Cuore di Montanaro

I tratti asciutti, segnati dal lavoro, certo, ma anche dal clima delle sue montagne del Trentino che spesso sa essere molto duro; incontriamo Giovanni Battista Delladio, titolare con il padre Mario della Sevis di Moena, sul cantiere della pista Lacedelli a Cortina d’Ampezzo, dove si correranno alcune delle gare della XXV Olimpiade invernale.

A Delladio piace la montagna, ce l’ha nel sangue e si vede; non solo: gli piace anche (e molto) il lavoro che fa per guadagnarsi da vivere. D’altra parte chi non sarebbe felice di poter lavorare fra le scenografie mozzafiato delle nostre Alpi, dal Friuli alla Valle d’Aosta?

Tanto lavoro di martello

Sul cantiere delle Olimpiadi invernali anche un Caterpillar 336E di proprietà Sevis
Intendiamoci, a Delladio piace lavorare, ma ha anche le idee chiare su dove vuole arrivare con l’azienda di famiglia. Specializzazione, duro lavoro e ricerca spasmodica della qualità, sono i fattori principali che hanno portato la Sevis a diventare un punto di riferimento per i lavori in montagna.

Lo abbiamo intervistato proprio sotto le spettacolari 5 Torri del gruppo montuoso del Nuvolau e abbiamo parlato con lui della sua azienda. Ecco quello che ci ha raccontato, in esclusiva ovviamente.

La forza della passione

“Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna” diceva Walter Bonatti, una frase che si addice davvero molto alla storia di Sevis.

L’orgoglio per un processo lungo, paziente e difficile che però ha dato importanti risultati traspare nelle parole di Delladio: “l’azienda nasce nel secondo dopoguerra, nel 1952, e, con me, siamo giunti alla terza generazione di imprenditori. La sede era in Val di Fassa e, oggi, si trova a Moena. La collocazione stessa della sede, situata a 1200 metri di quota non fa altro che confermare la stessa passione che ha accumunato mio nonno, mio padre e ora me: la passione per la montagna”.
Sevis realizza anche bacini di raccolta acque per l'innevamento montano
Continua Delladio. “Una passione che è diventata (siamo molto fortunati in questo, sorride Delladio, ndr) anche il nostro lavoro; Sevis è specializzata nella costruzione di piste da sci e nella realizzazione di infrastrutture al servizio degli impianti, come, ad esempio, gli impianti di innevamento e i bacini per la raccolta delle acque. Ci occupiamo anche di tutte le opere civili e di movimento terra necessarie alla realizzazione di funivie o di seggiovie”.

“Questa nostra specializzazione ci ha portato a continuare a crescere anche durante gli anni di crisi; una data importante su tutte: nel 2008 con mio padre e mia madre, abbiamo rilevato la quota aziendale dei miei due zii”.
Ambienti mozzafiato, ma anche contesti operativi complessi e difficili per i cantieri gestiti da Sevis
“Si è trattato, per noi, di un impegno finanziario davvero importante (soprattutto negli anni di crisi), ma ha anche segnato una nuova fase per la nostra impresa. Assieme, come famiglia, ci siamo dati l’obiettivo di specializzarci ancora di più nei settori che ritenevamo più vicini alla nostra esperienza (e alla capacità dei nostri dipendenti e collaboratori, un fattore che mai dimentichiamo), allargando contemporaneamente il nostro bacino operativo a tutto l’arco alpino”.

Puntare sulla specializzazione è sempre stata la nostra stella polare e i risultati ci hanno premiato [Giovanni Delladio]

“Il tempo ci ha dato ragione e sono arrivate le Commesse fuori dal Trentino; contemporaneamente i grandi produttori di impianti hanno imparato a conoscere e stimare la nostra competenza operativa, dandoci sempre più fiducia. Un percorso di specializzazione in cui abbiamo sempre creduto e che ci ha portato oggi ad avere un fatturato di circa 15 milioni di euro; un risultato, se posso sottolinearlo, ancora più rilevante se si considera che viene sviluppato in otto mesi, escludendo i mesi invernali, in cui di fatto la nostra operatività si ferma”.

La Tecnologia al servizio della Qualità

L’obiettivo è, dalla fondazione di Sevis, la Qualità, come ci conferma anche Delladio: “Ormai da tempo lavoriamo con l’ottica delle soluzioni chiavi in mano per i nostri clienti; con un’importante specifica: per le strutture tecnologiche operiamo in sinergia con i grandi produttori iperspecializzati. Il livello tecnologico raggiunto dalle infrastrutture per le stazioni invernali è, infatti, altissimo, presidiato, in Italia, ma anche nel mondo, da due grandi società (una italiana e una austriaca) sia per quel che riguarda gli impianti di risalita sia per gli impianti di innevamento”.

Per la pista Lacedelli di Cortina, Sevis ha noleggiato da CGT un escavatore 336F e un dozer D8T
“Come Sevis - continua Delladio - lavoriamo su tutto l’arco alpino italiano (principalmente in Trentino Alto Adige, ma anche in Piemonte, Val d’Aosta e Friuli Venezia Giulia) per mettere in opera gli impianti tecnologici di entrambe le società (e ovviamente anche per altri lavori in questo segmento); si tratta di un risultato non da poco, dato che il livello qualitativo che ci viene richiesto è davvero sfidante. Un livello che, certamente, abbiamo saputo raggiungere grazie agli anni di esperienza sul campo (o forse è meglio dire sui monti, ndr), unita a una passione e a un rispetto per le nostre montagne che non molte imprese possono vantare di avere”.

“La nostra passione per la montagna, per i suoi profumi e i suoi paesaggi ci consente di sopperire al meglio alle difficoltà operative che questo ambiente presenta sui cantieri; le variabili geologiche rispetto alla pianura sono infinitamente più complesse e richiedono, per essere gestite al meglio e in sicurezza, davvero un’esperienza che solo chi vive da sempre in montagna, riesce ad avere”.

Quando si lavora in montagna, nulla può essere lasciato al caso, ogni dettaglio va accuratamente pianificato [Giovanni Delladio]

“E poi ci sono le condizioni meteo: su certi cantieri sappiamo che in ogni mese dell’anno può nevicare, con conseguente condizionamento delle tempistiche di gestione del processo realizzativo”.

“Conoscere, prevenire, prevedere e giocare d’anticipo, solo in questo modo si può superare le sorprese che la montagna ha in serbo, soprattutto quando si lavora nel movimento terra”.

“Ma ogni sforzo sarebbe inutile, torno a ripeterlo, se non amassimo così tanto i nostri monti; un’alba su un cantiere in montagna, con i suoi silenzi prima che le macchine comincino a lavorare. Davvero non c’è posto migliore”.

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