Sul cantiere, in punta di cingoli

Torniamo in Alto Adige, dopo un mese, sempre ospiti del dealer di Doosan Infracore per il Trentino Alto Adige, la Fides di Trento, questa volta per vedere al lavoro, in un cantiere all’interno del tessuto urbano di Merano, un escavatore cingolato DX235NLC-5 del produttore coreano.

Anche in questo caso, l’impresa che troviamo impegnata nei lavori di scavo propedeutici alla realizzazione di una fondazione per un nuovo edificio ad uso alberghiero è in controtendenza con la maggior parte delle realtà attive nel resto d’Italia che stanno ancora facendo i conti con la crisi. La Eurobeton 2000, come vedrete più avanti dalle parole del titolare, la crisi non l’ha sentita affatto o comunque molto poco; merito senz’altro di un territorio ricco e dinamico, ma anche di un’attenta diversificazione aziendale che ha portato l’azienda a specializzarsi nel segmento alberghiero e in quello dell’agricoltura, che qui, di fatto, non hanno accusato flessioni particolari.

 
Il cantiere in questione ha tutte le caratteristiche tipiche dei lavori urbani, in presenza di aree costruite limitrofe: controllo delle vibrazioni e del rumore, abbattimento delle polveri, perimetrazione completa dell’area di scavo, massima attenzione alla sicurezza. Il tutto porta, diremmo quasi naturalmente, la Eurobeton 2000 ha investire nel parco macchine, soprattutto in mezzi con motorizzazioni a basso impatto inquinante, Stage IV con anche bassa pressione sonora.

Proprio per questo troviamo al lavoro un nuovissimo DX235NLC-5, impegnato in un classicissimo ciclo di “scavo e scarico” (qui il video operativo dell'escavatore al lavoro).

Dal 1971 a 360° nell’edilizia

Incontriamo sul cantiere di Merano, Stefan Pföstl, titolare della Eurobeton 2000, impresa altoatesina che lavora su tutto il ciclo edile, dagli scavi fino alla costruzione di edifici civili e industriali. “La nostra attività in questo settore è cominciata con mio padre, nel 1971, e, dopo 45 anni siamo arrivati a dare lavoro a 98 persone: 30 di queste lavorano nel comparto del movimento terra, le altre seguono quello delle costruzioni. Lavorando molto nel settore alberghiero e nel comparto agricolo, abbiamo sentito meno i morsi della crisi; un vantaggio indubbiamente notevole che però ci richiede una dedizione assoluta al cliente, dato che, soprattuto per il comparto alberghiero, il rispetto delle tempistiche è un fattore davvero inderogabile (ovviamente la qualità non è mai in discussione). Essendo poi un comparto stagionale, lavoriamo tantissimo da ottobre a marzo, con turni che arrivano molto spesso a coprire 14-15 ore al giorno”.

Entrando nel dettaglio del parco macchine dedicato al movimento terra, oggi abbiamo 17 mezzi, 14 dei quali a marchio Doosan, dai modelli da 5,5 tonnellate fino a quelli più grandi, come il DX340NLC-5, l’escavatore più grande che abbiamo in flotta. E’ dal 2007 che lavoriamo con il marchio coreano - continua Pfostl - e siamo molto contenti della qualità delle macchine. Da due anni a questa parte, poi, dal punto di vista della vendita e dell’assistenza, lavoriamo con la Fides e siamo molto soddisfatti del livello di servizio che il concessionario di Trento ci garantisce. Prima di avere Doosan, come Eurobeton 2000, acquistavamo macchine di un produttore giapponese; ci siamo spostati sul marchio coreano principalmente per i consumi che sono molto più bassi. Ovviamente anche il rapporto prezzo/prestazioni è molto favorevole, ma sono soprattutto i consumi che ci hanno impressionato fin da subito. Questo vantaggio si è ulteriormente evidenziato sulle macchine di ultima generazione, come il DX235NLC-5 che stiamo vedendo oggi a Merano che, dai primi riscontri, consuma decisamente meno dei modelli delle serie precedenti. Altro fattore importante: tutti i nostri escavatoristi sono molto contenti delle prestazioni e della reattività degli escavatori di Doosan, compreso l’ultimo arrivo il DX235NLC-5 appunto. E questo per me è un fattore altrettanto importante che il basso consumo di carburante”.


