamento e il secondo l'altezza massima raggiungibile. Di ogni modello è disponibile anche la versione "premium" identificata con la lettera "S".

CI PIACE!

Robustezza e affidabilità sono alla base della filosofia costruttiva dei nuovi sollevatori telescopici Liebherr
Caratterizzati da telaio, motore, impianto idraulico e cabina identici, si differenziano ovviamente per la presenza di elementi di bilanciamento e di bracci con diverse lunghezze.

La filosofia di Liebherr è quella di fornire al mercato delle macchine, in qualsiasi settore si stia operando, la cui robustezza e linearità costruttiva sia riconoscibile in ogni contesto.

Il telaio si caratterizza infatti per l'equilibrio complessivo che ha portato ad avere una interessante visibilità in ogni direzione grazie a una buona altezza di cintura, a una cabina collocata in alto e al vano motore composto da una culla i cui cofani hanno profilo spiovente che favorisce la visibilità.

Trasversale si può!

La collocazione trasversale del motore differenzia i sollevatori telescopici Liebherr dal resto del mercato
Molto particolare la disposizione trasversale, controcorrente rispetto al mercato, del motore Deutz TCD 3.6 L4 che non risulta ingombrante. Merito di un vano ben organizzato in cui ogni elemento trova il suo spazio senza penalizzare layout e manutenzione.

Identica impostazione che si ritrova anche nei modelli più grandi in cui è utilizzato anche il Deutz TCD 4.1 L4 (a seconda dei modelli) la cui maggiore dimensione, anche in questo caso, non si fa sentire in termini di spazio.

La razionalità con cui tutto l'insieme è stato realizzato la dice lunga sul fatto che, partendo da un foglio completamente bianco, la nuova gamma vuole trasmettere in modo chiaro il proprio DNA anche in una classe di macchine "da mercato".

La "S" fa la differenza


La gamma di attacco si distingue per allestimenti semplificati rispetto ai modelli con prestazioni superiori e ha una cabina chiaramente indirizzata ad impieghi generici.

Il motore Deutz TCD 3.6 L4 eroga 100 kW (136 CV) @ 2.300 giri/min. È conforme allo Stage IV grazie all'azione congiunta di SCR e DOC. L'impianto idraulico fornisce 106 l/min tramite una pompa a portata fissa. La portata massima disponibile alle attrezzature è di 100 l/min.
La versione “S” è invece dotata di identica potenza ma l'impianto idraulico Load Sensing ha una capacità di 160 l/min con 110 l/min a disposizione dell'attrezzatura.
Le motorizzazioni sono entrambe Deutz con il TCD3.6 e il TCD4.1 entrambi Stage IV con SCR e DOC per il motore più piccolo e con DPF per il più grande
L'organizzazione degli organi meccanici, nonostante la disposizione trasversale, è molto razionale e risulta vantaggiosa per la visibilità complessiva
Due impianti completamente diversi con prestazioni completamente diverse che identificano chiaramente il target di riferimento: noleggiatori o cantieri edili nel caso della macchina base e applicazioni più dure (la partnership con Claas per le macchine destinate al mercato agricolo la dice lunga) nel secondo caso. Con alcuni modelli, soprattutto il T41-7, che fanno l'occhiolino a chi lavora nel settore industriale, nel riciclaggio e nelle biomasse.

Idraulica da record

Con i suoi 200 litri al minuto l'impianto idraulico è al TOP sul mercato
I tre modelli della gamma superiore, tutti ovviamente contraddistinti dall'allestimento “premium” S, si rivolgono a un target di alto livello che vuole, dai propri sollevatori telescopici, delle capacità operative di alto profilo. E le cose diventano veramente interessanti con i T46-7s, T55-7s e T60-9s.

Tre modelli che, a livello di prestazioni, si collocano sul mercato in modo molto competitivo. Con due modelli come il T46-7s e il T60-9s che si allineano alle massime prestazioni dei migliori competitor. Il T46-7s, in particolare, è oggi la macchina che, nella categoria dei 7 metri, ha la maggiore portata del mercato.
I modelli di punta sono dotati del TCD 4.1 L4 da 115 kW (156 CV) e una coppia di 609 Nm a 1.600 giri/min per il 4.1. Colpisce l'impianto idraulico Load Sensing da 200 l/min che si colloca oggi al vertice del mercato nella categoria
Le motorizzazioni, così come i livelli di potenza, sono due. Il marchio Deutz è declinato nel motore TCD 3.6 L4 da 100 kW (136 CV) per il T46-7s e nel TCD 4.1 L4 da 115 kW (156 CV) per i due modelli top di gamma.

