Torniamo in Alto Adige, dopo un mese, sempre ospiti del dealer di Doosan Infracore per il Trentino Alto Adige, la Fides di Trento, questa volta per vedere al lavoro, in un cantiere all’interno del tessuto urbano di Merano, un escavatore cingolato DX235NLC-5 del produttore coreano.
Anche in questo caso, l’impresa che troviamo impegnata nei lavori di scavo propedeutici alla realizzazione di una fondazione per un nuovo edificio ad uso alberghiero è in controtendenza con la maggior parte delle realtà attive nel resto d’Italia che stanno ancora facendo i conti con la crisi. La Eurobeton 2000, come vedrete più avanti dalle parole del titolare, la crisi non l’ha sentita affatto o comunque molto poco; merito senz’altro di un territorio ricco e dinamico, ma anche di un’attenta diversificazione aziendale che ha portato l’azienda a specializzarsi nel segmento alberghiero e in quello dell’agricoltura, che qui, di fatto, non hanno accusato flessioni particolari.
Ad accompagnarci sul cantiere di Merano c’è il responsabile vendite della Fides di Trento, Luca Schullian, al quale chiediamo di illustrarci meglio l’ottica industriale che rende vincente l’azione di un dealer in territori come l’Alto Adige estremamente sensibili alla qualità e alla puntualità nei rapporti. “Essere il concessionari per Doosan sul Trentino Alto Adige comporta una grande responsabilità: quella di erogare la massima qualità di servizio sotto tutti i punti di vista. Faccio riferimento - continua Schullian - sia alla fase precedente l’acquisto che richiede un’attenzione spasmodica per aiutare il cliente (che ha comunque sempre le idee ben chiare) a scegliere la migliore soluzione tecnologica per il proprio cantiere sia al largo spettro di attività di postvendita, che vanno dalla corretta valutazione dell’usato da permutare all’assistenza sia presso la nostra officina sia direttamente sui cantieri dei clienti”.
Cominciamo la nostra analisi del DX235NLC-5 con braccio articolato e zavorra pesante (macchina dal peso operativo di 24,5 tonnellate con una forza di strappo di 15.500 daN e una forza di penetrazione di 11.900 daN) con un fattore che ci sta molto a cuore, la robustezza che influisce direttamente sulla redditività (pochi guasti) e sulla vita utile dell’escavatore. In Doosan hanno fatto un bel lavoro con un telaio davvero molto robusto, con struttura a X e un sottocarro altrettanto tosto con soluzioni degne di classi di macchine superiori, come i pattini per impieghi gravosi da 12 mm di spessore in lega temprata e induzione con tripla costolatura, la molla e la ruota tendicingolo abbinate, le ruote motrici realizzate in getto in acciaio e le catene con maglie autolubrificanti a tenuta (non dimentichiamo che i rulli dei cingoli hanno la lubrificazione permanente).
Anche la sovrastruttura è altrettanto robusta, sull’ultima serie Doosan ha irrobustito il braccio e il bilanciere, con ulteriori barre di rinforzo addizionali e, soprattutto, con la flangia terminale rafforzata; il perno di articolazione dl braccio è realizzato in metallo a elevata lubrificazione (aumentano gli intervalli di ingrassaggio), mentre il punto di snodo alla benna prevede boccole EM con rivestimento autolubrificante (anche qui minori costi di manutenzione e maggiori durate operative).
Qualche accenno, poi, alla cabina: ampia e ben organizzata, è davvero silenziosa (solo 69 dB(A) e monta un sedile a sospensione pneumatica riscaldato di serie che può essere regolato indipendentemente dalla console dei joystick. Dal punto di vista dei comandi, molto interessante la funzione, esclusiva di Doosan, del controllo via joystick o pedali delle linee ausiliarie. A beneficiarne è il comfort dell'operatore, poiché l'utilizzo degli accessori (come le cesoie o il martello) tramite il joystick può diventare scomodo con il susseguirsi delle ore di lavoro o a causa di movimenti ripetuti. C’è, infine, il pedale per l’avanzamento rettilineo che, soprattutto sulle pendenze e quando si effettuino movimenti combinati, risulta particolarmente pratico e utile.