Circolarità da premio

Agricoltore di terza generazione e amministratore unico di >>Var srl<<, che dalla fine degli anni Novanta si è affiancata all'attività originaria arrivando a fornire compost a decine di altre aziende del comprensorio, [Carlo Clerici] è il tipo d'uomo più incline all'azione che all'autocelebrazione: soltanto al termine della nostra visita alla sede di Belgioioso (PV), e con un'umiltà che sfiorava la timidezza, ci ha rivelato che la sua azienda è stata inclusa nel 2020 da "Il Sole 24 Ore" tra le 122 aziende più competitive d'Italia sulle 1068.000 coi migliori bilanci del 2018, classificandosi seconda nel settore ambiente. Ma l'informazione merita di essere riportata per prima, perché rappresenta il miglior indicatore di un percorso di crescita ormai ventennale.

Carlo Clerici

Carlo Clerici, Amministratore Unico di VAR srl

Da produzione interna a punto di riferimento sul territorio

"Ho sempre lavorato nell'azienda agricola di famiglia a Vistarino, in cui prima di me si sono succeduti mio padre e mio nonno" racconta Clerici. "Nel 1993 ho iniziato a documentarmi sui fanghi per capire come recuperarli in agricoltura e a impegnarmi per ottenere le autorizzazioni necessarie: in quella fase è stato fondamentale il confronto col Prof. [Pierluigi Genevini], docente di chimica agraria all'Università di Milano. Con la prima autorizzazione ricevuta da Regione Lombardia nel febbraio 1997 per la produzione di 50mila tonnellate di fanghi a uso agronomo, ho trovato qui a Belgioioso l'area per costruire un insediamento".
L'impianto di recupero di Var a Belgioioso dove l'azienda realizza il compost
Nasce così VAR srl, con l'obiettivo di ricavare una sostanza organica da utilizzare nei terreni per ottimizzarne la produttività.

"In una prima fase abbiamo prodotto per la nostra azienda agricola" racconta Clerici "e poi abbiamo iniziato a cedere il prodotto alle altre, con ottimi riscontri a livello di raccolti. Attualmente i nostri clienti sono circa una trentina del comprensorio pavese entro un raggio di 30 km: aziende di dimensioni più o meno grandi. Ma naturalmente continuiamo a produrre anche per uso interno".
Dal 2018 VAR srl ha l'autorizzazione della Regione per produrre compost a uso agricolo
La svolta arriva nel 2018, con l'autorizzazione per un nuovo ciclo produttivo che prevede la progressiva sostituzione dei fanghi con la realizzazione di un vero e proprio compost, riconosciuto dal Ministero delle Politiche agricole come ammendante ai fertilizzanti nei cicli di produzione agricola.


Questa nuova, importante tappa del percorso di crescita di VAR srl non è stata ostacolata in modo significativo dalla pandemia, perché, in quanto attività di pubblico interesse, l'azienda ha potuto continuare la sua attività anche nei mesi di lockdown, non interrompendo neanche i lavori di costruzione dell'impianto.

Una questione di ciclo vitale

L'impianto di Belgioioso, attivo dal mese di giugno 2020, una volta a regime consentirà di produrre 150mila tonnellate di ammendanti per uso agricolo in un anno. Sorge su un'area di 61mila mq, di cui 24 mila di superficie coperta destinati al processo accelerato e alla maturazione del compost.
Dopo la miscelazione dei fanghi col vegetale, il processo prevede la permanenza del materiale per 15 giorni nei sette tunnel tutti chiusi e posti sotto aspirazione
"Noi recuperiamo fanghi da impianti di depurazione tramite un processo aerobico, che non prevede l'impiego di sostanze chimiche" spiega Clerici. "Al loro arrivo presso l'impianto li misceliamo nella misura opportuna col vegetale e li stocchiamo nei sette tunnel, che occupano una superficie complessiva di 9.400 mq. Una volta raggiunto il massimo della capienza di ogni singolo tunnel, viene attivato il processo che dura 15 giorni".

Continua Clerici: Trascorso questo lasso di tempo, preleviamo il prodotto completamente asciutto e lo stocchiamo in cumuli nei circa 15mila mq restanti di superficie coperta del capannone, dove rimane per altri 75 giorni. Dopodiché lo vagliamo e lo carichiamo per portarlo nei campi, dove può essere utilizzato come ammendante e fertilizzante organico".
Uscito dai tunnel di decompressione, il compost viene stoccato dalle pale gommate Volvo per altri 75 giorni in cumuli al coperto

Vent'anni di pale Volvo con le new entry 2020

"Ho acquistato la prima macchina Volvo nel 1999: una L70, cui sono seguite due L110H nei primi anni Duemila. Da allora le nostre pale sono sempre state di questo marchio, che ci soddisfa sia per le caratteristiche sia per la puntualità nella manutenzione. Il rapporto che si è costruito con la sede Volvo CE Italia di Carpiano, a mezz'ora di macchina da noi, è ormai consolidato".