La rispondenza allo Stage IV è assicurata da un DOC + SCR (TCD 3.6) e da un DPF + SCR (TCD 4.1) che richiede qualche attenzione in più, soprattutto nelle classiche applicazioni dei sollevatori telescopici sottoposti spesso a lunghe soste al minimo.

La differenza, oltre che nella potenza massima, la si avverte nella coppia a disposizione che è di 500 Nm a 1.600 giri/min per il 3.6 e di 609 Nm a 1.600 giri/min per il 4.1.

A prescindere dal livello di potenza colpisce l'impianto idraulico Load Sensing da 200 l/min che si colloca oggi al vertice del mercato nella categoria.
La trasmissione idrostatica a circuito chiuso e indipendente permette una elevata precisione e agilità in ogni contesto
Il risultato è semplice da immaginare: movimenti rapidi e contemporanei, grande reattività e capacità produttiva adatta a sostenere i ritmi intensi delle applicazioni industriali come gli impianti di riciclaggio, la movimentazione di biomasse, l'alimentazione di cicli di lavorazione.

Tutti i cilindri sono dotati di ammortizzatori di fine corsa per diminuire le sollecitazioni e consentire di operare in scioltezza quando si devono affrontare cicli di lavoro molto rapidi e intensi.

Idrostatica, ça va sans dire!


La trasmissione, ma parlando di Liebherr è quasi superfluo sottolinearlo, è ovviamente idrostatica. Il costruttore tedesco è sempre stato fra i maggiori propositori di questo tipo di soluzione vista la sua grande semplicità di utilizzo e la sua intuitività che aumenta la sicurezza sia attiva sia passiva.

Sicuri, è idrostatica!

Su tutti i sollevatori telescopici Liebherr la trasmissione è idrostatica con velocità massime differenti a seconda dei modelli
Nel campo dei sollevatori telescopici ha una diffusione di gran lunga superiore rispetto alle classiche trasmissioni Power Shift utilizzate soprattutto per gli impieghi in agricoltura.

Liebherr utilizza tre diverse trasmissioni a seconda dei modelli con velocità fino a 20 km/h, 30 km/h o 40 km/h. Sui cinque modelli della gamma di attacco è presente di serie la versione da 30 km/h con l'opzione di quella da 20 km/h.

Nei modelli contraddistinti dalla serie "S" è di serie quella da 40 km/h con l'opzione dei 30 e 20 km/h.

Gli assali sono ad elevato carico verticale e si distinguono per l'altezza da terra e per l'impianto frenante con dischi a bagno d'olio
La trasmissione funziona con un circuito autonomo e indipendente composto da una pompa a portata variabile che alimenta un motore idraulico. L'azionamento avviene tramite un pedale elettronico di avanzamento con adattamento della velocità al règime del motore. Per velocizzare le manovre del braccio regolando la velocità è presente il pedale con la funzione di inching.

La versione da 40 km/h della versione "S" permette il passaggio in continuo da 0 km/h a 40 km/h senza necessità, ottimizzando così il funzionamento, i tempi di lavoro e l'erogazione della coppia.
Le modalità di sterzata, oltre che integrale, sono anche con le sole ruote anteriore e a granchio
Il controllo e riallineamento a sterzata conclusa è a gestione completamente elettronica
La trasmissione è inoltre dotata della funzione Auto Hill Assist che impedisce l'arretramento mentre si lavora in discesa e sfrutta l'auto attivazione/disattivazione elettronica del freno di stazionamento.

L'ottimizzazione dei cicli di lavoro può essere ulteriormente incrementata con la preselezione elettronica dei movimenti che permette di programmare le sequenze di lavoro, ottimizzando i flussi idraulici.

Una cabina...anzi due!


Liebherr ha fatto una chiara scelta di target differenziando i suoi modelli con due cabine, ovviamente omologate ROPS-FOPS, fra loro differenti che, a colpo d'occhio, organizzano la composizione della gamma tra i cinque modelli che hanno portate inferiori dai tre modelli, disponibili solo in versione "S", con prestazioni superiori.