Conclude Pfostl: “Un’ultimo dettaglio: avendo acquistato i primi Doosan nel 2007, abbiamo oggi nel parco macchine, escavatori con 18.000 ore di lavoro che sono ancora pienamente operativi sia dal punto di vista delle prestazioni sia da quello dei consumi e questo è per noi, che poniamo molta attenzione al controllo dei costi, un fattore importantissimo. Per chiudere, volevo spendere una parola sul tema ricambi: i prezzi della ricambistica Doosan sono secondo me molto corretti, soprattutto se li paragono con altri marchi che abbiamo usato in passato e anche questo è un fattore che conta”.

Il binomio vincente

Ad accompagnarci sul cantiere di Merano c’è il responsabile vendite della Fides di Trento, Luca Schullian, al quale chiediamo di illustrarci meglio l’ottica industriale che rende vincente l’azione di un dealer in territori come l’Alto Adige estremamente sensibili alla qualità e alla puntualità nei rapporti. “Essere il concessionari per Doosan sul Trentino Alto Adige comporta una grande responsabilità: quella di erogare la massima qualità di servizio sotto tutti i punti di vista. Faccio riferimento - continua Schullian - sia alla fase precedente l’acquisto che richiede un’attenzione spasmodica per aiutare il cliente (che ha comunque sempre le idee ben chiare) a scegliere la migliore soluzione tecnologica per il proprio cantiere sia al largo spettro di attività di postvendita, che vanno dalla corretta valutazione dell’usato da permutare all’assistenza sia presso la nostra officina sia direttamente sui cantieri dei clienti”.


Con Doosan siamo certi di avere un prodotto di alto profilo, una gamma completa e di poter garantire ai clienti un risparmio sul consumo di carburante, a parità di produttività, davvero importante. Il prodotto, oggi come non mai con la serie 5, c’è, noi come Fides ci prendiamo carico di garantire a chi sceglie Doosan un’assistenza altrettanto puntuale e soddisfacente. Il nostro sforzo è quotidiano, così come lo sono gli investimenti che abbiamo realizzato e che stiamo programmando e posso affermare che, alla prova dei fatti, moltissimi clienti ce lo stanno riconoscendo, consentendoci di dare una casa, nelle valli dell’Alto Adige, a tantissimi mezzi “made in Corea”.

Robustezza vuol dire produttività

Cominciamo la nostra analisi del DX235NLC-5 con braccio articolato e zavorra pesante (macchina dal peso operativo di 24,5 tonnellate con una forza di strappo di 15.500 daN e una forza di penetrazione di 11.900 daN) con un fattore che ci sta molto a cuore, la robustezza che influisce direttamente sulla redditività (pochi guasti) e sulla vita utile dell’escavatore. In Doosan hanno fatto un bel lavoro con un telaio davvero molto robusto, con struttura a X e un sottocarro altrettanto tosto con soluzioni degne di classi di macchine superiori, come i pattini per impieghi gravosi da 12 mm di spessore in lega temprata e induzione con tripla costolatura, la molla e la ruota tendicingolo abbinate, le ruote motrici realizzate in getto in acciaio e le catene con maglie autolubrificanti a tenuta (non dimentichiamo che i rulli dei cingoli hanno la lubrificazione permanente).

Anche la sovrastruttura è altrettanto robusta, sull’ultima serie Doosan ha irrobustito il braccio e il bilanciere, con ulteriori barre di rinforzo addizionali e, soprattutto, con la flangia terminale rafforzata; il perno di articolazione dl braccio è  realizzato in metallo a elevata lubrificazione (aumentano gli intervalli di ingrassaggio), mentre il punto di snodo alla benna prevede boccole EM con rivestimento autolubrificante (anche qui minori costi di manutenzione e maggiori durate operative).