Le pale gommate Volvo attualmente all'opera nell'impianto di Belgioioso sono tre: due L110H acquisite rispettivamente nel 2019 e nel 2020 in sostituzione dei modelli precedenti – in confronto a quali offrono una diminuzione del consumo di carburante nell'ordine del 20% e una produttività maggiore del 5% - e una L120H consegnata nell'autunno 2020.
La pala gommata Volvo L120H consegnata a VAR srl nell'autunno 2020
Carlo Clerici appartiene a quella categoria di titolari d'azienda che hanno a propria volta un background da operatori.

"A essere sincero continuo a salire sulle macchine anche adesso, ogni volta che ce n'è l'occasione" ci spiega. "Per fare al caso nostro, una pala gommata deve consentire innanzitutto una movimentazione veloce del materiale, perché ogni ritardo implica una diminuzione di cicli produttivi e quindi una perdita economica, e possedere una grande agilità e compattezza per le operazioni di carico e scarico in spazi spesso limitati, come ad esempio quelli dei tunnel di decompressione".
Carlo Clerici insieme a Mauro Freddi, Sales manager macchine stradali di Volvo CE Italia, e agli operatori di VAR srl Sergio Aramini, Franco Iervolino e Alessandro Brambilla
I termini che ricorrono più volte nelle impressioni di utilizzo di Clerici, confermate anche dai tre operatori di VAR srl, sono in effetti "agilità" e "maneggevolezza", ancora di più nel caso dell'ultimo acquisto.

"La L120H ha lavorato finora per poco più di 1.000 ore, che saliranno a un range tra 1.700 e 1.900 all'anno quando l'impianto sarà in piena operatività. Personalmente, la trovo ancora più maneggevole e facile da guidare, e ho riscontrato un ulteriore salto di qualità in questo ambito. Nonostante le maggiori dimensioni della benna, ho l'impressione che faccia ancora meno fatica a imbennare".
In stile Volvo, l'attenzione alla sicurezza è sempre massima; come dimostra la telecamera posteriore di serie
In un'ottica di connettività per l'aumento della produttività tutte le pale hanno il sistema di pesatura a bordo
Le tre pale gommate Volvo di VAR srl, sempre più proiettata in un'ottica di industria 4.0, sono tutte dotate di telecamera posteriore e sistema di pesatura per tenere sotto controllo la quantità di materiale mosso. "Tutti i dati vengono monitorati, consumi compresi: possiamo dare indicazioni all'operaio sulla quantità di materiale da movimentare per ciascuna tipologia".


Un altro optional presente sia sulle L110H che sulla L120H, e fondamentale per le esigenze di carico e scarico dai camion, è quello delle benne ad alto ribaltamento. Tutte le macchine utilizzano AdBlue.

A livello di assistenza non si sono resi necessari interventi particolari al di fuori della manutenzione programmata, ma nel corso degli anni le risposte ottenute in questo ambito sono ritenute soddisfacenti da Clerici: "Generalmente, l'intervento avviene in giornata se il ricambio è già disponibile o entro 48 ore se deve arrivare da Bologna".

L110H e L120H: numeri e contenuti tecnici dietro la scelta di VAR srl

"Quello fra l'economia circolare e il marchio Volvo, a ben vedere, è un connubio naturale" osserva [Mauro Freddi], funzionario commerciale della filiale milanese di Volvo Construction Equipment Italia. "I tre valori cardine del brand sono qualità, sicurezza e, appunto, rispetto dell'ambiente. A conferma dell'approccio Volvo col mercato del recycling, tengo a sottolineare che nell'area del pavese sono presenti 6 impianti come questo, di cui 4 utilizzano le nostre macchine".

La fiducia alla base

A dx, Mauro Freddi di Volvo CE e a sx Claudio Clerici di Var
E anche quelle acquistate di recente da VAR srl rappresentano un importante upgrade a livello di attenzione per le problematiche ambientali.

"Un elemento da sottolineare, che fa parte della dotazione di serie di entrambi i modelli, è l'ecopedale: un limitatore meccanico che, quando la curva della coppia incontra quella della potenza erogata, blocca il pedale dell'acceleratore. Nel momento in cui incontra resistenza alla pressione sul pedale, l'operatore sa di aver raggiunto la posizione ottimale, in cui la macchina lavora consumando poco, e viene quindi invitato a non accelerare oltre: ha comunque la possibilità di farlo, ma senza alcun beneficio, perché perderebbe potenza e coppia e consumerebbe di più".