La differenza fra le due cabine è abbastanza evidente in termini di spazio interno e di vivibilità e definiscono anche i target applicativi medi in termini di praticità e impiego.
La visibilità complessiva è stata ben curata nonostante l'impostazione di base sia "muscolosa" e mirata a impieghi in contesti molto duri
Il profilo curvo della cabina regala all'operatore una visibilità ottimale verso l'alto. La protezione FOPS è interna favorendo la pulizia del vetro
Nelle generiche applicazioni agricole in cui i telescopici Liebherr sono commercializzati con il marchio Claas, ad esempio, piace una cabina più piccola e semplice da tenere pulita. Discorso che vale anche per chi lavora in modo generico nei cantieri salendo e scendendo molte volte al giorno. La praticità prende il sopravvento su ogni altra considerazione anche se, ovviamente, il posto guida deve essere comodo, ergonomico e con dotazioni complete.

Per chi invece affronta lunghi turni di lavoro senza quasi mai scendere, come nel caso delle applicazioni industriali, della logistica del legname, degli impianti di compostaggio, dello smaltimento rifiuti, occorre una cabina in cui vi sia più spazio a disposizione per gli effetti personali e maggiore libertà di movimento.

Questa cabina dispone infatti di un vano refrigerato per conservare bibite e vivande, di spazi superiori per riporre gli oggetti, della radio di serie e di una presa USB per la ricarica e il collegamento del telefono o di apparati per la riproduzione audio.

2 cabine, 1 concetto

Le versioni di cabina implementate sulla gamma sono due, contraddistinte da identiche impostazioni in fatto di sicurezza e ergonomia
Dimensioni a parte, l'impostazione ergonomica delle due versioni è sostanzialmente identica con i comandi e il cruscotto elettronico che si differenziano solo per alcuni dettagli e fanno in modo che il family feeling sia identico.

Da un lato è un chiaro segnale che Liebherr ha mantenuto elevato il livello anche nella cabina considerata "di base" e dall'altro permette alle aziende con un parco macchine composto da più sollevatori di diversa categoria di avere la stessa interfaccia operatore a prescindere dal modello che si sta usando. Con un innegabile vantaggio in termini di sicurezza, praticità e formazione all'utilizzo.

La principale differenza, nel caso della cabina dei modelli T-46-7s, T-55-7s e T-60-9s è la consolle del joystick integrata con il sedile che permette non solo di trovare più facilmente la migliore posizione di guida, ma anche di aumentare in modo considerevole il comfort per chi fa un uso intenso del sollevatore.
Il braccio dei sollevatori telescopici Liebherr è stato progettato per impieghi severi in ogni condizione e molti particolari sono stati studiati appositamente
L'impostazione generale prevede tutti i comandi raggruppati sulla destra in modo logico e sequenziale che permette di memorizzarne la posizione più agevolmente. Il controllo dei parametri vitali della macchina avviene con il cruscotto elettronico da 3,5'' (in opzione è disponibile uno schermo da 7'') ,collocato in mezzo a due indicatori circolari analogici che indicano velocità, numero di giri, livello del combustibile e temperatura del motore.

L'indicatore di stabilità si trova sul piantone destro, in una posizione che rientra nel cono visivo dell'operatore. Lo schermo che visualizza l'inquadratura della telecamera è collocato al di sopra del cruscotto in un posizione non fastidiosa per la visibilità in fase operativa.
Molti dettagli dei bracci sono stati studiati appositamente per la movimentazione dei rifiuti
I comandi della climatizzazione sono sulla destra in posizione arretrata. Il condizionamento dell'aria è opzionale. Le bocchette sono distribuite in modo uniforme così da rendere efficiente la circolazione dell'aria e l'eventuale sbrinatura invernale dei vetri.

La visibilità superiore è garantita dal profilo curvo che si alza verso l'alto e avvolge l'operatore con una superficie vetrata continua. La protezione FOPS è interna e questo facilita la pulizia esterna del vetro.

Lateralmente e posteriormente è stato fatto un buon lavoro, soprattutto considerando la provenienza di queste macchine: la "scuola tedesca" vuole infatti sollevatori telescopici solitamente imponenti, con gommatura generosa, carreggiate larghe e passi importanti.

Una filosofia che, come sempre, ha i suoi "pro" (robustezza e stabilità) e i suoi "contro" (ingombri più generosi) ma che vede i telescopici Liebherr perfettamente in linea con questa impostazione, ma non penalizzati da un punto di vista della visibilità.
L'impostazione dei sollevatori telescopici Liebherr è chiaramente indirizzata verso un uso intenso anche in terreni difficili
Merito di un lavoro generale che ha puntato alla sostanza e di una culla laterale in cui il motore trasversale limita moltissimo l'ingombro sulla lunghezza lasciando ampi spazi che facilitano la visibilità e la percezione generale degli ingombri.