Qualche accenno, poi, alla cabina: ampia e ben organizzata, è davvero silenziosa (solo 69 dB(A) e monta un sedile a sospensione pneumatica riscaldato di serie che può essere regolato indipendentemente dalla console dei joystick. Dal punto di vista dei comandi, molto interessante la funzione, esclusiva di Doosan, del controllo via joystick o pedali delle linee ausiliarie.  A beneficiarne è il comfort dell'operatore, poiché l'utilizzo degli accessori (come le cesoie o il martello) tramite il joystick può diventare scomodo con il susseguirsi delle ore di lavoro o a causa di movimenti ripetuti. C’è, infine, il pedale per l’avanzamento rettilineo che, soprattutto sulle pendenze e quando si effettuino movimenti combinati, risulta particolarmente pratico e utile.

Thomas Staffler, operatore al lavoro sul Doosan DX235NLC-5 a Merano

Dopo la cabina, eccovi giusto qualche dato operativo, relativo all’escavatore con braccio articolato: profondità di scavo massima 5.985 mm, sbraccio di scavo a terra 9.495 mm e altezza di carico 3.920 mm.

Quando motore, elettronica e idraulica si parlano

Motore e idraulica sono molto ben bilanciati sul nuovo DX235NLC-5, l’escavatore monta il nuovo propulsore Doosan Stage IV (raggiunto senza DPF) a sei cilindri da 5,89 litri in grado di erogare una potenza di 124 kW a 1.800 giri al minuto; il turbocompressore su questo motore ha la valvola Wastegate che consente a una quota del gas di scarico di “saltare” la turbina, regolando meglio la sovralimentazione. In questo modo si migliora la velocità di risposta della turbina, massimizzando di conseguenza la coppia.

Il motore dialoga davvero molto bene (e le risposte ai comandi sono di conseguenza reattive e veloci) con l’idraulica, grazie al sistema di controllo elettronico che in Doosan chiama e-Epos che controlla la centralina elettronica del motore. Il tutto, oltreché in prestazioni, si traduce anche in consumi che scendono, rispetto alle versioni precedenti, mediamente del 5%.

Il cuore dell’idraulica sono le due pompe principali a pistoni assiali (ognuna con una portata massima da 206,5 litri al minuto) che lavorano in tandem e sfruttano un sistema di cross-sensing che influisce in maniera determinante sulla riduzione del consumo di gasolio, influenzato anche dal sistema di decelerazione automatico. Sono quattro le modalità operative disponibili, che consentono di avere sempre il perfetto controllo delle potenze da utilizzare il relazione al tipo di lavoro che si sta eseguendo.

Di serie c’è poi la ventola viscostatica elettronica, davvero molto silenziosa: controllata elettronicamente, si attiva solo quando serve, con un impatto positivo sui consumi.

Sono molto rimasto colpito dai consumi che sono particolarmente bassi - afferma Thomas Staffler, l’operatore di Eurobeton 2000 che stava lavorando sul DX235NLC-5 al momento della nostra visita in cantiere che continua - la nuova motorizzazione fa sicuramente la sua parte in modo egregio e, tra l’altro, Doosan è riuscita molto meglio di altri produttori a contenere gli ingombri e le dimensioni del posteriore della macchina, soprattutto in altezza. Il DX235NLC-5 è anche un escavatore molto silenzioso e questo, quando si fanno lunghi turni di lavoro al carico, è un fattore importantissimo da tenere in considerazione”.

La reattività dell’idraulica è davvero importante, così come la trazione che garantiscono carro e cingoli, trazione a cui si unisce una stabilità, soprattutto quella laterale, davvero molto buona. L’escavatore è molto veloce e agile e questo nonostante che l’ingombro di rotazione posteriore sia minore rispetto a quello della serie precedente”.

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