Evangelista non ha esitazioni nell’affermare: “Come driver di crescita, crediamo molto nella nostra rete di distribuzione e nelle opportunità che può offrire il comparto del noleggio. In questi ultimi anni abbiamo rafforzato sia quantitativamente sia qualitativamente il nostro network di dealer sul territorio, ma non siamo ancora soddisfatti. Soprattutto nel segmento del compatto e nell’ambito agricolo vogliamo ulteriormente densificare la nostra rete, siamo convinti, come Volvo CE, di poter ottenere risultati soddisfacenti da questo rafforzamento. Vogliamo anche innalzare sempre più l'asticella della qualità dei nostri concessionari: dobbiamo essere sempre più vicini ai nostri clienti, avere un’azione veloce e dinamica non solo in fase di vendita, ma anche in tutte le attività di postvendita, dall’assistenza all’intervento in cantiere. La velocità di intervento e la prossimità al cliente oggi sono apprezzatissime dai clienti”.
“A maggior ragione questa attività è fondamentale, dato che sono convinto che, con le ultime uscite presentate oggi (il miniescavatore EC27D e il gommato EWR170E), la gamma di macchine Volvo CE non sia mai stata così competitiva. Ci saranno ancora importanti novità nel 2018, che però non posso ancora svelare”.
“Già oggi, comunque, voglio ripeterlo: tutti i nostri dealer in tutte le Regioni d’Italia in cui siamo presenti (anche quelle che hanno più faticato a riprendersi dalla crisi) stanno crescendo con percentuali importanti, molto spesso superiori a quelle del mercato in generale”.
“Parlavo prima del noleggio; in questo settore registriamo crescite importanti nell’attività di noleggio a medio e lungo termine, essenzialmente dovute, a mio avviso a due elementi congiunturali. Innanzitutto le aziende più avvedute si sono ristrutturate profondamente e ora operano sul mercato in modo più dinamico, utilizzando il noleggio come opportunità fondamentale per avere sempre mezzi performanti e aggiornati senza bloccare ingenti capitali finanziari. Se vogliamo sintetizzare in una frase: i nostri clienti si sono spostati da una gestione artigianale a un modo di operare più vicino a quello delle grandi industrie, dove l’aspetto manageriale di gestione delle risorse è un asset imprescindibile”.
“Il secondo aspetto - continua Evangelista - è meno ‘scintillante’, ma non per questo meno strategico. Ancora diverse aziende fanno fatica ad avere un accesso corretto al credito e quindi si rivolgono al noleggio per avere a disposizione i macchinari adatti ai cantieri che si trovano a dover gestire. Ritengo che questa aspetto sia destinato progressivamente a ridursi, con il progressivo miglioramento delle condizioni creditizie delle aziende, man mano che i nuovi bilanci andranno a sostituire quelli maturati nella fase più complessa della crisi”.
“Il noleggio in questo secondo caso gioca un fattore chiave per consentire la continuità aziendale e anche per questo, come Volvo CE Italia, abbiamo investito molto nella flotta noleggio, arrivando ad avere oltre 170 unità GPPE a disposizione (a cui si aggiungono quelle dei nostri concessionari). E’ un altro modo di essere vicini ai nostri clienti”.
“Sono convinto che una Casa che voglia guadagnare quote in un mercato così complesso e competitivo come quello italiano, non possa solo basarsi sulla ‘semplice’ vendita delle macchine. Ovvio questo è un fattore fondamentale, avere una popolazione (numero di macchine operanti sul territorio, ndr) importante sul territorio italiano è il nostro primo obiettivo, ma è solo il primo passo: è fondamentale, poi, avere una politica dell’usato attenta e un’assistenza di livello molto alto, il più possibile omogenea sul territorio, con tempi di reazione molto brevi”.
Continua Evangelista: “Lo sforzo, non lo nascondo, è molto importante, sia a livello finanziario sia dal punto di vista umano; la risposta del mercato però c’è ed è vigorosa, non solo dal punto di vista quantitativo delle macchine vendute, ma anche (e vorrei dire soprattutto) da quello della fiducia dei nostri clienti, che sanno di poter contare su una struttura, coordinata da Volvo CE Italia, in grado di supportarli da ogni punto di vista, per affrontare un mercato ancora incerto e complesso, in cui ogni sbaglio e ogni mancanza può avere ripercussioni davvero importanti".
“Abbiamo una responsabilità come società fra le leader di mercato in questo senso e siamo supportati da Volvo CE anche a livello di casa madre; gli svedesi credono molto nelle aziende e nel mercato italiano, soprattutto perchè, dopo la grande crisi, siamo riusciti, come Volvo CE Italia, a dimostrare con i numeri che il mercato c’è, è sostenibile e, soprattutto, è composto da clienti seri, solidi e affidabili che, come Volvo CE Italia, sono abituati a rispettare appieno gli impegni presi. Per contro, il mercato italiano è esigente dal punto di vista tecnico, ma è questa la nostra sfida: rispondere alle esigenze particolari del nostro territorio, mediando con quelle produttivi di un’azienda tra le leader del livello mondiale”.
“Parlando di mercato, voglio anche ricordare, perché ne sono molto orgoglioso, il notevole successo che abbiamo avuto quest’anno in un segmento difficile come quello della demolizione, dove abbiamo venduto diverse macchine di grandi dimensioni con allestimenti molto spinti e bracci hi-reach. Sottolineo questo aspetto perché spesso si abbina il concetto di grande costruttore internazionale con quello di macchine standard; non è assolutamente vero: accanto a settori dove il nome Volvo CE è ormai visto come una garanzia (pale gommate, dumper articolati, ma ultimamente anche escavatori cingolati) stiamo avendo successi importanti nei segmenti specializzati. La demolizione appunto, ma anche il riciclaggio e la movimentazione industriale”.