Una partnership tecnica ormai ventennale

Ma Volvo ha lavorato anche su altri aspetti: "In particolare per quanto riguarda la L120H, nel 2020 è stata apportata una modifica alla gestione dell'urea per mantenere basse le emissioni: questo permette di consumare un litro in meno rispetto alla precedente versione Stage V. Ma non solo: il nuovo dimensionamento della L120H sfrutta meno la macchina, che può lavorare a un regime inferiore rispetto alla L110H, intorno a 1.100 giri, col risultato di un consumo leggermente più basso": un miglioramento che nel corso dell'intervista è stato confermato anche dello stesso Carlo Clerici.
Miglior dimensionamento e minori consumi (-20% rispetto alla versione G) per la pala gommata Volvo L120H
"Naturalmente" continua Freddi "si tratta di dati su cui può incidere anche la sensibilità dell'operatore, e nel caso di VAR srl ci troviamo di fronte a un cliente che ha già una grande familiarità con le pale gommate Volvo. Prima di queste tre macchine, acquisite a seguito della nuova autorizzazione e dell'ampliamento dell'impianto, l'azienda aveva delle L110 di serie precedenti con benne da 3,5 – 4 mc".

"VAR srl ha esigenze particolari che vanno tenute in attenta considerazione al momento di accompagnarla nella scelta, perché si tratta di un cliente che non fa molte ore annue, ma ha dei picchi di lavorazione quando arrivano i camion coi fanghi: possono capitare quindi giornate in cui le macchine sono continuamente in funzione per spostare il materiale nei tunnel e altre in cui sono ferme, o magari soltanto una delle tre rimane operativa. Nei periodi di picco capita anche che VAR srl ricorra al noleggio di un escavatore".

Quello che ha condotto l'azienda alla scelta delle L110H e della L120H consegnata un anno fa è, come ci illustra Freddi, uno studio puntuale del numero di bennate necessarie al caricamento di un bilico.

Video?

"Pur avendo l'optional della pesatura a bordo OWB (On Board Weighing) su tutte e tre le macchine e, naturalmente, un certo occhio che è frutto dell'esperienza, il cliente sa già con certezza che non gli serviranno più di 6 bennate per completare l'operazione".

Entrando nello specifico dei due modelli, è facilmente individuabile il dna comune. La L110H è una pala gommata da 130 quintali che monta lo stesso telaio, lo stesso motore 6 cilindri in linea Tier V e la stessa gommatura della L120H. Anche la cabina è identica e quindi non ha richiesto alcun tipo di adattamento agli operatori, già abituati al lavoro sulle L110H, ma in ogni caso assistiti dalla filiale di Milano di Volvo CE Italia con la consueta formazione alla consegna.
Il cinematismo Torque Parallel (TP) Volvo fornisce un'elevata coppia di sbloccaggio e agevole riempimento delle benne
"La differenza è nel peso della zavorra e dei bracci" spiega Mauro Freddi "e nella gestione della centralina del motore".

Una scelta imprescindibile per VAR srl, che ha l'esigenza di caricare bilici con cassone alto, è quella della benna ad alto ribaltamento presente sulle tre macchine, che può essere utilizzata nella configurazione chiusa per spostare materiale all'interno dei silos oppure con altezza di carico aumentata, per caricare appunto i bilici o creare i cumuli nell'area coperta, dove rimangono per il processo di maturazione.
Un optional indispensabile per il caricamento dei trasporti a sponda alta: la benna ad alto ribaltamento
L'altezza massima di scarico della pala gommata Volvo L120H con benna ad alto ribaltamento arriva a 4.500 mm
Ma quali sono i motivi per cui VAR srl, dovendo rinnovare il suo parco macchine, ha puntato su questi modelli?

"Principalmente due" ci risponde Freddi: "la comodità della trasmissione a contralberi, ideale in un caso come il loro, in cui la macchina deve caricare e trasportare in piano. E poi la dimensione, scelta tenendo in considerazione l'esigenza di lavorare in questi spazi, che diventano limitati quando le pale operano tutte e tre in contemporanea".

Un altro contenuto tecnico che risulta prezioso in ambito di recycling è il brevetto TP-linkage di Volvo: "il fatto di avere un bordo benna pressoché parallelo al terreno permette di caricare di più e, in secondo luogo, di non perdere materiale nel trasporto". Il funzionario di Volvo CE Italia ci ha indicato l'interno del capannone: "possiamo averne una conferma già a livello visivo, notando l'assenza di materiale per terra nelle parti non occupate dai cumuli, e questo malgrado la sua volatilità".
Il bordo benna parallelo al terreno consente di caricare più materiale e non perderne nel trasporto
Ultimo, ma non certo meno importante aspetto della collaborazione, è quello della formula di assistenza: VAR srl ha un contratto di manutenzione programmata. Il servizio telematico CareTrack di Volvo garantisce la condivisione costante dei dati della macchina e, in caso di interventi, è già possibile una prediagnosi che consente ai tecnici di uscire coi ricambi necessari.

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