Essere Liebherr


Essere sollevatori telescopici ed essere al contempo dei Liebherr non è semplice. Il produttore tedesco si è costruito nel tempo una reputazione molto buona nel settore della movimentazione dei materiali e del sollevamento. Una reputazione che non è facile da sostenere per un sollevatore telescopico. Non tanto per il costruttore in sé, ma per l'uso improprio a cui molto spesso sono sottoposti i sollevatori telescopici nelle applicazioni più dure come quelle industriali, della movimentazione di biomasse e di rifiuti.

I modelli al top della gamma trovano ampio spazio nel mondo delle costruzioni anche grazie a impianti idraulici da 200 l/min
L'esperienza di Claas in campo agricolo si rivela assolutamente preziosa per riuscire a prevenire le problematiche che possono insorgere sui bracci a seguito di un trattamento "poco ortodosso" da parte degli operatori.
Liebherr ha messo a punto parecchi accorgimenti per fare in modo che i nuovi modelli, a prescindere dalle portate e dall'allestimento, possano portare a termine in modo efficiente il loro compito.

A partire dal sistema antiribaltamento che rallenta in modo automatico i movimenti del braccio, fino ad arrestarlo, quando ci sia avvicina alla posizione pericolosa, per proseguire con le protezioni che evitano l'ingresso di materiale all'interno degli sfili, si è lavorato su molti dettagli che, a prima vista, potrebbero sembrare poco significativi.
La polivalenza dei telescopici Liebherr deriva anche dalla possibilità di scegliere diversi livelli di allestimento
Dalla movimentazione di biomasse a semplice mezzo di sollevamento in cantiere, versatilità a tutto campo
La geometria di lavoro del cinematismo di azionamento della zattera è progettata per avere la massima forza di strappo a qualsiasi altezza e, al contempo, per durare a lungo nei cicli di lavoro più pesanti.

Il naso anteriore protegge il cinematismo ed ha una costruzione scatolare saldata convincente: robustezza da un lato, leggerezza dall'altro. E sui modelli più performanti questo si trasmette in modo positivo sui diagrammi di carico che, come abbiamo già detto, sono molto interessanti.
Le sezioni del braccio sono pensate per gli usi più pesanti. Non solo Liebherr ha progettato a delle protezioni ben realizzate per evitare l'ingresso di materiali indesiderati all'interno degli sfili, ma ha previsto anche l'uso di una cera specifica per lo scorrimento degli elementi al posto del grasso convenzionale.

Questo si traduce in una durata superiore e in una maggiore pulizia generale quando si opera con materiali come biomasse o rifiuti. Una vera panacea per chi userà questi telescopici in agricoltura con il marchio Claas.

Sui sollevatori telescopici Liebherr, L'opzione del Load Momentum Plus permette di ottimizzare i diagrammi di carico
Piace molto la possibilità di avere in opzione, per i tre modelli al top di gamma, del Load Momentum Plus che aumenta il momento di carico del 25% quando il braccio è completamente alzato.

Tutto sta nel momento

Il Load Momentum Plus di Liebherr aumenta del 25% il momento del carico, ottimizzando le prestazioni su tutto il diagramma
Attenzione: non si ha una maggiorazione della portata che metterebbe a repentaglio la stabilità della macchina facendola uscire dalla zona di sicurezza dei diagrammi ma un aumento del momento di carico. Si tratta quindi della possibilità di ottimizzare le zone di carico del diagramma aumentando le zone di lavoro, soprattutto quelle intermedie fra il minimo e il massimo sfilo, in cui è possibile sollevare un certo carico.

Per chi lavora in applicazioni pesanti è un'ottima opportunità per aumentare l'efficienza di lavoro anche perché non sempre si usa il sollevatore alla massima altezza possibile ma è fondamentale massimizzare le prestazioni alle altezze intermedie che sono, in sintesi, quelle più utilizzate per alimentare tramogge, vasche di carico, nastri trasportatori, spingere cumuli.

Liebherr ha pensato quindi a chi lavora in applicazioni pesanti, magari proprio in affiancamento ai suoi movimentatori industriali, e si aspetta un sollevatore telescopico che risponda in modo adeguato alle sollecitazioni che questi compiti comportano.

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