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Buia 'Serve un decreto che ristori le imprese

Buia 'Serve un decreto che ristori le imprese

Le considerazioni del presidente dell'Ance Gabriele Buia sono lo specchio di questa fase di discontinuità che sta vivendo il mondo dell'edilizia.

Le opere pubbliche sono al minimo sindacale, tempi per creare i bandi di gara e far partire i cantieri sono a dir poco biblici, alcune grandi aziende di costruzioni in concordato; in mezzo a questo caos, però, la spinta dell’edilizia privata trainata dagli incentivi del Superbonus al 110% sembrerebbe far ben sperare.

"ll settore ha grandi potenzialità - dice Buia - e se riparte, la spinta sul Pil è immediata. Abbiamo una grande occasione grazie alle risorse del Recovery Plan. Soldi da dover spendere entro il 2026".

"Il valore dei bandi pubblici è in linea con quello dell’anno passato — continua Buia — ma certo le semplificazioni autorizzative, con un iter più snello per le valutazioni di impatto ambientale per le grandi stazioni appaltanti come Anas e Rfi, dovrebbero aiutare anche l’occupazione".

"Ma c’è anche un problema di mercato che potrebbe persino bloccare i cantieri: i prezzi delle materie prime, come il ferro per cemento armato e il rame, sono decollati. Servirebbe un decreto speciale che ristora le imprese, come avvenne nel 2008. Quando si assiste ad un rincaro delle commodity oltre l’8% come adesso. Altrimenti le imprese azzerano i margini, non assumono, e la filiera si blocca".